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Insegnanti: no alle strumentalizzazioni politiche i viaggi del ricordo

18 docenti delle scuole secondarie di secondo grado della Valle d’Aosta hanno scritto alla presidente del Consiglio regionale, all’assessore all’Istruzione, Università, Ricerca e Politiche giovanili e alla sovraintendente agli Studi per chiedere che per i prossimi viaggi del ricordo organizzati dal Consiglio Valle siano una visita didattica scevra da condizionamenti politici e ricca di spunti didattici, utili per informare gli studenti su un periodo storico alquanto complesso.

Questo il testo della lettera: «Siamo un gruppo di  docenti di discipline storico-filosofiche, storico-sociali e linguistico-letterarie delle scuole secondarie di secondo grado valdostane e  partecipiamo da molti anni   alle molteplici iniziative dedicate alla memoria che, con notevole sensibilità e attenzione, sono organizzate dall’Amministrazione regionale come supporto e approfondimento delle attività curricolari che svolgiamo quotidianamente in classe.

Animati da uno spirito collaborativo, desideriamo condividere alcune osservazioni ed esprimere sentiti auspici: il nostro desiderio è di contribuire ad organizzare al meglio esperienze che costituiscono un arricchimento per la costruzione della conoscenza storica e della coscienza critica degli studenti, in vista della formazione del loro essere cittadini.

Il viaggio della Memoria ad Auschwitz-Birkenau e il concorso ad esso collegato sono ormai divenuti elementi fondamentali dell’offerta formativa, organizzati e svolti con cura e attenzione sia agli aspetti conoscitivi, presentati con il rigore scientifico indispensabile per la costruzione della conoscenza,  sia all’adeguata preparazione psicologica,  indispensabile per l’esperienza emotivamente forte alla quale sono invitati  i giovani valdostani, posti di fronte alla realtà dei ghetti in Polonia,  dei  campi di sterminio nei quali si  è organizzata la soluzione finale, volta  al Porrajmos  e alla Shoah, “paradigma del ventesimo secolo”.

Auspichiamo che l’esperienza continui nella stessa direzione affiancando ancora, nella preparazione preliminare dei nostri studenti e nella valutazione finale dell’esperienza, noi docenti con gli operatori dell’Associazione di Promozione Sociale Deina, che opera con grande professionalità e sensibilità pedagogica a livello nazionale e internazionale con progetti che godono del patrocinio del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati.

Il viaggio della Memoria a Trieste/Gorizia è particolarmente complesso per il numero di “fatti storici” che affronta, per la loro diversa collocazione temporale e difficoltà concettuale e  per il forte impatto che essi hanno sulla società contemporanea: esso permette di confrontarsi con la storia e la memoria della prima guerra mondiale, la Shoah in Italia e nell’Istria, la seconda guerra mondiale, la Resistenza, le foibe e la guerra fredda.

Tale complessità ha fatto sì che, in passato, gli studenti partecipanti al viaggio siano tornati con una certa difficoltà a ben comprendere e collocare le conoscenze acquisite  e con errori nella comprensione degli eventi, dopo aver udito  testimonianze che  non sono né  di storici di professione né di testimoni,  col rischio di cadere vittime di “scontri” tra memorie divise e divisive che possono prestare il fianco a  possibili strumentalizzazioni,  che nulla  hanno a che fare con il rigore della conoscenza storica e con lo scopo didattico-educativo del viaggio.

Per questo ci auguriamo che l’esperienza continui ma sia, esattamente come il viaggio ad Auschwitz-Birkenau, preparata e svolta con particolare attenzione al rigore della conoscenza, con un’accurata valutazione anche degli impatti emotivi e un fondamentale tentativo di lettura dell’attualità».

I firmatari auspicano che le loro osservazioni di insegnanti «siano colte non come una critica, ma come un tentativo di collaborazione per il miglioramento di esperienze molto apprezzate da docenti e studenti e molto arricchenti per i partecipanti».

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