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Champorcher senza sindaco

Nella mattinata di lunedì 1° ottobre, Alessandro Glarey ha rassegnato le dimissioni da sindaco di Champorcher.

Una decisione che è arrivata dopo un periodo di conflitti all’interno della maggioranza e due votazioni che lo hanno messo in minoranza.
La prima il 27 luglio: si doveva votare un debito fuori bilancio di 2mila euro e due assessori (Fausta Baudin e Roberto Pagani) hanno espresso parere contrario, facendo venir meno il rispetto degli equilibri di Bilancio.
Nell’estate, i rapporti sembravano essere migliorati ma, venerdì 28 settembre, un nuovo episodio. Non sugli equilibri di bilancio, visto che era già arrivata una diffida dalla Presidenza della Giunta regionale e di rischiava il commissariamento dell’ente, bensì rispetto a una richiesta di spostamento di punti all’ordine del giorno formulata della minoranza: sindaco contrario ma spostamento approvato.
Ho dunque fatto le mie valutazioni – ci ha detto Alessandro Glarey – e, considerato che non ho più una maggioranza, ho ritenuto doveroso farmi da parte. Ora il Consiglio potrà riunirsi e, se troverà un accordo, eleggere un nuovo sindaco, un nuovo vicesindaco e una nuova Giunta“.
Fausta Baudin non è nuova ai cambiamenti di fronte: a metà della passata consiliatura aveva abbandonato il sindaco Mario Gontier ed era passata all’opposizione proprio con Glarey (che aveva già fatto due consiliature come assessore ed era allora consigliere di minoranza).
Glarey ipotizza che, sui malumori in maggioranza, abbia pesato la sua presenza nel Consiglio d’Amministrazione della Monterosa ski: “Dopo cinque anni di bilancio in passivo, siamo tornati in attivo, da due esercizi a questa parte. Certo, lo si è fatto compiendo scelte e politiche tariffarie che non hanno trovato unanime consenso. Mi hanno accusato di non aver difeso la stazione di Champorcher“.
L’ormai ex sindaco dice di essere sereno: “Torno a fare il mio lavoro e lascio ad altri il compito di amministrare Champorcher. Mi auguro che – anche grazie a questo mio passo indietro – il Consiglio trovi un’intesa e abbia la capacità di abbandonare il vittimismo e di costruire una visione del futuro della quale la comunità ha bisogno”.

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