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Il Casino ha presentato in Tribunale domanda di concordato

L’amministratore unico del Casino ha depositato al Tribunale di Aosta, mercoledì 31 ottobre, una domanda con riserva di concordato.

Una scelta concordata con i soci
La decisione è stata assunta, in accordo con i due soci (Regione Autonoma Valle d’Aosta e Comune di Saint-Vincent), con l’obiettivo di “conseguire il risanamento della società, in un’ottica di prosecuzione dell’attività aziendale, finalizzata alla stipulazione di accordi di ristrutturazione dei debiti con i propri creditori“.
La procedura di negoziazione si preferisce avvenga sotto il controllo del Tribunale “in ragione del notevole impatto sociale che la questione riveste” e “allo scopo di garantire il massimo rispetto dei diritti dei lavoratori e dei creditori e la migliore preservazione del patrimonio aziendale“.

Art. 161 della Legge fallimentare
L’amministratore unico Filippo Rolando (nominato lunedì 29 ottobre) precisa di procedere ai sensi del comma 6 dell’articolo 161 della Legge fallimentare. Che recita: “L’imprenditore può depositare il ricorso contenente la domanda di concordato unitamente ai bilanci relativi agli ultimi tre esercizi e all’elenco nominativo dei creditori con l’indicazione dei rispettivi crediti, riservandosi di presentare la proposta, il piano e la documentazione di cui ai commi secondo e terzo entro un termine fissato dal giudice, compreso fra sessanta e centoventi giorni e prorogabile, in presenza di giustificati motivi, di non oltre sessanta giorni”.
La documentazione in questione è la seguente:
a) una aggiornata relazione sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’impresa;
b) uno stato analitico ed estimativo delle attività e l’elenco nominativo dei creditori, con l’indicazione dei rispettivi crediti e delle cause di prelazione;
c) l’elenco dei titolari dei diritti reali o personali su beni di proprietà o in possesso del debitore;
d) il valore dei beni e i creditori particolari degli eventuali soci illimitatamente responsabili;
e) un piano contenente la descrizione analitica delle modalità e dei tempi di adempimento della proposta; in ogni caso, la proposta deve indicare l’utilità specificamente individuata ed economicamente valutabile che il proponente si obbliga ad assicurare a ciascun creditore.
Il piano e la documentazione di cui ai commi precedenti devono essere accompagnati dalla relazione di un professionista, designato dal debitore (…) che attesti la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano medesimo. Analoga relazione deve essere presentata nel caso di modifiche sostanziali della proposta o del piano”.
Riprendiamo a leggere il sesto comma: “Nello stesso termine, in alternativa e con conservazione sino all’omologazione degli effetti prodotti dal ricorso, il debitore può depositare domanda ai sensi dell’articolo 182-bis, primo comma“.
Questo articolo recita:L’imprenditore in stato di crisi può domandare, depositando documentazione di cui all’ articolo 161, l’omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti stipulato con i creditori rappresentanti almeno il sessanta per cento dei crediti, unitamente ad una relazione redatta da un professionista, designato dal debitore, in possesso dei requisiti di cui all’articolo 67, terzo comma, lettera d) sulla veridicità dei dati aziendali e sull’attuabilità dell’accordo stesso con particolare riferimento alla sua idoneità ad assicurare l’integrale pagamento dei creditori estranei nei rispetto dei seguenti termini:
a) entro cento venti giorni dall’omologazione, in caso di crediti già scaduti a quella data;
b) entro cento venti giorni dalla scadenza, in caso di crediti non ancora scaduti alla data dell’omologazione“.
Torniamo ancora al sesto comma: “In mancanza, si applica l’articolo 162, commi secondo e terzo”.
Ovvero:Il Tribunale, se all’esito del procedimento verifica che non ricorrono i presupposti di cui agli articoli 160, commi primo e secondo, e 161, sentito il debitore in camera di consiglio, con decreto non soggetto a reclamo dichiara inammissibile la proposta di concordato. In tali casi il Tribunale, su istanza del creditore o su richiesta del pubblico ministero, accertati i presupposti di cui agli articoli 1 e 5 dichiara il fallimento del debitore.
Contro la sentenza che dichiara il fallimento è proponibile reclamo a norma dell’articolo 18. Con il reclamo possono farsi valere anche motivi attinenti all’ammissibilita’ della proposta di concordato“.
Torniamo nuovamente al comma sei: “Con decreto motivato che fissa il termine di cui al primo periodo, il tribunale può nominare il commissario giudiziale (…). Il commissario giudiziale, quando accerta che il debitore ha posto in essere una delle condotte previste dall’articolo 173 (ovvero “se accerta che il debitore ha occultato o dissimulato parte dell’attivo, dolosamente omesso di denunciare uno o piu’ crediti, esposto passività insussistenti o commesso altri atti di frode, deve riferirne immediatamente al tribunale, il quale apre d’ufficio il procedimento per la revoca dell’ammissione al concordato, dandone comunicazione al pubblico ministero e ai creditori”), deve riferirne immediatamente al tribunale che (…) verificata la sussistenza delle condotte stesse, può, con decreto, dichiarare improcedibile la domanda e, su istanza del creditore o su richiesta del pubblico ministero (…) dichiara il fallimento del debitore con contestuale sentenza reclamabile“.

Ma il Bilancio 2017 non c’è
L’amministratore Rolando non ha potuto presentare in Tribunale il Bilancio dell’esercizio 2017, che non è ancora stato approvato in ragione del contenuto della nota integrativa non gradito al socio di maggioranza. “Vi è una prassi con i vari Tribunali di avere situazioni economico-patrimoniali aggiornate – ci ha spiegato l’assessore alle Finanze della Regione autonoma Valle d’Aosta, Stefano Aggravi – e alla norma va aggiunta la giurisprudenza“.

Le azioni in corso
La casa da gioco segnala che “le trattative con i principali creditori sono già in fase avanzata e quindi si confida nel fatto che la procedura si concluderà in tempi brevi”. Specifica ulteriormente l’assessore Aggravi: “Si stanno tenendo incontri con banche e fornitori per definire le varie posizioni. Contestuali incontri stanno avvenengo con le strutture interne“.

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