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Consiglio Valle riunito il 18 e 19 settembre

Il Consiglio regionale della Valle d’Aosta si è riunito in sessione ordinaria a partire da mercoledì 18 settembre 2019, per discutere un ordine del giorno composto di 78 oggetti, tra cui 18 interrogazioni, 39 interpellanze, 8 mozioni, un disegno di legge e due proposte normative.

Attività legislativa

Per quanto attiene all’attività legislativa, vi erano tre disegni e una proposta di legge: uno sui principi e sulle disposizioni per lo sviluppo della mobilità sostenibile.

La proposta di legge era presentata dai gruppi Lega VdA e Mouv’ per il riconoscimento, la diagnosi e la cura della fibromialgia, su cui relazionerà il Capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin.

Segretari degli enti locali

Con 20 voti a favore (Alpe, UV, Uvp, SA, PNV-AC-FV, RC-AC e ADU-VdA), 11 contrari (Lega VdA, Mouv’ e La Valle d’Aosta che Cresce) e 4 astensioni (M5S), il Consiglio Valle ha approvato il disegno di legge che contiene disposizioni urgenti per il reclutamento di segretari degli Enti locali della Valle d’Aosta. 

Il provvedimento legislativo, presentato dalla Giunta regionale il 12 luglio scorso e poi modificato in sede di esame della prima e della seconda Commissione, si compone di dodici articoli volti a rispondere all’esigenza di consentire l’avvio e lo svolgimento della procedura concorsuale per il reclutamento di nuovi segretari degli Enti locali della Valle d’Aosta, al fine di garantire la piena copertura dei posti in vista delle elezioni comunali del 2020.

Il consigliere Jean-Claude Daudry (Uvp), relatore, ha detto che «il disegno di legge è il frutto del lavoro di diversi tavoli, tecnici e politici, che in questi ultimi mesi hanno affrontato l’annosa e nota problematicità segnalata e recentemente ribadita, con identica forza, dall’Agenzia dei segretari e dai rappresentanti degli Enti locali. Entrambi gli organismi, infatti, hanno manifestato all’Amministrazione regionale la necessità, dovuta in particolare ai recenti e prossimi pensionamenti che investono la categoria, di reperire nuove figure di segretari comunali, avviando il concorso in tempo utile con l’auspicio di garantirne la conclusione prima delle elezioni comunali della prossima primavera

«La procedura concorsuale – ha specificato Daudry – consiste in un corso-concorso, per la cui partecipazione è richiesto il possesso della laurea magistrale e dei requisiti previsti dalla normativa regionale vigente per l’accesso alla qualifica unica dirigenziale. Il corso-concorso sarà preceduto dall’accertamento della conoscenza della lingua francese o italiana e da una prova preselettiva avente lo scopo di selezionare i candidati che avranno accesso alle successive fasi del corso-concorso, in aggiunta ai soggetti che, entro i limiti massimi (50 per cento del numero dei posti del corso) e secondo le modalità stabilite dalla legge, sono esonerati dalla prova preselettiva, essendo loro riconosciuta la formazione e/o la professionalità già acquisita quale segretario di ente locale

Il consigliere Paolo Sammaritani (Lega VdA), specificato di «parlare a nome del Mouv’ e del Consigliere Restano, perché tutti abbiamo la stessa netta convinzione che questa legge “non s’ha da fare”», ha dichiarato: «Nella nostra Regione ci sono delle anomalie rispetto al contesto nazionale, in cui per ricoprire la delicata carica di Segretario occorre avere una laurea specifica, aver superato un corso concorso della durata di nove mesi, cui fanno seguito un praticantato, la stesura di una tesi e l’esame orale. I nostri gruppi, già a luglio, avevano sostenuto che questa legge sul reclutamento non risolve il problema ma rappresenta una sanatoria, per di più pasticciata; a nostro avviso bisogna partire dalla legge n. 6/2014 (sulla disciplina dell’esercizio associato di funzioni e servizi comunali e soppressione delle Comunità montane) e poi intervenire in maniera più organica. Ma il testo che esaminiamo oggi, rispetto a quello di luglio, è ulteriormente peggiorato. Non dimentichiamo che il buon politico deve garantire pari opportunità a tutti i concorrenti, non scavalcare la meritocrazia. Forse, a maggio 2020, i posti vacanti saranno più di 15, ma il concorso che sarà bandito in tutta urgenza prevede 8 posti. Sbagliato anche il prospettato criterio di scelta dei Segretari da parte dei Sindaci, non rispettoso dello spoil system. Bisogna dare soluzione di continuità facendo le cose per bene. La nostra opposizione vuole essere costruttiva

Il consigliere Elso Gerandin (Mouv’) ha osservato: «Si è partiti da un problema reale, sollevato già nello scorso aprile, eppure ci troviamo oggi a trattare un disegno di legge che non risponde alle esigenze rappresentate e manca di una visione di prospettiva. Avremmo potuto lavorare su un testo più impattante e confacente alle richieste degli Enti locali. Invece alcuni contenuti sono ridondanti, come il prevedere l’utilizzo delle graduatorie a scorrimento, già sancito da un precedente regolamento. Il percorso avrebbe potuto essere diverso, ben più proficuo. L’emergenza resta. Questa è una legge inutile in quanto la possibilità di bandire un corso-concorso è già nelle possibilità dell’Agenzia dei Segretari che, a legislazione attuale invariata, può procedere con le tempistiche e le modalità che desidera

Il capogruppo dell’UV, Luca Bianchi, ha evidenziato: «Questa legge risponde in maniera concreta ad un’urgenza manifestata dalle Amministrazioni comunali. Può essere migliorata, ma intanto fornisce indicazioni chiare. Può anche essere lo spunto per rendere più stretta la collaborazione con gli Enti locali.Mi chiedo perché, quando è stato fatto il corso per la parte II dell’Albo dei Segretari, non sia stato espletato il concorso; forse oggi non saremmo in una fase così urgente

La capogruppo di ADU-VdA, Daria Pulz, ha annunciato il voto favorevole al provvedimento: «Il reclutamento dei Segretari comunali rappresenta la cartina di tornasole per valutare il cattivo stato dell’autonomia. Tuttavia questa legge, seppur in ritardo, segna il punto di rottura perché finalmente consente di bandire un concorso. Non possiamo non ascoltare le richieste di aiuti dei Sindaci. Ma uguale attenzione va concessa da parte della maggioranza alla radicale riforma della legge sull’associazione obbligatoria tra Comuni, la legge n. 6 del 2014. Abbiamo presentato un emendamento sui requisiti perché il Segretario comunale deve avere innanzitutto un’adeguata formazione giuridica, non di certo acquisibile con un mero corso, deve infatti assicurare la conformità dell’attività amministrativa alla legge. I cittadini onesti sono stufi dei vecchi sistemi volti a garantire alcune posizioni di rendita, procediamo col cambiamento

Il vicecapogruppo del M5S, Luigi Vesan, ha rappresentato «significative perplessità su questa legge a sanatoria che svilisce gli specifici titoli di studio e non mette mano alla legge n. 6/2014. È un azzardo: la graduatoria probabilmente sarà già esaurita il prossimo anno, figuriamoci se potrà coprire tre anni. È triste che un dirigente del calibro del Segretario comunale, unica figura dirigenziale in tutti i Comuni valdostani, esclusa Aosta, sia così vincolato dal carattere fiduciario della sua nomina, tanto che già in passato si è assistito ad una sorta di mercato del bestiame piuttosto che ad un reclutamento di qualità. Il M5S resta fermo sull’astensione se gli emendamenti proposti saranno rifiutati

Il vicecapogruppo dell’UV, Giovanni Barocco, ha voluto «sfatare l’equivalenza tra la nomina fiduciaria e la sudditanza al vertice da parte dei Segretari comunali. A livello prospettico, è intenzione di questa maggioranza procedere ad una proficua riorganizzazione per quanto attiene la complessa organizzazione degli Enti locali. Questa legge è valida e ci consente di dare risposte agli Enti locali, così come poi gli Enti locali dovranno dare risposte ai cittadini

La presidente della prima Commissione, Patrizia Morelli, ha sostenuto: «La ratio di questa legge è raccogliere il grido d’allarme lanciato dai Sindaci; rappresenta la soluzione ad un problema pressante. Non pretendiamo entusiasmo, ma nemmeno disfattismi. La sola modifica della legge 6/2014 non sarebbe sufficiente, le situazioni sono tali e tante, affastellate nel tempo, e richiedono un’analisi molto attenta. Comunque il percorso in prima Commissione è già iniziato con l’esame della proposta di legge del GM, Mouv’ e Lega VdA. Da parte della maggioranza c’è assoluta apertura al confronto

Il presidente della Regione, Antonio Fosson è intervenuto dopo un dibattito che ha definito «propositivo in una situazione complessa. I Segretari comunali negli anni hanno garantito il funzionamento del sistema degli Enti locali. E queste figure non andavano mortificate. Il requisito della laurea magistrale è previsto dalla normativa vigente, ma non sottovalutiamo le persone che hanno lavorato per tanti anni e sono state capaci di acquisire competenze e professionalità. Sicuramente si dovrà procedere ad una revisione legislativa complessiva degli Enti locali, che sia in grado di riconoscere la nostra Autonomia. Ma per questo, ci vogliono il senso di responsabilità da parte di tutti e una situazione politica solida

Il consigliere Roberto Cognetta (Mouv’) ha annunciato il voto contrario del gruppo, rimarcando «l’acclarata situazione di gravità dovuta alla mancanza di programmazione e ad una gestione amministrativa sbagliata del sistema degli Enti locali negli ultimi dieci anni. Questa è solo una toppa, l’ennesima toppa messa da una maggioranza che dimostra, in continuità col passato, di non essere capace di programmare e gestire nulla

Il consigliere di La Valle d’Aosta che Cresce, Claudio Restano ha espresso contrarietà «a un provvedimento che non era urgente perché si sarebbe potuto organizzare il concorso seguendo la normativa in vigore, che non ha tenuto conto delle suggestioni dei Segretari della parte II dell’Albo che andavano valorizzati maggiormente e nemmeno di quelle dei dirigenti del comparto unico iscritti alla parte II dell’Albo

I consiglieri della Lega VdA Stefano Aggravi e Diego Lucianaz hanno esplicitato il voto contrario: «Siamo andati lunghi nel rispondere ad un grido d’allarme in una situazione definita d’urgenza; restano dubbi sui costi del corso che vanno sostenuti dalla collettività. Se il percorso di riforma del sistema degli Enti locali di questo Governo inizia con una legge sanatoria, ci preoccupiamo per quelle che seguiranno

Voto favorevole invece da parte dei Consiglieri di RC-AC, perché, come ha spiegato Alberto Bertin, «il provvedimento risponde alle richieste avanzate dagli Enti locali in una situazione particolare, che deve essere affrontata in tempi stretti.»

