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Consiglio Valle del 2 e 3 ottobre 2019

Il Consiglio regionale della Valle d’Aosta si è riunito mercoledì 2 e giovedì 3 ottobre 2019, per discutere un ordine del giorno composto di 64 oggetti, tra cui 15 interrogazioni, 25 interpellanze, 15 mozioni e una proposta di legge. In realtà ne sono stati discussi molti meno, poiché l’adunanza è stata caratterizzata da frequenti interruzioni e larga parte della seconda giornata è stata dedicata alla trattazione del disegno di legge sulla mobilità sostenibile.

Comunicazioni del presidente del Consiglio

Nelle sue comunicazioni all’Aula, la presidente Emily Rini ha riferito che nel pomeriggio di martedì 1° ottobre, l’Ufficio di Presidenza ha deliberato l’ammissibilità della petizione popolare per il mantenimento nel tempo dei servizi sanitari erogati dall’USL della Valle d’Aosta presso il Consultorio di Variney nel comune di Gignod, presentata il 24 settembre e sottoscritta da 1.123 cittadini. «La petizione – ha detto la presidente – è stata trasmessa per l’istruttoria del caso, al presidente della Regione, all’assessore alla sanità, salute e politiche sociali e assegnata alla quinta Commissione consiliare “Servizi sociali”.»

Rini si è poi soffermata sulle richieste di accesso agli atti da parte dei consiglieri Cognetta e Manfrin: «Il 23 settembre – ha specificato -, il consigliere Roberto Cognetta ha chiesto l’intervento di questa Presidenza in relazione al diniego espresso dall’Assessorato alle finanze, attività produttive e artigianato in merito alle richieste di accesso ai verbali del Collegio sindacale e del Consiglio di amministrazione della società Monterosa SpA. Dalla documentazione prodotta dal consigliere Cognetta, si evince che le richieste di accesso non risultano essere state inviate alle Società interessate. In considerazione di quanto esposto, ho pertanto richiesto all’assessore di voler fornire ogni chiarimento utile. Il 26 settembre 2019, il consigliere Andrea Manfrin ha parimenti chiesto l’intervento di questa Presidenza in relazione al diniego opposto dall’Azienda USL in merito all’istanza di accesso del 6 agosto 2019, supportato da motivazioni legate alla privacy. Ho pertanto trasmesso la nota del consigliere Manfrin soprindicata e la relativa documentazione all’assessore alla sanità, salute e politiche sociali con preghiera di fornire ogni chiarimento utile. Invito tutti a rispettare l’articolo 116 del Regolamento interno del Consiglio, ricordando i doveri, oltre che i limiti della Presidenza nel farlo rispettare.»

Sono quindi intervenuti i consiglieri Cognetta e Manfrin, che hanno ringraziato la Presidente Rini per essersi attivata su questa tematica. 

Il Consigliere Roberto Cognetta (Mouv’) ha chiesto: «Perché è successo questo? Visto che ci sono delle regole democratiche, chi governa dovrebbe rispettarle, così come dovrebbe tutelare i diritti della minoranza. La maggioranza non può fare ciò che vuole, altrimenti la nostra democrazia si trasforma in dittatura della maggioranza. In Valle d’Aosta stiamo vivendo una crisi della democrazia, alimentata anche da questi atteggiamenti. Aspetto una risposta ai miei 116.» 

Il Capogruppo della Lega Vallée d’Aoste, Andrea Manfrin, ha parlato di «gravità inaudita, perché viene minato lo strumento che sta alla base della nostra attività ispettiva. Si è prodotta una lesione del nostro diritto di accesso e mi auguro che questo messaggio arrivi forte e chiaro a chi ha rifiutato di fornire i dati. Questo rifiuto non fa che alimentare la mia curiosità rispetto a quanto richiesto. Se non riceveremo i dati sollecitati, ci saranno delle conseguenze per i responsabili.»

Replicando ai consiglieri, l’Assessore alla sanità, Mauro Baccega, ha garantito «il rispetto delle richieste di accesso agli atti, perché non abbiamo nulla da nascondere. Negli ultimi mesi l’Assessorato è stato oggetto di 41 richieste ai sensi dell’articolo 116: gli Uffici sono oberati e può essere che si siano verificati dei ritardi.»

L’assessore alle finanze, Renzo Testolin, ha ribadito «che non si tratta di non voler fornire i dati: i 116 sono una quotidianità e rispondiamo a decine di richieste di accesso agli atti. Vorrei evidenziare che in tutti i settori esistono delle regole, che non sono mai a senso unico e che vanno rispettate: la responsabilità nel dare dati e il diritto a riceverli. Come segnalato dal Dipartimento legislativo in un parere, il Consigliere non ha diritto di accedere alla versione integrale dei verbali delle adunanze del CdA e del Collegio sindacale della Società, che sono sottratte anche al diritto di informazione dei soci; possono al più rendersi ostensibili gli estratti o le prime pagine dei verbali che consentirebbero, comunque, al Consigliere di accedere agli argomenti all’ordine del giorno e, quindi, di ottenere informazioni utili all’espletamento del mandato rappresentativo. In una logica di buon senso, la nostra idea sarebbe quella di andare, previo confronto con gli uffici dell’Avvocatura, in questa direzione al fine di andare incontro alle richieste.»

Il presidente della Regione, Antonio Fosson, ha concluso dicendo che «da parte del Governo non c’è nessuna volontà di nascondere alcunché. Siamo in un momento di grande riorganizzazione del personale, ma non c’è nessuna questione di principio di voler negare l’accesso agli atti da parte dei consiglieri.»

Comunicazioni del presidente della Regione

Il presidente della Regione, Antonio Fosson, nelle sue comunicazioni, ha aggiornato l’Aula a proposito della situazione del Ghiacciaio di Planpincieux.

Innanzitutto ha riferito: «Il report di ieri pomeriggio, martedì 1° ottobre, evidenzia che nelle ultime 24 ore il movimento dei 3 settori interessati risulta costante. Nella serata di lunedì 30 settembre, si è verificato un crollo di stimati circa 5.000 metri cubi, nella parte frontale del ghiacciaio. Nei prossimi giorni è comunque previsto un abbassamento delle temperature

Il presidente Fosson ha quindi ricostruito la vicenda: «Già nei primi giorni della scorsa settimana è giunta una segnalazione di variazione e scivolamento del ghiacciaio alla Fondazione Montagna Sicura, che ha correttamente trasmesso la comunicazione al Dipartimento dell’Assessorato alle opere pubbliche. I tecnici, valutata la persistenza dei dati che dimostravano il movimento anomalo del ghiacciaio, hanno avvertito l’autorità comunale del rischio di un’imponente frana di ghiaccio. Il Sindaco di Courmayeur ha quindi deciso di chiudere la strada della Val Ferret e di evacuare alcune case a rischio. E questo dimostra, ancora una volta, l’eccellenza del grande apparato di sicurezza della Valle d’Aosta

«Purtroppo – ha proseguito Antonio Fosson -, la notizia è stata accolta da alcuni giornali in maniera allarmistica e non oggettiva; non solo, la situazione è stata enfatizzata dalla dichiarazione del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte all’Assemblea dell’ONU. Scoppiando l’allarme del collasso del ghiacciaio, è stato difficile riprendere in mano la situazione: d’altronde, fa più breccia la notizia di un’immane tragedia dovuta al cambiamento climatico rispetto al fatto che tutto sia sotto controllo

