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Saint-Vincent chiude alle seconde case

Il Consiglio comunale di Saint-Vincent, venerdì 19 gennaio, ha verificato gli equilibri del Piano regolatore generale.

Una questione tecnica, i cui riflessi si declinano però nelle scelte che si possono o non si possono adottare.
Nello specifico, è emerso che sintanto che non saranno realizzate nuove Rta (residenze turistico-alberghiere) non si potranno realizzare nuove seconde case. Spiega l’assessore alle opere pubbliche, Marco Maresca: “Il nostro Piano regolatore ha quattro tipi di equilibri funzionali finalizzati a privilegiare il recupero in generale (2 a 1 tra recupero e nuova costruzione di affittacamere; 2 a 1 tra recupero di prime e seconde case e nuova costruzione di seconde case) e limitare la nuova costruzione di seconde case rispetto alle prime e alle strutture ricettive (3 a 1 tra nuove prime case e nuove seconde case; 2 a 1 tra recupero, nuova costruzione e ampliamento di strutture ricettive e nuova costruzione di seconde case). È quest’ultimo equilibrio che blocca temporaneamente le nuove seconde case“.
Una situazione che, in assenza di richieste per Rta (improbabili in una fase di crisi) non si sblocca se non con una variante al Piano regolatore. Un’eventualità che il Comune esclude: “Non ci saranno varianti perché il risultato è coerente con gli obiettivi di Piano e in linea con i nuovi orientamenti relativi al consumo di suolo. Il suolo edificabile servirà prevalentemente per nuove strutture ricettive e prime case, evitando di destinarlo alle residenze temporanee, che non rappresentano più un modello di ricettività sostenibile“.
Però le seconde case non sono necessariamente quelle dedicate all’accoglienza turistica. Vi sono anche quelle di privati che investono per affittarle a residenti. Non offrire quest’opportunità non è in ogni caso una fonte di preoccupazione, per l’assessore Maresca: “È un mercato inesistente che non giustifica nuove costruzioni e può trovare soddisfazione nel recupero. Tutto il nuovo degli ultimi anni è invenduto e ci sono cantieri rimasti incompiuti. La nostra è una scelta reversibile; il contrario no. Il suolo sprecato è perso e potrebbere compromettere usi migliori“.

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