fbpx
Inserisci una parola e premi cerca

La crisi di Governo giorno per giorno

Vi raccontiamo giorno per giorno, l’evoluzione della crisi politica. Con il commento dei parlamentari valdostani Elisa Tripodi e Albert Lanièce.

10 settembre 2019

Dopo la scontata fiducia alla Camera dei deputati, lunedì 9 settembre, martedì 10 è stato aperto il dibattito al Senato della Repubblica.

Senato

Il senatore Albert Lanièce ha annunciato la propria posizione di voto con queste parole: «Esprimerò la fiducia al nuovo Governo, che sarà confermata nel tempo in base all’attenzione e all’impegno del nuovo Governo sulla tutela autonomie speciali e sulle politiche per la montagna. E su questo il primo banco di prova sarà la Legge di Bilancio – ha detto nel corso del proprio intervento – . Ho apprezzato il riferimento alle autonomie speciali contenuto nel programma di Governo. Il nostro territorio ha esigenze che si soddisfano al meglio anche grazie a un rafforzamento degli strumenti di autogoverno. Anche per questo è importante che si ricostituisca in tempi rapidi la Commissione Paritetica.  Allo stesso tempo è importante che il nuovo Governo si doti di una specifica politica per tutti i territori di montagna, che hanno necessità e problemi particolareggiati e che come tali devono essere rafforzati. Ci attendiamo risposte concrete – ha concluso il senatore valdostano –, ma intanto è un bene che questa crisi si sia risolta in questo modo. Portare l’Italia al voto sarebbe stato un rischio per la stabilità economica che l’Italia non poteva assolutamente permettersi».

4 settembre 2019

Il Presidente della Repubblica ha ricevuto, mercoledì 4 settembre, al Palazzo del Quirinale Giuseppe Conte, il quale, sciogliendo la riserva, ha accettato di formare il nuovo Governo e ha sottoposto a Mattarella le proposte relative alla nomina dei Ministri.

20190904 Giuseppe Conte
Giuseppe Conte, mercoledì 4 settembre 2019, annuncia di aver sciolto la riserva per il nuovo Governo

Il Consiglio dei ministri sarà composto da:

  • Luciana Lamorgese (tecnico) all’Interno
  • Roberto Gualtieri (Pd) all’Economia
  • Luigi Di Maio (M5s) agli Esteri
  • Nunzia Catalfo (M5s) al Lavoro
  • Dario Franceschini (Pd) alla Cultura
  • Francesco Boccia (Pd) agli Affari regionali
  • Vincenzo Spadafora (M5s) allo Sport
  • Alfonso Bonafede (M5s) alla Giustizia
  • Lorenzo Guerini (Pd) alla Difesa
  • Stefano Patuanelli (M5s) allo Sviluppo
  • Teresa Bellanova (Pd) alle Politiche agricole
  • Sergio Costa resta all’Ambiente
  • Paola De Micheli (Pd) alle Infrastrutture
  • Lorenzo Fioramonti (M5s) all’Istrizione
  • Roberto Speranza (LeU) alla Salute
  • Federico D’Incà (M5s) ai Rapporti con il Parlamento
  • Paola Pisano (M5s) all’Innovazione tecnologic
  • Fabiano Dadone (M5s) alla Pubblica Amministrazione
  • Giuseppe Provenzano(Pd) al Sud
  • Elena Bonetti (Pd) alle Pari Opportunità
  • Enzo Amendola (Pd) agli Affari Europei
  • Riccardo Fraccaro (M5s) sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

Il giuramento dei componenti il Governo avrà luogo, giovedì 5 settembre, al Palazzo del Quirinale, alle ore 10.

29 agosto 2019

Il presidente della Repubblica ha conferito il mandato per la formazione del Governo a Giuseppe Conte, che ha accettato con riserva.

20190829 Contee Da Mattarella
Giuseppe Conte a colloquio dal presidente della Repubblica per il conferimento dell’incarico di formazione del Governo

All’uscita dall’incontro con Matterella, Conte si è espresso in questi termini: «Oggi stesso avvierò le consultazioni con tutti i gruppi parlamentari e, all’esito di questo confronto, mi dedicherò a elaborare un programma insieme alle forze politiche che hanno espresso il loro sostegno a favore di questo nuovo progetto politico e che desidero, sin d’ora, qui ringraziare.

