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Da settembre, autonomisti a confronto interno

È stato Erik Lavevaz, presidente di Union valdôtaine, a chiarire il significato della frase: «credono sia, partendo dal territorio e ascoltandone le cittadine e i cittadini, che debba essere condiviso e verificato il percorso federativo intrapreso dall’autunno 2018», che chiudeva il comunicato diramato, il 6 agosto 2019, da Alpe, Epav, Stella alpina, Union valdôtaine e Union valdôtaine progressiste, dopo il quale Uvp prima e Alpe dopo hanno ritenuto necessarie alcune puntualizzazioni e si è aperta la polemica con Uv.

Il significato è che, prima di arrivare all’eventuale congresso rifondativo d’autunno, saranno necessari passaggi interni.

Cha per Union valdôtaine significano un congresso straordinario. E, per gli altri, forme variegate di confronto interno.

«A inizio settembre abbiamo in programma già le prime riunioni degli organismi di riferimento – ci ha detto Carlo Marzi, segretario di Stella alpina -. Anche la via congressuale o assembleare è tra quelle possibili per scelte così rilevanti».

«Da circa un mese stiamo preparando il nostro congresso, per portare il nostro contributo a questo nuovo progetto politico – ci ha detto Roberto Cunéaz, presidente di Alpe -. Sulla data saremo più precisi al termine del lavoro preparatorio; comunque tra fine settembre e inizio ottobre».

«Ci sarà un percorso con incontri interni al movimento e altri aperti alle altre forze autonomiste che vorranno condividerne i principi e la metodologia – ci ha detto Giuliano Morelli, presidente di Union valdôtaine progressiste -. Possono passare anche attraverso forme congressuali, ma al momento non è ancora definito nulla».

«Ad oggi non abbiamo ancora definito un percorso preciso, ma ci stiamo confrontando al riguardo», ci ha segnalato Marco Curighetti, coordinatore di Epav.

Che comunque la situazione non sia serena è palese: da un lato Union valdôtaine che intende tutelare se stessa, considerandosi una sorta di patrimonio collettivo della Valle d’Aosta; dall’altra chi, essendone uscito o non avendone mai fatto parte, non desidera annegare se stesso e la propria – seppur più breve – storia.

A gettare acqua sul fuoco è chi, sinora, alla polemica non ha partecipato: «Le dichiarazioni agostine si lasciano dire ma la coerenza resta tale anche in vacanza – afferma Carlo Marzi -. Quindi è giusto che ognuno dica la propria ma siamo certi si continuerà a lavorare con lo stesso obiettivo in testa, le Comunali, tutti assieme».

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