«Sabato 28 settembre abbiamo riunito al Comune di Courmayeur tutti gli attori interessati, che hanno concordato sull’esigenza di una comunicazione univoca, corretta e precisa, mentre domenica ho avuto un’interlocuzione proficua col Premier Conte, che verrà presto a Courmayeur per verificare di persona la situazione del ghiacciaio; non per tenere su il Monte Bianco, ma per rendersi conto di quanto la Valle d’Aosta sta facendo

Il Presidente della Regione ha infine osservato: «Da questa negatività di informazione, esplosa indipendentemente da noi, si denota la positività di una Regione che fa molto per salvaguardare il suo ambiente e che studia i cambiamenti climatici. La Valle d’Aosta si propone come modello di studio e di attività, non solo da un punto di vista formale, ma anche operativo

Il capogruppo del Mouv’, Stefano Ferrero, ha dichiarato: «Il Presidente Fosson, in questa situazione di grave danno di immagine per la nostra regione conseguente ad un messaggio politico sbagliato, ha fatto il suo dovere. Suggerisco di spiegare al Presidente Conte la differenza tra l’Assemblea dell’ONU e un bar. Auspico che Conte eviti un tardivo interessamento e rimanga a Roma: i soldi così risparmiati possono essere investiti nello studio delle criticità della glaciazione dell’arco alpino

Il consigliere Stefano Aggravi (Lega VdA) ha evidenziato: «Sempre di più la criticità non riguarda la parte operativa, quella della prevenzione e della gestione dell’emergenza, ma piuttosto l’aspetto della comunicazione, in un’epoca in cui i social semplificano e terrorizzano, veicolando in maniera incontrollata messaggi non corretti. Un plauso va a tutti gli attori regionali, per la loro professionalità e la loro capacità operativa. La Valle d’Aosta non è solo un laboratorio, è una regione turistica e non può essere penalizzata

Per il consigliere Diego Lucianaz, «i ghiacciai scivolano, sarà sempre così. Va bene effettuare monitoraggi e sorvoli, ma cerchiamo anche soluzioni legislative per quanto attiene alle responsabilità. Ma la vera emergenza per la Valle d’Aosta è dettata soltanto dai ghiacciai?»

La consigliere del Movimento 5 Stelle Manuela Nasso ha sottolineato: «Fa specie che alcune forze politiche che quotidianamente creano allarmismo su molte questioni, su questa del ghiacciaio abbiano un atteggiamento così prudente. Il fatto che un ghiacciaio stia scivolando a valle è grave e deve suscitare allarmismo. Per questo, non bisogna limitarsi ad un approccio esclusivamente tecnico ma anche ambientale, tenendo alta l’attenzione

L’assessore alle opere pubbliche, Stefano Borrello ha sottolineato: «I ghiacciai sottostanno alle regole climatiche e subiscono variazioni che l’Amministrazione regionale monitora da più di vent’anni. Oggi stiamo gestendo un’emergenza che ha carattere comunale e che interessa una strada di grande interesse turistico come quella della Val Ferret. Ma si tratta pur sempre di un’evoluzione naturale, che va ovviamente monitorata di continuo. Il fatto di parlare di “laboratorio per i cambiamenti climatici” deve essere visto in maniera positiva, perché abbiamo la fortuna di avere 186 apparati glaciali e da secoli i valdostani vivono la montagna, non la spopolano. È questo il messaggio che dobbiamo lanciare, soprattutto a chi non conosce né i valdostani né la montagna, la sinergia con la natura e l’adattamento dei popoli rispetto alle evoluzioni di carattere ambientale. In questo senso, la Valle d’Aosta è già un laboratorio naturale

Attività legislativa

Il Consiglio regionale ha approvato, con 23 voti a favore (AV, UV, SA, PNV-AC-FV, RC-AC, M5S), 2 contrari (Luboz e Lucianaz di Lega VdA) e 10 astensioni (Lega VdA, Mouv’, ADU-VdA e Misto), un testo di legge in materia di principi e disposizioni per lo sviluppo della mobilità sostenibile.

Invertito l’ordine del giorno

L’inversione dell’ordine del giorno per poterlo discutere, deciso dalla conferenza dei capigruppo e per la quale è stato decisivo il voto del Movimento 5 Stelle, ha generato uno strascico di polemiche. La minoranza aveva proposto di dedicare alla questione una seduta tematica, da convocarsi ne giro di tre giorni, ma la proposta è stata respinta. La Lega ha accusato la maggioranza di attacco alla democrazia e il Movimento 5 Stelle di essere la stampella di una maggioranza che si fa dettare i compiti da Elio Riccarand a mezzo stampa. Il M5S ha replicato che è in Consiglio Valle per lavorare a favore della cittadinanza e non per fare giochi di Palazzo.

Il testo

Il testo, risultante dal coordinamento di due progetti di legge condotto dalla terza e dalla quarta Commissione consiliare, si compone di 22 articoli, volti a favorire la realizzazione di infrastrutture per la mobilità ciclistica, attraverso percorsi ciclabili e reti di punti di ricarica per bici elettriche; a promuovere il car sharing e altre forme di mobilità condivise; a erogare contributi diretti sia per l’acquisto di veicoli nuovi e usati a bassa emissione di CO2 non superiori a 70 grammi per chilometro (fino a 6.000 euro a veicolo per i privati cittadini per un costo di acquisto massimo di 60.000 euro; fino a 10.000 euro per esercenti attività economica non di trasporto passeggeri; fino a 15.000 euro per esercenti attività trasporto passeggeri), sia per il leasing e il noleggio a lungo termine (fino a 6.000 euro), sia per l’acquisto di veicoli a pedalata assistita (fino a 700 euro) e per la micromobilità elettrica (fino a 300 euro); a incentivare il rinnovo del parco veicoli di proprietà pubblica e a sostenere gli Enti locali che attueranno sistemi sperimentali di mobilità sostenibile.

Il presidente della quarta Commissione, Giovanni Barocco (UV), relatore del provvedimento, ha sottolineato: «Si è trattato di un processo lungo e questo testo di legge è il frutto di tanti confronti e discussioni. Il risultato senz’altro può essere migliorato: d’altronde, l’ottimo non è di questo mondo. Rappresenta un piccolo passo, che comunque permette di giungere alla cima. Abbiamo creato gruppi di lavoro, abbiamo riunito Commissioni congiuntamente e le diverse sensibilità politiche hanno dialogato. Abbiamo audito esperti, rappresentanti di diverse categorie economiche, Confindustria, CNA e Confcommercio; ci è stata rimarcata l’importanza dei processi partecipati, ci è stato suggerito di lavorare per aumentare l’attrattività del trasporto pubblico. L’Assessore di Torino ci ha lasciato suggestioni interessanti riguardo all’idrogeno, che dovremo sviluppare

«Questa legge vuole modificare dei comportamenti attraverso un sistema premiante – ha proseguito il consigliere -. Teniamo conto che in Italia, il 90% delle leggi di mobilità ha caratteri incentivanti, mentre nel nord Europa le leggi sono più che altro sanzionatorie. L’elaborazione del testo ha potuto contare sull’apporto del Movimento 5 Stelle, in particolare del Consigliere Mossa. È fuorviante affermare che questa legge preveda soltanto contributi; certo, c’è un sistema incentivante, considerato quale mezzo per cambiare il nostro parco di veicoli, ma la norma definisce anche i principi e i valori che delineano il campo d’azione. Pensiamo di poter raggiungere gli obiettivi prefissati per far diventare la nostra regione Fossil Fuel Free grazie alla collaborazione dei valdostani, che andranno ben informati in materia. Raccogliamo questa sfida

Sette ordini del giorno

Nell’ambito dell’esame del testo di legge, i gruppi Lega VdA, Mouv’ e Misto hanno depositato sette ordini del giorno, di cui uno approvato.

