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Consiglio Valle del 15 ottobre 2019

Il Consiglio regionale della Valle d’Aosta si è riunito martedì 15 ottobre 2019, per discutere un ordine del giorno composto di 7 oggetti, di cui due mozioni, una proposta di legge, un’interrogazione e tre interpellanze, così come deciso nella Conferenza dei Capigruppo del 4 ottobre, su richiesta dei gruppi Lega VdA, Mouv’, ADU-VdA e Misto.

Discarica di Pompiod

Il Consiglio ha approvato, con 33 voti a favore e un’astensione (ADU-VDA), una risoluzione riguardante la discarica di Pompiod a Aymavilles.

Sullo stesso argomento, era stata presentata dai gruppi Lega VdA, Mouv’, Misto e ADU-VdA una mozione, poi ritirata, da cui sono scaturite la discussione in Aula e la risoluzione, depositata in Aula dai gruppi AV, UV, SA, FV-PNV e RC-AC, poi emendata dopo un articolato dibattito e sottoscritta anche dall’Assessore Chatrian, dai Consiglieri Stefano Aggravi (Lega VdA) e Roberto Cognetta (Mouv’).

L’iniziativa approvata impegna il Governo regionale a relazionare nella competente Commissione consiliare sugli esiti delle verifiche eseguite da ARPA per conto del Corpo forestale della Valle d’Aosta, sia sulle matrici ambientali (acqua, aria, suolo e radioattività) che sulla qualità dei rifiuti e del relativo percolato conferiti presso la discarica e a rendere pubblici i dati relativi. Prevede inoltre di valutare la percorribilità della revoca o revisione degli atti di autorizzazione all’uso della discarica con il supporto dei competenti uffici, nonché di individuare, in base alle risultanze delle predette attività, le azioni correttive necessarie per adeguare la gestione della discarica alle esigenze igienico-sanitarie ed ambientali, compresa la revoca o la revisione dell’autorizzazione attualmente in vigore.

Il consigliere della Lega VdA Stefano Aggravi, nell’illustrare l’iniziativa ha fatto riferimento alla petizione popolare presentata al Consiglio regionale e attualmente all’esame della terza Commissione, con la quale «oltre mille cittadini hanno espresso le loro preoccupazioni riguardo alla discarica di Pompiod, chiedendo che siano rese pubbliche la provenienza e la tipologia dei rifiuti smaltiti e che siano effettuati dei controlli periodici nonché una nuova valutazione dei rischi ambientali. Preoccupazioni espresse anche nel corso di incontri pubblici organizzati dalle Amministrazioni comunali di Aymavilles e Jovençan in collaborazione con l’Assessorato regionale dell’ambiente. Riteniamo che questa iniziativa possa essere utile all’Amministrazione per comprendere tutte le problematiche ed essere funzionale ad un ulteriore studio per eventuali azioni da mettere in campo. È una scelta tecnica a tutela dell’Amministrazione regionale, non è una questione politica che appartiene a un partito piuttosto che ad un altro. Insieme con il collega Cognetta, ho presentato all’autorità competente un esposto perché è emersa un’incongruenza molto seria ed evidente sull’impermeabilizzazione e l’isolamento della discarica rispetto al progetto presentato; a nostro avviso, era necessario chiedere alle autorità deputate di indagare

Il consigliere Roberto Cognetta (Mouv’) ha precisato: «Abbiamo presentato un emendamento integrando l’impegnativa perché riteniamo necessario che venga eliminata nella delibera di Giunta la specifica previsione secondo cui gli atti successivi relativi alle variazioni di autorizzazioni all’esercizio di discariche e/o impianti di trattamento e smaltimento di rifiuti possano essere assunti tramite provvedimenti dirigenziali

