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Continua l’iter del dl sul lupo

Nella mattinata di martedì 1° ottobre 2019, la terza Commissione del Consiglio Valle ha audito l’Assessore all’ambiente, risorse naturali e Corpo forestale, Albert Chatrian, nell’ambito dell’esame del disegno di legge recante misure di prevenzione e di intervento concernenti la specie lupo.

«L’audizione ha consentito di avere un quadro della situazione basato su dati scientifici (si è appurato che vi sono quattro branchi stanziali e alcuni esemplari solitari, per un totale di circa 40 lupi) oltre che di avere contezza di tutte le iniziative preventive messe in atto in questi anni per permettere la convivenza tra le attività zootecniche e la presenza del lupo, tutelando sia il nostro modello di allevamento del bestiame sia la biodiversità del nostro territorio – riferisce il presidente della terza Commissione, Alessandro Nogara (Uvp), relatore del provvedimento -. Un problema reale è dovuto anche alla presenza sul territorio di cani vaganti che, a loro volta, provocano danni sia agli animali selvatici che al bestiame domestico. Abbiamo potuto apprezzare il grande lavoro che il Corpo forestale valdostano, congiuntamente ai tecnici dell’Assessorato, sta portando avanti in questo ambito.»

«Questo disegno di legge – specifica Nogara – è volto ad autorizzare, subordinatamente al parere preventivo dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), le misure di prevenzione e di intervento connesse alla gestione della presenza del lupo nel territorio regionale, potendone autorizzare il prelievo, la cattura e l’eventuale uccisione, quando ricorrano le condizioni previste dalla normativa di derivazione europea in materia di conservazione degli habitat naturali.»

«La Commissione – conclude Nogara – prosegue ora nell’analisi del provvedimento: abbiamo deliberato una serie di audizioni delle associazioni coinvolte da questa tematica.»

L’assessore Chatrian e la dirigente Ines Mancuso sono poi stati sentiti anche sui contenuti del contratto di concessione del servizio integrato di gestione dei rifiuti a valere per i prossimi 17 anni.

«L’assessore e la dirigente competente hanno illustrato il contratto nel dettaglio – dice il presidente della Commissione -, rispondendo puntualmente alle domande poste dai Commissari e rendendosi disponibili a tornare in Commissione per risolvere ulteriori dubbi.»

Lega VdA chiede chiarezza sui numeri

«Dalle audizioni effettuate nel corso della riunione, sono emersi dati sconcertanti», scrive la Lega Vallée d’Aoste in una propria nota, che prosegue: «I tecnici regionali hanno infatti ammesso che gli esemplari di lupo presenti nella nostra Regione potrebbero essere ben 60 e che il lupo è il responsabile di circa il 75% degli attacchi al bestiame. I restanti attacchi sarebbero invece da attribuirsi a cani domestici che si aggirano nei pascoli di notte. Quanto emerso contrasta nettamente con quanto dichiarato pochi mesi fa in pubblico dagli stessi tecnici. Il tecnico della Struttura Flora e fauna Christian Chioso aveva infatti dichiarato che erano circa 32 i lupi sparsi su tutto il territorio regionale e che la maggiora parte degli attacchi fossero opera di cani inselvatichiti».

Proseguono i consiglieri leghisti: «secondo quanto emerso dagli studi del progetto Life WolfAlps, mediamente un branco di lupi in natura dovrebbe occupare uno spazio di 250 kmq. Se consideriamo che la Valle ha una superficie di 3.261 kmq e che la quota media si situa a 2.100 m, sottraendo la superficie antropizzata e la zona di alta montagna dove il lupo non può vivere, possiamo affermare che la Valle d’Aosta ospita già un numero di lupi maggiore rispetto a quello ritenuto ottimale».

Quindi la Lega sostiene che «se si vuole realmente risolvere il problema del lupo è bene prima fare chiarezza sui numeri del fenomeno.  Informazioni frammentarie e informazioni inesatte non fanno altro che creare confusione e sono rivelatrici di una mancanza di visione sul tema».