Il testo, così come emendato di concerto con l’assessore Bertschy, ha ottenuto 32 voti a favore e 2 astenuti (RC-AC e ADU-VdA) e impegna il Governo regionale ad avviare entro 60 giorni una serie di contatti con Ferrovie dello Stato, le Regioni Piemonte e Auvergne-Rhône-Alpes e il Comune di Torino, al fine di poter entrare nel programma sperimentale dei treni a idrogeno per l’utilizzo di questa tecnologia sulla tratta ferroviaria valdostana.

Gli altri ordini del giorno sono stati respinti: il primo chiedeva di rinviare l’approvazione della legge e di esaminarla contestualmente al Piano regionale dei trasporti al fine di coordinare i due testi; il secondo sollecitava la definizione, entro 60 giorni e d’intesa con il Comune di Aosta, di un cronoprogramma per lo sviluppo della mobilità ciclistica in città; il terzo impegnava il Governo a condurre uno studio sulle potenzialità dello sviluppo di una rete infrastrutturale di distribuzione del gas naturale quale alternativa alle motorizzazioni termiche tradizionali; il quarto e quinto erano volti a individuare nella prossima finanziaria regionale le risorse per trasformare le colonnine di ricarica presenti sul territorio da corrente alternata a corrente continua e per avviare uno studio di approfondimento dei sistemi di riciclo delle batterie dei veicoli elettrici; l’ultimo ordine del giorno proponeva di avviare uno studio di fattibilità in merito alla possibilità di implementare il trasporto pubblico locale urbano e/o extraurbano a fune o su monorotaie sopraelevate.

Sul testo di legge sono stati presentati 24 emendamenti, di cui 6 approvati: 1 della seconda Commissione, 2 dell’Assessore ai trasporti, 1 del Presidente della quarta Commissione, 1 del M5S e 1 sub-emendamento della maggioranza. Sono stati invece respinti i 9 emendamenti dei gruppi Lega VdA, Mouv’ e Misto, i 3 emendamenti del gruppo ADU-VdA, i 6 del gruppo M5S.

Il dibattito

«Questo – ha dichiarato la consigliere Chiara Minelli (RC-AC) – è un provvedimento importante, che aspettiamo da molto tempo. La lunga fase di elaborazione lo ha reso ancora più rilevante, con una nuova e più valida connotazione: doveva essere solo un sostegno all’acquisto di veicoli elettrici, ma a questo si è aggiunta una parte che declina le tappe di una strategia per indirizzare l’intero settore trasporti verso l’uscita dall’utilizzo dei carburanti di origine fossile. La Valle d’Aosta è caratterizzata statisticamente da un eccesso di automobili private, con un utilizzo della bicicletta molto limitato e una mobilità condivisa che riguarda pochi casi virtuosi. Molto è dovuto alle caratteristiche del nostro territorio, ma a questo si aggiungono anche 50 anni di politiche poco lungimiranti di buoni di benzina, di sostegno alla mobilità energivora. La riconversione ecologica dei trasporti è un elemento importante della lotta ai cambiamenti climatici: in Valle d’Aosta i trasporti determinano la percentuale più elevata di consumo di energie fossili, con il 38% del totale (contro il 30% dei consumi domestici e il 19% di quelli industriali). Occorrono quindi interventi specifici e urgenti. Il primo è potenziare la rete di distribuzione dell’energia elettrica, installando quindi un numero congruo di postazioni di ricarica nelle abitazioni e negli stalli pubblici: migliaia di colonnine. Questo tipo di interventi può essere attuato da CVA: abbiamo la fortuna di avere sul territorio regionale la produzione dell’energia rinnovabile necessaria, oltre ad avere un’azienda interamente pubblica per poter intraprendere questo percorso di transizione dei trasporti verso la trazione elettrica. All’interno di questa visione strategica ha senso parlare di contributi, anche per veicoli elettrici: questi vanno però collocati all’interno di una visione complessiva che si indirizzi urgentemente verso l’infrastrutturazione elettrica del territorio. Votiamo quindi in modo convintamente favorevole

Il capogruppo del Mouv’, Stefano Ferrero, ha parlato di «una legge in cui l’espressione “mobilità sostenibile” è strumentalizzata per nascondere un mero contributo. Non bisogna vergognarsi di concedere degli incentivi, ma chiamiamoli con il loro nome piuttosto che con diciture roboanti. È un ritorno al passato, nonostante i ripetuti tentativi di cambiare un sistema del genere. Non è il tempo impiegato nella redazione a qualificare i contenuti di una legge. In questo caso, si trattava di mettere una casella nel famoso libro dei sogni; ma le pennellate di verde sono state date sulla ruggine. Questa è la legge di una mobilità insostenibile, reggendosi soltanto sull’elargizione di pochi soldi rispetto agli attuali costi proibitivi dell’elettrico. I valdostani non si illudano di poter comprare tutti auto o bici elettriche

«Questa legge – ha detto il consigliere Flavio Peinetti (UV) – dimostra dei passi avanti anche nella presa di coscienza del problema. Ci è chiesto un cambiamento radicale di visione: il testo che affrontiamo va nella direzione di contribuire a cambiare gli stili di vita di tutti di noi. Per questo vogliamo andare al di là del mero contributo. Non si tratta di una norma sulla mobilità elettrica, ma su tutte le modalità di trasporto sostenibili, non superiori a 70 grammi per chilometro. Molti emendamenti sono stati accolti: il tempo è stato sufficiente per mettere in campo una buona legge, aperta a possibili visioni future. Certo siamo davanti a un testo che dovrà essere monitorato, modulato e migliorato, perché affronta un quadro in continua evoluzione. La legge andrà adeguata a ciò che accade: per questo noi la voteremo con convinzione

Il consigliere Luciano Mossa (M5S) ha osservato: «Una delle nostre 5 stelle simboleggia i trasporti, un settore che dovrà subire presto grandi cambiamenti: un obiettivo che ci siamo posti è raggiungere, entro il 2050, almeno il 90% di elettrificazione dei consumi, attraverso un percorso di transizione, frutto di una pianificazione partecipata, in grado di sfruttare tutte le tecnologie disponibili. Qualsiasi legge uscirà oggi da quest’Aula non sarà sufficiente a completare questo percorso verso la mobilità sostenibile, sarà solo un punto di partenza, una scintilla innescata grazie ad una mozione che abbiamo presentato a inizio Legislatura e votata all’unanimità. Sinora è stato fatto ben poco. L’obiettivo cardine che ci dobbiamo prefissare è quello di invogliare i cittadini a non usare i mezzi privati: dobbiamo dotarci di un servizio di trasporto pubblico locale sostenibile, capillare ed efficiente, di piste ciclabili e pedonali sicure che colleghino tutte le aree urbane e non. Ci fa piacere che molti dei nostri emendamenti migliorativi siano stati accolti e che ci sia stata sentita partecipazione ai lavori sulla stesura di questa legge. Questa è la dimostrazione che se un’idea è buona non ha colori, non è di destra né di sinistra. Se c’è l’interesse di ottenere qualcosa di buono per i cittadini, ben venga lavorare assieme, al di là delle bandiere