Scuola primaria del Villair di Quart

l Consiglio regionale ha approvato, con voti a 23 voti a favore (Alpe, UV, Uvp, SA, PNV-AC-FV, RC-AC, M5S) e 11 astensioni (Lega VdA, Mouv’, ADU-VdA, GM), il disegno di legge che contiene disposizioni urgenti per il finanziamento dell’intervento di costruzione della nuova scuola primaria del Villair nel comune di Quart.

L’iniziativa legislativa, presentata dalla Giunta regionale il 6 settembre, prevede la concessione al Comune di Quart di un contributo straordinario destinato alla copertura delle spese, fino a un massimo di 5 milioni 555 mila euro, nel caso in cui il Comune non riesca a rispettare i tempi ristretti che il Ministero dell’istruzione ha stabilito tra l’aggiudicazione e la rendicontazione dei lavori. L’intervento comporta un costo complessivo pari a 9 milioni 415 mila euro, di cui 1 milione 15 mila per la realizzazione di una scuola provvisoria, dove ospitare gli alunni nel periodo di svolgimento dei lavori, e 8 milioni 400 mila, per la costruzione della nuova scuola, coperto dal finanziamento statale di 6 milioni 570 mila euro, mentre a carico del Comune di Quart rimangono 2 milioni 844 mila euro.

Il consigliere dell’UV Giovanni Barocco, relatore, ha specificato che «questa scuola ha una storia lunga, la cui progettazione si fondava su tre punti principali: rispondere all’incremento demografico del comune di Quart; non occupare zone di verde; rispondere, con la progettazione, ad un’esigenza di risparmio nella sua gestione. Nel 2010 abbiamo partecipato al finanziamento FOSPI, ma la crisi ha bloccato i fondi. Oggi, con questo intervento, si vuole dare risposta ad una comunità locale che cerca di dare ai suoi allievi le condizioni migliori per formarsi e diventare i valdostani di domani.»

Per il consigliere del Mouv’ Roberto Cognetta «questo è un provvedimento di tipo economico: la Regione dà una garanzia al Comune per la costruzione nell’eventualità in cui il Comune non riuscisse a rispettare i tempi ristrettissimi imposti dal MIUR. Noi abbiamo chiesto degli approfondimenti su questa modalità di garanzia – che non è usuale per la Regione – che ad oggi non sono arrivati. Qui, non si tratta di essere a favore o contro nel fare una scuola: qui la questione è più tecnica e sulla quale nutriamo dei dubbi contabili. Visto che non sono stati fugati, non vorremmo che la Corte dei conti chiedesse poi il conto.» Ha quindi annunciato il voto di astensione del gruppo Mouv’ e Misto.

L’assessore all’istruzione, Chantal Certan, ha sottolineato che «questa legge si rende necessaria per permettere al Comune di Quart l’avvio della procedura di gara e la copertura finanziaria per la costruzione della scuola, dell’intero importo dei lavori, ivi compreso quella parte di finanziamento statale che rischia di non poter essere utilizzata per decorso dei termini.»

La consigliere Daria Pulz (ADU-VdA), nell’annunciare il voto di astensione, si è detta stupita: «Si rischiava di perdere il finanziamento statale per Tzamberlet, ma ora anche per la scuola di Quart i tempi non saranno per nulla rapidi e i soldi molto probabilmente li dovrà mettere la Regione. La morale è che cambiano le maggioranze, ma non l’incapacità di fare una programmazione seria in materia di edilizia scolastica, quindi sull’educazione e sulla formazione dei nostri ragazzi. Sono stati persi troppi anni e troppe energie dietro la scuola di Tzamberlet e oggi speriamo che questa ipotesi sia definitivamente tramontata.»

Anche il consigliere di Lega VdA Stefano Aggravi ha comunicato l’astensione del suo gruppo: «Il nostro voto non è contro la realizzazione di una scuola, perché l’input di questa scelta l’abbiamo data noi quando eravamo al governo, ma la documentazione promessa in Commissione dall’Assessora non è arrivata e quindi i dubbi sulla questione finanziaria rimangono.» 

L’assessore alle finanze, Renzo Testolin, ha replicato: «Questo intervento dà una risposta ad una comunità che si è impegnata per la realizzazione di un progetto. Noi crediamo che questa sia un’iniziativa di buon senso, di buona amministrazione per fare andare avanti un progetto sul quale una collettività locale ha incontrato molte difficoltà.»

Bilancio consolidato

All’esame dell’Aula anche il bilancio consolidato della Regione per l’esercizio finanziario 2018, approvato con 19 voti a favore e 15 astensioni.

Interrogazioni a risposta immediata

Due le interrogazioni a risposta immediata: la prima, presentata dal gruppo Movimento 5 Stelle, era volta a conoscere il piano di lavoro strategico della Compagnia Valdostana delle Acque-CVA; la seconda, depositata dal gruppo Ambiente Diritti Uguaglianza VdA, chiede notizie sull’apertura di nuove discariche per rifiuti speciali non urbani e non pericolosi in Valle d’Aosta. Per le risultanze, rimandiamo agli articoli specifici.

Interrogazioni

Delle interrogazioni, nove sono state poste dal gruppo Lega Vallée d’Aoste e riguardano: messa in sicurezza dell’alveo del torrente Comba Grala fra Gressan e Charvensod; risultanze degli incontri con le parti sociali per l’applicazione degli incentivi per funzioni tecniche in materia di appalti pubblici; eventuali indicazioni fornite al management della Casino de la Vallée per la riorganizzazione della struttura aziendale; criteri di valutazione per la scelta del nuovo consigliere di amministrazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta; moria della fauna ittica nel torrente Messuère nel comune di Brusson; determinazione degli assistenti amministrativi contabili in servizio presso le istituzioni scolastiche ed educative della Regione; individuazione dei referenti del gruppo consiliare Rete Civica.

Sei interrogazioni sono a firma del Movimento 5 Stelle: modalità organizzative delle classi iniziali di ciclo delle Istituzioni scolastiche; adozione di misure plastic-free in occasione di feste e sagre estive; realizzazione di nuove strutture ricettive in attuazione dei piani urbanistici di dettaglio dal 2000 ad oggi; piano di manutenzione delle stazioni ferroviarie della regione; organizzazione della fase di chiusura della Foire d’été 2019; tempistica di introduzione del nuovo sistema tariffario integrato per il trasporto pubblico nella regione.

Le restanti tre interrogazioni sono di Mouv’: ampliamento del Parco naturale del Mont Avic; predisposizione di un disegno di legge per il riconoscimento del rimborso chilometrico agli operai idraulico-forestali; referenti individuati da Rete Civica con l’incarico di verificare e valutare l’operato del Governo regionale.

Dimissioni del CdA del Conservatoire

Il gruppo Lega Vallée d’Aoste ha posto all’attenzione sulle dimissioni rassegnate recentemente dai componenti del Consiglio di amministrazione dell’Istituto Musicale pareggiato della Valle d’Aosta. I Consiglieri hanno voluto sapere se i vertici dimissionari abbiano rappresentato in Assessorato le motivazioni di questa decisione e se l’Assessore sia stato preventivamente informato «dei malesseri esistenti all’interno del Consiglio di amministrazione».

L’assessore all’istruzione, Chantal Certan, ha risposto: «Le dimissioni sono state presentate prima dalla Presidente a fine agosto e poi dai tre componenti di nomina regionale a inizio settembre. Abbiamo subito organizzato un incontro con i membri dimissionari, al quale hanno partecipato solo i consiglieri del CdA, che si è svolto la settimana scorsa: un incontro costruttivo perché ci siamo confrontati non solo sul passato ma anche sulle iniziative future da portare avanti. Il 13 settembre è stato pubblicato l’avviso per la loro sostituzione e approfitto dell’occasione per sollecitare tutte le persone che hanno i requisiti a presentare domanda entro il 3 ottobre 2019.»
Certan ha poi riferito che «non sono pervenute segnalazioni riguardanti malesseri esistenti e ho saputo, dal direttore Meucci stesso, che non aveva ripresentato la propria candidatura successivamente alla scadenza del deposito delle candidature. Negli anni tutti abbiamo percepito che ci fosse una situazione di disagio, con un clima di lavoro non sereno, che dovrà essere gestito dagli organi dell’Istituto Musicale pareggiato, che è un ente dotato di autonomia organizzativa e didattica. Auguro alla neo direttrice un buon lavoro e ringrazio chi in questi anni ha lavorato, spesso gratuitamente, in seno all’Istituto.»