Il consigliere Luciano Mossa ha illustrato l’emendamento proposto dal Movimento 5 Stelle, «ritenendo la mozione, seppur condivisibile, scarna degli elementi sostanziali per evidenziare le reali criticità che ruotano intorno alla discarica, in particolare in merito alla disarmonia con l’ambiente e le attività circostanti. Questa cava è stata riempita solo per il 4% della sua capacità e per fare questo sono transitati circa 500 camion provenienti da tutta Italia. Dobbiamo quindi aspettarci altri 48.000 camion carichi di rifiuti. Un disagio ambientale enorme, che mette in croce i nostri concittadini, nonostante la Giunta regionale si professi sensibile ai problemi ambientali e dica di voler raggiungere l’obiettivo di regione “carbon free”. Il nostro emendamento è volto ad attivare un’iniziativa ispettiva da parte del Comando Carabinieri tutela ambientale per verificare la fondatezza delle preoccupazioni emerse e, del caso, tranquillizzare la popolazione residente. Visto che prevedevamo che il nostro impegno sarebbe stato rigettato dalla Giunta e dagli altri membri di minoranza, la nostra deputata Elisa Tripodi sta presentando la stessa richiesta al Ministro dell’ambiente Sergio Costa, che ricordo essere legato all’inchiesta sulla Terra dei fuochi in Campania; oltre ad essere competente sulla tematica, è molto sensibile alle questioni ambientali. Andremo a fondo sulla questione

La consigliere Chiara Minelli (RC-AC) ha precisato: «A nostro avviso bisogna individuare un percorso di mitigazione del danno, fattibile sul piano tecnico e giuridico. In questa prospettiva, controlli, campionamenti e prelievi sono indispensabili per intraprendere la strada della revisione o della revoca delle autorizzazioni già rilasciate. Questo non esclude le valutazioni sull’impianto e sulle sue dimensioni, a prescindere anche dai controlli. Oggi sarebbe positivo approvare una posizione univoca di questo Consiglio, prendendo atto della gravità del problema attraverso un impegno che sia a tutela dei cittadini, prima ancora che dell’Amministrazione regionale. Abbiamo sottoscritto quindi un testo che recepisce la sollecitazione di questa mozione: un testo che ricostruisce puntualmente la storia amministrativa della discarica, prende atto del disagio manifestato, evidenzia che sono in corso controlli, che devono essere resi pubblici, e contiene l’impegno di riferire in Commissione sull’esito di questi controlli e compiere ulteriori valutazioni, senza escludere nessuna soluzione possibile. Tutto questo lavoro però non può essere fatto in venti giorni: deve andare avanti con l’iter della petizione, delle cui conclusioni si parlerà in quest’Aula.»

La capogruppo di ADU-VdA, Daria Pulz, ha parlato dell’inopportunità «del conferimento di 70 tipologie tra sostanze e rifiuti di ogni genere in un’area come quella di Pompiod che rientra tra i siti della rete “Natura 2000”, la più importante strategia d’intervento dell’Unione europea per la tutela del territorio e la conservazione della biodiversità, in questo caso per la protezione dei chirotteri (pipistrelli). Non solo: teniamo conto dell’importanza del percorso pedonale del Ru d’Arberioz, così come della vicina entrata di una cava per la stagionatura delle Fontina. E poi le stalle, i tanti vigneti e frutteti. Probabilmente le tariffe di conferimento a Pompiod sono più vantaggiose, altrimenti sarebbe inspiegabile il motivo dell’arrivo di tutti questi camion da tutta l’Italia, in particolare dal Nord Ovest. A guidare le nostre scelte dovrebbe essere il principio di precauzione: per questo ho proposto un emendamento volto a precisare questo concetto nel dispositivo. Tranquillizzare i cittadini non vuol dire svilire le problematiche, ma pubblicare puntualmente i dati per informare con costanza

Il capogruppo del M5S, Luigi Vesan, ha aggiunto: «La nostra piccola Valle d’Aosta accoglie il 10% del totale delle discariche per questi rifiuti di tutta Italia. Esprimiamo tutta la nostra perplessità per il fatto che la Giunta regionale non solleciti con il dovuto impegno i risultati dell’effettuazione delle analisi, ad esempio sul percolato, che pure è urgente verificare. I cittadini aspettano da mesi di conoscere se nella discarica ci siano sostanze pericolose o meno. Come possiamo tranquillizzarli se non conosciamo le risposte?»