Il consigliere Roberto Cognetta (Mouv’) ha sostenuto: «Una legge che fosse veramente per la mobilità sostenibile dovrebbe mettere in campo delle azioni per favorire la mobilità alternativa: a piedi, la bicicletta, l’autobus, il car sharing, il treno. Invece l’unica cosa che si propone è quella di dare degli incentivi per moltiplicare le auto private elettriche, anche se, con i soldi messi in campo, si possono comprare al limite 300 auto su un parco circolante di 200 mila mezzi. Proprio non ci siamo. Quando arriverà il Piano regionale dei trasporti potremo veramente affrontare la mobilità sostenibile, ma non ora. Questa non è una legge sulla mobilità sostenibile

«Per essere sostenibile – ha dichiarato la consigliere Daria Pulz (ADU-VdA) – la mobilità deve essere per tutti efficiente ed efficace. Accoglieremmo a braccia aperte una legge che proponesse modalità davvero rivoluzionarie rispetto al nostro modo di spostarci nella quotidianità, ma non è questo il caso: non capiamo neppure perché non si sia aspettata la possibilità di armonizzare questa legge con il Piano regionale dei trasporti, che pure è in dirittura d’arrivo. Chico Mendes diceva che “l’ambientalismo, senza lotta di classe, è semplicemente giardinaggio”: questo ci sembra un ambientalismo da salotto, con i contributi che vengono assegnati a pioggia indipendentemente dal reddito. Abbiamo presentato due emendamenti per modulare i contributi all’ISEE di chi li richiede: senza queste fasce di reddito la legge non è per noi accettabile. Una legge migliore, davvero autentica sulla mobilità, avrebbe potuto essere studiata. Si sarebbe anche dovuta coinvolgere molto di più la popolazione: viviamo in un contesto dove gli effetti dei cambiamenti climatici sono evidenti, e quindi è possibile sviluppare in tutti i cittadini valdostani una sensibilità che, nei nostri giovani, è già molto forte».

Le conseiller de l’UV Joël Farcoz a dit que «nous avons des buts bien précis pour la Vallée d’Aoste de 2019 et dans cette loi nous trouvons une partie des principes que nous avons énoncés pour la stratégie Fossil Fuel Free 2040, qui trouvent une dignité et une expérimentation.» Per il Consigliere, «la Valle d’Aosta ha voluto essere sperimentale non perché qualcuno è arrivato in Valle e ci ha detto che dovevamo essere un laboratorio sui cambiamenti climatici, ma perché noi crediamo nell’autogoverno e abbiamo anticipato da anni queste nuove sensibilità ambientali. Questa legge, partendo dal dato che la mobilità è uno dei settori maggiormente inquinanti, propone un modello per risanare il parco macchine inquinanti e per aumentare le buone pratiche sperimentali del car-sharing. Sono poi convinto che ci dovrà essere una strategia condivisa tra la CVA e i Comuni affinché l’infrastrutturazione del territorio non diventi una giungla, ma ci sia coordinamento; inoltre dovremo approfondire la questione delle strade poderali, in quanto il mondo turistico si avvarrà sempre più delle e-bike e dovremo ragionare sulle responsabilità che oggi sono in capo ai proprietari e ai consorzi

La consigliere Manuela Nasso (M5S) ha sostenuto: «Non possiamo fare miracoli, ma nemmeno star fermi senza fare nulla e criticare soltanto. Come gruppo, non concordavamo sul testo di legge iniziale, per cui abbiamo deciso di dare il nostro apporto ad un nuovo provvedimento e abbiamo lavorato tanto per questo; non abbiamo assolutamente nulla di cui vergognarci, anzi, siamo molto fieri della nostra attività. In passato, è vero, con il sistema sconsiderato dei contributi a pioggia, non si è usata lungimiranza, ma si è andati soltanto in cerca di consenso elettorale; non è di certo questo il caso: ora è fin troppo tardi e da qualche parte bisogna partire, non dimentichiamoci che per i vari veicoli elettrici i costi alti di oggi sono certamente destinati a scendere e comunque in legge ci sono molte altre iniziative. La politica è anche compromesso, questo testo è migliorabile e noi lo abbiamo già migliorato molto. La nostra attenzione resterà sempre altissima sugli sviluppi di questa legge, che non va strumentalizzata perché rappresenta finalmente un inizio

«Questo provvedimento – ha dichiarato il capogruppo della Stella Alpina, Pierluigi Marquis, – vuole essere un approccio importante alla mobilità sostenibile con principi e disposizioni per il suo sviluppo. Quando nel 2013 abbiamo partecipato al primo bando per installare le colonnine di ricarica, sembrava stessimo parlando di un futuro lontano: era poco tempo fa, ma adesso ci troviamo a dover potenziare quel percorso. Bisogna quindi guardare a ciò che succede su scala nazionale e internazionale, e adattare le soluzioni alla nostra specificità. La conformazione del nostro territorio pone difficoltà specifiche: occorre proseguire nella direzione della multimodalità dei trasporti, come sarà nel Piano regionale; perché non potremo mai pensare in Valle d’Aosta di rinunciare al trasporto privato su gomma. Occorre quindi migliorare il parco dei mezzi in circolazione, muovendoci anche nella direzione del car sharing e del car pooling. Questo processo non potrà che essere condiviso con la popolazione: e nostro compito è anche quello di dare una visione organica di questo percorso, con iniziative e norme complementari che vanno tutte nella stessa direzione con la massima attenzione gli approcci innovativi che le tecnologie rendono disponibili

Per il consigliere Luca Distort (Lega VdA), «non si tratta di boicottare questa legge, ma si tratta di approvare un’iniziativa che ci auspichiamo virtuosa e che, come tale, deve passare attraverso forma e contenuto virtuosi. Approfondendo e acquisendo consapevolezza nel corso delle audizioni in Commissione, come gruppo Lega ci siamo resi conto che gli emendamenti che proponevamo a questo contenitore erano solo delle toppe e che questa non era una legge sulla mobilità sostenibile. Di mobilità sostenibile potremo parlare quando avremo il Piano regionale dei trasporti: quello sarà il vero contenitore. Questa legge, per avere una sua dignità, deve invece chiamarsi in altro modo, perché altro non è che una norma per l’erogazione di aiuti economici e noi crediamo in questo settore: ecco perché abbiamo proposto un emendamento che ne modifichi il titolo in “Misure per incentivare il rinnovo del parco auto valdostano a favore della trazione elettrica o di forme alternative alla trazione termica tradizionale”. Certo è che sono una goccia nel mare, perché con le risorse messe a disposizione si potrà sostituire lo 0.15% del parco auto valdostano. Non prendiamo quindi in giro i valdostani, che non lo meritano, e non prendiamo in giro la dignità del nostro lavoro

Per il capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, «siamo tutti a favore di un ambiente più pulito e di una mobilità più sostenibile, ma la differenza è data dai contenuti. Questa purtroppo non è una legge sulla mobilità, bensì una legge per il salvataggio della maggioranza, visto che fino all’ingresso della stampella di Rete Civica non se ne era mai parlato. Ci si accusa di fare giochi politici per indebolire questa maggioranza, ma i giochi e le chiusure appartengono ad altri. Se questa legge risolverà tutti i problemi della mobilità, com’è possibile che la stessa maggioranza presenti emendamenti e sub-emendamenti? Noi vogliamo collaborare attivamente e testimonianza ne è la nostra richiesta, poi svilita e respinta, della convocazione di un Consiglio straordinario ad hoc. Questo è un esempio di legge del baratto amministrativo: io ti do un provvedimento e tu mi garantisci la poltrona

