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Lupo: Unterthiner critica l’azione RaVdA

Il fotografo naturalista di Saint-Vincent Stefano Unthertiner non è tenero con la Regione autonoma Valle d’Aosta e la gestione della problematica lupo.

Le accuse di Unterthiner

Domenica 3 novembre 2019, ha pubblicato questo post su Facebook: «Sono lontano da quella che considero ancora casa mia, la Valle d’Aosta, ma le notizie arrivano anche quassù… [nell’Artico, n.d.r.] Mentre in Regione si discute un progetto di legge che autorizzerebbe l’abbattimento del lupo, ecco il primo caso di bracconaggio (documentato) nella Vallée. Un plauso ai governati di turno: il bracconaggio lo ‘legalizzate’ voi con proposte che non hanno nessuna ambizione di risolvere il ‘problema’ lupo. Diversi studi mostrano che gli abbattimenti non servono, al contrario accentuano invece la dispersione del canide aumentando la predazione sul bestiame. La prevenzione è l’unica opzione per una gestione durevole, onesta (aggiungerei) e sostenibile del lupo. Ma i politici NON pensano a risolvere i problemi, ma a essere rieletti. Anche quelli valdostani».

La replica di Chatrian

L’assessore all’Ambiente della Regione autonoma Valle d’Aosta ha risposto a Unterthiner con un comunicato stampa: «La questione lupo in Valle d’Aosta, così come nelle altre due realtà a Statuto Speciale di Trento e di Bolzano,  – dichiara Chatrian – è stata affrontata in maniera seria e strutturata. Dapprima dal Governo regionale che ha proposto un disegno di legge dedicato e ora dalla Commissione consiliare preposta ad esaminarlo. Spiace constatare come il fotografo valdostano Stefano Unterthiner, peraltro da me stimato, riduca la questione a pura demagogia ambientalista citando poi una non precisa prevenzione. La questione va inserita nella più ampia politica di biodiversità che la Valle d’Aosta sta perseguendo. Se c’è il lupo è perché il tessuto naturalistico è sano, in tutta la sua catena. Si vogliono invece ribadire i concetti cardine che la Regione, per il tramite del Corpo forestale, sta portando avanti: da un lato gli interventi  economici a supporto di quegli allevatori che hanno intrapreso interventi di prevenzione (cani da guardania e recinti) dall’altro il monitoraggio costante del territorio e, da ultimo, l’intervento nei casi di esemplari particolarmente pericolosi. Intervento comunque subordinato al parere tecnico dell’Ispra. Credo inoltre sia opportuno aggiungere che, a inizio anno, la Valle d’Aosta ha aderito al Progetto europeo WolfAlps che, da un lato, contempla la protezione della specie e dall’altra declina azioni di ”integrazione” del lupo nella comunità alpina. Non è quindi giustificato il contenuto delle critiche del noto fotografo che forse da lontano non ha il vissuto del nostro territorio. Ultimo aspetto – sul quale però si potrà intervenire solo a lungo termine con una maggiore informazione che sicuramente porterà ad un approccio diverso verso questa nuova realtà – è la sensibilità e l’azione del singolo che in questo caso anche noi contestiamo fortemente. Ma siamo gente di montagna – conclude l’assessore Chatrian – e, come tali, crediamo che sapremo imparare a convivere anche con questa nuova sfida che le nostre montagne ci presentano.

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