Il consigliere Paolo Sammaritani ha replicato: «Una risposta diplomatica e istituzionale che è perfettamente comprensibile da parte dell’Assessore, ma, in realtà, conoscevamo da tempo i malesseri all’interno del Conservatorio. Abbiamo appreso con grande delusione della non ricandidatura del dottor Meucci, una persona qualificatissima, e ci dobbiamo chiedere perché un valente accademico se ne vada dalla Valle d’Aosta. Sono queste le domande da porsi. È chiaro che non gli è stata data la possibilità di lavorare, con un Consiglio accademico sempre ostile, a fronte di un progetto che voleva portare iscritti da fuori Valle e che aveva aumentato l’attrattività dell’Istituto. Chi lo dirige attualmente parte malissimo, visto che il Presidente e il CdA si sono dimessi. È sotto gli occhi di tutti che si debba ripensare il sistema musicale valdostano, ma bisogna farlo con le persone competenti, non facendole scappare.»

Il gruppo Lega Vallée d’Aoste ha voluto affrontare il tema dei rimborsi dei danni provocati dalla fauna selvatica. «Ogni giorno i cinghiali – ha riferito il consigliere Diego Lucianaz – causano danni ai terreni, in diverse zone a Charvensod, così come negli altri Comuni valdostani. Questi danni colpiscono chi conduce lavori agricoli, che guadagna poco ma salvaguarda e abbellisce il paesaggio; i terreni danneggiati possono anche subire smottamenti, perché l’acqua non è più correttamente incanalata.» Il Consigliere, evidenziando che «i cinghiali non sono di certo a rischio di estinzione in Valle d’Aosta», ha chiesto quali siano i mezzi a disposizione dei proprietari per difendersi e quali forme di rimborso o aiuto siano a loro disposizione.

Il consigliere Lucianaz ha accolto favorevolmente l’impegno assunto dall’Assessore, pur rappresentando «una situazione non rosea: i valdostani si trovano in difficoltà perché costretti a far fronte a un sistema burocratico troppo macchinoso. Mi chiedo come si possa contenere il fenomeno dell’incremento dei cinghiali, a mio avviso bisogna valutare altre ipotesi. Più in generale, mi pare che la fauna nella nostra regione non sia così sotto controllo come si vuol far credere

Casa domotica di Saint-Marcel

Il gruppo Lega Vallée d’Aoste ha posto un’interrogazione sull’utilizzo e valorizzazione della Casa domotizzata di Saint-Marcel, struttura innovativa destinata ad accogliere le persone con disabilità fisica o sensoriale.

L’assessore alla Sanità, Salute e Politiche sociali, Mauro Baccega, in merito all’attuale impiego della Casa domotica ha precisato che  «attualmente, in base ai vari sopralluoghi effettuati, in collaborazione con la struttura Edilizia patrimonio immobiliare e infrastrutture sportive, sono in corso gli interventi necessari di risoluzione di alcuni problemi riscontrati all’impianto elettrico e idraulico che ne hanno impedito l’utilizzo negli ultimi mesi».
Per quanto riguarda le azioni messe in campo per valorizzare e utilizzare al meglio la struttura, Baccega ha sottolineato che –«elle 48 domande di soggetti interessati, al termine della valutazione esperita dagli uffici, che si è conclusa alla fine di aprile, ne sono state individuate 19 da inserire nel progetto. Dal mese di maggio sono quindi iniziati i contatti con le famiglie delle persone con disabilità individuate e, qualora possibile, con le persone disabili stesse e si sono realizzati incontri per costruire progetti individuali tesi a potenziare gli spazi di autonomia delle persone con disabilità, alcuni dei quali sono già stati attivati concretamente. Rispetto all’utilizzo della Casa domotica sono state individuate due ipotesi di inserimento rispetto ai progetti relativi ai 19 soggetti selezionati da avviare a una vita indipendente. Tali ipotesi prevedono, in particolare, la sperimentazione di periodi di distacco dalla famiglia da parte della persona con disabilità con l’accompagnamento di figure educative e l’attivazione di laboratori rivolti a piccoli gruppi come ambiti di autonomizzazione per sperimentarsi in attività quotidiane. Si presume che, con la collaborazione dei colleghi del Patrimonio e della Manutenzione stabili, la struttura potrà essere pienamente utilizzabile dal mese di ottobre».

Interpellanze

Delle trentanove interpellanze, tre sono state congiunte.

Quattro interpellanze sono state depositate dal gruppo ADU-VdA a proposito di: contratto per la gestione integrata dei rifiuti; criteri di scelta per le candidature per l’utilizzo di un docente presso l’Office de la langue française.

Diciotto sono state quelle proposte dalla Lega VdA: rimozione di telecamere presso la sede di INVA Spa; recupero di una somma dovuta alla Regione da parte di un ex dipendente a titolo di risarcimento danni; ripresa dei lavori della variante sulla Strada Statale 27 tra Etroubles e Saint-Oyen; monitoraggio delle opere a protezione di fenomeni di dissesto idrogeologico nel territorio regionale; risoluzione delle problematiche inerenti la Scuola dell’infanzia valdostana; dichiarazione della decadenza dall’assegnazione di alloggio di edilizia residenziale pubblica nei casi previsti dalla legge regionale n. 3/2013; attività svolte dal Comune di Brusson per il riconoscimento delle qualità terapeutiche delle acque minerali e termali denominate Brusson; attività di verifica e rendicontazione dell’utilizzo del bonus Carta del docente; messa in sicurezza della pista di accesso all’opera di presa del canale irriguo Ru de Ponton a Introd; completa attuazione del Piano regionale di trasporti; disservizi presso la biglietteria della funivia Brusson-Chamois; interventi per evitare la formazione di classi sovraffollate nelle scuole secondarie di primo grado.

Sette iniziative sono a firma del M5S: monitoraggio della qualità dell’aria all’interno dello stabilimento siderurgico Cogne Acciai Speciali e nelle zone esterne limitrofe; potenziamento del servizio del Corpo Forestale Valdostano per l’individuazione dei responsabili degli abbandoni di rifiuti sul suolo pubblico; creazione di un protocollo sull’integrazione scuola-sport per i ragazzi che praticano varie discipline sportive.

Sei sono le interpellanze del gruppo Mouv’: verifica dei lavori di manutenzione del parcheggio sotterraneo dell’ospedale Parini di Aosta; eventuale coinvolgimento del nuovo Amministratore unico di Vallée d’Aoste Structure in un procedimento giudiziario (interpellanza discussa a porte chiuse); rispetto degli impegni assunti per la soluzione delle problematiche inerenti il personale professionista dei Vigili del Fuoco; modifica della natura giuridica dell’Associazione Forte di Bard; criteri adottati dal Governo regionale per la nomina di propri rappresentanti in società partecipate dalla Regione.

Danni prodotti dalla fauna selvatica

L’assessore alle risorse naturali, Albert Chatrian, ha innanzitutto premesso: «Ad oggi, non possiamo erogare i finanziamenti al di fuori dal “de minimis” per l’acquisto di misure di prevenzione, principalmente recinzioni. Abbiamo quindi inoltrato una lettera a tutti i richiedenti degli aiuti, spiegando che, in caso di accettazione dei finanziamenti rientranti nel de minimis, a breve saranno erogati i contributi. Sicuramente le criticità ci sono ancora, ma abbiamo già fornito le prime risposte. Per il 2020 intendiamo mettere in campo una semplificazione anche per le altre specie, in modo da venire ancora più incontro agli agricoltori
Entrando nel merito dell’interpellanza, l’Assessore Chatrian ha riferito: «Il piano faunistico-venatorio prevede il massimo contenimento per ridurre danni causati dal cinghiale: prelievo senza limitazioni nel periodo venatorio e attività di controllo nel restante periodo. Le catture e gli abbattimenti possono essere effettuati dai proprietari e dai conduttori dei fondi interessati dai danni, anche facenti parte dei Consorzi di miglioramento fondiario, purché in possesso del porto d’armi per esercizio venatorio
«Il proprietario o il conduttore del fondo può agire in due modi – ha spiegato Chatrian -: in caso di presenza accertata, essendo in possesso di porto d’armi, può procedere all’abbattimento, previo accordo con la stazione forestale territorialmente competente; oppure, in caso di danni accertati, deve avvertire la Forestale, in modo che gli agenti possano recarsi in loco per rilevare il danno per il successivo risarcimento. Eventualmente, si potrà procedere ad appostamenti anche notturni e alla posa di misure di protezione
L’assessore è quindi passato a dettagliare le tipologie di aiuti: «L’erogazione del risarcimento per i danni arrecati dalla fauna selvatica alle colture agricole, la somma complessivamente risarcibile all’anno per ogni singolo richiedente non può eccedere gli 8.000 euro per gli imprenditori agricoli, e 4.000 euro per altri soggetti. Per quanto riguarda i contributi per l’attuazione di misure preventive, i soggetti interessati possono presentare richiesta per recinzioni elettriche, meccaniche, repellenti, sistemi acustici o visivi: a seguito delle modifiche che abbiamo apportato negli scorsi mesi per il tramite di una variazione di bilancio, il contributo per le recinzioni elettriche e meccaniche ammonta al 90% del costo sostenuto per il materiale necessario, su una spesa ammissibile di 4.000 euro; per il restante materiale viene erogato il 90% su una spesa massima di 2.000 euro. Sia i risarcimenti sia i contributi rientrano nel de minimis, che prevede attualmente un innalzamento da 15 mila a 20 mila euro, quale valore complessivo di aiuti concedibili ad un medesimo beneficiario in tre esercizi fiscali
«Infine – ha concluso Chatrian -, il nuovo piano di controllo 2020-2024 entrerà in funzione al termine del mese di gennaio 2020. Gli stanziamenti per finanziamenti e risarcimenti sono stati aumentati; è anche previsto che il 45% della tassa di concessione regionale per l’esercizio venatorio sia destinato alla costituzione di un fondo destinato al risarcimento dei danni arrecati e all’incremento della prevenzione ai danni alle colture

Abbandono rifiuti in plastica

Con un’interpellanza, Rete Civica-Alliance Citoyenne ha posto all’attenzione del Governo regionale la questione dell’abbandono dei rifiuti in plastica, chiedendo diramare linee guida ai servizi regionali, ai Comuni e agli altri enti che si occupano della pulizia dei sentieri in un’ottica di prevenzione. «Spesso gli operai impegnati nella pulizia dei sentieri oltre ai privati lasciano sul posto i fili esauriti di plastica dei decespugliatori, ma anche le bottigliette in plastica: sarebbe quindi opportuno dotarli di borracce in metallo – ha evidenziato la consigliere Chiara Minelli (RC-AC) -. Importante sarebbe poi sensibilizzare la popolazione in tal senso attraverso gli organi di informazione.»

