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Nuova postazione emozionale al Castello di Introd

Nella sala esagonale del Castello di Introd è stata allestita una postazione emozionale dedicata alla bolla papae di Niccolò V, con la quale fu autorizzato il matrimonio tra Catherine di Challant e Pierre Sarriod d’Introd.

Un’installazione interattiva, composta da elementi scenografici e virtuali, che consente al visitatore di ammirare il documento originale e seguire il racconto dalla viva voce dei suoi personaggi.

Caterina di Challant e Pierre d’Introd

Caterina di Challant e Pierre Sarriod d’Introd sono personaggi storici realmente vissuti e la cui vicenda politica e umana è annualmente rievocata in occasione del carnevale storico di Verrès.

I fatti storici

Nel 1422, Francesco di Challant morì senza eredi maschi e, nel testamento ,designò come eredi le figlie Caterina e Margherita, alle quali sarebbero dovuti andare il feudi di Challand, Verrès, Issogne e Graines. Margherita nel 1445, cedette alla sorella la sua quota dell’eredità paterna.

Caterina ebbe tre mariti: Giovanni di Challant-Fénis (dal quale ebbe le due uniche figlie: Luisa e Giacometta), Pierre Sarrio d’Introd e Pietro di Chissè. Le residenze della contessa furono i castelli di Challant, culla ancestrale della famiglia, di Ussel e soprattutto di  Verrès.

La successione fu osteggiata dai parenti maschi di Caterina (in particolare, dal cugino Giacomo di Challant-Aymavilles), che reclamavano i feudi per sé in virtù della Legge Salica, che impedisce alle donne la successione nel feudo. Caterina però era determinata a difendere con la forza le sue terre, grazie anche all’aiuto di Pierre d’Introd. Intorno al 1450, furono fortificati i manieri di Challant e di Graines, per offrire una migliore difesa. Nel 1456, dopo anni di liti, Giacomo di Challant-Aymavilles, grazie anche all’aiuto del fratello Guglielmo governatore di Vercelli, assediò contemporaneamente i castelli di Châtillon e Verrès. Caterina, forse presa in contropiede a Châtillon, invocò il soccorso del marito Pierre, che non tardò ad abbandonare la rocca di Verrès per accorrere in suo aiuto. Cadde però in un’imboscata, nei pressi del monastero di Saint-Gilles, dove fu ucciso. Infine, nel dicembre 1456, Caterina si arrese e cedette tutte le sue terre a Giacomo, che divenne così il secondo conte di Challant.

La narrazione popolare

Nel 1450, narra la tradizione, accadde un fatto tanto insolito quanto sensazionale data l’epoca: il 31 maggio, di buona mattina, Caterina di Challant e il consorte Pierre Sarriod d’Introd, scortati da alcuni uomini armati, scesero a Verrès. Dopo aver pranzato presso il Reverendo Pietro de Chissé, prevosto della collegiata di Saint-Gilles, scesero nella pubblica piazza sottostante la chiesa.

Al suono del piffero e del tamburo, tutti si misero a ballare e Caterina, lasciato il consorte, danzò con la balda gioventù del paese. L’entusiasmo fu al massimo e un solo grido echeggiò: «Vive Introd et Madame de Challant».

In questo modo, fu rinsaldata l’alleanza fra gli abitanti del feudo e la loro signora.

Il Castello di Introd

Il primo nucleo del Castello risale probabilmente al XII secolo e, in origine, consisteva in un mastio quadrato circondato da una cinta di mura. Verso il 1260, Pierre Sarriod d’Introd ampliò il castello primitivo che, in seguito alle modificazioni del XV secolo, assunse la forma che tuttora lo contraddistingue. Le trasformazioni segnarono l’apogeo del casato Sarriod, nelle cui mani erano state riunite le signorie di Introd e di La Tour (Saint-Pierre).

Il Castello subì due rovinosi incendi nella seconda metà del 1800 e fu successivamente restaurato, all’inizio del Novecento, dal cavalier Gonella, che si avvalse dell’opera dall’architetto Chevalley.

Sulla spianata di fronte al castello si è conservata una magnifica struttura: uno fra i rari esempi di costruzioni interamente in legno tipiche dell’architettura del basso Medioevo valdostano: è il granaio quattrocentesco, dove si immagazzinavano il grano e le sementi. Le due porte sono dotate di serrature in ferro battuto, entrambe databili all’epoca della costruzione. Una di particolare bellezza, rappresenta un castello.

Il Castello è di proprietà dei Conti Caracciolo di Brienza e concesso in comodato al Comune di Introd.

Altre informazioni qui.

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