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Discarica di Pompiod: iniziata in Consiglio Valle l’analisi della petizione

1.132 cittadini hanno firmato una petizione volta a conoscere la provenienza e la tipologia dei rifiuti smaltiti nella discarica di Pompiod nel comune di Aymavilles è stata presentata al Consiglio regionale della Valle d’Aosta.

I firmatari chiedono che siano rese pubbliche la provenienza e la tipologia dei rifiuti smaltiti, che siano effettuati dei controlli periodici e la loro pubblicazione, la verifica dell’abbattimento delle polveri, una limitazione dei rifiuti autorizzati oltre che una nuova valutazione dei rischi ambientali.

Le tesi ambientaliste

Il 23 luglio, alla Biblioteca di Aymavilles, si è svolto un incontro fra popolazione e Regione autonoma Valle d’Aosta per un confronto sulla discarica di Pompiod per rifiuti speciali inerti.

Il Comitato per la Tutela di Pompiod, promotore di una petizione popolare presentata al Consiglio regionale, ha posto quella che ritiene essere la questione cardine del problema: l’impianto, autorizzato come discarica per inerti, accetterebbe rifiuti speciali non pericolosi, concedendo le massime deroghe consentite dalla legge sulla concentrazione di inquinanti nel materiale conferito. «Una situazione che imporrebbe di adottare criteri di costruzione, di  gestione e di sorveglianza più stringenti di quelli previsti per una discarica per rifiuti speciali. Ceneri provenienti da termovalorizzatori, rifiuti vari di fonderia come le scorie di fusione, eccetera, non possono certo essere assimilati a terre e rocce da scavo» ha commentato il Circolo Legambiente della Valle d’Aosta in una nota.

Inquieta gli ambientalisti «l’ostinazione della dirigente regionale responsabile, Ines Mancuso, a definire inerte il materiale stoccato a Pompiod: se così fosse, sarebbe difficile comprendere come mai aziende molto distanti dalla Valle d’Aosta vengono a conferire qui, affrontando anche notevoli spese per il trasferimento del materiale. Forse che, per esempio, tra Firenze ed Aymavilles non esistono impianti che accettano inerti?».

Altro tema che il Comitato e il Circolo ritengono rilevante è la questione dei controlli. «Sia i rappresentanti del Corpo Forestale regionale sia la dirigente competente hanno dichiarato che ne sono stati eseguiti molti. Ma, chiediamo noi, il piano di sorveglianza previsto dalla Deliberazione di Giunta Regionale 909/2016, che ha autorizzato l’impianto, viene applicato? Esso prevede una serie ben precisa di analisi: in particolare ogni tre mesi quelli sulle acque sotterranee e sul percolato, cui si aggiunge un controllo annuale più articolato di questi aspetti, e poi una relazione annuale sui volumi e le tipologie di rifiuti stoccati. E questi dati devono essere pubblici, ai sensi del Decreto Legislativo 19 agosto 2005 n.195, che prevede la pubblicità di tutti i dati ambientali inerenti attività potenzialmente dannose per l’ambiente». Sul punto, nel corso della serata, l’assessore all’ambiente si è impegnato in senso positivo, prospettando però tempi non immediati per la necessità di adeguamenti tecnici del sito regionale.  Ma gli ambientalisti non lo ritengono sufficiente: «È tempo che la nostra Regione si adegui finalmente alle norme che prevedono la trasparenza sui dati ambientali! Tutti i monitoraggi di aziende e attività economiche potenzialmente inquinanti vanno pubblicati al più presto. Chiediamo però tempi certi, che vengano annunciati e rispettati e che al Piano di sorveglianza di Pompiod vengano aggiunti controlli sulla qualità dell’aria e le polveri».