«È sbagliato dire – è intervenuto il capogruppo dell’UV, Luca Bianchi, – che si diano contributi a pioggia tornando a un modello passato: sono molte le Regioni che hanno legiferato in questo senso, in questi mesi, e sono realtà dove non sono autonomisti a governare. È accaduto nel Lazio, in Lombardia, in Veneto: qui il limite di reddito per ricevere contributi è di 75.000 euro. Ma anche a Trento, o a Bolzano dove l’agevolazione va direttamente come rimborso ai concessionari. Semplicemente, questo strumento ci permette di dare un sostegno a chi passa a veicoli con un impatto ambientale più basso: al di là del nome della legge, non capisco perché ci si possa opporre. Ma questa legge va al di là dei contributi: va nella direzione giusta, con un impianto che ci permette di dare un segnale alle generazioni future e di confermare la nostra attenzione all’ambiente valdostano».

Il consigliere Stefano Aggravi (Lega VdA) si è soffermato sugli emendamenti e sugli ordini del giorno depositati in Aula: «Il testo in esame sul 2019 prevede un onere di spesa di 6,8 milioni di euro: per gli incentivi ci sono a disposizioni circa 1,8 milioni, il resto fa parte di interventi già avviati e definiti, ma il tema della mobilità sostenibile è molto più ampio e diverso. Con i nostri emendamenti vogliamo portare avanti un’operazione verità, ossia che la legge non verte sulla mobilità sostenibile, mentre gli ordini del giorno vogliono approfondire alcune tematiche che riteniamo “core”: penso allo sviluppo delle reti di metano e gas GNL, anche a livello di Unione europea nell’ambito dell’evoluzione del traffico commerciale, visto che questo tipo di combustibile sembra rendere di più, in tutte le condizioni atmosferiche. Noi riteniamo che, così come licenziata dalle Commissioni in maniera rapida e raffazzonata, questa legge non sia altro che schiava di un accordo politico. Peccato che il treno si fermi ancora ad Eboli e non ad Aosta

Il consigliere Nicoletta Spelgatti (Lega VdA) ha sottolineato: «Grazie alla presentazione dei nostri 3.000 emendamenti su di un disegno di legge che di mobilità non ha nulla se non il titolo, siamo riusciti ad ottenere il rinvio della discussione di questo testo in Commissione, eppure il lavoro si è svolto comunque in fretta e furia. Soprattutto, non ci si è fermati nemmeno di fronte al fatto che nessuno, tra gli auditi, si è detto favorevole a questo provvedimento. Anzi, sono state sollevate tantissime critiche e sono state date moltissime indicazioni su tutto ciò che manca, ma non si è tenuto conto di nulla, tanto che oggi siamo a discutere di un testo che non è stato modificato se non in particolari minimi. Non si sta facendo nulla per la realizzazione di piste ciclabili e stiamo perdendo i fondi stanziati dall’Europa. Questa non è una legge sulla mobilità sostenibile, è una presa in giro. Ma noi non ci stiamo, il nostro concetto di lavoro è ben diverso, anche dagli slogan fatti per rispondere ai diktat della “Piattaforma Riccarand”

Il consigliere Claudio Restano (GM) ha dichiarato: «Questa è una norma che parte da lontano, con il lavoro di soggetti diversi e con un percorso in Commissione estremamente interessante. Ma sarebbe stata necessaria un’incubazione ancora maggiore, per mettere in campo una progettualità più ampia e raccogliere le suggestioni di chi ha portato la propria esperienza. Si parla tanto di elettrico, per esempio, e non di idrogeno: quel futuro, invece, è già qui. Una legge come questa deve nascere da un confronto più ampio con il territorio, ed essere articolata insieme al Piano regionale dei trasporti. La legge è incompleta: dovrebbe tendere a modificare i comportamenti dei valdostani, ma questi comportamenti non li conosciamo. Occorrerebbe per esempio monitorare i flussi del traffico attraverso le celle telefoniche, come fatto altrove, per capire meglio come agire; e dovremmo pensare ai presupposti, come a Bolzano dove il primo passaggio è stato una riflessione sull’urbanistica che qui è completamente mancata. Inoltre, la legge vede il Consiglio rinunciare a tutte le sue prerogative: spesso tutto è delegato alla Giunta, mentre il luogo della proposta e di indirizzo deve essere di quest’Assemblea».

Il presidente della terza Commissione, Alessandro Nogara (AV), ha evidenziato come «sin dalla presentazione del primo disegno di legge si sia cercato in Commissione di avere un atteggiamento costruttivo, che coinvolgesse minoranza e maggioranza, finalizzato alla stesura di un testo che avesse come obiettivo, la riduzione delle emissioni inquinanti legate alla mobilità. Sinora nel dibattito si è fatto riferimento a pochissime delle audizioni effettuate e tengo a precisare che sono stati diversi gli intervenuti che hanno considerato positivamente il provvedimento. Ci sembra di aver svolto un lavoro discreto, accogliendo anche le suggestioni degli esperti, e non apprezziamo alcuni interventi di oggi in Aula, a favore di telecamera. È una legge che aiuta l’ambiente, è una goccia nell’oceano, ma è il meglio che siamo riusciti a fare. Ben venga se al più presto si riuscirà a rimetterci mano e a migliorarla

L’assessore ai trasporti, Luigi Bertschy, ha osservato che «in politica bisogna far sognare ma anche essere concreti, costruendo progetti sostenibili nel tempo e dando dare risposte ai cittadini. È vero che il Piano regionale dei trasporti poteva essere il momento più opportuno per discutere questa legge, ma ciò non toglie che questa legge possa andare avanti in maniera autonoma. Il PRT sarà l’occasione per fare dei ragionamenti insieme, sulla base di dati, e io spero di poter lavorare con la Commissione. Questa è una legge che sarà migliorabile nel tempo e che non risponde ai diktat di nessuno: è un inizio che dà anche degli obiettivi futuri – ridurre la mobilità privata a favore di quella pubblica, ridurre l’inquinamento – e noi abbiamo il dovere di lavorare con un entusiasmo che dia fiducia ai nostri giovani, anche attraverso un utilizzo diverso delle auto. È un peccato che il Consiglio non riesca a trovare la capacità di concludere un percorso che porterà sicuramente ad un cambiamento di abitudini. Noi continueremo a lavorare per promuovere politiche di incentivazione del trasporto pubblico a partire dai giovani, aumentando la partecipazione regionale al costo del biglietto, estendendo i servizi notturni. Alcuni ordini del giorno sono interessanti e penso in particolare a quello dell’idrogeno: RFI continua ad essere negligente nei confronti della Valle; da mesi sollecitiamo un suo intervento per progettare l’elettrificazione, ma ad oggi non abbiamo risposte. Se si presenteranno altre sperimentazioni, come quelle dell’idrogeno, le valuteremo con attenzione lavorando in sinergia con il vicino Piemonte

Il consigliere Elso Gerandin (Mouv’) ha dichiarato: «Nessuno in quest’Aula vuole venir meno all’impegno di lavorare sulla mobilità sostenibile, ma qui stiamo parlando di tutt’altro. Le audizioni che abbiamo avuto la possibilità di svolgere in Commissione, con i tecnici da una parte e i portatori di interesse dall’altra, ci hanno dato degli elementi di indirizzo: ma ci hanno fatto capire che serve coraggio, che servono strategie che qui mancano completamente. Questa norma avrà pochissimo impatto, perché non ci sono elementi né di prospettiva né di sperimentazione. Dobbiamo essere onesti e chiamare le cose con il loro nome: questo rimane esclusivamente un intervento economico. Per quanto ci riguarda, vogliamo essere coerenti con la mozione che abbiamo votato all’epoca: per noi l’impegno per un disegno di legge sulla mobilità sostenibile inizia oggi, perché quello che approviamo adesso non ha niente a che fare con la mobilità sostenibile. Lo faremo con o senza collaborazione di questa maggioranza allargata al Movimento 5 Stelle.»

