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Uv e Uvp: è già polemica

Martedì 6 agosto avevamo dato conto dell’incontro fra Alpe, Epav, Stella alpina, Union valdôtaine e Union valdôtaine progressiste in vista del congresso federativo d’autunno e dell’avvio del lavoro per la campagna elettorale comunale 2020.

Ma giovedì 8 agosto è arrivata una puntualizzazione da Giuliano Morelli, presidente di Uvp e poi gli ha risposto Erik Lavevaz, presidente di Uv.

La risposta di Morelli

Morelli ha scritto sul sito del movimento: «Così come presentato dalle agenzie di stampa, il recente comunicato dei vertici riuniti della costituenda federazione autonomista, ha destato qualche preoccupazione, ombre che vanno subito fugate a scanso di ogni equivoco futuro. In particolare, va fatta chiarezza su due ordini di cose.

Primo, non è mai stata nelle corde di UVP, né mai lo sarà, l’intenzione di creare un qualsivoglia direttorio che si imponga sulle scelte locali. UVP ha il massimo rispetto del territorio, dove si esercita la democrazia più diretta in base alla più ampia libertà di scelta, secondo le inclinazioni e le esperienze di ogni singola entità territoriale.

Secondo, va ripetuto, e questa volta con estrema chiarezza, che la federazione non era che il punto di ancoraggio di un processo unitario molto più profondo, che, nato durante la campagna delle elezioni europee, dovrà sfociare nel prossimo autunno in un congresso ri-fondativo dell’intero movimento autonomista.

A questo e con tutte le nostre energie noi stiamo lavorando senza ripensamenti e tentennamenti, determinati a costruire un futuro valdostano per tutti e con tutti quelli che lo vorranno».

La replica di Lavevaz

Ed Erik Lavevaz ci ha fornito la sua risposta in questi termini: «Il comunicato condiviso dai presidenti e segretari dei partiti autonomisti aveva un obiettivo fondamentale, ossia la presa di posizione chiara sulla necessità che la politica regionale dia risposte veloci e concrete alle necessità degli enti locali ed alle linee programmatiche condivise dal Cpel sui diversi temi, legge elettorale, in primis. Non abbiamo costituito nessun direttorio, né tanto meno dato indicazioni su cosa si dovrà fare nelle prossime elezioni comunali, nelle singole realtà territoriali. Lo diciamo a gran voce dal primo giorno: dobbiamo intraprendere un percorso, finalmente, condiviso, ma in nessun modo dobbiamo forzare le cose nelle diverse realtà comunali, dove le vicende e le storie degli ultimi anni meritano rispetto e magari tempo per maturare.

Sulla federazione non mi pare che abbiamo detto nulla di nuovo: semplicemente che in autunno verificheremo con le nostre basi come procedere.

Ma per quanto riguarda noi, anche su questo siamo chiari dal primo giorno, l’Union Valdotaine non è in discussione, se rifondazione sarà, sarà intorno all’Union Valdotaine, non in un contenitore nuovo con contenuto riciclato.

Il problema non è il contenitore, ma le persone che lo hanno utilizzato per i propri scopi e sporcato per tanti anni».

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