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Col de Joux: area ricreativa e ristorante affidati per due anni

L’11 settembre 2019, la Giunta del Comune di Saint-Vincent ha concesso in gestione l’area ricreativa e il bar-ristorante del Col de Joux, con annesse attrezzature.

La concessione ha durata biennale (eventualmente rinnovabile per un altro biennio) e recepisce la proposta giunta da una società con sede a Savigliano (Cuneo) che prevede:

  • la realizzazione di un parco esperienziale denominato Fiabosco, simile a quello già realizzato a Castellamonte nel 2017 e in corso di realizzazione a Brera e presso il Lago di Garda;
  • la  realizzazione di un percorso, che si sviluppa anche nel bosco, con l’istallazione di strutture in legno con postazioni di gioco (scivoli, pareti di arrampicata, nascondigli, ecc.) che rappresentano le storie dei personaggi delle fiabe valdostane;
  • le istallazioni potranno essere utilizzate nel periodo aprile-agosto e novembre-dicembre per spettacoli interattivi dedicati ai bambini e alle famiglie;
  • oltre a tali attività viene proposto di organizzare spazi per la pratica di meditazione e yoga;
  • investimenti a carico del proponente per minimo 140.000,00 euro in due anni;
  • un piano di comunicazione e marketing per pubblicizzare le iniziative;
  • la gestione del bar/ristorante con il riconoscimento al Comune di un canone di affitto di 12mila euro/anno.

La delibera

La Giunta ha dunque deciso:

  • di affidare  gestione e utilizzo dei locali e dei terreni ricadenti nel comprensorio sciistico del Col di Joux, nonché delle attrezzature/giochi a servizio dello snow park, con spese di gestione a carico del concessionario (utenze elettriche, riscaldamento del bar/ristorante, manutenzione ordinaria, pulizia dei locali e dei terreni utilizzati per le attività, manutenzione ordinaria delle attrezzatture in dotazione, spese per eventuale innevamento della zona snow park);
  • di far garantire e rendicontare al convessionario le spese di investimento, relative all’organizzazione e progettazione delle attività, la promozione, i lavori di installazione delle strutture, eventuali costi di manutenzione straordinaria che dovessero essere necessari, per un importo minimo di euro 140.000,00 in due anni, con una spesa per il primo anno di almeno euro 70.000,00;
  • di far rendicontare al concessionario le visualizzazioni, ecc. ricevute sui social network dall’iniziativa;
  • di permettere l’utilizzo dell’innevamento artificiale per innevare la zona dello snow park e di utilizzare un mezzo battipista per stesa e preparazione del fondo, nonché l’utilizzo del tapis per attività di gioco e non legate allo sci;
  • che il concessionario riconosca al Comune un canone di affitto mensile relativamente al bar/ristorante di euro 1000,00 per tutta la durata della concessione;
  • che il concessionario garantisca l’apertura del punto informazioni del percorso Trekking autour du Cervin” posizionato nella zona di arrivo delle piste, con gli orari che verranno definiti nel contratto di concessione.

Le motivazioni della Giunta

La Giunta spiega la propria decisione in questi termini: è scaduta la revisione dell’impianto di risalita denominato KM 64 Seggiovia Tête de Comagne, revisione che comporta interventi straordinari per un importo di euro 720.000,00 e non è stato possibile avviare gli interventi per la mancanza di adeguata copertura finanziaria, conseguente anche al riscontro negativo da parte del S.I.F. (Struttura impianti a fune regionale) alla richiesta di contributo a valere sulla L.R. 8/2004, inoltrata dl Comune. Dunque non è possibile rinnovare l’attuale concessione al gestore, anche se tale opzione era stata prevista in fase di appalto, in quanto dovrebbero essere modificate le condizioni contrattuali per il venir meno dell’utilizzo dell’impianto di risalita principale e conseguentemente delle piste di discesa servite dallo stesso. La Giunta ritiene questa decisione in linea con l’indirizzo dato dal Consiglio comunale il 31 luglio 2019.

La contrarietà del Gruppo misto

«Abbiamo appreso ufficialmente dell’esistenza di una delibera di Giunta che affida per due anni (rinnovabili x altri due, con un importo di €140.000 a favore del progetto Fiabosco) l’area del Col di Joux soltanto giovedì 3 ottobre – scrive il consigliere Maurizio Castiglioni -. Esprimiamo tutto il nostro disappunto verso i modi di agire della giunta comunale che non ha reso pubblica una delibera, datata 11 settembre, mentre lo scorso lunedì veniva affrontato l’argomento in Consiglio Comunale. Per giustificare il finanziamento del progetto, infatti, è stata fatta una semplice comunicazione al Consiglio senza menzionare la delibera di Giunta in questione (adottata con voto contrario dell’assessore Riva) inficiando di fatto il dibattito e la conseguente votazione per lo stanziamento dei fondi».

Castiglioni lamenta il fatto che la concessione di servizi diretta non sia stata preceduta da alcuna procedura a evidenza pubblica e conclude, a nome del gruppo misto (composto anche dai consiglieri Francesco Favre, Marco Fortis, Stefano Lovato e Valerio Negro): «Siamo allibiti di fronte a questa mancanza di trasparenza e correttezza istituzionale da parte dell’amministrazione comunale di St-Vincent e non intendiamo far calare il silenzio sulla vicenda».

Allibite Union valdôtaine e Stella alpina

«Siamo allibiti – scrive il gruppo Union valdôtaine-Stella alpina nel Consiglio comunale di Saint-Vincent -. Il sindaco Borgio ha taciuto in Consiglio sulla verità di ciò che già aveva fatto la Giunta, peraltro anche non dicendo che la successiva variazione di bilancio sanava il debito fuori bilancio creato con la deliberazione di Giunta (con l’espediente della pubblicazione ritardata)».

Il gruppo consiliare guidato da Ruggero Meneghetti ritiene che la procedura di affido in concessione abbia profili di dubbia legittimità, sui quali ritiene necessari approfondimenti: «In Consiglio, con l’eccezione dell’assessore Riva, siamo stati gli unici a levare la voce, e ad argomentare, contro questa scelta: la maggioranza silente dietro a Borgio e il gruppo misto tentennante ad augurare che tutto vada bene. Troppi a parlare in giro e a tacere in Aula, e a raccontarla come di volta in volta conviene. Ma noi non cambiamo idea e restiamo coerenti, gli unici che non hanno temuto di parlare in faccia Borgio, e che sul Colle non la lasceranno passare».

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