AduVdA chiede il ritiro del disegno di legge

«Accodarsi a Trento e Bolzano, come proposto con il disegno di legge regionale riguardante il lupo è profondamente sbagliato. Non perché si rivendichino, in termini generali, competenze che spettano statutariamente alla Regione, ma perché, in concreto, quelle competenze vengono brandite, come già accaduto a Trento e Bolzano, per nascondere l’incapacità, o peggio ancora per ribadire la mancanza di volontà di affrontare seriamente la questione, preferendo alla ragionevolezza il populistico appello ai pallettoni.» È quanto commenta la consigliere di ADU-VdA Daria Pulz in merito al disegno di legge.

«La realtà è che, anziché partire, come vuole la normativa europea, da un piano di azione che eviti gli abbattimenti – aggiunge Pulz -, si pretende, anche qui in Valle d’Aosta, di partire dagli abbattimenti, dalla maschia affermazione del potere di disporli. Un’assurdità, contraria alla normativa di tutela, che impone la preservazione della specie protetta. Una contraddizione che, in concreto, renderebbe illegittima, qualora disposta, qualsiasi deroga al divieto di abbattimento.» 

La consigliere ricorda che «come ci dice la Corte costituzionale con la sentenza n. 215 del 2019 – che ha salvato le leggi provinciali di Trento e Bolzano, solo sotto il profilo della competenza, senza entrare nel merito delle scelte -, non si può sparare al lupo (mai l’ISPRA potrebbe consentirlo!) se non si dimostra di aver fatto tutto il possibile per evitarlo. La sentenza evidenzia che il bilanciamento della protezione del lupo – che la direttiva considera centrale – con le esigenze di tutela del suolo, del patrimonio zootecnico e delle produzioni agricole implica che si individuino, prioritariamente, “soluzioni valide” che consentano di affrontare la questione senza dover giungere agli abbattimenti. Il punto quindi è: che cosa si è fatto per individuare e mettere in pratica queste soluzioni? Il mondo scientifico le propone da tempo, ma la politica, troppo interessata a lanciare messaggi propagandistici agli allevatori, continua a non prenderle seriamente in considerazione.»

«Bolzano, addirittura – prosegue Pulz – queste soluzioni compatibili con la tutela del lupo le contesta apertamente, mettendo in discussione lo stesso progetto Life Wolf Alps. E preferisce scrivere una legge in cui, al di là della questione relativa alla competenza, si evocano scorciatoie che, se dovessero essere realmente percorse, rischierebbero di aggravare la situazione. Altro che garanzia di un sostanziale bilanciamento degli interessi: il tentativo di forzare gli equilibri è chiaro, anche se probabilmente velleitario, visto il ruolo di garanzia dell’ISPRA.»

«E siccome in Valle d’Aosta non si è fatto e si continua a non fare abbastanza per evitarlo – sottolinea Daria Pulz -, l’invocazione per via legislativa di un potere di deroga al divieto di abbattimento è pura, semplice, inutile, ma pur sempre dannosa demagogia.»

Pulz conclude: «Si ritiri, quindi, il disegno di legge n. 40 e ci si metta a ragionare seriamente su un piano di interventi lungimiranti e coerenti con la normativa europea di tutela e con le proposte della comunità scientifica, che ritiene gli abbattimenti una assurdità. Si smetta, poi, di copiare tutto ciò che, non sempre meritoriamente, si fa in Trentino-Alto Adige. Riponendo il fucile in soffitta, si può ancora provare a scrivere una legge coraggiosa e innovativa, che sappia individuare soluzioni all’altezza della situazione.»

Le risposte di Chatrian

L’assessore regionale all’AmbienteRisorse naturali e Corpo forestale Albert Chatrian risponde alle critiche del consigliere Daria Pulz in merito al disegno di legge sulle misure di prevenzione e di intervento per il lupo, difendendo l’articolato e il lavoro che ha preceduto la stesura del testo ora all’esame della terza commissione consiliare.

