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AduVdA contro Tripodi e Lanièce sul decreto sicurezza bis

Nella seduta di lunedì 5 agosto 2019, con 160 voti favorevoli, 57 contrari e 21 astensioni, il Senato ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando definitivamente, senza emendamenti né articoli aggiuntivi, il testo licenziato dalla Camera per il ddl di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge n. 53, recante disposizioni urgenti in materia di ordine e sicurezza pubblica.

Le accuse di Adu VdA

Non usa mezzi termini, Ambiente-Diritti-Uguaglianza VdA, nel commentare l’approvazione del decreto sicurezza bis con il voto del deputato Elisa Tripodi e l’astensione del senatore Albert Lanièce.

Scrive il movimento di Daria Pulz: «Con la scellerata approvazione del decreto sicurezza bis galoppiamo sempre più velocemente verso il baratro della democrazia.  Cosa ne pensino i leghisti e i loro satelliti è noto e sempre più irricevibile nella gravità delle disumane posizioni a cui la storia stessa presenterà presto il conto, ma che i 5stelle – anche attraverso la deputata Tripodi – abbiano votato questo ennesimo obbrobrio giuridico, questa arma di distrazione di massa (si dà in pasto ai bassi istinti popolari la maschia risposta alle odiate ONG per nascondere il vero obiettivo, economico tanto per cambiare, di soffocare i movimenti di protesta, primo fra tutti il No-Tav), dà la misura dello snaturamento del movimento dove si nascondono i veri kapó di Salvini».

La tesi è che la norma faccia da cortina «per il vero  obiettivo, cioè mettere fine,  in maniera cruenta, a 25 anni di protesta per un’opera inutile e dannosa: non a caso un articolo è “dedicato” a punire chi dissente, a vietare anche le protezioni per difesa e tutto potrà essere facilmente definito oltraggio».

Anche l’astensione del senatore Lanièce è ritenuta grave da Adu VdA, poiché «Si tratta indubbiamente di un segnale di rilevante apertura politica su un tema delicatissimo, quello della pseudo sicurezza costruita ad arte sulla pelle degli ultimi, linea di celodurismo che sembrerebbe quindi pericolosamente condivisa dall’attuale maggioranza regionale oltreché da buona parte della minoranza, sempre più nazionalizzate negli aspetti deteriori e troppo bui». 

La risposta di Tripodi

La deputato Elisa Tripodi risposte in questi termini: «Il sicurezza bis è un provvedimento quota Lega. Durante i lavori in Commissione abbiamo cancellato, come Movimento 5 Stelle, molti eccessi che – senza la nostra posizione – sarebbero sicuramente entrati.
Al Governo siamo due forze politiche con sensibilità e storie diverse e lavoriamo nel rispetto del contratto e del programma elettorale.
Bisogna smetterla di esasperare questo clima di terrore che viene a tratti ricordato da una sinistra che nulla ha fatto quando è stata al Governo e che è stata punita il 4 marzo e bisogna anche imparare a raccontare i contenuti delle norme e non continuare a fare spot elettorali
».

Tripodi entra poi nello specifico: «Prima di tutto non è vero che il provvedimento vieta il salvataggio di vite umane e chi dice questo dice falsità e denota una mancanza di comprensione delle norme giuridiche. Mi fa specie soprattutto se sono politici o legislatori, nazionali o regionali, che comunicano – tramite social o tramite comunicati stampa o agenzie – certe inesattezze. Gli articoli che riguardano l’immigrazione prevedono che il Governo possa limitare o vietare l’ingresso alle navi per motivi di sicurezza nel caso in cui sia stato violato il testo unico sull’immigrazione e sia stato compiuto il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina».

Venendo alla questione No-Tav: «Per quanto riguarda le manifestazioni, invece, sono esclusivamente aumentate le sanzioni per chi usa caschi protettivi e altri mezzi per non farsi riconoscere, per chi lancia razzi e chi distrugge beni mobili o immobili altrui come per esempio la vetrina di un negozio».

Tripodi aggiunge: «Nel provvedimento sono anche presenti risorse per Vigili del Fuoco e la Polizia, ma nessuno ne parla mai».

E conclude «Quindi non accetto strumentalizzazioni da parte di una sinistra che ha disfatto questo Paese».

La risposta di Lanièce

Il senatore Albert Lanièce spiega così la sua astensione: «Da un lato la richiesta da parte di tanti cittadini (magari non dalle nostre parti) – che vivono in zone molto difficili in termini di convivenza con criminalità – di una maggior efficacia dell’azione delle forze dell’ordine giustifica una maggior tutela delle forze di polizia stesse, dall’altro il tentativo di incidere (a mio giudizio senza una reale efficacia) sul fenomeno dei flussi migratori. Su quest’ultimo punto penso che sia necessaria una reale presa di coscienza dell’Unione Europea del fatto che il fenomeno di queste migrazioni di massa deve essere gestito in modo unitario e coordinato da tutti i Paesi dell’Unione e non lasciare che se ne occupi solo l’Italia. Un altro punto critico del provvedimento è che, per l’ennesima volta, non è stata inserita la clausola di salvaguardia per le nostre competenze statutaire, che prevedono le funzioni prefettizie in capo del presidente della Regione: non si tratta di una norma pleonastica (comunque garantita dallo Statuto di Autonomia ) ma di una giusta puntualizzazione in un settore come quello dell’ordine pubblico e del coordinamento delle forze di polizia».

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