[…] Ci separano poche settimane dall’inizio della sessione di bilancio; dobbiamo metterci subito all’opera per definire una manovra economica che contrasti l’aumento dell’Iva, che tuteli i risparmiatori e che offra una solida prospettiva di crescita e sviluppo sociale.

[…] Preciso subito che non sarà un Governo “contro”. Sarà un Governo “per” il bene dei cittadini, “per” modernizzare il Paese, “per” rendere la nostra Nazione ancora più competitiva nel contesto internazionale, ma anche più giusta, più solidale, più inclusiva.
[…] Mi ripropongo di creare una squadra di lavoro che si dedichi incessantemente e con tutte le proprie competenze ed energie a offrire ai nostri figli l’opportunità di vivere in un Paese migliore:

  • un Paese in cui l’istruzione sia di qualità e aperta a tutti,
  • un Paese all’avanguardia nella ricerca e nelle più sofisticate tecnologie,
  • che primeggi, a livello internazionale, nella tutela dell’ambiente, della protezione delle bio-diversità e dei mari,
  • che abbia infrastrutture sicure e reti efficienti, che si alimenti prevalentemente con le energie rinnovabili,
  • che valorizzi i beni comuni e il patrimonio artistico e culturale,
  • che integri stabilmente nella propria agenda politica il Benessere equo e sostenibile,
  • un Paese che rimuova le diseguaglianze di ogni tipo: sociali, territoriali, di genere;
  • che sia un modello di riferimento, a livello internazionale, nella protezione delle persone con disabilità;
  • che non lasci che le proprie energie giovanili si disperdano fuori dei confini nazionali, ma un Paese che sia anzi fortemente attraente per i giovani che risiedono all’estero;
  • che veda un Mezzogiorno finalmente rigoglioso di tutte le sue ricchezze umane, naturali, culturali;
  • un Paese nel quale la P.A. non sia permeabile alla corruzione e sia amica dei cittadini e delle imprese; con una giustizia più equa ed efficiente;
  • dove le tasse le paghino tutti, ma proprio tutti, ma le paghino meno.

[…] Intendo dar vita a un Governo pienamente concentrato sugli interessi dei cittadini, che porti in alto il nome dell’Italia, accrescendo il bagaglio di credibilità e prestigio di cui il nostro Paese già attualmente gode a livello internazionale.

[…] Nei prossimi giorni tornerò dal Presidente della Repubblica per sciogliere la riserva e, in caso di esito positivo, per sottoporgli le proposte relative alla nomina dei ministri».

Fra i primi incontri vi è stato quello con il senatore Albert Lanièce, che commenta in questi termini: «Nel confronto con il primo ministro incaricato ho evidenziato le prime priorità della Valle d’Aosta, condivise con le Istituzioni regionali. Se effettivamente ci sarà un nuovo Governo, potremo articolare meglio il confronto politico».

28 agosto 2019

Mentre Partito democratico e Movimento 5 Stelle erano riuniti per cercare di trovare un accordo rispetto alla presenza di Luigi Di Maio nel Governo, al Palazzo del Quirinale è iniziata la seconda giornata di consultazioni. Il primo a salire al Colle è stato il Gruppo delle Autonomie, con il senatore Albert Lanièce componente della delegazione. L’incontro è durato pochi minuti, al termine dei quali il senatore ci ha dichiarato: «Ho ribadito al presidente della Repubblica che, in questa fase, io sono aperto a una possibilità di dialogo con l’ipotetica maggioranza qualora, nel programma di legislatura, siano inseriti in modo chiaro la tutela e valorizzazione delle minoranza linguistiche e delle autonomie speciali, un rilancio delle politiche per la montagna e un rilancio delle politiche per il lavoro (che, in questi ultimi anni, a livello nazionale, sono mancate). Tutto ciò deve essere specificato in un programma di legislatura che dovrà essere consegnato a tutti i partiti».