L’assessore all’ambiente, Albert Chatrian, ha risposto che «anche se non solo il personale regionale si occupa della manutenzione dei sentieri, le strutture regionali riferiscono che le squadre forestali recuperano non solo i propri rifiuti, ma anche eventuali altri rifiuti trovati sui sentieri sui quali operano. Inoltre, quasi tutti gli operai utilizzano già borracce in metallo o comunque riutilizzabili. Pensiamo che le campagne di comunicazione debbano andare più in generale verso la creazione di una cultura eco-sostenibile, non solo su una questione puntuale: tra i mezzi già presenti, esiste un vademecum di “consigli per gli escursionisti” disponibile anche sul sito lovevda.it, che indica anche come trattare i rifiuti in montagna.»

La consigliere ha replicato: «Non partiamo certo da zero, ma crediamo che una richiesta scritta agli operatori in questo settore possa essere un segno importante: per andare verso una cultura eco-sostenibile possono servire anche piccoli gesti come questo. Allo stesso modo, potremmo anche pensare di mettere comunque delle borracce nella dotazione delle squadre di operatori. La comunicazione, oltre che agli escursionisti, dovrebbe rivolgersi anche a tutti quelli che vivono in montagna e vi lavorano, che occupati da altre incombenze rischiano talvolta di dimenticarsi questo tipo di attenzione.»

Castello di Saint-Germain

La tempistica e i criteri per la realizzazione di interventi a tutela del complesso difensivo di Saint-Germain a Montjovet sono stati al centro di un’interpellanza del gruppo Lega Vallée d’Aoste. «Stiamo parlando di un bene culturale che porta in sé più di otto secoli di storia e di cultura della comunità valdostana – ha riferito il consigliere Luca Distort -, ma che, al momento, versa in uno stato di grave e diffusa compromissione del regime statico, a seguito di una prolungata assenza di tutela e dell’avvenuta sottrazione, ad opera di ignoti, di vari elementi costruttivi. Siamo oggi in una situazione di rischio di collasso strutturale che non consente la visita al castello. È mortificante per un’intera comunità che nei propri monumenti conserva la propria identità.»

L’assessore ai beni culturali, Laurent Viérin, ha risposto: «Il castello di Saint-Germain è uno degli ultimi che necessita di una valorizzazione e di un inserimento nella rete dei beni culturali. Nella politica di acquisizione e di valorizzazione abbiamo dovuto darci delle priorità: negli ultimi anni, con risorse regionali e fondi europei, abbiamo lavorato sui beni sia di proprietà regionale che di privati, in particolare i castelli di Quart, Arnad, Aymavilles, Saint-Pierre, Sarriod de La Tour, Gamba, Cly e Graines. Oggi, il castello di Montjovet è quello che necessita di un maggior recupero: prima del 2009 c’era stata una messa in sicurezza delle aree e della cinta; nel 2009, la creazione di un percorso con assistenza archeologica; nel 2010, un rilievo geometrico per iniziare a ragionare sulla sua valorizzazione e scavi controllati; nel 2012, misurazioni per stabilità della torre. Nei mesi scorsi ho incontrato il Sindaco di Montjovet e ne è scaturita la volontà comune di condividere un percorso di valorizzazione sia per il castello che per il borgo. Dopo altri incontri con la parte tecnica, abbiamo convenuto di adottare una delibera che formalizzerà una convenzione per regolare i rapporti tra Regione e Comune, inserendo dei fondi regionali, che potranno poi essere integrati da fondi europei.»

Nella replica, Distort ha osservato che «se l’obiettivo finale porta alla conservazione del castello ne siamo felici, tuttavia bisogna arrivarci prima che questo cada a pezzi. Già 10 anni fa l’allora Assessore Viérin riferiva quanto ha riferito oggi in merito allo stesso bene culturale: si chiede quindi la massima determinazione per rendere queste stesse promesse una realtà concreta, perché la tutela di un bene è una priorità assoluta.»

Deleghe in materia sanitaria

Con un’interpellanza, i gruppi Misto e Lega Vallée d’Aoste hanno chiesto delucidazioni in merito al conferimento di eventuali deleghe in materia sanitaria a due componenti dell’Assemblea valdostana. «Ci risulta che da alcuni mesi si aggirano negli uffici dell’AUSL e nelle sale dell’ospedale due componenti di questo Consiglio che impartiscono direttive e indicazioni organizzative ai responsabili dell’USL – ha rappresentato il consigliere Claudio Restano (GM) -. Chiediamo all’Assessore di spiegare il motivo della presenza di questi colleghi: rientrano tra i referenti indicati nel documento siglato dalle forze di maggioranza o sono invece dei referenti in “autocontrollo”?»

L’Assessore alla Sanità, Mauro Baccega, ha risposto: «Non solo non ho concesso alcuna delega a colleghi Consiglieri, ma tengo a sottolineare il fatto che non posso attribuire deleghe. Gli indirizzi di governo all’Azienda USL sono stati condivisi con la maggioranza e vengono impartiti annualmente per il tramite di una delibera di Giunta. Si organizzano periodicamente riunioni di approfondimento, che si tengono sempre in Assessorato e senza la presenza di altri Consiglieri regionali. In ambito sanitario, ma non solo, sui temi ci si confronta tra colleghi; in effetti, alcuni Consiglieri sono venuti negli uffici dell’Assessorato per affrontare tematiche specifiche, nell’ambito di una totale trasparenza e con la massima disponibilità a rispondere ai quesiti posti. Numerose sono le segnalazioni di Consiglieri che si sono recati in ospedale o negli uffici dell’USL, ma non fanno notizia: c’è chi va a trovare dei familiari o a incontrare colleghi, chi a sollecitare atti ispettivi, chi a cambiare il medico di famiglia. Vogliamo portare a buon fine la collaborazione sancita coi “reciproci impegni” e ci siamo confrontati coi colleghi di Rete Civica. Ma soltanto negli uffici dell’Assessorato

Restano (La Valle d’Aosta che cresce) ha replicato: «Il nostro ruolo di politici è di indirizzo, non ci compete l’aspetto gestionale. Guai a generare confusione con gli aspetti prettamente gestionali. È lecito incontrare amici, è doveroso visitare parenti ricoverati; organizzare riunioni operative invece prevarica i nostri ruoli. Comunque, mi sento rassicurato dalla risposta

Formazione sui Dsa

Il Movimento 5 Stelle ha presentato un’interpellanza sulla formazione per insegnanti e dirigenti scolastici sui disturbi specifici dell’apprendimento (DSA). Riferito che «a livello italiano, i valori percentuali di alunni con DSA sul totale della popolazione scolastica più elevati sono riportati da Liguria e Valle d’Aosta, dove si raggiunge il 6,21%», la consigliere Maria Luisa Russo ha voluto sapere «se in ogni scuola sia presente un referente, che funga da punto di riferimento per tutti gli insegnanti, con formazione specifica sui DSA; se sia stato creato un sistema per uniformare comportamenti e procedure, garantendo uguali opportunità a ogni allievo, in qualsiasi realtà scolastica si trovi. Infine, mi chiedo quale sia la cadenza di partecipazione a corsi di formazione specifica nell’anno 2018/2019 e quali formazioni sul tema saranno attivate per l’anno scolastico appena iniziato.»

L’assessore all’istruzione, Chantal Certan, ha risposto: «Nello scorso anno scolastico i referenti DSA erano 26 per le 26 Istituzioni scolastiche primarie di primo grado, 24 per le 21 primarie di secondo grado, 17 per le 17 secondarie di primo grado e 10 per le 10 secondarie di secondo grado. Per l’anno in corso i dati non sono ancora presenti, visto che le scuole stanno nominando in questi giorni le proprie figure strumentali. Da diversi anni ci sono formazioni per insegnanti e dirigenti, seguite dall’Ufficio di supporto all’autonomia scolastica. La Sovraintendenza agli studi ha messo in campo delle azioni per uniformare le procedure e dare pari opportunità a ciascun allievo: tra queste ci sono le linee guida per l’individuazione precoce di DSA, trasmesse a tutte le scuole dell’infanzia, ma anche i modelli che sono stati redatti dopo la conclusione e il monitoraggio delle sperimentazioni attuate fin qui. La formazione sui temi dell’inclusione è stata svolta negli anni 2017/2018 e 2018/2019, e anche rinnovata per il prossimo triennio. Il Centro territoriale di supporto per l’inclusione continua a offrire consulenza per singoli alunni, mentre in quest’anno scolastico verrà attivata anche una collaborazione con l’Associazione italiana dislessia.»

