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Lo spazialismo di Lucio Fontana in mostra ad Aosta

L’esposizione, a cura di Giovanni Granzotto e Leonardo Conti, si propone di evidenziare, in un periodo compreso tra la fine degli anni quaranta e il 1968, le tematiche che più hanno rappresentato il modo di concepire l’arte di Lucio Fontana, partendo da un corpus rilevante di circa trenta opere dell’artista, tra tele, ceramiche e carte.

In Fontana prende forma lo Spazialismo, che ha influenzato diversi artisti.
Tra questi, i curatori ne hanno identificati alcuni (da Piero Manzoni a Agostino Bonalumi ed Enrico Castellani, da Alberto Biasi a Gianni Colombo, da Mario Deluigi a Tancredi e Morandis, da Roberto Crippa a Gianni Dova, sino a Giuseppe Santomaso, Ettore Spalletti, Nunzio, Ben Ormenese, Sandro Martini e molti altri) attraverso i quali è possibile riconoscere l’ombra lunga di Fontana.

Tema centrale della mostra è l’indagine di alcune tra le più rilevanti poetiche che, partendo da Lucio Fontana, possono rappresentarne una continuità di ricerca.

La mostra di Aosta è corredata da un catalogo bilingue italiano-francese contenente testi critici.

Sarà aperta fino a domenica 22 settembre tutti i giorni dalle ore 9 alle ore 19.

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