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È polemica su una petizione per il Consultorio di Variney

Nella comunità del Grand Combin è in corso la raccolta di firme per una Petizione popolare da indirizzare al Consiglio Valle per il mantenimento nel tempo dei servizi sanitari erogati dall’Ausl della Valle d’Aosta presso il Consultorio di Variney nel comune di Gignod-Unité des Communes du Grand Combin.

Una notizia alla quale è stata data risposta dall’Azienda Usl e dall’Assessorato della Sanità con due note di smentita sulla fondatezza delle richieste. Ma, più che ai firmatari, la risposta è stata rivolta al consigliere regionale Claudio Restano, indicato quale proponente dell’iniziativa.

Ha scritto il commissario Angelo Pescarmona in una nota: «Siamo venuti a conoscenza del fatto che presso i Comuni di Allein, Bionaz, Doues, Etroubles, Gignod, Ollomont, Oyace, Roisan, Saint-Oyen, Saint-Rhémy-en-Bosses e Valpelline, su iniziativa del Consigliere regionale Claudio Restano, è in corso una raccolta di firme per avanzare alle Regione Autonoma Valle d’Aosta una petizione per mantenere i servizi sanitari del consultorio di Variney ed evitare lo “smantellamento” dei servizi che vengono erogati presso quel presidio».

«Non un protagonista ma un coattore, che sostiene un’iniziative popolare assieme ai movimenti La Valle d’Aosta che cresce e Mouv’ – risponde Restano -. La questione è già stata oggetto di un’interpellanza, di una risoluzione firmata all’unanimità e di un’altra interpellanza senza che se ne vedessero gli effetti sul territorio».

La petizione

Questo il testo della petizione: «Noi sottoscritti cittadini valdostani abitanti nella Unité des Communes Grand Combin e nelle aree ad essa confinanti:

  • premesso che presso il consultorio di Variney venivano erogati alla popolazione dei servizi sanitari di primaria importanza per il territorio quali: prelievo campioni di sangue e urine per analisi, ambulatorio psicologico per minori ed adulti, psichiatrico, ginecologia, Sanità Pubblica (certificati di buona salute, viste per la patente, pareri su progetti ecc..), servizio Assistente Sanitaria, Assistente sociale, Logopedista per adulti e minori, Fisioterapia, Infermieristica;
  • considerato che alcuni di tali servizi sono stati ormai da tempo sospesi (medico di sanità pubblica con vaccinazioni, psicologo per adulti, psichiatra), per altri (assistenza sanitaria) durante l’autunno sono in previsione pensionamenti e per contro ad oggi malgrado Interpellanze e Risoluzioni approvate in Consiglio Regionale, per quanto a nostra conoscenza nulla è stato pianificato e tantomeno rispristinato;
  • rilevato che il mantenimento della popolazione in montagna viene incentivato attraverso il contemporaneo mantenimento dei servizi essenziali sul posto;
  • preoccupati di tale situazione

chiedono al Consiglio Regionale che il consultorio di Variney, venga mantenuto, i servizi mancanti ripristinati e possibilmente potenziati».

La spiegazione dell’Ausl

Il commissario dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta ha spiegato la situazione in questi termini: «L’Azienda USL intende ribadire con chiarezza quanto già rappresentato dall’Assessore Baccega al Consigliere Restano che per tutti i servizi che attualmente vengono erogati in quella sede non è prevista alcuna riduzione o ridimensionamento. Guardando al passato, in realtà, corre l’obbligo di evidenziare queste due situazioni:

  1. Per quanto riguarda l’area della Sanità Pubblica dall’inizio del 2019 a seguito delle note carenze di specialisti è stato sospeso l’ambulatorio di mezza giornata a settimana con la concentrazione su Aosta dei servizi e l’implementazione dei servizi vaccinali presso i Pediatri di Libera Scelta.
  2. Per quanto riguarda l’ambulatorio di Psichiatria si fa presente che fino a qualche tempo fa vi era una apertura di un giorno a settimana con evidente spreco di risorse mediche che effettuavano in quella giornata una media di due visite e in alcuni giorni il medico non vedeva nessuno.