«Stupisce cogliere la superficialità delle dichiarazioni della consigliera Pulz su una tematica che è facile cavalcare in maniera demagogica – dichiara Chatrian –, Dichiarazioni che risultano fuori strada, poiché il disegno di legge prende in considerazione le preoccupazioni di tutte le parti in qualche modo interessate al ritorno della specie lupo in Valle d’Aosta e fornisce soluzioni idonee ad affrontare con serietà e concretezza la questione. Come ben evidenziato nel testo del disegno di legge, l’abbattimento è l’estrema ratio, e solo nei confronti di una specifica tipologia di esemplari, definiti ‘’lupi confidenti’’, poiché noi siamo i primi a credere nel mantenimento della biodiversità e  nell’importanza di tutelare la specie». 

Con il disegno di legge n. 40 anche la Valle d’Aosta sarebbe data attuazione alla direttiva europea Habitat che consente, a determinate condizioni, di autorizzare, nell’ambito del più ampio controllo della fauna selvatica  e per motivi di rilevante interesse pubblico, le deroghe al divieto di abbattimento delle specie protette qual è il lupo, nella prospettiva, riconosciuta anche dalla normativa statale, di un bilanciamento della protezione di tali specie con le esigenze di tutela del patrimonio zootecnico e delle produzioni agricole.

Sulle analoghe iniziative legislative assunte dalla Province autonome di Bolzano e Trento si è già pronunciata la Corte Costituzionale, sancendone di fatto la legittimità costituzionale.

«Alla luce di questa sentenza – aggiunge l’assessore Chatrian – il nostro disegno di legge, adottato in esplicita attuazione dell’ articolo 16 della direttiva Habitat, può dunque ritenersi  legittimo, in quanto riconducibile alle più ampie e differenziate competenze legislative primarie della Regione. Di fronte all’apprezzabile e fruttuoso lavoro svolto dai dirigenti e dal personale del Dipartimento risorse naturali e Corpo forestale e dei Servizi Veterinari, in stretto raccordo con le associazioni del mondo agricolo e il Consorzio degli enti locali, per individuare le migliori strategie da porre in essere per prevenire le predazioni, di fronte alla scelta di aderire come Regione al progetto LIFE WOLFALPS con l’intento di agevolare la convivenza dell’uomo con il lupo, la consigliera Pulz, non trovando argomenti concreti, non sa far altro che accusarci di incapacità e di mancanza di volontà di affrontare seriamente la questione. È palesemente un’accusa senza senso, che rimando al mittente. Se la consigliera conosce così a fondo la materia , invece di banalizzare il contenuto degli atti a prescindere dal loro contenuto, porti in Consiglio o in Commissione le sue proposte, supportate dal mondo scientifico a cui fa riferimento. Saremo ben lieti di ascoltarla ed eventualmente integrare gli atti già assunti».

La replica di Pulz

«La reazione scomposta con cui l’assessore Chatrian ha risposto alle mie critiche sul nuovo disegno di legge rivelano, ancora una volta, lo stato di pressapochismo e confusione che guidano anche la propaganda sul “problema” lupo. Non è bon ton ridicolizzare l’avversario, soprattutto se si esprime solo dopo essersi ben documentato, nell’ottica di una sana e vivace dialettica politica.» Così la consigliere del gruppo ADU-VdA Daria Pulz risponde all’assessore all’ambiente e risorse naturali sul tema della specie lupo, giovedì 3 ottobre 2019.

