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Laboratori interculturali in Cittadella

Accoglienza, migrazione, integrazione saranno al centro del Laboratorio interculturale 2018, in programma in Cittadella dei Giovani in sei incontri che animeranno le serate dal 20 gennaio al 12 aprile.

Gli appuntamenti partiranno da sabato 20 gennaio, alle 18, con l’inaugurazione della mostra fotografica “Oltre le parole sentirsi a casa”, presso la Caffetteria della Cittadella. L’esposizione nasce dal progetto del laboratorio interculturale che si è svolto presso la struttura, sulle tracce del progetto originale di Matteo Bontempi, Manuel Lamonica e Luca Scarpa. Una ventina di ragazzi, di cui 6 studenti del Liceo Linguistico “Eduard Bérard” di Aosta e 13 ragazzi richiedenti protezioni internazionale accolti dalla Cooperativa EnAIP Vallée d’Aoste espongono le loro fotografie che parlano del sentirsi o del non sentirsi a casa.
L’esposizione, così come gli scatti sono il frutto di un articolato e fruttuoso lavoro di incontri, riflessioni, scambi che è durato quasi un anno intero.

Venerdì 26 gennaio, sempre alle 18 in Caffetteria, l’attenzione sarà rivolta agli scrittori Teresa Charles e Giulio Gasperini e a loro libri “Il cantico dei migranti Venticinque punti per ragionare su migrazioni, accoglienza e integrazione”  “Migrando”, pubblicati dalle Edizioni End, e che esplorano in modo originale e personale il tema delle migrazioni attraverso gli occhi dei due autori.

Il 15 febbraio, alle ore 18 presso lo Spazio Associazioni, sarà invece protagonista Il libro di Donatella Di Cesare “Stranieri residenti”, edito da Bollati Boringhieri, un volume di grande attualità che riesce a problematizzare adeguatamente i recenti dibattiti politico-culturali in tema di cittadinanza, ma anche di ius soli o ius culturae, e dimostrare quanto la filosofia abbia molto da dire oltre le polemiche troppo semplicistiche della politica e dei mass-media o degli slogan polarizzati di destra e di sinistra.

Giovedì 1° marzo Cittadella ospiterà invece la Premiazione del Concorso “di’ versi”, il concorso letterario – aperto ai giovani di età compresa tra i 14 e i 29 anni residenti o domiciliati in Valle – che vuole raccontare la diversità culturale del mondo e aperto alla scrittura nelle sue diverse sfaccettature, con l’obiettivo  di proporre un progetto alla ricerca di contributi molteplici e spunti che declinino la complessità della “diversità culturale” che va progressivamente costruendosi nel mondo contemporaneo.

Complessità culturale che riecheggia anche nell’appuntamento del 15 marzo, quando nello Spazio Associazioni si parlerà di Siria, Libano, Palestina e Medio Oriente con Mervat Sayegh, studentessa siriana all’Università di Ferrara; e con Caterina Ferrua, studentessa a Torino che, dopo diverse esperienze nel mondo del volontariato, dal 2016 ha preso parte ad alcuni progetti di accoglienza dei corridoi umanitari per siriani rifugiatisi in Libano.

La chiusura del Laboratorio Inerculturale sarà invece dedicata al teatro, con lo spettacolo del gruppo teatrale nomade Ortika dal titolo “Chi ama brucia – Discorsi ai limiti della frontiera”, il cui testo, un’immersione vera e propria nei “campi di accoglienza” per migranti stranieri, è tratto dalle interviste originali a lavoratori ed ex-reclusi di un ​di​ ​un​ ​CIE – Centro​ ​di​ ​Identificazione​ ​ed​ ​Espulsione​ ​per​ ​stranieri – italiano.

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