fbpx
Inserisci una parola e premi cerca

Al Cpel l’estensione dei subATO

L’Assemblea del Consiglio permanente degli enti locali è convocata per venerdì 23 agosto 2019, alle ore 11.30, per discutere e deliberare su quattro punti all’ordine del giorno.

In apertura, le comunicazioni del presidente, seguite da due proposte di parere su proposte di leggi regionali: la prima per l’estensione delle funzioni dei subATO; la seconda sulle disposizioni in materia di tutela e sviluppo delle libere professioni, nonché di applicazione dell’equo compenso.

SubATO

La relazione introduttiva alla proposta di legge spiega: «Oltre alle competenze già previste in capo alla Regione ai sensi dell’art. 196, comma 1, del d.lgs. 152/2006, con apposita legge regionale l’amministrazione si è riservata, fra altre competenze, quella esclusiva sulle fasi finali di smaltimento e recupero finale dei rifiuti urbani. Tale competenza, nelle altre Regioni e nelle Province autonome, è invece tuttora in capo agli enti locali, che la esercitano in forme associate più o meno grandi.

L’estensione della gestione del servizio di raccolta a due o più Unité des Communes associate permette di superare la massa critica minima di produzione di rifiuti e di valutare anche scelte alternative, maggiormente economiche per l’utenza finale che si fa carico del costo complessivo, nel campo del recupero di alcune frazioni differenziate.

È quindi di fondamentale importanza superare la rigida gestione centralistica che impone il trasbordo fino a Brissogne di qualunque rifiuto prodotto in Valle d’Aosta, garantendo ai subATO anche la possibilità di stoccare e gestire il recupero di alcune frazioni differenziate a fronte di costi inferiori rispetto a quelli determinati dalla gestione unificata regionale.

La presente proposta intende pertanto modificare il testo della legge regionale 3 dicembre 2007, n. 31, garantendo ai subATO la possibilità di ricorrere a gestioni del recupero diverse da quella regionale a fronte di evidenti risparmi legati all’ottimizzazione dei trasporti oppure alla razionalizzazione del recupero della singola tipologia di rifiuto, come già avviene per i RAEE e come è facilmente realizzabile, ad esempio, per i metalli e la frazione verde».

Libere professioni

Questa la relazione introduttiva alla proposta di legge: «Ritenuto che il valore sociale ed economico delle prestazioni professionali debba essere pienamente riconosciuto, la presente proposta di legge si propone di
tutelare e sviluppare lo svolgimento delle attività professionali, sia attraverso procedure amministrative che garantiscano il pagamento dei loro compensi da parte di committenti pubblici e privati, contrastando, nel contempo, ogni forma di evasione fiscale, sia mediante l’accesso dei professionisti agli interventi di cui alla legge regionale 31 marzo 2003, n. 6
(Interventi regionali per lo sviluppo delle imprese industriali e artigiane).

La proposta di legge, inoltre, risponde all’esigenza di dare attuazione al
riconoscimento del diritto dei professionisti e dei soggetti che svolgono professioni non organizzate (disciplinate dalla legge 14 gennaio 2013, n. 4) all’equo compenso per le prestazioni rese a favore di committenti pubblici alla luce delle disposizioni dell’articolo 24 del Codice dei contratti pubblici, come integrato dal d.lgs. 56/2017, che, nel disciplinare i servizi di progettazione di lavori pubblici, stabilisce che il compenso sia determinato in maniera proporzionale alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, nonché al contenuto e alle caratteristiche della prestazione, e vieta alle pubbliche amministrazioni di condizionare la corresponsione dei compensi al finanziamento dell’opera progettata nonché di prevedere quale corrispettivo forme di sponsorizzazione o di rimborso. Il decreto legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito in legge 4 dicembre 2017, n. 172, con l’art. 19
quaterdecies ha esteso, infatti, il principio dell’equo compenso alle prestazioni rese da tutti i professionisti, prevedendo che “La pubblica amministrazione, in attuazione dei principi di trasparenza, buon andamento ed efficacia delle proprie attività, garantisce il principio dell’equo compenso in relazione alle prestazioni rese dai professionisti” e ha definito vessatorie, fra le altre, le clausole del contratto di affidamento che consentono al committente di pretendere prestazioni aggiuntive a titolo gratuito.

La presente proposta di legge si compone di nove articoli.

