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Negata l’iscrizione di sei risoluzioni in Consiglio Valle

Il Consiglio regionale della Valle d’Aosta, giovedì 25 gennaio, ha negato l’iscrizione all’ordine del giorno di sei risoluzioni presentate da Alpe, Area civica-Stella Alpina-Pour Notre Vallée e Mouv-Coalition Citoyenne.

La minoranza denuncia che, in questo modo, “la maggioranza ha commesso un atto di prepotenza inaudito e degno della peggior politica repressiva“.
I 12 consiglieri ritengono inconcepibile che ci si voglia sottrarre al confronto “su argomenti scottanti come i ritardi nei pagamenti agli agricoltori degli indennizzi legati al PSR, come le possibili soluzioni all’aumento delle tariffe autostradali regionali, invocate anche dai aindaci dei Comuni dell’Alta Valle o come gli insediamenti produttivi negli immobili regionali con le conseguenti ricadute occupazionali“.
Nella Conferenza dei capigruppo, il rifiuto è stato motivato “con un pretestuoso intento punitivo nei confronti di un consigliere di minoranza che avrebbe utilizzato toni troppo forti, peraltro neanche censurati dal presidente del Consiglio” e, a tal proposito la minoranza commenta “come se, nell’Aula, non si fossero mai uditi strali e interventi irrispettosi proprio da quegli esponenti che oggi si erigono a paladini del rispetto“.
Il commento politico conclusivo è che “è chiaro a tutti che, dietro al rifiuto di discutere di temi spinosi, si cela il timore che nella segretezza del voto emergano le contraddizioni e i malcontenti di una maggioranza in liquefazione, al cui interno si stanno consumando vere lotte tribali“.

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