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Uv: nostro congresso prima di quello federativo

Il presidente di Union valdôtaine, Erik Lavevaz, risponde all’esecutivo di Alpe, che non ritiene che la riaggregazione autonomista possa essere fatta attorno all’Uv.

Ci ha detto Lavevaz: «Noi siamo stati coerenti dal primo giorno in cui abbiamo iniziato a parlare di riavvicinamento e di ricostruzione dell’area autonomista, non abbiamo mai cambiato ne posizione ne direzione. Sono stati ad altri a farlo! Abbiamo sempre parlato, concordemente con gli altri, di federare i movimenti per un percorso che portasse, col tempo, a riunire in maniera “naturale” i movimenti. Questa rimane, secondo me, l’unica strada percorribile e realmente produttiva per l’autonomia valdostana. Purtroppo da qualche mese ci sono “fughe in avanti” di esponenti di altri movimenti, che parlano della necessità di creare da subito un nuovo soggetto, un nuovo movimento, ben sapendo che questa proposta è assolutamente irricevibile per noi (e lo diciamo dal primo giorno). Con queste premesse appare evidente che non siamo certo noi ad alzare i toni o a voler prevaricare sugli altri movimenti».

Rispetto alla situazione che pare crearsi, l’incontro federativo d’autunno pare perdere consistenza: « In ogni caso sarà il congresso che faremo in autunno a definire la linea dell’Union Valdotaine sul percorso federativo (se percorso federativo sarà, a questo punto…)».

Cos’avevano firmato a maggio

A questo punto può essere interessante andare a rileggere il documento che i movimenti autonomisti (Alpe, Epav, Stella Alpina, Union valdôtaine e Union valdôtaine progressiste) avevano firmato, a metà maggio, poco prima del voto per le elezioni europee:

«Noi siamo legati da un comune sentire, un sentire di appartenenza alla comunità valdostana.

Il nostro territorio esprime, da sempre, comunità locali legate da lingue, storie comuni e territori condivisi, che hanno visto il Comune essere, come scriveva Chanoux, “le premier organisme social qui lie l’homme à l’homme et qui lui fait sentir sa nature d’être social”; è quindi sulle nostre autonomie locali che deve essere modellata la struttura della nostra Regione, traguardando all’Europa. Ecco perché è nato il progetto “Autonomie per l’Europa” ed ecco perché le forze autonomiste valdostane devono guardare al territorio per federarsi, perché federarsi significa unirsi e non chiudersi, con l’obiettivo di ascoltare le esigenze delle nostre comunità.

Nei 6 mesi intercorsi dal 16 novembre 2018 abbiamo superato le divergenze e le divisioni, costruito ponti laddove c’erano muri e abbiamo aperto dialoghi oltre le visioni personali che ci hanno portato a vivere, come primo passo, insieme le elezioni Europee. Riteniamo quindi che nei prossimi mesi, in vista delle elezioni comunali, sia necessario proseguire nel percorso intrapreso, prevedendo un confronto con il territorio finalizzato sia a realizzare collaborazioni nei singoli comuni che a concretizzare il percorso federativo già avviato.

È quindi questa l’occasione per formalizzare la creazione di un tavolo permanente, nell’ottica di una progressiva federazione dei movimenti autonomisti valdostani, che possa condurre ad un congresso unitario, entro l’anno, che sia da stimolo all’attività politica dei movimenti e degli eletti autonomisti così da porre sempre più il confronto coi cittadini valdostani al centro della loro azione».

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