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Riesame per il sequestro al Forte di Bard

Il Tribunale del Riesame di Aosta ha concessol Forte di Bard e a Gabriele Accornero contro il dissequestro di conti correnti e beni per 1,1 milioni di euro, disposto a seguito dell’indagine condotta dalla Procura di Aosta.

Nell’udienza di martedì 10 settembre, la relazione è stata fatta dal giudice Marco Tornatore, di fronte a un collegio composto anche dai suoi colleghi Maurizio D’Abrusco e Giuseppe Colazingari.

Il sostituto procuratore Luca Ceccanti aveva ribadito la propria tesi: vi è stata evasione per omesso pagamento dell’Iva poiché le erogazioni dalla Regione autonoma Valle d’Aosta all’Associazione Forte di Bard sono da intendersi come corrispettivi. Il sostituto procuratore inoltre aveva sostenuto la legittimità del sequestro messo in atto (obbligatorio in caso di reati fiscali) e ha spiegato che l’incapienza del conto corrente del Forte di Bard ha obbligato l’estensione all’allora consigliere delegato di Finaosta, Gabriele Accornero, sequestrando un immobile di sua proprietà.

Di segno opposto la tesi difensiva, secondo la quale si è trattato di contributi e dunque esenti da Iva. Ma anche nel caso in cui la Procura avesse ragione, l’evasione non sarebbe in capo al Forte di Bard bensì alla Regione autonoma Valle d’Aosta i cui pagamenti, trattandosi di ente pubblico, soggiacciono a split payment.

È evidente che la fattispecie dell’indagine è complessa e, dunque, sono sostenibili sia la tesi accusatoria sia quella difensiva.

La Procura ha intenzione di effettuare una lettura approfondita del provvedimento allo scopo di valutare un eventuale ricorso alla Corte di Cassazione.

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