Nella replica, la consigliere Russo ha affermato: «L’identificazione precoce evidentemente funziona, come testimoniato dalle percentuali. La gestione concreta, invece, può essere migliorata: il lavoro dei referenti deve essere monitorato e devono essere creati dei protocolli, in modo da assicurare le medesime opportunità a tutti. La formazione verso i docenti dovrebbe quindi uniformare queste possibilità: si deve fare uno sforzo perché le buone prassi siano condivise, per garantire esattamente lo stesso trattamento tra le diverse istituzioni scolastiche anche nel caso in cui alcuni allievi cambino insegnanti o istituzioni scolastiche.»

Errate rendicontazioni Inva

Gli errori di rendicontazione di progetti europei da parte di Inva Spa sono stati l’oggetto di un’interpellanza presentata dal gruppo Lega Vallée d’Aoste. «Ci risulta che la società – ha detto la consigliere Nicoletta Spelgatti – abbia commesso importanti errori di rendicontazione in diversi progetti europei, con la conseguenza di dover restituire all’Europa, allo Stato e alla Regione Valle d’Aosta somme ingenti. Vorremmo quindi sapere quanti di questi errori possano essere sanati immediatamente e per quanti invece la procedura diventi più complessa.» La consigliere ha chiesto quali siano le somme in oggetto e da quanti anni si protragga l’errore, richiedendo anche «quali siano gli uffici responsabili di questi errori sia per averli commessi sia per non aver controllato adeguatamente. Come INVA e la Regione intendono risolvere il problema?»

Il presidente della Regione, Antonio Fosson, ha premesso che «nello scorso mese di luglio 2019 è stato rilevato un errore nella rendicontazione da parte di INVA Spa per quanto riguarda la quantificazione del costo del personale impegnato in un progetto del Programma Investimenti per la crescita e l’occupazione 2014/2020. In sostanza, si è verificata una maggiore imputazione del valore dell’IRPEF oraria, che per un errore nella formula del modello di rendicontazione di INVA, veniva impropriamente sommata, pur essendo già compresa nel costo lordo. Sul progetto in discorso, l’errore è stato rettificato ed è stata emessa la relativa nota di credito.»
Rispondendo puntualmente ai quesiti posti, Fosson ha specificato che «da approfondimenti operati dalle strutture regionali e da INVA stessa, essendo contenuto nel modello di rendicontazione, l’errore può potenzialmente essersi verificato in alcuni progetti in cui INVA opera come soggetto attuatore. Al momento, la verifica non è stata conclusa ma l’errore può potenzialmente essersi prodotto per undici progetti, 5 conclusi e 6 ancora in corso. INVA sta procedendo al ricalcolo del costo del personale impegnato in questi progetti, ma essendo il volume di documentazione interessato consistente e dovendo procedere, ovviamente, con la doverosa attenzione, le rielaborazioni non sono ancora terminate. Ad oggi, è stato ultimato il ricalcolo per due progetti, rilevando un errore di circa 121 mila su un valore complessivo dei due progetti di qualche milione di euro. L’altro aspetto da evidenziare è che gli errori possono verificarsi, specie a fronte di normative e sistemi gestionali complessi come quelli che attengono ai fondi europei e, nel caso specifico, alla quantificazione dei costi del lavoro rendicontabili in questo ambito. L’errore è stato individuato, a dimostrazione che i sistemi di controllo funzionano. Adesso INVA e le strutture regionali interessate riesamineranno i rendiconti di tutti i progetti cofinanziati in cui INVA è stata coinvolta e faranno le necessarie operazioni di ricalcolo, dopo di che, insieme alle Autorità di Gestione dei programmi, saranno definite le modalità di rettifica delle rendicontazioni e la restituzione, da parte di INVA, delle somme relative. Da parte nostra è stato chiesto di verificare eventuali responsabilità.»

La consigliere Spelgatti ha replicato: «Il presidente ha rappresentato una procedura complessa, ma in realtà qui stiamo parlando del calcolo dell’IRPEF, una voce che un qualsiasi addetto avrebbe potuto verificare. Era una cosa banalissima e non si capisce come questo errore si sia protratto per così tanto tempo senza che nessuno se ne accorgesse. È un disagio notevole: per INVA che deve restituire delle somme, peraltro su progetti già chiusi, ma anche per la Regione, che si pone in una situazione imbarazzante nei confronti dell’Europa e dello Stato. Ci chiediamo poi cosa abbia fatto Inva di questi soldi aggiuntivi. Secondo noi ci sono delle serie responsabilità.»

TFR ai dipendenti RaVdA e Ausl

Il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Luciano Mossa, ha illustrato un’interpellanza per conoscere i tempi di erogazione del trattamento di fine rapporto (TFR) per i dipendenti dell’Azienda USL e per i dipendenti regionali, riportando segnalazioni in base alle quali «l’erogazione del TFR per i dipendenti del settore sanitario in Valle d’Aosta supererebbe i due anni dal momento in cui termina il rapporto di lavoro, mentre per gli altri dipendenti regionali si aggirerebbe intorno ai 18 mesi. Senza contare che nel settore privato l’erogazione avviene al massimo entro 45 giorni dal termine del servizio.» Mossa ha anche voluto sapere «se vi sia la possibilità e la volontà di intervenire affinché questi tempi siano significativamente rimodulati, in modo da non penalizzare alcuni dipendenti

L’assessore alla sanità, Mauro Baccega, riservandosi di fornire un resoconto dettagliato in forma scritta, ha osservato: «Ben venga se davvero a livello nazionale si procederà nel senso di erogare a tutti i lavoratori il TFR immediatamente alla cessazione del periodo di servizio: sarebbe per il nuovo Governo una bella operazione simpatia. Al momento, i dipendenti dell’USL e dell’Amministrazione regionale sono assoggettati al regime di TFR previsto dalla normativa vigente

Nella replica, Mossa ha commentato: «Non si può sempre alzare le spalle. Spiace che il presidente della Regione non abbia voluto intervenire su questo argomento. Aspetteremo tempi migliori e Governi che finalmente si assumeranno i problemi dei cittadini

Mutui prima casa e ristrutturazione

Con un’interpellanza presentata congiuntamente, i gruppi Mouv’ e Lega VdA hanno voluto fare il punto della situazione sui mutui prima casa e ristrutturazione, nonché sulle misure a sostegno delle imprese.
Il consigliere del Mouv’, Elso Gerandin, ha chiesto al Governo regionale «se si intenda reperire ulteriori risorse economiche per aumentare la capienza del fondo di rotazione Finaosta per i mutui prima casa e ristrutturazione; come e entro quando? Siamo poi ancora in attesa della modifica della delibera di Giunta regionale per consentire l’accesso ai benefici per la prima per l’acquisto, la costruzione e il recupero di abitazioni situati in zona E (Agricola) dei piani regolatori.»
Soffermandosi sulle «imprese valdostane in grave difficoltà per la mancata concessione da parte dell’INPS delle casse integrazioni per maltempo», il consigliere Gerandin ha voluto sapere quanto è stato fatto e ciò che è in programma.

L’assessore all’edilizia residenziale pubblica, Stefano Borrello, ha risposto: «Sono appena stati deliberati 32 milioni di euro che, sommati a quelli già stanziati, hanno permesso di coprire 750 delle 950 domande di mutuo presentate dopo la riforma del sistema dei mutui prima casa, tra la fine del 2017 e il 2018. Per quanto riguarda le pratiche rimanenti, incluse le 200 del 2019, è stata avviata un’interlocuzione con Finaosta per individuare un percorso complementare ai fondi di rotazione per soddisfarle tutte. Quanto ai mutui per le abitazioni in area agricola, abbiamo avviato un lavoro che necessita di un approfondimento ulteriore, per rispondere a quei pochi casi che si collocano in una zona d’ombra tra mutui residenziali e agricoli.»
L’Assessore ha quindi comunicato che «si sono svolte, a febbraio, due riunioni cui hanno partecipato anche i vertici INPS per valutare la possibilità di modifiche al regolamento: questo non può però essere declinato su scala regionale, nonostante le specificità di un territorio montano come il nostro

Il consigliere Gerandin, nella replica, ha evidenziato: «Sapere che un finanziamento come questo è stato messo in campo è una risposta importante: non dobbiamo però dimenticare che, tra il residuo del 2018 e il 2019, ci sono ancora 450 domande che aspettano una risposta. Vediamo positivamente quindi la possibilità di un finanziamento una tantum, che andrebbe a sostenere un settore in estrema difficoltà. Il problema delle costruzioni agricole, invece, è gravissimo: per risolverlo non c’è bisogno di un’azione complessa, ma basta modificare la delibera di Giunta che ostacola tutte le pratiche. Continuerò a riproporre il tema fin quando non verrà risolto in questo modo.» 
Il consigliere Luca Distort (Lega VdA), ha aggiunto: «Per affrontare la situazione che stiamo vivendo sono necessarie misure interdisciplinari: è indispensabile aprire tutti i canali possibili, per cercare nuove risorse di finanziamento che vadano al di là di quelle che abbiamo oggi. L’edilizia ha bisogno di essere sostenuta: non con misure assistenzialistiche, ma con possibilità che garantiscano la dignità del lavoro.»