Il voto di Liberi e Uguali, del Gruppo isto e del Gruppo per le Autonomie, in Senato, sono determinanti per la nascita della maggioranza Pd-M5S: «Alla nuova maggioranza potrebbe servire anche il voto della Valle d’Aosta – ha confermato Lanièce –. Il confronto con il presidente del Consiglio incaricato da Mattarella dovrà essere molto attento e, nel momento in cui condurrà le audizioni, potremo scendere nel dettaglio delle cose che a noi interessano e che potranno o meno guadagnargli il mio voto».

20190828 Consultazioni
Il senatore Albert Lanièce all’incontro con il presidente della Repubblica di mercoledì 28 agosto 2019

Dopo la lunga giornata di consultazioni, un comunicato di una riga da parte del presidente della Repubblica, che «ha convocato per le ore 9.30 di domani il professor Giuseppe Conte».

27 agosto 2019

Giornata segnata dalla tensione, quella di martedì 27 agosto. Pd e M5S dovevano incontrarsi alle 11 ma, alle 10, Luigi Di Maio ha annullato l’incontro sostenendo che se non vi era accordo sull’incarico di premier a Giuseppe Conte non vi sarebbe stato nulla di cui parlare. E l’incontro non c’è stato sino alle 19, frutto di una serie di telefonate fra Conte e Nicola Zingaretti, che ha trascorso il resto della giornata dialogando con la sua direzione e la segreteria.

Dopo circa un’ora di incontro con il M5S, il Pd ha detto che sono stati definiti i punti base di un programma comune, senza però scendere nello specifico.

Il Movimento 5 stelle ha riunito tutti i suoi parlamentari alle ore 20; il Pd ha convocato la segreteria per mercoledì mattina, prima del nuovo incontro congiunto.

A tarda sera è giunta la notizia che il M5S intende avviare una consultazione sulla piattaforma Rousseau per approvare l’accordo.

La dead line è alle ore 16, quando la delegazione del Pd è attesa al Quirinale.

Se il presidente della Repubblica non otterrà un programma di Governo e il nome di un premier è fortemente probabile che assegnerà un incarico di garanzia per portare il Paese alle elezioni. Comunque non tecnicamente possibili prima del 10 novembre.

Le consultazioni odierne hanno visto Mattarella incontrare i presidenti delle Camere e la delegazione congiunta di Liberi e Uguali e del Gruppo misto. Da parte loro, una disponibilità a verificare l’appoggio al Governo ma il giudizio definitivo potrà essere dato solamente quando saranno chiari gli obiettivi e i ministri.

26 agosto 2019

Dopo un incontro notturno durato quattro ore (svoltosi a Palazzo Chigi, fra Giuseppe Conte, Luigi di Maio e Nicola Zingaretti), ancora non vi è certezza rispetto al fatto che possa esservi né la nascita di un Governo frutto dell’alleanza fra Movimento 5 Stelle e Partito democratico né che sarà Conte a guidarlo. Restano infatti divergenze su numerosi punti programmatici e sui contenuti della manovra di Bilancio. Se si optasse per un Conte-bis è presumibilee che il Partito democratico chiederà Ministeri di peso, se non anche il commissario europeo, del quale Ursula von der Leyen attende l’indicazione.

Nel pomeriggio, tuttavia, al termine di un incontro di 20 minuti con Di Maio, Zingaretti aveva dichiarato: «Penso siamo sulla strada giusta; sono ottimista di spossa riuscire a costruire un accordo che duri, basato su un programma e non su un contratto». «È stato portato come punto la possibilità di un ritorno di Giuseppe Conte come presidente del Consiglio», ci aveva precisato il deputato Elisa Tripodi.

Il Quirinale ha fissato il calendario della seconda tornata di consultazioni, che inizierà alle ore 16 di martedì 27 agosto. Il senatore Albert Lanièce confermato nella delegazione del Gruppo peer le Autonomie. Saranno ricevuti alle ore 10 di mercoledì 28 agosto. L’ultima a salire al Colle sarà la delegazione del Movimento 5 stelle, alle ore 19.

25 agosto 2019

Il Partito democratico ha costituito dieci tavoli tematici per la stesura di una bozza di programma di Governo da presentare al tavolo delle trattative con il Movimento 5 Stelle. «Il nostro programma è lo stesso del 2018 e la priorità sono i 10 punti», ha precisato il deputato Elisa Tripodi.