L’assessore alle attività produttive, Renzo Testolin, ha aggiunto: «Stiamo parlando di un settore che subisce evoluzioni a rimo serrato, ogni settimana c’è una novità. Il testo del disegno di legge ha avuto origine il 23 luglio 2018, intraprendendo poi un iter di accomunamento tra il sostegno all’incentivo all’acquisto di nuovi veicoli con il concetto di mobilità sostenibile. La predisposizione del bilancio 2019, che questo Governo ha dovuto gestire in una decina di giorni, prevedeva risorse che destinavano per il 2019 e il 2020 1 milione 200 mila euro, per il 2021 un milione 220 mila euro. Già nel mese di aprile 2019, in sede di variazione di bilancio, abbiamo messo sul piatto ulteriori risorse, raddoppiando di fatto quelle a disposizione. E questa sarebbe inerzia? Abbiamo seguito un percorso che, nel tempo, ha reso spendibile questo provvedimento, arricchendolo cammin facendo. È un momento di partenza importante anche dal punto di vista finanziario: un milione e 700 mila euro stanziati per il 2019, poco meno di 2 milioni 700 mila euro per gli anni a venire consentiranno di agevolare un approccio diverso ad una mobilità che dovrà modificarsi, crescere. La nostra realtà regionale è per certi versi avulsa dal contesto nazionale ed internazionale, ma i punti di forza di questo provvedimento ci permetteranno di implementare ed aggiornare le indicazioni messe sul piatto da questa norma, accolta favorevolmente dal tessuto sociale valdostano. Non mi sembra opportuno focalizzarsi sul titolo, a discapito del lavoro svolto per creare i presupposti ad una norma di attenzione e di sviluppo

Il presidente della Regione Antonio Fosson, in conclusione della discussione, ha detto che «è in atto una grande rivoluzione della nostra vita riguardo ai cambiamenti climatici. Questo è un primo passo: speriamo di farne altri insieme».

Interrogazioni

Shiloh

Sapere come il Governo regionale si stia facendo carico della grave crisi della sede di Verrès della Shiloh Italia: è il quesito posto dalla consigliere Daria Pulz (ADU-VdA) con un’interrogazione a risposta immediata. 

La consigliere Daria Pulz ha evidenziato: «La crisi del colosso americano Shiloh, tra i leader mondiali nel settore delle automobili per la produzione in particolare di telai in alluminio e magnesio, è ora conclamata. Per lo stabilimento di Verrès bisogna attivarsi per scongiurare i 70 licenziamenti annunciati su 154 dipendenti, tra operai e impiegati.»

L’assessore alle politiche del lavoro, Luigi Bertschy, ha risposto: «Il budget dell’azienda è passato dai 43 milioni di euro del 2017 ai 24 previsti a chiusura del bilancio 2019: dopo aver attivato tutte le riduzioni di costi gestionali possibili, si è arrivati ora a questa proposta di licenziamenti. Licenziare 70 lavoratori su 154 non evidenzia la volontà di dare continuità aziendale, ma piuttosto la probabilità futura di chiudere l’azienda. Abbiamo quindi incontrato in due momenti diversi i Sindacati e l’azienda: da questa abbiamo ottenuto delle aperture sulla possibilità di valutare la possibilità di trasformare i licenziamenti in cassa integrazione straordinaria. In questo modo si potrebbe costruire un percorso per capire se l’azienda possa tornare a essere produttiva nei prossimi anni; avremmo anche la possibilità di passare a una politica attiva di presa in carico della formazione del personale, per dare anche nuovi orizzonti lavorativi. Scriveremo alla proprietà per offrire collaborazioni e per sottolineare come siamo disponibili a sostenere un percorso condiviso, a condizione di evitare un gravissimo impatto sociale. Possiamo già lavorare a una risoluzione qui in Consiglio, per far sentire la nostra voce di vicinanza ai lavoratori e al territorio della bassa Valle.»

Nella replica, la consigliere Daria Pulz ha osservato: «A marzo scorso, l’Assessore Testolin diceva che l’Amministrazione regionale non era ancora stata informata della procedura di cassa integrazione e che tutto era sotto controllo. Sette mesi dopo, arrivano questi licenziamenti che sono stati tenuti nascosti fino all’ultimo. Il percorso proposto riecheggia quello di cui abbiamo parlato rispetto a chi è stato licenziato dal Casinò: sono ancora quasi tutti a casa, senza lavoro, sempre più rassegnati e sconcertati rispetto alle promesse di certa politica. Ben venga, quindi, una risoluzione condivisa per far prendere una posizione chiara al Consiglio Valle.»

Passaggio delle competenze dei servizi socio assistenziali dalle Unité all’USL

Il gruppo Mouv’ ha chiesto approfondimenti sulla riorganizzazione dei servizi socio-assistenziali.

«L’assessore Baccega ha annunciato in quinta Commissione un passaggio di competenze dalle Unités des Communes all’USL da realizzarsi attraverso un testo di legge – ha spiegato il Consigliere Roberto Cognetta -. Ci chiediamo se tale legge di riordino sarà presentata prima del documento che sancirà lo spostamento dei posti della Residenza sociosanitaria assistenziale e dell’Unità di assistenza prolungata dal J.B. Festaz di Aosta a Variney, e che rappresenta il primo tassello di questa riorganizzazione complessiva dei servizi socio-assistenziali

L’assessore alla sanità e politiche sociali, Mauro Baccega, ha risposto che «lo spostamento di questi servizi dal J.B. Festaz alla struttura per anziani di Variney è prossimo e si concretizzerà attraverso un accordo tra le parti e la firma di una convenzione. L’accordo è il frutto di un lungo percorso che ha coinvolto l’Unité des Communes Grand Combin, l’Assessorato, l’USL, il management del J.B. Festaz e i sindacati. Invece, il percorso legislativo per il riordino della gestione delle strutture per anziani, come ho avuto modo di dire in quinta Commissione, richiede probabilmente più tempo e condivisione, ma soprattutto deve essere accompagnato da una attenta analisi di carattere economico, guardando al lavoro e alle famiglie. Si tratta quindi di due percorsi paralleli, che vanno nella stessa direzione: al momento è vicina la convenzione per Variney e non sarebbe serio interromperla, per nessuna ragione; per quanto riguarda la legge di riordino, credo che non sarebbe altrettanto serio fare una legge in fretta e furia. Forse è meglio aspettare un mese in più e predisporre una legge ampiamente condivisa, che sia il frutto di un buon lavoro in Commissione e che dia risposte concrete alla collettività. Credo di poter rispettare la tempistica indicata in Commissione: entro fine anno presenteremo il testo di legge.»