L’articolo 1 illustra l’oggetto e le finalità della proposta di legge, che consistono nella promozione e valorizzazione delle attività professionali nonché nel contrasto dell’evasione fiscale, riconoscendo, al comma 1, il diritto dei professionisti, compresi i soggetti che svolgono le professioni non organizzate disciplinate dalla legge 4/2013, all’equo compenso e alla tutela delle prestazioni rese dagli stessi, sulla base di istanze autorizzative presentate per conto di privati cittadini o di imprese alla pubblica amministrazione o rese su incarico affidato dalla pubblica amministrazione stessa. L’articolo dispone altresì, al comma 2, che i professionisti possano accedere agli interventi di cui alla legge regionale 6/2003.

L’articolo 2, al comma 1, prevede che la Regione, i relativi enti strumentali e le società controllate, direttamente o indirettamente, dalla stessa, nell’affidamento e nell’esecuzione degli incarichi conferiti a professionisti, garantiscano il diritto all’equo compenso e contrastino l’inserimento di clausole vessatorie, nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 24, comma 8, del decreto legislativo 50/2016, dall’articolo 13bis della legge 31 dicembre 2012, n. 247 (Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense) e, in particolare, dall’articolo 19 quaterdecies del decretolegge 148/2017, convertito, con modificazioni, dalla legge 172/2017. Al comma 2 si prevede che la Giunta regionale, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge, adotti, nei confronti delle competenti strutture regionali, degli enti strumentali della Regione e delle società controllate, direttamente o indirettamente, dalla stessa, gli atti di indirizzo che rendano effettivi il riconoscimento dell’equo compenso e l’esclusione di clausole vessatorie.

L’articolo 3 sostituisce l’articolo 4bis della legge regionale 6 agosto 2007, n. 19 (Nuove disposizioni in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), disponendo, al comma 1 dell’articolo
sostituito, che la presentazione alla pubblica amministrazione delle istanze autorizzative, delle istanze a intervento diretto o di altri atti di consenso comunque denominati, previsti dalle norme e dai regolamenti regionali e comunali, debbano essere corredati, oltre che da tutti gli elaborati
previsti dalla normativa vigente, dalla lettera di affidamento dell’incarico al
professionista. Al comma 2 si stabilisce che le amministrazioni competenti, al momento del rilascio dell’atto autorizzativo, della ricezione di istanze a intervento diretto o di rilascio di qualsiasi altro atto di consenso, acquisiscano la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà del professionista o dei professionisti sottoscrittori degli elaborati progettuali o comunque esecutori dell’opera professionale, attestante il pagamento delle correlate spettanze da parte del committente. Al comma 3 si dispone che la mancata presentazione della dichiarazione sostitutiva di cui al comma 1
costituisce motivo ostativo per il completamento del procedimento
amministrativo. Al comma 4, infine, si prevede che per le prestazioni professionali svolte su incarico della pubblica amministrazione, la chiusura delle procedure tecnico-amministrative sia subordinata all’approvazione degli atti relativi al pagamento delle spettanze del professionista o dei professionisti incaricati.

L’articolo 4 statuisce che gli interventi di cui alla legge regionale 6/2003 siano estesi, in quanto compatibili e nel rispetto della normativa vigente, anche in materia di aiuti di Stato e nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, anche ai soggetti che svolgono attività professionale organizzata in qualsiasi forma.

L’articolo 5 stabilisce che le disposizioni della legge siano applicabili anche nei confronti degli enti strumentali della Regione, delle società controllate, direttamente o indirettamente, dalla stessa, dell’Azienda USL e delle relative strutture accreditate.

L’articolo 6 prevede che, entro un anno dall’entrata in vigore della legge e
successivamente con cadenza annuale, la Giunta regionale riferisca alle competenti commissioni consiliari sullo stato di attuazione e sugli effetti delle disposizioni dettate dalla legge medesima.

L’articolo 7 dispone che la Conferenza Valdostana delle Professioni, insediata presso la Camera valdostana delle imprese e delle professioni – Chambre valdôtaine des entreprises et des activités libérales, monitori lo stato di attuazione della legge e formuli eventuali proposte e indirizzi
operativi volti a promuoverne l’applicazione, al fine di garantire la tutela
e la valorizzazione delle professioni.

L’articolo 8 introduce la clausola di invarianza finanziaria.

L’articolo 9 reca, infine, la dichiarazione di urgenza».

I lavori si concluderanno con eventuali altri punti aggiunti.

Potrebbe interessarti:

© 2019 All rights reserved.