fbpx
Inserisci una parola e premi cerca

Il Governo non impugna la legge sul Casino

Il Consiglio dei Ministri non ha impugnato la legge regionale che contiene le Disposizioni urgenti per la Casinò de la Vallée S.p.A., approvata dal Consiglio regionale nella seduta del 3 luglio 2019.

Si tratta della legge che dispone la conversione in apporto patrimoniale, mediante la sottoscrizione di uno strumento finanziario partecipativo, dei crediti residui derivanti dai precedenti contratti di mutui.

Si tratta di una decisione accolta con favore dal presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta e il Consiglio di amministrazione di Finaosta ha accettato il mandato conferitogli di sottoscrivere lo strumento .

«L’Amministrazione regionale – commenta Antonio Fosson – ha compiuto una scelta che permetterà di garantire gli interessi dei creditori della società e i posti di lavoro, oltre che, qualora vi siano i presupposti, di rientrare dell’investimento. Il percorso concordatario pertanto prosegue il suo iter grazie al grande senso di responsabilità espresso da questa maggioranza: un atto di fiducia nei confronti di un’azienda che ha dato tanto alla nostra regione e che, una volta conclusa la ristrutturazione, potrà contribuire ancora alla nostra comunità».

La Lega mette i puntini sulle i

La Lega Vallée d’Aoste ha puntualizzato alcuni aspetti della vicenda con una nota nella quale si legge: «Quello che forse il Presidente della Regione non sa è che la valutazione fatta dal Governo sulla legge in questione non è una valutazione di merito, bensì una valutazione di natura costituzionale. Nessuno, peraltro, ha messo in dubbio la legittimità della legge in sé, ma la scelta dello strumento i cui effetti saranno valutati dal Tribunale competente e non certo dal Governo Fosson».

Lega sostiene che «Affermare inoltre che questa maggioranza ha avuto “senso di responsabilità” e che avrebbe “sostenuto” il percorso concordatario non corrisponde al vero. È infatti noto a tutti quanto il Presidente Fosson in primis e altri membri della sua maggioranza abbiano lavorato attivamente per porre in essere soluzioni alternative al percorso concordatario».

Dunque la Lega intende ribadire che «la legge sui 48 milioni nulla ha a che fare con la solidità dell’azienda e con i posti di lavoro. Solo lo strumento del concordato ha infatti salvato la casa da gioco dal fallimento».

Il commento politico è che «Cercare ora di intestarsi la scelta del concordato appare quindi assurdo e pretestuoso soprattutto perché fatto da chi ha fatto di tutto per fare naufragare la procedura concordataria».

In ultimo, la Lega ricorda che – a oggi – il Bilancio 2018 della Casa da Gioco non è ancora stato approvato.

Potrebbe interessarti:

© 2019 All rights reserved.