Il presidente della terza Commissione, Alessandro Nogara (AV) ha specificato: «Stiamo lavorando seriamente e, se necessario, la Commissione assumerà provvedimenti motivati. La prossima settimana si svolgerà una nuova riunione, coinvolgendo tutti gli attori interessati. Saremo rigidissimi, saremo i primi ad inoltrare a chi di dovere eventuali segnalazioni dovessero pervenirci. Però, nonostante tutto l’impegno profuso, mi sembra che la Commissione venga bypassata, a volte anche ridicolizzata, e questo non è corretto. Abbiamo novanta giorni di tempo per esaminare la petizione, ma l’auspicio è di far prima; non per agire frettolosamente, ma per venire incontro sollecitamente alla preoccupazione della popolazione

Per il capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, «il sopralluogo alla discarica certamente non è stato risolutivo. Non sono stato tranquillizzato dalle informazioni che ci sono state fornite, anzi, i dubbi restano. A fronte delle preoccupazioni degli abitanti della zona, costretti a confrontarsi giornalmente con queste criticità, riteniamo che questa mozione possa andare nella direzione di tutelare la popolazione.» 

Il consigliere Claudio Restano (La Valle d’Aosta che cresce) ha voluto esprimere «fiducia e apprezzamento all’ARPA VdA e al Corpo forestale valdostano: sono organi regionali tecnici che stanno svolgendo il loro lavoro con la massima professionalità, indipendentemente dalla discussione politicaRilevo poi la necessità di poter disporre in seno all’AUSL della Struttura semplice di epidemiologia umana che, in questo caso, ci avrebbe permesso di approfondire le valutazioni, escludendo ricadute sull’uomo

Il consigliere Flavio Peinetti (UV) ha ribadito «la serietà del lavoro di Commissione: non siamo esperti in materia, ma ci siamo tutti impegnati e approcciati alla questione con tanti approfondimenti. Ed è indubbio che, dai dati forniti dall’ARPA, la discarica di Pompiod non rappresenta, in base ai dati oggi a nostra disposizione, un problema per la salute pubblica. La politica si è mossa nel modo giusto e si continuerà a monitorare, nell’interesse di tutti i cittadini. Ognuno di noi, con i propri limiti e le proprie sensibilità, deve portare un contributo per giungere al termine di questo lavoro

Il consigliere Diego Lucianaz (Lega VdA), nel ringraziare «il comitato che ha raccolto le firme per la petizione, senza la quale probabilmente non staremmo dibattendo in quest’Aula», ha evocato «le richieste avanzate negli anni alle competenti strutture regionali dalle Amministrazioni comunali di Aymavilles e Jovençan, escluse da ogni processo decisionale. L’interesse per gli Enti locali in effetti sembra esserci solo a parole

Per il capogruppo della Stella Alpina, Pierluigi Marquis, «la Commissione ha strutturato un’istruttoria per capire le problematiche che l’attività della discarica può generare sul territorio. Giudico quanto meno singolare che se ne parli oggi, quando proprio questa istruttoria non è ancora completata. Sarebbe stato sufficiente aspettare ancora qualche giorno e discutere con cognizione di causa, potendo disporre di tutti gli elementi. D’altronde, se ci fossero pericoli imminenti, gli uffici avrebbero già assunto determinazioni. Il nostro è uno stimolo a una discussione politica che deve fornire, a analisi completate, la soluzione alla questione

