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Val Ferret: per il geomorfologo Giardino è stato un evento rapido e imprevedibile

Marco Giardino, professore universitario e geomorfologo, in Valle d’Aosta si era occupato del progetto Iffi (inventario fenomeni franosi in Italia), finalizzato a realizzare un censimento dei fenomeni franosi.

Nell’ambito dell’Iffi, un gruppo composto da geologi e geomorfi ha analizzato i vari fenomeni franosi che, negli anni, hanno avuto luogo in Valle. Partendo dall’analisi di documenti d’archivio e tecnici, il gruppo ha proceduto con l’identificazione dei luoghi interessati, successivmante georeferiti grazie all’utilizzo di foto aeree e satellitari.
In base allo studio storico delle frane in Valle d’Aosta, Giardino sostiene che “In Valle d’Aosta, le colate detritiche sono una tipologia di fenomeno franoso alquanto frequente. Questo non solo a causa della conformazione del territorio, ma anche in virtù del fatto che, in molte vallate, sono presenti depositi glaciali“. In particolare, in Val Ferret, sono presenti depositi glaciali composti da blocchi e sedimenti fini, “quando l’acqua colpisce i depositi, è possibile che si formi matrice liquida, da cui può rapidamente derivare una colata“.
Riguardo le piogge che hanno colpito la Val Ferret prima e durante l’evento del 6 agosto, la Struttura assetto idrogeologico dei bacini montani della Regione aveva precisato che il temporale di calore non è stato particolarmente inteso (la stazione di misurazione posta a un kilometro di distanza indicava una precipitazione di 12 mm nell’ora dell’evento), tuttavia “l’intensità si è concentrata in una singola area ristretta”, principalmente sul torrente Margueraz. Giardino ha aggiunto che “purtroppo, con la situazione climatica attuale si aggiungono incertezze. Esistono tantissime variabili. Penso che l’evento che ha colpito la Val Ferret sia stato molto rapido e imprevedibile“.

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