Incompatibilità nei ruoli di Stefania Fanizzi

Il gruppo Lega Vallée d’Aoste ha affrontato la possibile incompatibilità tra i ruoli di segretario generale della Regione e di membro del Consiglio di Amministrazione di Finaosta. 
«Prendiamo atto – ha dichiarato il consigliere Stefano Aggravi – che il Segretario generale, nominato con incarico fiduciario quest’anno e già dirigente regionale, riveste tuttora la carica di membro del CdA di Finaosta. Stando a quanto recita la legge 22/2010, il Segretario generale è posto in posizione superiore ai dirigenti di primo livello e a lui sono assegnate numerose deleghe: tra queste ci sono quella di Responsabile della prevenzione della corruzione e Responsabile della trasparenza.»
Il Consigliere ha quindi chiesto se siano state valutate «le eventuali situazioni di incompatibilità e conflitto di interesse tra le due figure, e che cosa intenda fare il Governo regionale per fugare ogni dubbio in questa direzione

Il presidente della Regione, Antonio Fosson, ha risposto: «Per opportunità e non per questioni di incompatibilità, stiamo valutando la situazione. In effetti, è stata analizzata la disciplina ordinaria in materia di incompatibilità e inconferibilità di incarichi nella pubblica Amministrazione e negli enti privati controllati dal pubblico e non sono stati riscontrati elementi di incompatibilità nei ruoli di Segretario generale e mero componente del Consiglio di Amministrazione. Preciso che non esiste una disciplina ad hoc riguardo alla figura del Responsabile della prevenzione della corruzione e Responsabile della trasparenza. In ogni caso, al Segretario generale sono assegnati compiti di indirizzo e coordinamento sull’attività amministrativa della Regione, non poteri di vigilanza o controllo su Finaosta, nel cui Consiglio di Amministrazione deve essere nominato un dirigente regionale in possesso dei dovuti requisiti. Non rileva nemmeno il ruolo di Responsabile della trasparenza. Insomma – ha concluso il Presidente della Regione -, non sono stati rilevati elementi ostativi alla permanenza del Segretario generale nel CdA di Finaosta. Tuttavia, l’Amministrazione regionale, a seguito del pensionamento di numerosi dirigenti, è in una fase di riassestamento e di riorganizzazione che potrebbe interessare anche deleghe e funzioni particolari, come quella di cui stiamo parlando

Aggravi ha concordato sul fatto «che si tratta non di un’incompatibilità formale, ma di una questione di opportunità, perché nel prosieguo dell’attività potrebbero verificarsi conflitti di interessi, e non mi riferisco a motivi personali. Comunque, non invidierei una persona che si ritrova con una concentrazione di attività di controllo simili. Intanto, stante la situazione del suo CdA, la Finaosta ha proceduto all’autovalutazione prevista dalla normativa vigente? Auspico che l’opportunità si trasformi presto in una certezza

Affidi dei minori

Il Movimento 5 Stelle ha voluto affrontare il tema degli affidi di minori sul territorio regionale. Facendo anche riferimento a notizie di cronaca nazionale e sottolineando «la delicatezza del tema verso il quale troppo spesso ci sono state strumentalizzazioni e poco interesse reale da parte di leader nazionali», la consigliere Manuela Nasso ha chiesto quanti siano in Valle d’Aosta i bambini allontanati dalla famiglia di origine e quanti siano gli esiti positivi di “rientro” nella famiglia di origine. La consigliere ha inoltre domandato «se sia in atto un lavoro sinergico tra le tante figure che operano nel processo, e quanti controlli siano stati fatti negli ultimi anni per assicurarsi che tutto sia svolto in piena trasparenza e nel rispetto dei minori.» Ha quindi sottolineato che «questa iniziativa è il frutto di un lavoro che ho realizzato con il gruppo “Pari opportunità” del M5S che sta lavorando sull’intero territorio nazionale su questo tema; ci tengo inoltre a sottolineare che nessuna professione vuole essere demonizzata, anzi, esprimo un ringraziamento a chi lavora seriamente in questo ambito e collabora affinché tutto si svolga al meglio.»

L’assessore alla sanità e politiche sociali, Mauro Baccega, in premessa, ha specificato «le condizioni di “allontanamento” dei minori dalle loro famiglie di origine: l’adozione, che recide i rapporti con la famiglia; l’affidamento familiare, un servizio rivolto a situazioni che presentano una genitorialità con fragilità educative, affettive e organizzative recuperabili o supportabili; l’inserimento in comunità residenziali per minori (in Valle d’Aosta ve ne sono 3).»
L’assessore ha poi risposto nel dettaglio: «Attualmente i minori allontanati nel corso del primo semestre 2019 sono: 1 dichiarato adottabile; 2 minori in affidamento familiare; 12 minori nelle tre comunità accreditate in Valle d’Aosta; 5 minori inseriti nelle comunità fuori della regione. Nel corso del 2019, considerate le 76 presenze complessive dei minori in affidamento familiare o inseriti in comunità, sono rientrati in famiglia 4 minori, ma bisogna considerare che rispetto agli affidamenti familiari, 25 sono in affidamento intrafamiliare. Per quanto attiene alle comunità regionali per minori sono effettuati i controlli sanitari, strutturali e progettuali previsti dalla normativa e su richiesta della Procura Minori presso il Tribunale dei Minori di Torino, sono inviate semestralmente le relazioni sui progetti individuali dei minori inseriti nelle nostre strutture regionali. Segnalo che il Procuratore Minori ha effettuato nel corso degli anni diverse visite a sorpresa nelle nostre comunità, con esito più che positivo.»
«In Valle d’Aosta – ha poi detto Baccega – i progetti di sostegno finalizzati al recupero delle competenze genitoriali sono sempre frutto di un lavoro integrato multi professionale (servizio sociale, psicologico, educativo, neuropsichiatrico ecc.), sulla base di un protocollo approvato nel 2000. Esiste poi il Gruppo di coordinamento inter istituzionale sul maltrattamento e abuso all’infanzia e adolescenza istituito nel 2007 e finalizzato all’integrazione, al supporto nel trattare le situazioni, all’attività di prevenzione e informazione. È poi stato istituito recentemente il nucleo di valutazione psicosociale e della metodologia di lavoro da applicare alle situazioni di minori e delle loro famiglie interessate da indagini psicosociali disposte dagli Organi giudiziari.»
«Posso quindi affermare – ha concluso l’Assessore – che controlli, attenzione e gruppi di lavoro sono efficaci e operano nella direzione di tutelare al massimo il minore. La Valle d’Aosta è esente da fatti come quelli successi a livello nazionale: il lavoro svolto nella nostra regione in tema di affidi è un buon lavoro.» 

La consigliere Nasso ha replicato che «i numeri forniti sono importanti per una regione piccola come la nostra, ma il servizio sembra funzionare così come i controlli. Accolgo favorevolmente il fatto che le nostre tre comunità siano monitorate costantemente e che vengano fatti controlli a sorpresa. Mi auguro di poter approfondire ulteriormente questa tematica nell’ambito dei lavori della quinta Commissione consiliare e solleciterò per questo.»

Associazione Forte di Bard

Con un’interpellanza, il gruppo Mouv’ è tornato a parlare dell’associazione Forte di Bard.

Il capogruppo del Mouv’, Stefano Ferrero, ha dapprima voluto conoscere dettagliatamente «i fondi erogati dall’Amministrazione regionale all’Associazione a far data della sua costituzione e il numero di esposizioni organizzate nel 2018. Oltre all’ammontare dei canoni di locazione riscossi dall’Associazione per i beni di sua competenza (alberghi, alloggi, negozi), vorrei sapere le ragioni dell’abbassamento immotivato del canone di un appartamento concesso ad una dipendente.»
Ferrero si è poi chiesto se «il Governo regionale voglia farsi promotore di un esame da parte della competente Commissione consiliare per variare la natura giuridica di questa Associazione, riconducendola alle forme previste dal Codice civile per le società commerciali; in alternativa, si potrebbe provvedere ad una gestione diretta con personale e vertici facenti parte dell’organico dell’Amministrazione regionale.»

L’assessore ai beni culturali, Laurent Viérin, ha risposto: «Per quanto riguarda i fondi trasferiti all’Associazione, tra il 2005 e il 2018 per le spese di funzionamento si tratta di 2,6 milioni di euro annui, per un totale di 37 milioni; a questi si aggiungono 2,9 milioni per le spese straordinarie. Le mostre organizzate nel 2018 sono state 9: Storia dei vigili del fuoco, World press photo, Racines, Le sommet de l’artisanat valdôtain de tradition, Henri Cartier-Bresson, La guerra bianca, Henri Matisse-La scena dell’Arte, Luci del nord-Impressionismo in Normandia, Wildlife photographer of the year. Per quanto riguarda gli affitti attivi, parliamo di 18.212 euro sul 2018 e 10.670 euro sul 2019, ancora non concluso: non ci sono, invece, alloggi dell’Associazione concessi in locazione ai dipendenti.»
Riguardo alla natura giuridica, l’Assessore ha detto che «è stato richiesto all’Associazione di fornire ipotesi di modifica, anche nell’ottica della riforma del Terzo settore. Non appena arriveranno questi spunti, ci assumiamo l’impegno di mettere in atto modifiche, anche attraverso un confronto in Commissione, per attualizzare il ruolo dell’Associazione e la sua struttura.»

Il consigliere Ferrero, nella replica, ha ribadito: «Bisogna agire in fretta: rimandare ancora la discussione rischia di generare situazioni come quella che abbiamo appena vissuto, che mettono a rischio le attività e gli stupendi di quei dipendenti che svolgono bene il loro lavoro. È evidente un grande imbarazzo: nella struttura del Forte si sono formate delle incrostazioni che avrebbero bisogno di un intervento molto deciso. Non è sufficiente mettere da parte alcune persone, se il sistema rimane lo stesso. Occorre un atto di coraggio, per portare un reale cambiamento del sistema.» 