Chiedono anche che «l’Amministrazione regionale, di concerto con i Comuni, ritorni a programmare la gestione del territorio che deve essere pensata a beneficio delle comunità locali. Le domande più significative della serata sono infatti cadute nel vuoto. A più riprese è stato chiesto quale beneficio la comunità valdostana trae dall’ospitare questi impianti e se, visto l’avvio dell’enorme discarica di Issogne, anch’essa per rifiuti speciali, vi sia l’intenzione di disseminare il nostro territorio di impianti di questo tipo, provocando gravi danni, oltre che all’ambiente, all’economia turistica e agricola. Un silenzio che deve finire, perché non tutto ciò che è lecito e può essere fatto ha una ricaduta positiva sul territorio».

La risposta di Chatrian

Rispetto alla nota di Legambiente, l’assessore all’Ambiente della Regione autonoma Valle d’Aosta ritiene necessarie alcune precisazioni «dato che la materia è complessa e la sua trattazione può ingenerare malintesi»e ci ha scritto: «Una prima puntualizzazione occorre farla su quella che Legambiente definisce “ambigua definizione coniata dagli uffici regionali”: la definizione di “rifiuti speciali inerti” è null’altro che la definizione di legge, per la precisione l’Art. 184 del decreto legislativo  152/2006.

Come si è cercato di spiegare, i rifiuti sono classificati, secondo l’origine, in “rifiuti urbani” e “rifiuti speciali” e, secondo le caratteristiche di pericolosità, in “rifiuti pericolosi” e “rifiuti non pericolosi”: sono urbani, generalmente quelli prodotti nelle abitazioni civili, mentre sono speciali generalmente i rifiuti inerti e i rifiuti da lavorazioni industriali, artigianali, commerciali, agricole, ecc. I rifiuti inerti ammissibili nelle discariche come quella di Pompiod sono definiti  “speciali” e “non pericolosi”: la loro caratteristica è di avere un minore impatto ambientale rispetto ad altre tipologie di rifiuto, pertanto possono anche essere destinati al riutilizzo come materia prima secondaria.

Una seconda puntualizzazione è necessaria laddove si fa riferimento alle “incertezze delle Amministrazioni (regionale e comunale)”: sulla realizzazione e gestione della discarica di Pompiod tutti i soggetti interessati, in particolare i Comuni di Aymavilles e Jovençan, nelle varie fasi istruttorie hanno formulato parere favorevole, e la Regione ha semplicemente applicato le disposizioni di legge autorizzando l’impianto. 

In merito a quanto asserito nel comunicato circa il fatto che la discarica di Pompiod accetterebbe tipologie di rifiuti per i quali non ha l’autorizzazione, è doveroso chiarire che l’impianto è autorizzato a ricevere “rifiuti speciali inerti” e alla Regione non risulta un mancato rispetto dei criteri di gestione. L’elenco dei rifiuti da ammettere in una discarica non è individuato a caso, ma sulla base delle indicazioni puntuali stabilite dal Decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36. Nelle discariche per rifiuti inerti possono, infatti, essere ammesse più tipologie purché non reattive, non infiammabili, ecc. L’accettazione, poi, come spiegato durante la serata, di rifiuti che provengono da fuori Regione, purché compatibili, dipende dall’impresa e dai contratti di lavoro che la medesima ha.

Legambiente Valle d’Aosta nel comunicato solleva poi il tema dei controlli, mettendo in dubbio la loro corretta esecuzione e lamentando la mancata pubblicazione dei risultati degli stessi. Nel corso della serata mi sono impegnato, come assessore, a tenere alta l’attenzione in vista della revisione del sito web della Regione, già in fase di studio, affinché si possa in futuro rendere il più possibile visibili ed accessibili le informazioni ambientali, compresi i risultati dei controlli ambientali. 

La revisione del sito non è un’operazione che si porta a termine in due giorni; la raccolta e la pubblicazione dei dati costituenti informazioni ambientali, comporta una grossa mole di lavoro, soprattutto nella fase di elaborazione, che deve essere condotta in modo tale da rendere il semplice numero un’informazione chiara. 

Il mio impegno nei confronti del Comitato è di tenere aggiornato un loro rappresentante sui controlli programmati ed effettuati. Con il Corpo forestale della Valle d’Aosta si stanno valutando, con attenzione, proprio tali aspetti per evitare che vi siano errori nell’esecuzione e, successivamente, nei risultati dei controlli eseguiti. 