Il consigliere Elso Gerandin (Mouv’) ha osservato: «La Valle d’Aosta non può permettersi di avere una discarica con tali dimensioni e con tante tipologie di rifiuti. Non può permettersela a Pompiod, ma nemmeno a Issogne, come ipotizzato. La politica deve fare un passo avanti, deve compiere una scelta, a partire dall’approvazione di questa mozione, che dà avvio ad una valutazione giuridica e tecnica. È questa la vera partita. Smettiamola di delegare ai dirigenti scelte politiche, assumiamoci delle responsabilità

Il capogruppo dell’UV, Luca Bianchi, ha evidenziato: «Bisogna verificare se a Pompiod siano stati portati rifiuti non consoni: sono sicuro che l’Assessorato e il Corpo forestale stanno lavorando correttamente in questo senso. Così come l’Assessorato sta conducendo tutte le valutazioni del caso in merito alla revoca o meno dell’autorizzazione. L’auspicio è che si possa far chiarezza nel più breve tempo possibile; nel frattempo, la Commissione proseguirà il proprio lavoro con serietà ed onestà

Il consigliere Roberto Luboz (Lega VdA) si è detto sconcertato «dell’apparente atteggiamento di ritrosia e reticenza dei tecnici ARPA nel voler fare approfondimenti, attraverso opportuni carotaggi, del materiale conferito» e ha aggiunto: «Gran parte dei conferimenti giunge da fuori Valle: questa discarica quindi non ha interessi per i valdostani, che non possono portare scarti di pietre. Questo Consiglio deve poter chiarire questa e tante altre perplessità sollevate

L’assessore all’ambiente, Albert Chatrian, nel ribadire «la volontà di trovare la miglior soluzione», ha sottolineato: «Questo impianto è in esercizio dal 1998; era ed è discarica per rifiuti speciali inerti. La questione sollevata dalla petizione non è stata in alcun modo sottostimata, né dall’Assessorato né dal sottoscritto, che ha voluto incontrare gli abitanti della zona. Purtroppo si è strumentalizzata la situazione, si sono esasperati gli animi. Ho fatto effettuare, per il tramite del Corpo forestale, controlli supplementari sull’operato del gestore. Le preoccupazioni della gente sono le nostre. Se davvero la gestione non fosse conforme alle norme di legge e se la discarica dovesse comunque essere causa di problemi di salute, non avremmo alcuna esitazione a farne cessare l’attività. C’è stata malafede nel raccontare i fatti; con le chiacchiere e col sentito dire non si va da nessuna parte. E poi, che interesse avrebbe la Regione a non essere trasparente?»

«I dati sui controlli e sulle attività ispettive – ha riferito Chatrian –  saranno resi noti appena certificati. Al momento, sono giunti informalmente i risultati relativi alle analisi sulle acque sotterranee e sul percolato, confermando il rispetto dei valori limiti. Sono risultati adeguati i controlli sulle emissioni di polveri, tutti i valori relativi al PM10, PM5 e PM2,5 sono ben al di sotto del limite di legge. Anche i rilievi radiometrici non hanno riscontrato problemi. L’intenzione è di proseguire con un’intensificazione dei monitoraggi ambientali, dell’analisi della falda e del percolato. Abbiamo programmato ulteriori campionamenti. Anche in questo caso, vogliamo operare in un’ottica della massima diffusione dei dati. Affermare che non si stia facendo nulla o che si stia perdendo tempo è irrispettoso nei confronti delle strutture che stanno lavorando alacremente.»

«Non ritengo condivisibile l’emendamento proposto dal Movimento 5 Stelle: il Corpo forestale valdostano ha tutte le competenze per condurre indagini ed ulteriori approfondimenti; non è necessario al momento rivolgersi ad altri Enti – ha evidenziato l’assessore all’ambiente –. Rivendichiamo di non aver mai sottovalutato le segnalazioni e le preoccupazioni; rivendichiamo la buona volontà e l’interesse del Presidente Nogara e di tutti i Commissari, decisi a trovare soluzioni. In caso di irregolarità riscontrate, il percorso da seguire parte dalla diffida, per arrivare eventualmente alla revoca dell’autorizzazione. Ecco allora che la percorribilità giuridico-tecnica c’è già, non deve essere individuata; è per questo che la maggioranza ha presentato una risoluzione che obbliga l’Amministrazione regionale a compiere passi avanti. Infine, preciso che la discarica di Issogne ad oggi ha un’autorizzazione per inerti. In merito alle competenze dirigenziali, vista la delicatezza della questione, mi assumo l’impegno di verificare la tematica e suggerisco di aprire un confronto in Commissione per i dovuti approfondimenti