Microcomunità di Variney

Con un’interpellanza, i gruppi La Valle d’Aosta che Cresce e Mouv’ sono tornati a parlare della gestione della microcomunità di Variney. Riportando una notizia apparsa sugli organi di stampa, il consigliere Roberto Cognetta (Mouv’) ha riferito: «A far data dal 1° gennaio 2020 la gestione della Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) del J.B. Festaz passerebbe all’Azienda USL della Valle d’Aosta, col conseguente cambio di datore di lavoro per venti operatori socio sanitari (OSS) e di sede, cioè lo spostamento a Variney. Se questa notizia fosse vera, vorrebbe dire che la Commissione consiliare competente non è stata coinvolta, contrariamente a quanto affermato in quest’Aula dall’assessore, cui chiediamo se intenda portare questo argomento, così complesso, in Commissione e se voglia procedere alla riorganizzazione generale del sistema sanitario, cosi come peraltro auspicato anche dai colleghi intervenuti durante precedenti adunanze consiliari
Il consigliere Claudio Restano (La Valle d’Aosta che Cresce) ha aggiunto: «Sono contento che si dia sollievo ai conti della Unité des Communes, ma, viste le numerose suggestioni da parte degli interessati, sono anche fortemente preoccupato: la trasformazione in RSA implicherà importanti investimenti, oltre a drastici cambiamenti per il personale. Questo è un intervento spot, privo di lungimiranza, eppure ci sarebbe stato tutto il tempo per elaborare un progetto diverso. Sarebbe inoltre interessante sapere se questa operazione sia inserita nel piano attuativo locale dell’USL o se sia frutto di altre dinamiche

L’assessore alla sanità, Mauro Baccega, ha risposto: «Ancora una volta, un articolo di giornale alimenta una interpellanza. Ricordo che in quest’Aula, il 2 luglio scorso, avevo sostenuto l’ipotesi di individuare una struttura, l’attuale microcomunità di Variney, sostanzialmente già a norma dal punto di vista strutturale, per accogliere 2 nuclei di RSA per 35 posti letto gestiti direttamente dall’Azienda USL, in modo da collocare gli attuali 20 posti della Casa di riposo J.B. Festaz e ulteriori 13/15 posti. Avevo anche comunicato al Consiglio che sarebbe stata cura dell’Assessorato presentare alla Commissione l’eventuale ipotesi che sarà sancita da apposito accordo di programma tra le parti. La nuova gestione dovrà essere vantaggiosa e sostenibile per tutte le parti coinvolte, ivi compreso il personale dipendente dell’Unité des Communes. Ho già inoltrato una richiesta di convocazione della Commissione
Baccega ha quindi specificato: «Una prima ipotesi è già stata presentata ai Sindacati, ma al momento non c’è nessun provvedimento approvato dall’Azienda e dalla Regione. Questo processo è parte integrante di una riorganizzazione generale che coinvolge tutte le strutture per anziani regionali. In questi mesi abbiamo svolto diverse riunioni, il lavoro è in atto e il piano attuativo locale dell’USL può essere modificato proprio sulla base dei bisogni reali della comunità valdostana, di cui è essenziale tenere conto. A questo punto, l’appuntamento, per gli approfondimenti del caso, è in Commissione.» 

Cognetta ha replicato: «La riorganizzazione generale è tecnicamente già pronta ma non è stata portata avanti per questioni politiche. Chi si è occupato della sua stesura, secondo lei, non ha verificato la realtà? Io credo proprio di sì. Bisogna riportare tutto nell’alveo Regione. Le parole dell’assessore non forniscono risposte, confermano semplicemente che si è voluto risolvere un problema limitatamente a una Unité des Communes
Restano ha dichiarato: «La decisione su Variney è già stata presa: iniziamo la ristrutturazione senza un progetto. Un’operazione di questo genere, viste le recenti notizie apparse sui giornali, sembra orientata ad aumentare il privato convenzionato in Valle d’Aosta; quale sarà il futuro dei dipendenti? Continueremo a monitorare la questione e a formulare le nostre proposte migliorative

Monterosa Ski

Con un’interpellanza, il gruppo Mouv’ ha chiesto approfondimenti in merito all’applicazione di sentenze della Corte di Cassazione da parte della società Monterosa Ski relativamente alla legittimità del licenziamento di alcuni lavoratori. Il consigliere Roberto Cognetta ha spiegato che «i giudici, affrontando la questione della legittimità del licenziamento intimato ad alcuni lavoratori assunti da una società partecipata grazie a “gravi irregolarità” commesse in sede di selezione, hanno sancito che i contratti sottoscritti al termine di una procedura selettiva irregolare devono ritenersi sempre e comunque nulli». Ha quindi chiesto «se il Presidente della Regione intenda dare indicazioni a Finaosta affinché la società partecipata Monterosa Ski applichi queste sentenze e rispetti la legge sulle modalità di reclutamento del personale. E cosa si vuole fare in merito alla riconferma dell’incarico all’attuale Presidente in proroga?»

Il presidente della Regione, Antonio Fosson, ha riferito che «il Consiglio di amministrazione di Finaosta, nella seduta dello scorso 9 settembre, ha convenuto di segnalare alle società partecipate nella sua gestione le due sentenze della Corte di Cassazione. Nei giorni scorsi, le due sentenze sono quindi state trasmesse a tutte le società, compresa Monterosa Spa, per le valutazioni del caso e la loro applicazione, in continuità con gli approfondimenti già fatti e comunicati da Finaosta in precedenza in materia di criteri e modalità di reclutamento del personale nelle società a controllo pubblico. Finaosta procederà a breve alla pubblicazione di un nuovo avviso per la presentazione delle candidature per il rinnovo degli organi societari di Monterosa Spa, la cui proroga scadrà il prossimo 31 ottobre 2019.»

Cognetta, nella replica, ha chiesto al presidente «di aggiornare tempestivamente la seconda Commissione consiliare sulle azioni da intraprendere per risolvere definitivamente queste problematiche. È da troppi anni che questa situazione va avanti: diamo al presidente trenta giorni affinché venga a riferire in Commissione. Non ce lo aspettiamo solo noi, sono i valdostani che chiedono un cambiamento nei metodi di selezione del personale.»

Ampliamento dei comprensori sciistici

Il tema dell’ampliamento dei domaines skiables è stato l’oggetto di un’interpellanza presentata dal Movimento 5 Stelle. Il consigliere Luigi Vesan ha richiamato gli studi climatici che annunciano una possibile «importantissima riduzione delle aree innevate nei prossimi anni, con un evidente impatto sull’attività sciistica, anche in considerazione del fatto che le temperature aumenteranno almeno fino al 2090. Chiedo quindi se esistano e quali siano gli ampliamenti dei comprensori che la Giunta vuole portare avanti quali progetti strategici per la Regione», domandando inoltre «quanto è stato investito da Regione e partecipate nel 2019 negli impianti di risalita e quanto si prevede di investire nei prossimi anni

L’assessore ai trasporti, Luigi Bertschy, ha riferito: «Stiamo affrontando questo argomento con tutta l’attenzione del caso, senza basarci sui sogni ma tenendo conto dei dati forniti dalle varie ricerche scientifiche. In effetti, l’innalzamento del limite della neve renderà necessario realizzare nuovi impianti a fune per dare risposta all’economia dei paesi di montagna. Siamo consci del fatto che gli investimenti invernali sono utili a fare economia turistica in estate
Bertschy ha proseguito: «In Valle d’Aosta le quote medie di caduta neve sono al di sopra dei 2.100 metri, con un impatto inferiore rispetto ad altri territori. Per questo, è opportuno ragionare nella logica di progettare nuovi impianti se possibile tra 2.000 e 3.100 metri, fermo restando che non tutti gli impianti hanno vocazione sciistica; in effetti, alcuni uniscono vari comprensori, in un’ottica di ampliamento delle potenzialità del nostro territorio
Quanto agli investimenti, l’assessore ai trasporti ha comunicato: «Per il 2019 sono stati stanziati circa 8 milioni di euro; per il 2020 e 2021 sono stati assegnati 10 milioni, mentre per il 2022 siamo in fase di valutazione. Va considerato che stanno per andare a conclusione della loro vita tecnica alcuni impianti e bisognerà procedere ad una razionalizzazione della gestione dei comprensori. Lo scorso anno, il fatturato delle società ammonta complessivamente a 85 milioni di euro. Siamo disponibili ad un confronto in Commissione, ma per poter disporre di un quadro più aggiornato occorre attendere la fine di ottobre 2019, quando le varie aziende presenteranno i loro piani

Nella replica, il consigliere Vesan ha ribattuto: «Il fatturato si calcola a fronte delle spese di gestione e purtroppo il dato utile è inferiore agli 8 milioni di euro investiti. Questa maggioranza pare considerare il cambiamento climatico un favore alla Valle d’Aosta rispetto ad altre regioni; purtroppo, il problema vero è che nel 2030 il limite della neve continuerà a salire. Affermare che gli impianti a fune trainino il turismo estivo è al momento una barzelletta. Provocatoriamente, propongo di considerare la trasformazione del parcheggio riservato ai Consiglieri in un’area verde e l’annullamento delle tessere gratuite per la circolazione autostradale. Difficile, altrimenti, pensare di convincere la comunità ad usare mezzi pubblici. Inoltre, con i soldi così risparmiati potremmo essere dotati del biglietto unico per i trasporti locali; speriamo possa essere un regalo di Natale per il 2020

Tutela del torrente Chalamy

Il gruppo Ambiente Diritti Uguaglianza VdA ha affrontato la tutela dell’ecosistema del torrente Chalamy nel territorio del Parco naturale Mont Avic. La consigliere Daria Pulz, rappresentando la bellezza rara di questo sito,ha chiesto spiegazioni su «un’incongruenza determinata da due planimetrie catastali: una conferma l’appartenenza del tratto di torrente Chalamy, a Chevrère di Champdepraz al territorio del Parco, un’altra, invece, sembra escluderlo». Inoltre, ha voluto sapere «come sia stato possibile autorizzare, proprio in questo tratto, la costruzione di un impianto idroelettrico da parte di un privato a scopo di lucro, con un’opera di presa nel torrente, nonché una pista per l’interramento della tubazione a lato del parco, dichiarata incredibilmente pista finalizzata allo sci di fondo e a varie attività sportive invernali. Infine, chiedo di esplicitare le azioni che questo Governo intende mettere in campo per tutelare realmente l’ecosistema di questa vera perla del Parco naturale del Mont Avic che è il torrente Chalamy

L’assessore all’ambiente, Albert Chatrian, ha risposto: «Gli accertamenti sulla cartografia evidenziano che non ci sono discordanze, dal punto di vista tecnico: il confine del parco è sulla destra orografica del torrente Chalamy, quindi il tratto di torrente in oggetto è fuori dal Parco. Per quanto riguarda le opere, sia l’impianto idroelettrico sia la pista da sci, che è di iniziativa comunale, sono stati oggetto di un’analisi di impatto ambientale: tutti i soggetti coinvolti hanno ritenuto i progetti compatibili con la collocazione nell’area, con le cautele del caso come il divieto di prelievo d’acqua nel periodo invernale per tutelare il torrente stesso. Non sembrano quindi esserci situazioni che mettano in pericolo la tutela dell’area: il piano di estensione del Parco, di cui stiamo parlando in questo periodo, va proprio nella direzione di potenziare questa tutela e porre nuove sfide che non hanno colore politico.»

