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Sottoscrivere lo strumento finanziario partecipativo del Casino non significa diventare socio

Tutto nasce da un post scritto dal consigliere regionale di Mouv’ Roberto Cognetta sulla propria pagina Facebook: «Ricordate il famoso strumento partecipativo? Era quello approvato con legge in fretta e furia dalla banda del buco al casinò per cercare di salvarsi dai 48 milioni di debiti verso Finaosta che la Corte dei Conti potrebbe condannare a restituire. Ebbene, parrebbe che la legge sia stata approvata in maniera tale che se fosse messa in pratica la Finaosta diverrebbe socia del Casino. Ovviamente fatto questo ci sarebbe la sciagurata fine della finanziaria e quindi delle finanze di tutta la regione».

La reazione di Finaosta

Finaosta ha smentito tale ipotesi con una propria nota nella quale specifica che la legge regionale n. 8/2019 dispone che lo strumento finanziario partecipativo: «venga sottoscritto da Finaosta S.p.A. in nome e per conto della Regione autonoma Valle d’Aosta a fronte della conversione a patrimonio netto della Casa da Gioco dei crediti che Finaosta S.p.A. detiene per conto dello stesso Ente Pubblico. Ad oggi, si sta collaborando con Casino de la Vallée S.p.A. per la formalizzazione dello strumento finanziario partecipativo, coerentemente con le previsioni della suddetta legge regionale, e affinché l’operazione possa compiersi nei termini assegnati dal Tribunale di Aosta con il decreto di omologazione ove si dà atto che proprio tale operazione consentirà di superare “la complessa situazione contabile” in cui versa la Società pubblica. A seguito della sottoscrizione dello strumento, FINAOSTA S.p.A. non diverrà socia di Casino de la Vallée S.p.A., essendo soci, in base alla legge istitutiva del 2001, la Regione Valle d’Aosta e il Comune di Saint-Vincent. Le notizie divulgate non trovano, quindi, alcun riscontro nei fatti».

L’art. 2346 del Codice civile

L’affermazione del consigliere Cognetta, prende spunto da quanto previsto dal Codice civile, all’articolo 2346, ultimo comma, dove si norma l’emissione delle azioni da parte delle Società per azioni: «Resta salva la possibilità che la società, a seguito dell’apporto da parte dei soci o di terzi anche di opera o servizi, emetta strumenti finanziari forniti di diritti patrimoniali o anche di diritti amministrativi, escluso il voto nell’assemblea generale degli azionisti. In tal caso lo statuto ne disciplina le modalità e condizioni di emissione, i diritti che conferiscono, le sanzioni in caso di inadempimento delle prestazioni e, se ammessa, la legge di circolazione».

Per diritti patrimoniali s’intende il fatto che il sottoscrittore dello strumento finanziario partecipativo ha il diritto di partecipare agli utili in maniera paritaria rispetto ai soci. Per diritti amministrativi s’intende il fatto che il sottoscrittore ha il diritto di partecipare alle decisioni che modifichino i suoi diritti patrimoniali.

Tutto ciò significa, acquisire diritti simili a quelli di un socio ma non diventarlo di fatto.

Verso la sottoscrizione

L’assemblea dei soci della Casino de la Vallée Spa, nel corso dell’assemblea straordinaria notarile dell’8 luglio 2019, ha emesso lo strumento. Che però non diventa operativo sino a quando non ve ne è la sottoscrizione. Essa trasformerà i 48 milioni concessi da Finaosta al Casino da finanziamento in riserva della società: non frazionabile e non trasferibile.

Il Tribunale di Aosta, omologando il concordato in continuità aziendale ha stabilito che la sottoscrizione debba avvenire entro 60 giorni (ovvero entro il 16 dicembre 2019).

Tuttavia parrebbe che, anche se la norma regionale ha stabilito che sia Finaosta a sottoscriverlo in nome e per conto della Regione stessa, Finaosta abbia chiesto di disporre di un parere che confermi tale impostazione o che, diversamente, indichi che sia la Regione a sottoscriverlo.

Questioni che si potrebbero tuttavia definire “di lana caprina”, poiché non cambierebbero la sostanza dello strumento e della sua proprietà.

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