Il sonsigliere Roberto Cognetta, nella replica, ha osservato: «Per noi, e parlo a nome dei lavoratori di questo settore, va bene che si arrivi per fine anno ad esaminare il testo di legge di riordino. A questo punto sollecito una integrazione al Documento di economia e finanza regionale-DEFR al fine di esplicitare l’obiettivo politico, prevedendo inoltre gli emendamenti e le risorse susseguenti nel bilancio per il 2020.»

Delle interrogazioni, una è stata posta dal gruppo ADU-VdA a proposito della valenza dell’attività ispettiva dei Consiglieri regionali nei casi di ricevimento di atti incompleti o non aggiornati.

Stoccaggio della neve

Con un’interrogazione, il Consigliere Claudio Restano (La Valle d’Aosta che cresca) ha chiesto notizie dell’avvio della sperimentazione relativa allo stoccaggio della neve: quali le località interessate e quali azioni messe in campo.

L’assessore ai trasporti, Luigi Bertschy, ha risposto: «Questo è un obiettivo che vorremmo raggiungere attraverso un lavoro collegiale: occorre anzitutto capire quali destinazioni, sportive e turistiche, valorizzare prioritariamente. Le analisi svolte fin qui, in collaborazione anche con l’AVEF (Associazione valdostana enti gestori piste sci di fondo) devono tenere conto di moltissimi elementi: il luogo scelto deve essere pianeggiante, raggiungibile, alla quota giusta, in una zona possibilmente poco visibile. Alcune valutazioni sono state fatte sul territorio di Cogne, e altre verranno fatte. Vogliamo formare un gruppo tecnico che comprenda rappresentanti ASIVA, AVEF, del CPEL e almeno due rappresentanti degli Assessorati coinvolti. Il suo compito sarà di arrivare a una proposta definitiva su cui investire. Le risorse previste in bilancio non saranno lasciate inutilizzate: i rappresentanti dell’AVEF ci hanno segnalato investimenti urgenti, come la sostituzione dei mezzi battipista

Il consigliere Claudio Restano (GM) ha replicato: «Le risorse per questo progetto sono state assegnate già nel DEFR dello scorso anno; è grave che si sia ancora in fase progettuale. La valenza è sia sportiva sia turistica: ma se gli sportivi vanno a cercare altrove i propri spazi, dal punto di vista turistico questa è un’opportunità che non si può perdere. Le condizioni necessarie all’infrastruttura riducono il campo di possibilità: è necessario agire in fretta, per attivare le possibilità di produrre la neve già quest’inverno. Traslare le risorse destinate a questo progetto verso l’acquisto di un mezzo battipista servirebbe a poco: la creazione dei cumuli di neve sarebbe invece un’attività incisiva come attrazione turistica. L’esempio è quello di Livigno, dove la pista continua a ricevere prenotazioni: è un’occasione preziosa, che dobbiamo sfruttare.»

Quattro sono a firma del gruppo Lega Vallée d’Aoste e riguardano: verifica del rispetto della normativa di riferimento e dei criteri di selezione del personale a tempo determinato nelle selezioni presso enti pubblici; effettuazione di controlli sui contratti di emergenza abitativa in relazione a segnalazioni di molestie condominiali; indications sur le futur de la Maison du Val d’Aoste de Paris; disciplina dei criteri e modalità di assegnazione delle risorse per il concorso a favore degli enti proprietari di alloggi di edilizia residenziale pubblica per la copertura della morosità incolpevole.

Anche il Movimento 5 Stelle ha proposto quattro interrogazioni: adozione di un provvedimento per la definizione delle tempistiche e modalità per la pubblicazione su appositi siti dei dati ambientali; applicazione dei Criteri Minimi Ambientali (CAM) negli appalti della Regione; nuova gestione della Cittadella dei giovani ad Aosta; tempistica per l’inizio del servizio dei treni bimodali sulla linea Aosta-Ivrea-Chivasso-Torino.

Due altre interrogazioni sono di Mouv’: chiusura dei centri prelievo di sangue di Donnas e Verrès; motivazioni della sostituzione da parte di Finaosta dei vertici aziendali di VdA Structure Srl.

Le restanti interrogazioni sono state poste dal gruppo Rete civica: ricadute sul territorio derivanti dalle attività svolte dalla Società AVDA gestore dell’aeroporto di Aosta; mancata attuazione di interventi da parte dell’Associazione Forte di Bard per migliorare il proprio sito.

Disposizioni anticipate di trattamento

Il gruppo Rete Civica-Alliance Citoyenne ha voluto fare il punto sulla procedura di attivazione per la registrazione nel fascicolo sanitario elettronico delle Disposizioni anticipate di trattamento (il cosiddetto testamento biologico), facendo seguito anche ad una mozione approvata dall’Aula il 13 giugno scorso.

L’assessore alla sanità, Mauro Baccega, ha risposto: «In questi mesi abbiamo lavorato tanto, ma purtroppo l’esito non è stato favorevole. In effetti, non è stata disciplinata la possibilità di acquisire le Disposizioni anticipate di trattamento (DAT) per mezzo del fascicolo sanitario elettronico. Sin dal mese di giugno abbiamo dato mandato a INVA di elaborare una proposta di implementazione del fascicolo per consentire l’acquisizione delle DAT e abbiamo seguito con attenzione l’iter del decreto del Ministero della salute volto alla creazione di una banca dati nazionale. Ad agosto, però, è emerso che le DAT devono essere redatte secondo i criteri del decreto, consegnate in originale alle strutture sanitarie che devono attribuire loro un numero di protocollo attestante la loro acquisizione. Si tratta di un terzo canale a disposizione del cittadino per consegnare brevi manu le Disposizioni anticipate di trattamento, oltre ai Comuni e ai notai

«Nel frattempo – ha precisato Baccega -, la Regione Emilia Romagna ha legiferato in questo senso, ma la norma è stata impugnata e la Regione ha sospeso le attività che andavano in quella direzione. La costituzione di una banca dati all’interno dei fascicoli elettronici da parte dei cittadini che hanno già depositato le DAT sarebbe in ogni caso del tutto temporanea, in quanto la banca dati nazionale che sarà costituita a seguito dell’approvazione del decreto ministeriale, sarà l’unica fonte certa di informazione per medici curanti e fiduciari e consentirà il superamento di ogni criticità.Alla luce di queste problematiche non è, al momento, possibile dare attuazione alla mozione del 13 giugno

La consigliere Chiara Minelli (RC-AC) nella replica si è detta stupita: «La Regione Puglia ha inserito le DAT nel fasciolo sanitario e l’ha fatto in maniera operativa. Mi riservo di approfondire questa situazione, auspicando che comunque i tempi di realizzazione della banca dati nazionale non siano biblici. Nel frattempo, il lavoro svolto dall’Assessorato e da INVA non è inutile, ma può essere propedeutico all’utilizzazione di uno strumento come il fascicolo sanitario elettronico, già esistente e che per la Valle d’Aosta è stato giudicato come uno dei più funzionali e avanzati, oppure per il futuro inserimento nella banca dati nazionale. A mio avviso, resta comunque valida la possibilità di creare una banca dati regionale

Mozioni

L’Assemblea era chiamata ad esaminare quindici mozioni, di cui sette rinviate dall’adunanza del 19 settembre. Quelle nuove sono state ulteriormente rinviate.

Palazzo Cogne

Il Consiglio ha approvato all’unanimità una mozione depositata congiuntamente dai gruppi Mouv’, Lega VdA e ADU-VdA, così come emendata in Aula su proposta dell’Assessore ai beni culturali.