Fibromialgia

Analogamente a quanto accaduto in Commissione, la proposta di legge per il riconoscimento, la diagnosi e la cura della fibromialgia è stata bocciata, con 17 voti contrari (AV, UV, SA, PNV-AC-FV), 7 astensioni (RC-AC, M5S, ADU-VdA) e 11 a favore (Lega VdA, Mouv’, GM).

Il testo, depositato dai gruppi Lega Vallée d’Aoste e Mouv’, come specificato dal relatore, il consigliere Andrea Manfrin (Lega VdA) era volto a «riconoscere sul territorio regionale la fibromialgia quale patologia progressiva e invalidante, ma anche a favorire l’accesso ai servizi e alle prestazioni oltre che ad adottare i provvedimenti finalizzati all’esenzione, per i residenti della Regione, dalla partecipazione al costo per prestazioni fornite dal servizio sanitario regionale. Infatti, sebbene la Regione, con delibera del 2015, abbia riconosciuto la fibromialgia come degna di attenzione, questa patologia non è attualmente tra quelle che danno diritto all’esenzione, pur in presenza di circa 200 pazienti sul territorio regionale. Il mancato riconoscimento del dolore causato dalla malattia e delle conseguenze che questo causa nella persona, è uno dei principali motivi di isolamento e di ulteriore sofferenza per le persone colpite. Un’occasione sprecata non averla approvata.»

«Nel 2015 – ha osservato il presidente della quinta Commissione Luca Bianchi (UV) – siamo stati tra i primi a parlare di fibromialgia, come ci è stato riconosciuto anche da chi abbiamo audito in Commissione. Proprio le audizioni ci hanno insegnato che questa malattia si manifesta in modo diverso in ciascun paziente. Ci vogliono quindi cure differenti, di caso in caso, e sono emerse necessità che quella delibera non prevedeva. L’inserimento nei Livelli essenziali di assistenza (LEA) è una prima risposta: dovremo monitorare i risultati, approfondendo quanto fatto attraverso il tavolo tecnico dell’Azienda USL, per migliorare e portare avanti gli interventi dedicati a questa patologia.»

«L’eccessiva semplificazione della presentazione di questa proposta – ha detto la consigliere Maria Luisa Russo (M5S) – è preoccupante: si tratta di un tema complesso, che deve essere preso in carico da una rete di professionisti diversi, del sistema sanitario e non solo. Di questo si sta discutendo in Senato, attraverso un percorso dedicato. Anche in Valle d’Aosta i più colpiti sono donne e giovani, fasce importantissime per lo sviluppo della nostra società: ma è necessario un intervento interprofessionale e una presa in carico multidisciplinare. Creare una legge specifica significa creare aspettative simile anche tra chi soffre di altre patologie: la strada corretta è invece quella di inserire la malattia nel piano della cronicità, perché l’inserimento nei LEA è solo il primo passo.»

