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Savt: il reclutamento del personale deve tornare in capo agli enti locali

Lunedì 16 settembre 2019, si è riunito il direttivo confederale del SAVT. All’ordine del giorno anche la riforma della L.R. 6/14 concernente l’esercizio associato di funzioni e servizi comunali.

L’associazione deve essere una libera scelta

Il direttivo confederale del SAVT condivide la necessità di rivedere tale norma visto che la sua applicazione, fatta eccezione per pochi casi, non solo non ha garantito i risultati auspicati in termini di migliori servizi erogati e di risparmio di spesa, mentre ha prodotto ulteriori criticità in termini di efficienza e di efficacia con ulteriori aggravi dei costi generali.

Facendo seguito a quanto previsto dalla sentenza della Corte Costituzionale n.33/2019, il direttivo Savt condivide che la gestione in forma associata non possa essere imposta ma debba essere rimessa alla volontà delle singole Amministrazioni, valutando anche la possibilità di superare il limite di appartenenza alla stessa Unité des Communes. Nel caso si decida di andare verso la gestione associata, però, Savt ritiene si debba optare «per una vera forma di associazione, che deve prevedere necessariamente la delega di funzioni e l’individuazione di un unico soggetto giuridico in base alle norme vigenti».

No al reclutamento centralizzato per personale

Fra gli argomenti che il Savt ritiene debbano essere rivisti vi è quello relativo al reclutamento del personale, oggi affidato in via esclusiva all’Amministrazione regionale per tutti gli enti del comparto unico. «Tale scelta – scrive Savt in una nota –, non accompagnata da un’adeguata riorganizzazione degli uffici competenti associata a discutibili criteri di utilizzo delle graduatorie, ha portato ad ingessare le procedure concorsuali, con la conseguenza che non si è proceduto all’assunzione di personale in un momento di grande crisi occupazionale. È quindi auspicabile che tale competenza torni il prima possibile in capo agli enti locali».

Fusioni solo dopo approfondimenti

In ultimo, il direttivo confederale del SAVT rimarca come «l’Amministrazione comunale sia l’istituzione più prossima e vicina ai cittadini. In questo senso si ritiene che il dibattito apertosi su più fronti sulla possibile fusione tra Comuni, non possa essere banalizzato e ridotto esclusivamente a giustificazioni di mera natura economica. Senza voler mettere in discussione l’attuale modello valdostano basato su 74 realtà comunali, si ritiene che l’eventuale fusione tra Comuni debba avvenire per diretta volontà dei territori interessati e dei loro cittadini, spinti da ragioni ideologiche e a seguito di un attento dibattito di approfondimento».

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