In relazione al nome del possibile premier, Roberto Fico ha annunciato il proprio desiderio di restare alla presidenza della Camera dei Deputati. Per il Movimento 5 Stelle resta sul tavolo solamente il nome di Giuseppe Conte, che Nicola Zingaretti continua a rifiutare. Dario Franceschini ha suggerito ai colleghi di partito il silenzio stampa utilizzando un paragone calcistico. Ha twittato: «Al #Mundial82 il silenzio stampa portò fortuna. È tutto molto delicato e difficile e per questo faccio una proposta a tutti i compagni di squadra del Pd: fino alla fine della crisi parla solo @nzingaretti per tutti, come allora fecero gli azzurri con Zoff».

Guarda già all’appuntamento di martedì 27 agosto il senatore Albert Lanièce: «Farò nuovamente parte della delegazione del gruppo del Senato per le Autonomie per le consultazioni che martedì prossimo il presidente Mattarella ha programmato.Il presidente, nelle scorse consultazioni, ha fatto sapere anche a noi che non intende allungare ulteriormente questa crisi quindi martedì (al più tardi mercoledì) deciderà se affidare un incarico di governo aduna personalità indicata dai partiti che avranno trovato un accordo oppure deciderà di proporre un governo tecnico, sciogliere le camere e traghettare al più presto alle elezioni in Paese. Per ora non abbiamo ancora ricevuto la convocazione».

24 agosto 2019

Il tema al centro della giornata politica è stato la richiesta del Movimento 5 Stelle al Partito democratico di esprimersi rispetto all’ipotesi di riassegnazione del ruolo di presidente del Consiglio a Giuseppe Conte. Ipotesi che pare poco in linea con la pregiudiziale di Zingaretti di un Governo in discontinuità con il precedente.

«Da parte sua, Conte ha dichiarato di non essere più disponibile a governare con la Lega ma di esserlo a un’esperienza di governo con il PD», ci ha riferito Elisa Tripodi.

Lega che non demorde e propone una rialleanza al Movimento 5 Stelle, proponendo la presidenza del Consiglio dei ministri a Luigi Di Maio.

23 agosto 2019

È stata la giornata del primo incontro fra Partito democratico e Movimento 5 Stelle. Il deputato Elisa Tripodi lo descrive come un incontro fra «i capigruppo PD e M5S, sui temi portati avanti durante le consultazioni. Si partirà comunque dal taglio dei parlamentari e, per ora, non ci sono state particolari condizioni ostative da parte del Pd».

I commenti sono che non sono stati rilevati ostacoli insormontabili ed è stata riscontrata ampia convergenza sui temi sociali e ambientali, sintonia su quelli del lavoro, impegno a predisporre un’agenda per la manovra di bilancio.

Il Partito democratico ha chiesto al Movimento 5 Stelle di non condurre altre trattative parallele e avrebbe ricevuto rassicurazioni in tal senso.

Albert Lanièce svolge, in questo momento, il ruolo dell’osservatore (è anche rientrato in Valle) e spiega: «bisogna aspettare un paio di giorni e avremo le idee più chiare».

22 agosto 2019

È stata la giornata in cui i partiti più rappresentativi a livello parlamentare hanno illustrato al presidente della Repubblica le condizioni per la formazione di un nuovo Governo.

