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La Corte dei Conti valuta la gestione economica del PnGP

La Corte dei Conti ha pubblicato la propria relazione sul controllo eseguito in merito alla gestione finanziaria dei 22 enti parco nazionali e quindi anche del Parco nazionale del Gran Paradiso.

La storia

Il Parco nazionale del Gran Paradiso è stato istituito, primo in Italia, con r.d.l. 3 dicembre 1922, n. 1584, sui terreni costituenti la riserva reale di caccia del Gran Paradiso; nel 1947, ha assunto la qualificazione giuridica di ente, con sede legale, presidenza e direzione a Torino e sede amministrativa ad Aosta.

La superficie del parco è suddivisa in due ambiti ricadenti nel territorio di 13 comuni appartenenti alle Regioni Piemonte e Valle d’Aosta (Province di Torino e Aosta).

Con decreto del Ministro dell’ambiente del 1997, la disciplina del Parco del Gran Paradiso è stata adeguata ai principi della legge quadro sulle aree protette.

L’adozione del Piano per il parco, è intervenuta il 7 maggio 2014, per la Regione Piemonte e il 9 maggio 2014 per la Regione Valle d’Aosta.

Nel 2017 la Regione Piemonte e la Regione autonoma Valle d’Aosta hanno completato le loro istruttorie sul Piano del parco adottato e hanno convocato i Comuni per la presentazione degli elaborati definitivi.

Il Regolamento del parco, dopo l’approvazione nel 2009, è stato trasmesso al Mattm che deve iniziare l’istruttoria.

Il PPES, adottato dalla Comunità del parco, valutato favorevolmente dal Consiglio direttivo, è stato approvato unitamente al Piano per il parco dalle Regioni Piemonte e Valle d’Aosta, nel 2014 per 4 anni. In data 27 giugno 2018 la Comunità del Parco ha valutato positivamente la proroga della sua validità per altri 4 anni.

Il 7 giugno 2016 l’Ente ha adeguato lo Statuto a seguito di rilievi da parte del Mattm.

Il ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, nel 2017 ha adottato lo Statuto nel testo finale.

Strumenti di programmazione

Gli strumenti di programmazione previsti dalla legge quadro sono il Piano per il parco, il Regolamento del parco, il Piano pluriennale economico e sociale.
Il Piano per il parco disciplina l’uso del territorio mediante una divisione in aree caratterizzate da differenti gradi di protezione e fissa gli indirizzi e i criteri per gli interventi sulla flora, sulla fauna e sull’ambiente naturale in genere; inoltre, ha effetto di dichiarazione di pubblico interesse e di urgenza e indifferibilità per gli interventi in esso previsti e sostituisce ad ogni livello i piani paesistici, i piani territoriali o urbanistici e ogni altro strumento di pianificazione.
Il Regolamento del parco disciplina l’esercizio delle attività consentite e da valorizzare, stabilisce le attività e le opere vietate per non compromettere la salvaguardia degli ambienti naturali e del paesaggio.
Il Piano pluriennale economico e sociale ha l’intento di coniugare le esigenze di conservazione del territorio con quelle dello sviluppo sostenibile, promuovendo iniziative di natura imprenditoriale e sociale, in particolare finalizzate al turismo ed alle attività locali connesse.

Il Piano del Parco nazionale del Gran Paradiso è stato approvato dal Consiglio direttivo, il Regolamento è in fase istruttoria e il Piano pluriennale è stato redatto.

A distanza di quasi trent’anni dall’entrata in vigore della legge quadro solo l’Ente parco dell’Aspromonte si è dotato di tutti gli strumenti della programmazione.

Organi e compensi

Sono organi dell’Ente parco: il presidente, il Consiglio direttivo, la Giunta esecutiva, la Comunità del parco, il Collegio dei revisori dei conti. Durano in carica cinque anni.
Il presidente percepisce un’indennità annua lorda di euro 26.972 mentre quella di componente del Collegio dei revisori dei conti varia fra i 1.094 e i 1.377 euro. Sono valori sostanzialmente allineati con quelli degli altri parchi e superati solo da quelli del Vesuvio, dell’Alta Murgia e di Abruzzo, Lazio e Molise.

La spesa per il personale

La dotazione organica del parco è di 88 persone ma ve ne sono in forza 76.

