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Shiloh di Verrès: 70 esuberi

Giovedì 26 settembre 2019, vi è stato il primo incontro fra la Shiloh Italia e le rappresentanze sindacali dopo che l’azienda, lunedì 23 settembre, ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per ridurre l’attuale organico dello stabilimento di Verrès (154 dipendente) di 70 unità.

Le ragioni risiedono nell’eredità delle gestioni precedenti (Shiloh ha acquisito lo stabilimento nel marzo 2018) e nel rallentamento del settore automotive. Nel dettaglio, il fatturato si è dimezzato nell’arco di 4/5 anni.

L’industria produce elementi in lega leggera di alluminio e magnesio destinati a clienti di alta gamma, che generano volumi contenuti. Questi elementi sono utili per ridurre il peso delle autovetture.

La normativa prevede che la trattativa possa durare 75 giorni: 45 per trovare un accordo fra azienda e sindacati; in difetto, altri 30 con la mediazione del Dipartimento del Lavoro della Regione autonoma Valle d’Aosta.

Per inizio dicembre si saprà se le trattative avranno prodotto risultato o se saranno inviate le lettere di licenziamento.

Gli incontri organizzati da RaVdA

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L’incontro di venerdì 27 settembre 2019 fra la Regione autonoma Valle d’Aosta e i sindacati sulla crisi alla Shiloh di Verrès

Concordare un percorso comune e condiviso per essere da supporto ai lavoratori della Shiloh di Verrès è l’obiettivo emerso dal primo di una serie di incontri che la Giunta della Regione autonoma Valle d’Aosta ha in programma per affrontare la situazione di crisi annunciata dall’azienda Shiloh. Nel pomeriggio di venerdì 27 settembre, il presidente della Regione, l’assessore agli Affari europei, Politiche del lavoro, Inclusione sociale e Trasporti e l’assessore regionale alle Finanze, Attività produttive e Artigianato, assieme al sindaco di Verrès hanno incontrato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e di categoria che stanno seguendo la trattativa.

Dall’incontro è emersa la volontà di far fronte comune, attivando tutte le azioni possibili per limitare le ricadute sui lavoratori e, più in generale, sul tessuto sociale ed economico della Bassa Valle.

Martedì 1° ottobre sono iniziate le assemblee sindacali.

Il Savt propone la Cassa integrazione guadagni straordinaria

«La situazione di crisi e di forte calo degli ordinativi era risaputa da tempo, da parte nostra e dei dipendenti occupati – scrive il Savt in una nota -. L’Azienda, insieme alla Rappresentanze Sindacali Unitarie e alle Organizzazioni Sindacali, nel corso del 2018 e nel primo semestre del 2019 si è confrontata per trovare soluzioni adeguate, utilizzando in primis la cassa integrazione guadagni ordinaria».

I dipendenti in forza all’inizio del 2018 erano oltre le 200 unità, compresi i contratti a tempo determinato e quelli assunti con contratto di somministrazione di manodopera.

Il SAVT/MET auspica un accordo che contempli ammortizzatori sociali alternativi al licenziamento immediato di 70 lavoratori.

«La strada per raggiungere l’obiettivo di ridurre il più possibile il numero dei licenziamenti  – commenta Edy Paganin – non sarà per niente facile; una strada in salita, ma noi del SAVT/MET ce la metteremo tutta, proponendo all’Azienda anche la Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria, per la salvaguardia dell’occupazione in un territorio già di per sé fragile come la bassa valle».

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