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Rete civica: la mozione di sfiducia a Fosson fa solo perdere tempo

La presentazione da parte di dieci consiglieri (Lega, Mouv’ e Claudio Restano) di una mozione con l’invito al presidente della Giunta a rassegnare le dimissioni costituisce, secondo Rete civica, «una provocazione nei confronti non solo della persona del presidente Antonio Fosson, ma di tutta l’azione politica ed amministrativa che si sta conducendo».

Alberto Bertin e Chiara Minelli ricordano che lo strumento previsto dal Regolamento del Consiglio Valle, se si vuole cambiare una Giunta, è la mozione di sfiducia costruttiva, «non l’invito alle dimissioni del presidente senza indicare l’alternativa di governo che si vuole proporre. Se si vuole invece andare al voto anticipato, senza aver risolto niente, servono ben più di dieci firme».

Ritengono, i consiglieri di Rete civica, che l’obiettivo della mozione sia evidente: «creare l’ennesima situazione d’incertezza in un momento delicato, in cui si deve provvedere all’approvazione del Documento di Economia e Finanza della Regione, del Bilancio di Previsione 2020-2022 e si è entrati nel vivo della discussione per una riforma istituzionale che dia reale potere di scelta ai cittadini, stabilità di governo ed impedisca i continui ribaltoni a cui abbiamo assistito in questi anni».

Rete Civica conclude specificando di aver «sottoscritto un accordo con 17 consiglieri del polo autonomista per realizzare punti programmatici di rilevante interesse per l’intera comunità valdostana. Nei primi quattro mesi alcuni risultati positivi sono stati raggiunti. È la strada che Rete Civica intende proseguire. Tutte le altre ipotesi sono gossip e fantasie con il solo scopo di far perdere tempo alla Valle d’Aosta, al Consiglio Regionale e ai cittadini».

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