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CasaPound lascia la politica, quella attiva

In seguito all’esperienza delle ultime elezioni europee e al termine di una lunga riflessione sul percorso del movimento dalla sua fondazione a oggi, CasaPound Italia ha deciso di mettere fine alla propria esperienza elettorale e partitica. La decisione di oggi non segna affatto un passo indietro, da parte del movimento, ma anzi è un momento di rilancio dell’attività culturale, sociale, artistica, sportiva di Cpi, nel solco di quella che è stata da sempre la nostra identità specifica e originale. Sarà anche un’occasione per tornare a investire tempo ed energie nella formazione militante, particolarmente essenziale, dati i nuovi pruriti liberticidi della sinistra”, spiega Iannone.
Tale decisione – continua il presidente di CasaPound Italia – non significa che CasaPound intenda disertare la battaglia sovranista e identitaria. Al contrario, Cpi intende sfruttare il suo bagaglio di vivacità culturale, radicamento sul territorio ed energia militante per contribuire a quella che resta la sfida cruciale da qui ai prossimi anni, dialogando con tutte le forze che si oppongono alle follie globaliste e hanno a cuore i destini della nazione. I molti eletti a livello locale e le 140 sedi sparse su tutto il territorio nazionale resteranno inoltre preziosi avamposti politici per portare avanti le nostre battaglie”.
In tutti questi anni – conclude – CasaPound ha svolto un’importante funzione di avanguardia politica, mettendo in circolo proposte e parole d’ordine che poi sono finite in cima all’agenda del dibattito politico: pensiamo solo a mutuo sociale, reddito nazionale di natalità, nazionalizzazione delle autostrade, preferenza nazionale. Noi riteniamo che questa funzione sia valida oggi più che mai”.


CasaPound, nel Consiglio comunale di Aosta, ha un proprio eletto, Lorenzo Aiello, che commenta la notizia in questo modo: “CasaPound non lascia la politica intesa come interesse per la Polis ma le competizioni elettorali con il proprio simbolo. Continueremo a portare avanti tutte le iniziative che ci hanno sempre caratterizzato, dagli incontri culturali al volontariato, con un occhio di riguardo alla formazione di chi decide di aderire a CasaPound. In quest’ottica, il 27 luglio, festeggeremo i 10 anni di presenza sul territorio. Quanto alle elezioni, la cosa più plausibile credo sia quella di presentarsi – nel caso ce ne fossero le condizioni, programmatiche ed etiche – in altri schieramenti ma non a tutti i costi. Io faccio parte di CasaPound e, avendo abbandonato il gruppo con cui mi sono candidato, rappresento solo CasaPound. La notizia di oggi non sposta di un millimetro l’impegno che ho di fronte a chi mi ha votato“.

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