«Questa – ha spiegato il consigliere dell’UV Flavio Peinetti – è una malattia difficile da individuare, con caratteristiche estremamente soggettive: è quindi necessario un intervento molto stretto degli specialisti, per individuare esattamente i soggetti affetti da questa patologia e destinare a loro le risorse che abbiamo previsto. Portare l’attenzione su questa malattia è meritorio, così come è meritorio il lavoro fatto dall’associazione dei pazienti a livello regionale e nazionale. È però impossibile fare una legge per ogni singola malattia: aggiungere la patologia ai LEA è una strada di buon senso, così come sarà necessario inserire questa malattia nel piano regionale delle cronicità

«A livello internazionale – ha sostenuto la consigliere Daria Pulz (ADU-VdA) – la fibromialgia è riconosciuta come cronica e invalidante. È però difficile da diagnosticare e, a livello nazionale, non è ancora normata sebbene se nell’aprile 2018 ci sia stata una proposta di legge in Senato. La legge regionale ha tentato di intervenire su un quadro ancora troppo poco chiaro. Era necessario inserire questa grave patologia nei LEA, come è stato fatto. Apprezziamo lo spirito della legge, che propone uguaglianza di trattamento per tutti i pazienti, ma ci asteniamo nella votazione su una legge fin troppo specifica e in assenza di un quadro chiaro».

«Spiace – ha dichiarato la consigliere Patrizia Morelli (AV) – che si voglia riportare in Aula una visione interamente negativa su un dibattito approfondito e partecipato, svolto in Commissione. Parliamo di una patologia subdola, poco identificabile, con studi ancora incompleti. Tutti conosciamo persone affette da questa patologia, e vogliamo rispondere alle loro attese. Ma ci vogliono coordinazione, sensibilizzazione, competenze per riconoscere dignità a questa malattia. L’inserimento nei LEA è un passo avanti concreto, che non va banalizzato: l’iniziativa di legge ha il merito di aver riportato l’attenzione su questo tema. Una legge non è stata però ritenuta lo strumento opportuno, e di certo questa non è stata fermata perché presentata da un membro dell’opposizione.»

«Questa patologia è sfuggente – ha evidenziato il consigliere Paolo Sammaritani (Lega VdA) – e la legge poteva essere uno strumento ulteriore rispetto all’inserimento nei LEA: avremmo potuto andare oltre, anziché aspettare che il problema sia affrontato altrove. La speranza dell’associazione dei pazienti era anche quella di avere dei percorsi chiari davanti a sé: stiamo perdendo un’occasione, attendendo che la legge nazionale esca dai pantani del Parlamento nazionale.» 

«La diagnosi della fibromialgia – ha replicato l’assessore alla sanità, Mauro Baccega – è lunga e complessa: per questo abbiamo messo in campo un percorso articolato. Abbiamo approfondito la tematica con i medici, e abbiamo seguito il percorso della Commissione. C’è stato un finanziamento ulteriore dei LEA, proprio destinato alla fibromialgia: è stato quindi istituito un team interdisciplinare, al fine di prendere in carico i pazienti nel modo piò corretto. Riceviamo ciclicamente richieste di istituire leggi sulle singole patologie, che spesso sono invalidanti: questo però non possibile, perché è necessario agire in modo organico. Ha invece senso continuare ad agire sui LEA regionali. Questa proposta di legge ha avuto i pareri negativi delle due Commissioni coinvolte: proporla in questi termini è un tentativo di raccogliere consenso, senza badare alla realtà delle cose. Noi abbiamo ottemperato all’impegno politico assunto con i cittadini che soffrono di questa patologia

Vallée d’Aoste Structure

Il Consiglio Valle ha discusso del cambiamento dei vertici della società Vallée d’Aoste Structure trattando un’interpellanza del gruppo Lega Vallée d’Aoste e un’interrogazione posta dal gruppo Mouv’.

Il consigliere Stefano Aggravi (Lega VdA) e il Consigliere Roberto Cognetta (Mouv’) hanno chiesto di conoscere le motivazioni che hanno portato la Finaosta al completo cambiamento della governance della Società, con la nomina di un Amministratore unico.