Ora, per entrambi questi ambulatori si sta concretizzando la possibilità di implementare i servizi anche per la sede di Variney, qualora le procedure di acquisizione di risorse specialistiche in corso producano per il prossimo autunno gli esiti sperati.

Se così fosse potremo incrementare l’offerta rispetto all’esistente, altrimenti confermeremo quanto in essere. In nessun caso è previsto lo “smantellamento”».

La spiegazione dell’assessore Baccega

L’assessore alla Sanità Mauro Baccega ha diffuso una nota nella quale precisa che «non è in atto nessun tipo di riduzione dei servizi sanitari attualmente offerti e già illustrati in Consiglio regionale in data 10 luglio 2019. Pertanto, l’iniziativa di una petizione per la raccolta di firme da presentare in Consiglio regionale è del tutto inutile».

L’Assessore, «preso atto della confusione mediatica creata da un’iniziativa inutile e basata su informazioni senza fondamento», ha convocato per lunedì 29 agosto 2019 tutti i cindaci dei Comuni dell’Unité des Communes Gran Combin «al fine di poter illustrare i servizi erogati e dare le corrette informazioni a tutti i cittadini».

La replica di Restano e Mouv’

«Sul consultorio di Variney, la situazione è molto diversa da quella rappresentata da Pescarmona e Baccega» dichiarano i consiglieri Claudio Restano (La Valle d’Aosta che cresce) e Roberto Cognetta (Mouv’).

Proseguono: «A dicembre 2018, il Consiglio regionale, approvando all’unanimità una risoluzione, aveva impegnato l’assessore Baccega a scongiurare la chiusura del presidio di Variney dando indicazioni all’azienda Usl affinché si realizzasse una convenzione con uno o più medici di sanità pubblica al fine di mantenere aperto tale presidio e, nell’urgenza, a trasferire per mezza giornata o una giornata alla settimana un medico presso tale presidio. Risoluzione disattesa in quanto, dal 1° gennaio 2019, l’Usl ha sospeso l’ambulatorio di sanità pubblica e, dopo otto mesi, malgrado gli impegni e le rassicurazioni dell’Assessore Baccega, il risultato è che l’ambulatorio è chiusoConsiderando gli altri servizi già smantellati, ovvero la psichiatria e lo psicologo per adulti, bene ha fatto un gruppo di cittadini, aiutati da diversi portavoce in Consiglio Valle, a preoccuparsi della situazione e a porre la questione nelle sedi opportune attraverso una raccolta firme.»

«C’è da aggiungere – proseguono i consiglieri Restano e Cognetta – che il trasferimento dell’ambulatorio di sanità pubblica porta con sé il trasferimento dell’assistente sanitario presso Pont-Suaz e altre sedi, creando così un ulteriore disagio per gli abitanti della vallata che usufruiscono di questo servizio. Quindi, visto che la risoluzione di dicembre è stata ignorata e che la situazione è aggravata dalla mancanza di uno psicologo per adulti e uno psichiatra, ci è sembrato opportuno favorire la raccolta firme che rimane sempre un atto propositivo e un esercizio di alta democrazia.»

«Al contrario – aggiungono Restano e Cognetta – le dichiarazioni dell’assessore vanno contro il sano principio del confronto democratico, riproponendo la solita formula del “state tranquilli che ci penso io”, bollando come del tutto inutile l’iniziativa dei cittadini.»

«Appare evidente – concludono – che la notizia della raccolta firme abbia smosso l’Assessore, il quale, forse, si renderà conto della reale situazione e metterà in campo gli opportuni rimedi. Siamo pronti a ricordarglielo in Consiglio regionale perché lavorare per i cittadini è il nostro ruolo.»


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