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Un incontro per parlare del futuro del Col de Joux

Alex Sabolo, primo firmatario della petizione Salviamo il comprensorio sciistico del Col de Joux e portavoce dei commercianti, albergatori e cittadini interessati alla problematica, ha organizzato un incontro pubblico per condividere e discutere la decisione della Giunta del Comune di Saint-Vincent di concessionare l’area per due anni (eventualmente rinnovabili) a un gestore che attiverà la pratica dello sci in maniera accessoria e solo per i i bambini.

L’incontro si è svolto lunedì 14 ottobre 2019, con la finalità di «confrontarci sulle frettolose e dubbie scelte fatte dall’Amministrazione comunale, oltretutto con procedure amministrative che lasciano perplessi. Un momento di discussione per analizzare insieme il presente e il futuro della nostra amata località turistica». Vi hanno partecipato una quarantina di persone.

Addio allo sci?

Alex Sabolo, nel proprio intervento introduttivo, ha affermato: «Fra due anni la seggiovia del Col de Joux morirà, poiché scadrà il tempo utile per effettuare la revisione. Eppure il costo delle revisione obbligatoria, che le permetterebbe di funzionare per altri vent’anni, includendo anche la revisione dello ski lift, sarebbe di 420mila euro circa. Una cifra che il Comune è perfettamente in grado di sostenere». Ha quindi smentito i preventivi presentati in Consiglio comunale.

Venendo al progetto Fiabosco, ha argomentato che non si tratta di un’attività in grado di fidelizzare la clientela, per quanto attrattiva. Potrebbe essere complementare all’offerta sciistica ma non sostituirsi a essa.

Luciano Caveri, firmatario della petizione, è intervenuto dicendo: «Grave che sia stata assunta una decisione non condivisa quando si era assunto un impegno in tal senso in Consiglio comunale. Grave che non sia stata adottata alcuna procedura amministrativa a sostegno di questa decisione. Che dunque rischia di essere illegittima e illegale». Ha poi criticato il fatto che la delibera di approvazione della concessione sia stata pubblicata 23 giorni dopo essere pubblicata. Ha concluso sostenendo che la revoca di questa delibera è l’unica soluzione possibile, a fronte di quella che ha definito «una stupefacente superficialità da parte della Giunta Borgio».

Giorgio Sabolo: «Avevamo chiesto di traghettare questa stagione e di permettere alla prossima Giunta di compiere scelte decisive. Non capisco invece la premura del primo cittadino di arrivare frettolosamente a una soluzione. Una scelta del genere, in un momento in cui Saint-Vincent vive una crisi pesantissima, doveva coinvolgere tutti i tessuti sociali e operativi del paese. Così non è stato e ci sorge il grande dubbio che la scelta per il Col de Joux sia di carattere strettamente personale».

Una mozione per bloccare la delibera

Francesco Favre, consigliere comunale appena entrato dopo la morte di Vincenzo Trecate, ha annunciato: «che il gruppo misto ha chiesto l’iscrizione di una mozione avente per oggetto la valorizzazione del comprensorio sciistico del Col de Joux, revocando la delibera di Giunta e garantendo l’apertura dello ski lift, che ha una vita tecnica ancora di un anno».

Il consigliere Maurizio Castiglioni ha affermato che questa Amministrazione non ha valorizzato il Col de Joux: «Il Consiglio comunale è stato completamente esautorato e con lui buona parte della popolazione. Vogliamo esercitare il nostro diritto di decidere sul destino del nostro paese. E vogliamo che prima dello scioglimento del contratto con il gestore ci sia una verifica attenta degli eventuali danni ad attrezzature e impianti. Il Gruppo misto voleva andare oltre le divisioni ma questi atti non sono tollerabili. Questo modo di agire e amministrare non ci piace». Tuttavia non è intenzione degli eletti adire eventualmente alle vie legali. Aspetto del quale il Comitato promotore della petizione potrà decidere se farsi carico.

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Maurizio Castiglioni e Francesco Favre

Ruggero Meneghetti, capogruppo di Stella alpina-Union valdôtaine a Saint-Vincent, ha detto: «Nelle discussioni che ci sono state in Consiglio mai si è fatto riferimento all’intenzione di chiudere anche lo ski lift. Borgio arriva dove ha sempre voluto arrivare: chiudere il Col de Joux. Dispiace che ci riesca ma comunque non lo ha fatto da solo. Ritengo improbabile che la maggioranza faccia marcia indietro sulla scelta. Magari sulla delibera, per formularla in maniera più solida, ma non possiamo aspettarci altro. Quello che è demolito oggi, difficilmente potrà essere ricostruito domani e, comunque, non alle medesime condizioni economiche. Sarebbe una parte della maggioranza a dover spostare gli equilibri per ottenere un diverso orientamento».

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Ruggero Meneghetti, capogruppo di Stella-alpina Union valdôtaine nel Consiglio comunale di Saint-Vincent

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