L’assessore alle finanze, Renzo Testolin, ha risposto: «La scadenza della governance precedente corrispondeva all’approvazione del bilancio 2018; pertanto, con la convocazione dell’assemblea in quel frangente si è concluso il percorso naturale. Avremmo potuto optare nel senso della continuità, ma nessun uscente ha presentato la candidatura per un ulteriore mandato triennale. Dopo un breve periodo di proroga dei vertici (il presidente, l’amministratore delegato e due consiglieri), ci si è trovati di fronte alla possibilità di rivedere l’assetto societario con una trasformazione dell’organo di vertice. Una scelta, questa, nata principalmente dalle indicazioni della magistratura contabile, in un’ottica di contenimento dei costi. Entro fine novembre, contiamo di relazionare in Commissione sul Piano strategico di Vallée d’Aoste Structure

Il consigliere Stefano Aggravi (Lega VdA), nella replica, ha ribadito: «Varrebbe la pena approfondire la questione della mancata volontà di rinnovo da parte di tutti gli uscenti. Spiace che il nuovo vertice si trovi ad affrontare un percorso di risanamento già avviato e che non conosce

Il consigliere Roberto Cognetta (Mouv’) ha aggiunto: «Per avere un quadro completo, sarebbe opportuno audire in Commissione anche il Presidente e l’Amministratore delegato che stavano portando avanti un percorso di rinnovamento, che poi hanno preferito non completare. È vero che paghiamo una sola persona, ma la cifra spesa attualmente è superiore rispetto a quella di un singolo componente del precedente Consiglio di amministrazione

Via Fanizzi dal Cda di Finaosta

I gruppi Lega VdA e Mouv’ hanno ritirato una mozione che chiedeva la sostituzione del neo segretario generale della Regione nel Consiglio di amministrazione di Finaosta Spa, a seguito della comunicazione del Presidente della Regione che ha riferito che «il 24 settembre scorso, la dottoressa Stefania Fanizzi ha presentato le sue dimissioni dal CdA di Finaosta a far data dal 1° novembre, in ragione del suo impegno in qualità di Segretario generale. La Giunta provvederà quanto prima a nominare un dirigente con funzioni di raccordo in seno al CdA.»

Delibere sul web

Con un’interpellanza, il gruppo Ambiente Diritti Uguaglianza VdA ha voluto fare il punto sugli interventi per favorire a tutti i cittadini l’accessibilità agli atti della Regione nel sito istituzionale.

«L’argomento è stato più volte dibattuto in Consiglio e lo scorso 3 aprile è stata approvata all’unanimità una mozione volta alla pubblicazione, sul sito internet della Regione, di tutti gli atti nonché le deliberazioni della Giunta regionale di tutte le precedenti Legislature, depurati dai dati sensibili e personali in base alla normativa vigente in materia di privacy – ha spiegato la consigliere Daria Pulz -. Chiediamo quindi se sia stato svolto il lavoro necessario per rendere accessibili ai cittadini tutti gli atti della Regione e come si intenda recuperare gli oltre cinque mesi di ritardo rispetto al calendario stabilito dalla mozione.»

Il presidente della Regione, Antonio Fosson, ha risposto che «la questione si è rivelata più complessa di quanto si pensasse, ma manterremo gli impegni assunti con la mozione approvata dal Consiglio. Il problema è quello di bilanciare il diritto alla riservatezza con il diritto alla trasparenza, ma posso assicurare che entro il 30 ottobre i cittadini potranno avere accesso agli atti che non contengono dati personali e che possono quindi essere pubblicati “senza scadenza”, mentre per fine anno pensiamo di riuscire a risolvere il problema degli atti che contengono i dati personali.»

La consigliere Daria Pulz (ADU-VdA) ha replicato: «I cittadini chiedono che tra delegati e deleganti ci sia una finestra ampia e luminosa e non una tenda nera, dalla quale possano filtrare i raggi che dovrebbero far brillare la nostra febbricitante democrazia. Ci rallegriamo delle buone notizie e ringraziamo i tecnici per il lavoro che stanno facendo. Chiediamo un incontro in Commissione consiliare affinché ci vengano spiegate le soluzioni messe in atto per avere libero accesso alle informazioni e che le stesse vegano poi pubblicizzate presso i cittadini.»