Il testo, impegna il Governo regionale, in quanto ente proprietario, a richiedere alla Sovrintendenza ai beni culturali ed ambientali la verifica del possesso dei requisiti per dichiarare l’edificio Palazzo Cogne di “interesse culturale” e il relativo livello di tutela. 

«Palazzo Cogne attualmente è classificato semplicemente come “edificio documento” – ha specificato nell’illustrazione il consigliere Roberto Cognetta (Mouv’) -, ma, da quanto riferito recentemente in Aula dall’Assessore Borrello, l’edificio ricade fin dal 1990 nella condizione per essere considerato “bene culturale”. Se questo immobile fosse in possesso dei requisiti per essere di “interesse culturale”, sarebbe dichiarato “monumento”. Per questo, riteniamo necessario far convocare la Commissione regionale per i beni culturali e ambientali, deputata all’espressione di questo genere di pareri

L’assessore ai beni culturali, Laurent Viérin, ha spiegato: «Non è necessario dover far convocare la Commissione per i beni culturali, perché possiamo ricorrere ad un iter più rapido. In effetti, questa Commissione non è stata convocata perché in Valle d’Aosta vige un procedimento più rapido e meno burocratico per censire il patrimonio storico valdostano. Il Palazzo Cogne, oltre alla classificazione prevista dal Piano regolatore comunale, trattandosi di bene regionale e di opera di autore non vivente, eseguito oltre 70 anni fa, per quanto disposto dalla normativa, è sottoposto alla tutela della Sovrintendenza per i beni culturali. Ciò significa che possiamo immediatamente procedere alla richiesta di verifica da parte della Sovrintendenza. Riteniamo che sia la strada più breve ed efficace

Pagamenti in agricoltura

È stata ritirata dai proponenti dei gruppi Mouv’ e Lega Vallée d’Aoste la mozione per avviare un tavolo di confronto con l’Agenzia regionale piemontese per le erogazioni in agricoltura (ARPEA), AREA VdA e Regione Piemonte per valutare una possibile collaborazione con ARPEA quale Ente pagatore. L’assessore all’agricoltura si è impegnato a seguire un percorso condiviso in terza Commissione.

Era stata rinviata dalla seduta precedente una mozione dei gruppi Mouv’, Lega Vda e ADU-VdA per richiedere la convocazione urgente della Commissione per i beni culturali e ambientali per la verifica del possesso dei requisiti ai fini della dichiarazione di Palazzo Cogne quale edificio di “interesse culturale”; una è a firma dei gruppi Lega Vda, Mouv’, Misto e ADU-VdA sulla revoca o revisione delle delibere di autorizzazione all’uso della discarica di Pompiod nel comune di Aymavilles.

Altra mozione è stata proposta da ADU-VdA e riguarda un piano regionale per contrastare le problematiche legate all’emergenza climatica.

Formazione musicale

Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una mozione riguardante l’offerta musicale in Valle d’Aosta.

L’iniziativa, proposta dal gruppo ADU-VdA ed emendata di concerto con l’assessore all’istruzione e il consigliere Sammaritani, impegna il Governo regionale a creare, entro la fine del 2019, un gruppo di lavoro costituito da rappresentanti dei vari enti e organizzazioni che si occupano di educazione e formazione musicale in Valle d’Aosta e da due soggetti esterni ed esperti nel settore artistico-musicale, al fine di valorizzare e riorganizzare l’offerta formativa musicale valdostana, a tutti i livelli. Il gruppo dovrà lavorare in sinergia con gli Assessorati competenti e con la quinta Commissione consiliare.

Come ha spiegato nell’illustrazione la capogruppo di ADU-VdA, Daria Pulz, «il panorama della formazione musicale valdostana è ricchissimo, ma assai frammentato e incapace di valorizzare al meglio le specificità di ogni ente. La situazione attuale è un lusso che abbiamo già rischiato di perdere: ci vuole una riorganizzazione e una disponibilità ad attuarla, per ottimizzare le risorse umane e finanziare senza perdere qualità. Bisogna evitare inutili sovrapposizioni, come quelle dei corsi di avvicinamento alla musica: il comitato tecnico-scientifico che proponiamo deve curare il dialogo tra le diverse agenzie di formazione musicale, anzitutto l’Istituto musicale pareggiato e la SFOM, per rilanciare il sistema complessivo della formazione musicale, che potrebbe fare della nostra regione un fiore all’occhiello anche nel contesto nazionale.»

L’iniziativa è stata definita dal consigliere Paolo Sammaritani (Lega Vallée d’Aoste) «apprezzabile per il suo obiettivo di riordinare una criticità in buona parte derivata dalla trasformazione degli enti nel corso degli anni. Suggerisco però di integrare la Commissione con soggetti terzi che siano più liberi nelle loro valutazioni.»  

L’Assessore all’istruzione Chantal Certan ha sottolineato come ci sia «disponibilità ad attivare un organismo che valorizzi e lavori ad una migliore organizzazione dei principali enti di formazione e delle tante realtà musicali regionali, proseguendo un percorso che negli anni ha visto dei passi avanti. È opportuno però attendere la ricostituzione degli organi di amministrazione del Conservatoire; per i membri del CdA il termine di candidatura è fissato a domani.»

La mozione della Lega VdA vuole valorizzare gli immobili situati in località Les Combes di Introd, di proprietà dell’Istituto Salesiano Don Bosco.

Strumenti di misurazione della portata delle acque

Il Consiglio ha respinto, con 30 voti di astensione e 5 a favore (M5S, ADU-VdA), una mozione, firmata dal Movimento 5 Stelle, che intendeva modificare il Piano di tutela delle acque. 

«Attualmente, la stragrande maggioranza delle derivazioni concessionate è priva di strumenti di misurazione adeguati, in grado di certificare sia le portate derivate che le “portate ecologiche” (Deflusso Minimo Vitale) – ha riferito il Capogruppo Luigi Vesan -. Per questo, occorre modificare il testo del Piano in fase di approvazione, prevedendo l’immediata sospensione della validità di tutte le concessioni di derivazione prive di idoneo misuratore di portata, salvo le derivazioni idropotabili; la cancellazione di tutte le norme derogatorie previste, sempre fatto salvo l’uso idropotabile. Sarebbe poi auspicabile ipotizzare un apposito regime di incentivi per l’acquisizione di strumenti di misurazione di portata da parte dei concessionari di deviazioni a fini esclusivamente irrigui

L’assessore alle opere pubbliche, Stefano Borrello ha riferito: «Siamo in ritardo ma abbiamo seguito un percorso all’insegna della trasparenza. Chiedo il ritiro di questa iniziativa perché ci troviamo in una fase di evoluzione del documento e pare inopportuno intervenire mentre è in corso l’istruttoria. Resta ferma la disponibilità a relazionare nuovamente in Commissione su un tema di interesse trasversale come l’acqua, che è un bene di tutti i valdostani

L’assessore all’agricoltura, Laurent Viérin, ha specificato: «È già partita una ricognizione con i consorzi per effettuare un censimento delle misurazioni obbligatorie, a fronte di un impegno finanziario. A questo riguardo, per il 2020-2021 sono stati previsti 500 mila euro. Questo aspetto evidenziato nella mozione è quindi già risolto

Il Consiglio tornerà a riunirsi mercoledì 23 e giovedì 24 ottobre 2019.

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