«Chi oggi accusa ADU-VdA di demagogia è, in realtà, il primo a cavalcare in senso allarmistico una problematica che necessita di un approccio informato, razionale e rispettoso degli equilibri della fragile natura delle nostre valli – prosegue la Consigliera Pulz -. Aver pedissequamente copiato una legge delle Province autonome di Trento e Bolzano non fa dell’Esecutivo un vero interprete degli interessi locali, ma rivela il disperato tentativo di individuare altrove un salvagente politico, mentre di fatto si annaspa nell’incertezza cadendo nel populismo. La Valle d’Aosta, come spesso accade in ragione della sua specificità, ha l’occasione di proporre modelli alternativi per fronteggiare il problema nel pieno rispetto dell’ambiente, da una parte, e delle giuste preoccupazioni degli allevatori, dall’altra. La politica deve impegnarsi seguendo l’unica rotta possibile: l’armonizzazione di diversi interessi e finalità; al di fuori di tale condotta, tutto si risolve nella solita propaganda.» 

«L’assessore stia tranquillo – specifica Daria Pulz -: forniremo soluzioni e proposte supportate dal mondo scientifico, se la Commissione consiliare non tenterà di fare censura (come già successo su altri temi) e audirà gli esperti che a breve proporremo. La squadra di Adu-VdA si esprime, infatti, solo dopo aver studiato a fondo le questioni che via via si impongono nel dibattito politico: ritiene che un confronto serio e senza preconcetti con il mondo della ricerca scientifica permetterebbe alla politica di uscire dal labirinto autoreferenziale in cui ama rinchiudersi, per trovare finalmente soluzioni pensate, giuste e aperte. Il piano ministeriale sul lupo prevede azioni preventive assai valide che, poiché funzionano, escludono l’abbattimento. La maggioranza delle regioni, come Piemonte, Liguria, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Abruzzo, Campania e Puglia, lo sostengono e si sono già schierate a favore del lupo, una specie tanto discriminata quanto simbolica e preziosa per il nostro Paese. Purtroppo la Valle d’Aosta, come Bolzano, ha scelto la facile soluzione del fucile, quando invece anche noi dovremmo preoccuparci di approvare e declinare quel piano secondo le nostre peculiarità, non di sconfessarlo.» 

«Queste sono le posizioni in campo. L’assessore ha scelto da che parte stare. Noi anche – conclude la consigliere Pulz -. L’assessore difenda la sua posizione se davvero ritiene che sia la migliore, in questo complesso di inferiorità nei confronti di Bolzano da cui è difficile liberarsi. Noi difendiamo la nostra.»

Il parere di agricoltori, allevatori e parchi

20191008 Iii Commissione
Arev, Coldiretti e parco del Mont Avic auditi dalla terza Commissione del Consiglio valle sul dl lupo, martedì 8 ottobre 2019

Nella mattinata di martedì 8 ottobre 2019, la terza Commissione ha audito i rappresentanti della Coldiretti Valle d’Aosta, dell’Arev e dell’Ente Parco Mont Avic. Per l’AREV erano presenti il presidente Dino Planaz e il direttore Edi Henriet oltre che il consigliere rappresentante la sezione ovi-caprina Daniele Morzenti; per la Coldiretti Valle d’Aosta, il presidente Alessio Nicoletta e il direttore Richard Lanièce; per il Parco naturale del Mont Avic, il presidente Davide Bolognini e il responsabile dei guardaparco Roberto Facchini.

«I rappresentanti degli allevatori hanno espresso apprezzamento per essere stati coinvolti nella stesura del provvedimento – dice il Presidente della terza Commissione, Alessandro Nogara (Uvp) – e hanno auspicato che sia approvato al più presto, in quanto le misure di protezione messe in atto non si sono rivelate sufficienti a tutelare l’allevamento. I responsabili del Parco naturale del Mont Avic hanno riferito che il monitoraggio, condotto in collaborazione con il Corpo forestale valdostano, ha rilevato che vi è un branco che si sposta su tre vallate, Champorcher, Champdepraz e Clavalité, con un areale quindi molto esteso.»

«Martedì prossimo – aggiunge Nogara – proseguiremo con le audizioni, sentendo i rappresentanti del Parco del Gran Paradiso, dell’Ossola e di altre associazioni territoriali.»

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