Il consultorio di Variney

I lavori si sono conclusi con la trattazione dell’interpellanza dei gruppi Mouv’, La Valle d’Aosta che cresce e ADU-VdA per affrontare il ripristino di servizi sanitari presso il consultorio di Variney a Gignod.

«Considerato che dal consultorio di Variney sono stati negli anni eliminati diversi, importanti, servizi – ha spiegato il consigliere Claudio Restano (La Valle d’Aosta che cresce) -, e tenuto conto delle diverse iniziative discusse in quest’Aula, oltre alla petizione popolare, ci chiediamo se l’Assessore intendadare indicazione all’Azienda USL di ripristinare al più presto presso il consultorio di Variney i servizi di psicologa per adulti, psichiatra, medico di sanità pubblica, assistente sociale per adulti a tempo pieno e assistente sanitaria.»

L’assessore alla sanità, Mauro Baccega, ha riferito: «La sanità pubblica è in forte difficoltà, dal punto di vista dei numeri dei medici in servizio: a livello italiano, quest’estate sono stati chiusi interi reparti ospedalieri. La situazione in Valle d’Aosta è migliore, ma non siamo esenti da queste criticità. Non ci sono intenzioni da parte dell’Azienda USL di ridurre i servizi territoriali, in particolare quelli del consultorio di Variney. Per questo è stato espletato il concorso in Igiene e sanità pubblica, con tre candidati idonei: nel frattempo è stato attivato un servizio integrativo di 3 ore a settimana per le visite di idoneità alla patente e per le attività vaccinali. I servizi di assistenza sociale, poi, continuano a distribuirsi sul territorio della cintura di Aosta, anche attraverso numerosi interventi a domicilio. Ci sono inoltre due candidati nella graduatoria per la sostituzione dell’assistente sanitaria, a coprire entrambe le posizioni vacanti. L’organizzazione del servizio sociale territoriale regionale, nel tempo, si è modificata: sono state individuate aree di intervento specialistiche (sportello sociale, minori, adulti, anziani), per consentire agli operatori di migliorare le loro competenze per intervenire su settori più definiti. Da gennaio 2020, a seguito del completamento dei concorsi in essere e dell’esito delle valutazioni in corso, l’Azienda USL valuterà la possibilità di potenziare le attività presso il consultorio stesso». 

«Il tema – ha continuato l’assessore – è di ottimizzare i servizi, continuando a mantenere la qualità e migliorando il rapporto con i cittadini. Nei prossimi giorni scaricheremo una norma sull’attrattività che riteniamo possa avere una sua efficacia. In questo contesto è necessaria una nuova organizzazione: l’approvazione di un nuovo piano socio-sanitario, che ormai risale al 2013, determinerà un cambiamento anche di politica sanitaria sul territorio.»

Il consigliere Restano ha replicato: «Ci sono novità, che però non riusciamo a tradurre in fatti concreti. Noi facciamo riferimento a quanto dichiarato sulla stampa, ovvero che da lunedì scorso avrebbero dovuto riprendere i servizi medici a Variney. Si tratta di servizi di medicina legale e non del medico di sanità pubblica: siamo attenti anche ai servizi offerti dall’assistente sociale e dagli assistenti sanitari, mai considerati sino ad oggi. La raccolta firme è evidentemente servita a ottenere il mantenimento di servizi, altrimenti non sarebbe stata attivata la convenzione in libera professione per il medico di sanità pubblica. Nessun cittadino valdostano deve sentirsi di serie B: a livello regionale abbiamo competenza primaria nella sanità, e non possiamo prendere a confronto altre realtà italiane. Dobbiamo porci a un livello diverso. È necessario confrontarci, senza basarci solo sui dati statistici delle visite: abbiamo delle soluzioni da proporre. Occorre collaborare per evitare che la mancanza di servizi porti allo spopolamento della montagna.»

Il Consiglio tornerà a riunirsi in sessione ordinaria mercoledì 23 e giovedì 24 ottobre 2019.

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