La consigliere Daria Pulz ha replicato: «Stando così le cose, sembra che ci sia da chiedersi se l’auspicato ampliamento del Parco sia una buona notizia, visto che le aree tutelate rischiano di diventare sempre meno selvagge. Qual è la logica che sostiene l’esclusione dal Parco della destra orografica del suo gioiello? Rischiamo di piegare le aree tutelate alle esigenze economiche di alcuni, anziché alla necessità di conservarle intatte per tutti per consegnarle incontaminate alle future generazioni.»

Rimborsi per spese sanitarie

Con un’interpellanza, il gruppo Lega Vallée d’Aoste ha affrontato il tema dei rimborsi non dovuti di spese sanitarie da parte della Regione.  Il capogruppo Andrea Manfrin ha fatto riferimento al caso di una persona che ha ottenuto il pagamento da parte dalla Regione «di ingenti fatture per prestazioni sanitarie effettuate in Francia per un totale di quasi 200 mila euro: parte delle fatture sono state però contestate e non liquidate. Vorremmo quindi sapere il perché e capire se, nel caso si tratti di contributi non dovuti, si sia proceduto a richiedere il rimborso. Ulteriori approfondimenti hanno portato a scoprire che la persona che ha usufruito di queste prestazioni sanitarie in Francia era solo fittiziamente residente in Valle d’Aosta, dove era anche destinataria di un alloggio di edilizia residenziale pubblica. Il fatto di avere una residenza fittizia, secondo la legge, è causa di decadenza dall’alloggio. Quali controlli si vuole mettere in campo per evitare che circostanze simili si ripetano? E soprattutto, c’è la volontà di togliere la casa a questo soggetto?»

L’assessore alla sanità, Mauro Baccega, ha spiegato: «Pare strano che questa interrogazione arrivi in consiglio dopo che il Consigliere Manfrin aveva chiesto e ottenuto la documentazione necessaria nel luglio 2018, quando era in maggioranza. Le fatture in questione, datate tra 2014 e 2016, sono per servizi resi a una persona che era regolarmente soggiornante in Italia e quindi iscritta al Servizio sanitario nazionale. Questa aveva quindi diritto di ricevere assistenza sanitaria negli Stati europei, secondo i regolamenti comunitari. Gli approfondimenti dell’Azienda USL hanno contestato le fatture alle competenti istituzioni francesi, senza però ottenere risposta: il Ministero della Salute italiano ha sollecitato il pagamento delle somme, anche se importanti, perché dovuti in base alle normative. Gli importi liquidati, quindi, erano dovuti: per le ulteriori richieste, mancando chiarimenti da parte delle istituzioni francesi, non si è proceduto a ulteriori pagamenti.» 

L’Assessore all’edilizia residenziale pubblica, Stefano Borrello, ha integrato la risposta «prendendo atto della segnalazione specifica, con l’impegno a portare avanti la questione nel rispetto delle competenze dei diversi enti coinvolti.»

Manfrin ha replicato: «Quello che emerge è sconfortante. Una prima fattura da 33 mila euro è stata pagata anche se c’era un vizio di fondo: la residenza fittizia della persona in questione in Valle d’Aosta. L’entità dell’importo doveva portare fin da subito a controlli ulteriori: ci sono quindi grosse responsabilità di mancato controllo, e mi impegnerò per approfondire a chi debbano essere imputate queste colpe. Visto l’impegno preso dal Governo, mi auguro che questa segnalazione venga portata a compimento.»

Operatori di sostegno

Il contratto per gli operatori di sostegno nelle Istituzioni scolastiche è stato l’argomento dell’interpellanza illustrata dal gruppo Ambiente Diritti Uguaglianza VdA.

La consigliere Daria Pulz ha ricordato che «lo scorso anno scolastico è stata avviata nella scuola dell’infanzia una sperimentazione per questa attività di assistenza e sostegno agli allievi con disabilità, erogata dalla società in house “Società di Servizi”. Una sperimentazione, tuttavia, criticata dagli operatori stessi. Vorrei quindi capire perché il contratto a tempo indeterminato sia pagato solo dalla metà del mese di settembre e fino alla metà del mese di giugno – e questa è una contraddizione in termini -, impedendo tra l’altro l’accompagnamento degli allievi agli esami finali del ciclo di studi, nonché se si intenda garantire nei fatti la qualità degli interventi sui casi ritenuti gravi a seguito di valutazione neuropsichiatrica. Più in generale, mi chiedo se si voglia reinquadrare, anche dal punto di vista normativo, questa qualifica.»

L’assessore all’istruzione, Chantal Certan, ha risposto che «il contratto che gli operatori di sostegno a tempo indeterminato siglano con la Società di Servizi è un part-time verticale che dà copertura al periodo scolastico: ogni operatore ne è a conoscenza nel momento in cui sottoscrive il contratto. Preso atto di una realtà sociale che si sta diversificando, per il fabbisogno – sia in termini di operatori che di ore – si fa riferimento al Piano Educativo Individuale (PEI) dell’alunno. Valutata la necessità di fornire assistenza di sostegno per la scuola dell’infanzia, lo scorso anno scolastico abbiamo proposto di prolungare il servizio degli operatori di sostegno fino alla fine del mese di giugno garantendo anche la continuità: abbiamo considerato la fascia 3-6 anni, perché l’attività educativa continua sino a fine giugno ed è la fascia più piccola e vulnerabile. È intenzione ripetere la sperimentazione e ci siamo incontrati con la Società di Servizi, avendo però cura di confrontarci con i dirigenti scolastici. Per un eventuale supporto durante gli esami nelle scuole secondarie, la decisione dovrà essere assunta con i dirigenti scolastici, anche perché bisogna tenere conto che l’alunno con disabilità fa parte del gruppo classe e pertanto il suo percorso educativo è in capo a tutti i docenti della classe e non soltanto a quello di sostegno. Prossimamente, saranno previsti ulteriori incontri sia con la Società che con i dirigenti.»

La consigliere Daria Pulz ha replicato che «la risposta è confortante solo in parte. Infatti, la Regione sembra non essere responsabile della Società di Servizi anche se ne è socio unico. Noi crediamo che si debba lavorare a un quadro normativo serio, che consenta di superare le problematiche evidenziate da anni dagli operatori. Non c’è un’interfaccia chiara per superare le piccole e grandi difficoltà quotidiane, c’è confusione di competenze; gli operatori, peraltro, se devono spostarsi fuori Valle non hanno nessuna qualifica spendibile. Questi operatori devono avere delle garanzie, devono percepire uno stipendio adeguato, anche per il periodo estivo, organizzando meglio il lavoro. Ci vuole più rispetto e più ascolto per le rimostranze di questa categoria di lavoratori, che trascinano questa situazione da anni. Il loro lavoro dedicato all’inclusione è assai prezioso per la scuola e per la società tutta.»

Le mozioni

L’Assemblea è poi chiamata ad esaminare otto mozioni, di cui quattro congiunte: una è di Mouv’ e Lega VdA per avviare un tavolo di confronto con l’Agenzia regionale piemontese per le erogazioni in agricoltura (ARPEA), AREA VdA e Regione Piemonte per valutare una possibile collaborazione con ARPEA quale Ente pagatore; una è dei gruppi Mouv’, Lega Vda e ADU-VdA per richiedere la convocazione urgente della Commissione per i beni culturali e ambientali per la verifica del possesso dei requisiti ai fini della dichiarazione di Palazzo Cogne quale edificio di “interesse culturale”; due  sono a firma dei gruppi Misto, Mouv’, Lega Vda e ADU-VdA: predisposizione di un disegno di legge di modifica della legge regionale n. 46/1998 in materia di Segretari degli Enti locali della Regione; revoca o revisione delle delibere di autorizzazione all’uso della discarica di Pompiod nel comune di Aymavilles.

Altre due mozioni sono state proposte da ADU-VdA e riguardavano la realizzazione di un progetto di riorganizzazione dell’offerta musicale in Valle d’Aosta e un piano regionale per contrastare le problematiche legate all’emergenza climatica.

La Lega VdA ha iscritto una mozione sulla valorizzazione degli immobili situati in località Les Combes di Introd, di proprietà dell’Istituto Salesiano Don Bosco; il Movimento 5 Stelle ha infine presentato una mozione volta alla modifica del Piano di Tutela delle Acque e per la previsione di incentivi per l’acquisizione di strumenti di misurazione di portata.

Il Consiglio Valle si riunirà mercoledì 2 e giovedì 3 ottobre 2019.

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