Nicola Zingaretti, segretario del Pd, si è così espresso: «Abbiamo espresso al presidente della Repubblica Mattarella la possibilità di verificare la formazione di una diversa maggioranza per dare vita a un governo nel segno della discontinuità politica e programmatica». Poi ha declinato le cinque condizioni non negoziabili del Pd: «la chiara e indiscussa scelta europeista e l’impegno a costruire un’Europa profondamente rinnovata all’insegna dello sviluppo, del lavoro e della solidarietà. Il pieno riconoscimento e difesa della democrazia rappresentativa a partire dal valore della centralità del Parlamento. Una svolta radicale nelle scelte economiche e di sviluppo, puntando alla sostenibilità ambientale e ridando totale centralità politiche e redistributive agli investimenti, ai temi del lavoro e attenzione all’equità sociale e per evitare ulteriori inasprimenti fiscali a cominciare da quello dell’Iva. Una svolta infine con l’Europa nell’organizzazione e gestione dei flussi migratori rispetto ai decreti che si sono approvati in questa legislatura. Non un Governo dunque a qualsiasi costo. Quello che serve è un Governo di svolta, alternativo alle destre, con un programma nuovo, solido, un’ampia base parlamentare e che possa ridare una speranza agli Italiani. Ovviamente, se non dovessero esistere queste condizioni, tutte da verificare allo stato attuale, lo sbocco naturale della crisi sono nuove elezioni anticipate, alle quali il Partito democratico è pronto».

Luigi Di Maio, leader del Movimento 5 Stelle, ha detto: «Il Movimento 5 Stelle ha la maggioranza relativa in Parlamento e ha ottenuto questo primato perché i cittadini italiani ci hanno chiesto di cambiare questo Paese profondamente, non di assecondare calcoli politici o capricci estivi. Abbiamo informato il Capo dello Stato di quelli che, secondo noi, sono obiettivi prioritari per l’Italia. Sono dieci impegni che abbiamo preso con gli Italiani e che, secondo noi, devono essere portati a compimento.
Uno: taglio del numero dei parlamentari;
due: una manovra equa, che preveda lo stop all’aumento dell’Iva, il salario minimo orario, il taglio del cuneo fiscale, la sburocratizzazione, il sostegno alle famiglie, alle nascite, alla disabilità e all’emergenza abitativa;
tre: cambio di paradigma sull’ambiente;
quattro: una legge sul conflitto d’interessi e una riforma della Rai ispirata al modello BBC inglese;
cinque: dimezzare i tempi della giustizia e riformare il metodo di elezione del Consiglio superiore della Magistratura;
sei: autonomia differenziata e riforma degli enti locali;
sette: legalità;
otto: un piano straordinario di investimenti per il Sud;
nove: una riforma del sistema bancario che separi le banche d’investimento dalle banche commerciali;
dieci: tutela dei beni comuni (la scuola, l’acqua, la sanità, le infrastrutture, la cittadinanza digitale) .
Abbiamo specificato al presidente della Repubblica che il voto è un’ipotesi che non ci intimorisce affatto ma il voto non può essere la fuga dalle promesse fatte agli Italiani.
In queste ore sono state avviate tutte le interlocuzioni necessarie per individuare una maggioranza solida al servizio dei cittadini che voglia conveergere sui punti che ho espresso poc’anzi».

La corrente renziana del Partito democratico ha però specificato che, fra queste proposte, ce ne sono tre non negoziabili: no al taglio dei parlamentari, azzeramento dei decreti Sicurezza e Sicurezza bis, accordo preliminare sulle manovre economiche funzionali alla creazione della Legge di Bilancio.

Alle ore 20.05, il presidente Sergio Mattarella ha tratto le somme dei due giorni di consultazioni: «La crisi va risolta all’insegna di decisioni chiare in tempi brevi. Sono possibili soltanto Governi che ottengano la fiducia del Parlamento su un programma pere governare il Paese. Diversamente si andrebbe a nuove elezioni, necessarie qualora il Parlamento non sia in grado di esprimere una maggioranza di Governo.
Sono stato informato che sono state avviate interlocuzioni ed è stato chiesto tempo pere sviluppare questo confronto. Ho il dovere di richiedere decisioni sollecite. Dunque nuove consultazioni saranno avviate da martedì 27 agosto, per trarre le conclusioni e assumere le decisioni necessarie».

Elisa Tripodi ci ha informati che, in Assemblea congiunta, i capigruppo di Camera e Senato hanno chiesto ai parlamentari del Movimento 5 Stelle il mandato per incontrare il Partito democratico, partendo dal taglio dei parlamentari.

Il commento del senatore Albert Lanièce è che «Sicuramente il decalogo del Movimento 5 Stelle mi pare sia digeribile dal Pd, però devono appianare i loro distinguo interni».

Potrebbe interessarti:

© 2019 All rights reserved.