L’Amministrazione, mi permetto di dire, deve dare risposte a tutti i “cittadini”, compresi i soggetti che, in applicazione di una normativa vigente, sia essa europea, nazionale o regionale, presentano istanze e pretendono riscontri. Ciò detto, ribadisco il mio impegno e quello delle mie strutture e dell’ARPA nel prestare la massima attenzione alle preoccupazioni degli abitanti dei due Comuni e ad approfondire la questione posta, in particolar modo per verificare la correttezza della gestione della discarica. Il tutto nel rispetto delle regole esistenti».

La petizione è arrivata in Commissione e la questione è diventata politica

Nel pomeriggio di giovedì 1° agosto 2019, la terza Commissione del Consiglio Valle ha iniziato l’esame della petizione.

La petizione è stata dichiarata ricevibile e ammissibile dall’Ufficio di Presidenza nella seduta del 26 luglio e trasmessa per le informazioni e i chiarimenti necessari al presidente della Regione, all’assessore regionale all’ambiente e alla terza Commissione consiliare. Il Regolamento interno prevede che, entro novanta giorni dalla presentazione dell’iniziativa popolare, l’argomento debba essere sottoposto all’esame dell’Aula consiliare; il percorso può concludersi con l’approvazione di una risoluzione diretta a far partecipi gli organi competenti delle necessità esposte nella petizione.

A seguito della riunione, i gruppi Lega Vallée d’Aoste, Mouv’ e il consigliere Claudio Restano hanno chiesto l’iscrizione al prossimo ordine del giorno del Consiglio Valle di una mozione che vorrebbe impegnare il Governo regionale e l’assessore competente a rispondere subito alle sette richieste espresse dal Comitato per la Tutela di Pompiod, contenute all’interno della petizione. La mozione chiede soprattutto di valutare, entro 60 giorni dall’approvazione della mozione, la revoca o revisione delle delibere di autorizzazione all’uso della discarica, poiché i consiglieri ritengono sia inaccettabile che, recentemente, siano state approvate nuove delibere di autorizzazione che hanno incrementato le tipologie di rifiuti autorizzate al conferimento in discarica.

«A fronte delle forti preoccupazioni dei cittadini dei Comuni di Jovençan e Aymavilles – commenta il consigliere leghista Stefano Aggravi nella riunione odierna della III Commissione abbiamo chiesto che sia ascoltato il Comitato per la Tutela di Pompiod. Nell’ultima seduta del Consiglio regionale di luglio avevamo già presentato una risoluzione, sottoscritta anche da M5S e Adu-VdA, avente ad oggetto la discarica di inerti di Pompiod, risoluzione che non è stata iscritta e discussa per mancanza di tempo. Poiché riteniamo che la tutela della salute pubblica sia una priorità e che siano necessari maggiori controlli e un’azione di monitoraggio costante su ciò che effettivamente viene conferito in discarica, abbiamo presentato oggi questa mozione affinché le istanze e le preoccupazioni dei cittadini vengano realmente ascoltate».

«Chiederemo un’inversione dei punti all’ordine del giorno del prossimo Consiglio – aggiunge il Consigliere Roberto Cognettapoiché crediamo che sia importante e urgente che il Consiglio si esprima su questo scottante argomento».

«Abbiamo calendarizzato una prima audizione di una rappresentanza dei firmatari della petizione – riferisce il Presidente della terza Commissione, Alessandro Nogara (Uvp) – e abbiamo deliberato di effettuare un sopralluogo alla discarica di Pompiod. Al contrario di quanto afferma il consigliere Aggravi, l’audizione del presidente del Comitato discarica sicura di Pompiod, in qualità di primo firmatario, è un atto dovuto nell’ambito dell’esame delle petizioni popolari ed è frutto di una decisione unanime della Commissione e non di una richiesta avanzata dal gruppo Lega.»

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