Nel 2016, su un totale di uscite correnti di 6.005.787 euro, il Parco del Gran Paradiso ha speso 3.905.116 euro per il personale (escluso Tfr), utilizzando quindi a tal fine il 65% delle proprie risorse. Nel 2017, le uscite correnti sono salite a 7.175.892 ma la spesa per il personale è scesa del 7,7% ed è arrivata a 3.605.652 euro. Si consideri che ha alle proprie dipendenze anche i guardaparco e, con lui, solamente l’Ente parco Abruzzo, Lazio e Molise.

Il parco con le maggiori uscite correnti è quello delle Cinque terre (18.711.355 euro nel 2017) ma ha un’incidenza del costo del personale che è del 2,3%. Il minor costo del personale ce l’ha il Parco dell’Appennino Tosco-emiliano (344.268 euro nel 2017) ma incide per il 17,1% sul totale delle uscite.

Fonti di finanziamento

Il Parco del Gran Paradiso, nel 2017, ha avuto entrate correnti pari a 7.595.719 euro, con un incremento dell’1,5% rispetto al 2016. 6.085.746 euro erano costituiti dai trasferimenti statati, 1.396.476 euro da quelli di altri enti e 113.498 erano entrate proprie.

Il parco con maggiori entrate proprie, che si stacca nettamente da tutto gli altri, è quello delle Cinque terre, che ne ha per 17.602.027 euro.

Quasi tutti gli enti parco hanno ottemperato agli obblighi di revisione delle proprie partecipazioni societarie, ma solo cinque hanno rispettato il termine del 31 dicembre 2018 previsto per la razionalizzazione annuale. Fra questi il Parco del Gran Paradiso.

Risultato economico

Nel 2017, il Parco nazionale del Gran Paradiso ha chiuso il proprio esercizio con un utile di 1.200.379 euro.

Il miglior risultato è stato quello del Parco del Vesuvio, con un utile di 2.561.018 euro. Il peggior risultato è stato quello del Parco del Cilento, che ha registrato un passivo di 2.496.203 euro.

Patrimonio

Il patrimonio netto del Parco del Gran Paradiso è di 16.161.529 euro ed è cresciuto dell’8% rispetto al 2016.

Avanzo di amministrazione

Le risultanze finali dell’esercizio in esame evidenziano un avanzo di amministrazione in aumento, passando da 3.522.249 euro nel 2016 a 4.804.041 euro nel 2017.
L’avanzo è in gran parte vincolato, precisamente al tfr per 3.010.169 euro ed a fondi vincolati in conto capitale per 1.334.631 euro.
La consistenza di cassa a fine 2017 ammonta a 7.524.47 euro e registra una diminuzione rispetto al 2016 (8.521.204 euro).

Gestione dei residui

I residui attivi a fine esercizio si assestano a 3.719.742 euro, in notevole aumento, pari al 52,3%, rispetto al 2016.
I residui passivi nel 2017 ammontano a complessivi 6.440.172 euro e diminuiscono del 13,5 % (6.440.172 euro).

I residui passivi sono essenzialmente dovuti all’immobilizzo di fondi destinati per la maggior parte al finanziamento di spese in conto capitale per l’esecuzione di lavori di ristrutturazione e manutenzione di immobili e al finanziamento di progetti interregionali della Comunità Europea.

Attività istituzionale

In ordine all’attività istituzionale, si evidenzia che le principali azioni hanno riguardato: la conservazione e la gestione della biodiversità; la tutela del territorio e del paesaggio; il sostegno alle attività economiche tradizionali e al turismo; l’educazione ambientale e la promozione dell’immagine del Parco.

In materia di tutela del territorio sono stati rilasciati 167 nulla osta (su 192 richiesti ne sono stati respinti 5); è stata gestita una pratica di condono, sono state rilasciati tre parerei di valutazione di impatto ambientale e altrettanti di valutazione ambientale strategica (tutti favorevoli).

Nel 2017 sono stati emessi 148 verbali di accertamento e riscossi 4.273 euro di sanzioni. Si sono state 24 richieste per danni arrecati alla fauna con risarcimenti liquidati pari a 16.553 euro.

Conclusioni

L’Ente, come attestato dal Collegio dei revisori dei conti e dai Ministeri vigilanti, ha rispettato i limiti posti dalla normativa vigente in materia di spese e ha inoltre provveduto a versare al bilancio dello Stato la somma complessiva di 54.935 euro.

Le informazioni complete sono disponibili sulla delibera della Corte dei Conti.

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