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Fibromialgia: dopo il Consiglio Valle si apre il dialogo

A seguito della decisione del Consiglio Valle di bocciare la proposta di legge per il riconoscimento della fibromialgia, l’Associazione Sindrome Fibromialgica della Valle d’Aosta esprime il proprio ringraziamento a tutti i consiglieri regionali «per l’impegno e gli approfondimenti effettuati per conoscere una patologia complessa i cui fondamenti diagnostici scientifici, che hanno portato al riconoscimento di patologia vera e propria, hanno avuto una importante evoluzione solo negli ultimi 15 anni». 

Il parere di Asfib VdA

L’Asfib ritiene che l’inserimento della patologia fibromialgia nella delibera regionale dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) aggiuntivi regionali, con l’individuazione di risorse economiche dedicate (60mila euro) sia «un importante passo avanti per consolidare il percorso che il personale medico e sanitario dell’Azienda USL sta portando avanti dal 2015». 

L’auspicio è che «il finanziamento sia utilizzato per i pazienti fibromialgici e si arrivi a breve all’individuazione di un percorso diagnostico terapeutico multidisciplinare, che porti alla codifica regionale dei pazienti e alla loro effettiva presa in carico di cura». L’Associazione pertanto rinnova la propria disponibilità nei confronti delle istituzioni regionali per collaborazione e supporto.

Un percorso di presa in carico specifico

L’assessore alla Sanità, salute e politiche sociali della Regione autonoma Valle d’Aosta, in proposito precisa: «È stato stabilito un nuovo percorso per la presa in carico dei pazienti fibromialgici e proprio in questi giorni sono in corso le riunioni tecniche per definire il protocollo di intervento da parte dell’USL, che coinvolgerà la Struttura semplice dipartimentale della Terapia del Dolore, anziché la Struttura complessa di Medicina Interna. In questo modo si eviterà ai pazienti un’inutile doppia prima visita. Faranno parte dell’équipe multidisciplinare lo psicologo, il fisiatra, l’agopuntore, all’occorrenza lo psichiatra e altre figure professionali sanitarie».

Conclude l’assessore Mauro Baccega: «In questo modo, i pazienti sanno che d’ora in avanti avranno un protocollo di cure a loro dedicato e che il SSR dovrà garantirlo».

M5S: la legge proposta non avrebbe aggiunto nulla

Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle stigmatizza la speculazione sui social e tramite whatsapp che si sta operando in relazione al respingimento della proposta di legge.

«Ci vediamo costretti a rispondere alle strumentali considerazioni espresse da alcuni esponenti della Lega VdA ai fini unicamente di visibilità di partito, approfittando della fragilità dei malati di fibromialgia per attaccare i propri avversari politici. Stiamo parlando di una patologia complessa – precisano i Consiglieri regionali del M5S -, che deve essere presa in carico da una rete di professionisti diversi, del sistema sanitario e non solo. Di questo si sta discutendo in Senato, attraverso un percorso dedicato. Approvare una legge specifica avrebbe significato creare aspettative simili anche tra chi soffre di altre malattie. Invece, la strada corretta da seguire è quella di inserire la fibromialgia nel Piano delle cronicità, perché l’introduzione nei Livelli essenziali di assistenza (LEA) è solo il primo passo. Sarà nostra premura controllare che questo avvenga realmente e come le risorse previste verranno utilizzate

«Peraltro – aggiungono i Consiglieri regionali del M5S -, la proposta normativa respinta non prevedeva nulla in più rispetto a quanto già viene assicurato dal nostro Sistema sanitario regionale. Inoltre, né dal testo di legge, né dalle presentazioni avvenute in Commissione e in Consiglio, è stato possibile capire per quali finalità sarebbero state destinate le risorse di 50.000 euro preventivate dai proponenti.» 

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