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Consiglio Valle del 6 e 7 novembre 2019

Il Consiglio regionale della Valle d’Aosta si è riunito, mercoledì 6 e giovedì 7 novembre 2019, per discutere un ordine del giorno composto di 41 oggetti, tra cui 4 interrogazioni, 14 interpellanze (6 rinviate dalla precedente adunanza) e 15 mozioni (11 rinviate).

Comunicazioni del presidente del Consiglio

La presidente Emily Rini ha aperto i lavori dell’Assemblea regionale con le sue comunicazioni all’Aula. Ha riferito che la Conferenza dei Capigruppo ha deciso di anticipare alla giornata di oggi la discussione dei punti all’ordine del giorno che riguardano il presidente della Regione, in quanto domani sarà impegnato a Roma. Si tratta dei seguenti punti: le due interrogazioni a risposta immediata sulla Casa da gioco di Saint-Vincent (modalità di attivazione di uno strumento finanziario partecipativo da parte di Casino de la Vallée Spa del Mouv’; effetti contabili sui bilanci di Finaosta e Regione a seguito della sottoscrizione dello strumento finanziario partecipativo), trattate in forma abbinata; le mozioni di ADU-VdA (condanna degli atti di violenza nei confronti di militanti di ADU-VdA da parte di provocatori vicini ad ambienti di estrema destra), di M5S (sollecitazione degli enti pubblici per una progressiva dematerializzazione dei documenti) e di Lega VdA, Mouv’, GM (invito al Presidente della Regione a rassegnare le dimissioni dalla carica).

La Presidente ha poi espresso «a nome dell’Ufficio di Presidenza, del Consiglio e suo personale la nostra vicinanza alle famiglie dei Vigili del fuoco morti mentre svolgevano il loro servizio nel tragico incendio di Alessandria. Esprimo altresì la nostra solidarietà e vicinanza al Corpo dei Vigili del fuoco.»

Niente mozione sulle dimissioni di Fosson

Il consigliere della Lega VdA Stefano Aggravi ha annunciato, in coda alle comunicazioni del presidente Rini, il rinvio al prossimo Consiglio della mozione che invita il presidente della Regione a dimettersi, «considerato che stiamo aspettando nuovi eventi che dovranno accadere.»

I gruppi di maggioranza hanno diramato una nota chiedendogli di fare chiarezza rispetto alla sua affermazione: «Una dichiarazione che auspichiamo gli sia semplicemente uscita male, frutto forse della delusione per avere toccato con mano in Aula la mancanza dei numeri in minoranza per poter discutere con una certa soddisfazione la mozione indirizzata al Presidente Fosson. Perché altrimenti, se così non fosse, ci troveremmo costretti a chiedere direttamente al Consigliere Aggravi a cosa si riferisse quando ha giustificato il rinvio della mozione ‘in attesa di nuovi eventi attesi nei prossimi giorni’.»

I consiglieri dei gruppi Alliance Valdôtaine, Union Valdôtaine, Pour Notre Vallée-Area Civica-Front Valdôtain e Stella Alpina commentano in questo modo le dichiarazioni rese in Aula dal consigliere regionale della Lega Vallée d’Aoste, Stefano Aggravi, a giustificazione del rinvio della mozione presentata da dieci Consiglieri di Lega Vallée d’Aoste, Mouv’ e Gruppo Misto, con cui invitano il Presidente della Regione, Antonio Fosson, a dimettersi.

E hanno proseguito: «A questo punto viene naturale chiedersi se il consigliere Aggravi sia forse a conoscenza di qualcosa che gli altri suoi colleghi non sanno. Se sì, di cosa si tratta? Di accadimenti principalmente di natura politica o esclusivamente di natura politica? E se sì, quali? Occorre che il consigliere Aggravi faccia chiarezza, perché non è con il venticello della calunnia che si affrontano utilmente i problemi della nostra comunità.»

Comunicazioni del presidente della Regione

Il presidente della Regione, Antonio Fosson, ha comunicato all’Aula di aver inviato, nella giornata di martedì 5 novembre 2019, una lettera al ministro per gli affari regionali e le autonomie reiterando l’auspicio «che la Commissione paritetica sia ricostituita quanto prima, affinché possa occuparsi di tematiche importanti per l’ordinamento valdostano, tra cui l’ordinamento linguistico e la situazione della componente professionistica del Corpo valdostano dei Vigili del fuoco

Rinnovando il profondo cordoglio per la tragedia di Alessandria in cui hanno perso la vita in servizio tre Vigili del fuoco, il Presidente Fosson ha poi annunciato: «Oggi, la nuova rettore dell’Università della Valle d’Aosta Maria Grazia Monaci incontrerà la stampa per illustrare il suo programma e presentare i collaboratori. Siamo certi che, grazie alla sua esperienza, alle sue capacità professionali e alla sensibilità acquisita nel corso della sua importante carriera accademica, la Professoressa Monaci saprà guidare l’Ateneo nel migliore dei modi, rafforzandone il ruolo formativo e contribuendo a farlo divenire sempre più un volano di nuove opportunità professionali per i nostri giovani e per tutti gli studenti non valdostani che sceglieranno l’Università della Valle d’Aosta per l’ottimale quadro di vita e di studio. A nome mio personale, dell’Assessore Certan e di tutto il Governo regionale, auguro alla nuova Rettrice e al suo staff un proficuo lavoro. Inizia sicuramente una nuova pagina per l’Università valdostana

Il presidente della Regione ha infine comunicato: «Anticipo, in merito alla Casa da gioco, che il 12 novembre sarà emesso e sottoscritto lo strumento finanziario previsto dalla legge regionale n. 8/2019: sarà così compiuto l’iter finalizzato alla conversione del credito in apporto patrimoniale come previsto e sollecitato dal Tribunale

Interrogazioni

Persone senza fissa dimora

Un’interrogazione a risposta immediata del gruppo ADU-VdA ha posto l’attenzione sulle misure di assistenza alle persone senza fissa dimora in vista del periodo invernale. 

La consigliere Daria Pulz ha detto di aver «preso atto che 14 persone senza fissa dimora dormono all’esterno in diverse zone di Aosta, anche nei pressi della Dora Baltea: per la nostra regione non è un fenomeno frequente, ma neppure facile da gestire perché non sempre l’intervento dei servizi sociali è accettato o comunque sufficiente. L’Assessore Baccega ha dichiarato che esistono specifici fondi statali da impiegare per alloggiare queste persone: chiediamo quindi di sapere se ci sia un programma per l’emergenza freddo, visto che l’inverno è alle porte.»

L’assessore alla sanità e politiche sociali, Mauro Baccega, ha risposto che «da anni il Gruppo bisogni primari, costituito dall’Amministrazione regionale, dal Comune di Aosta e da associazioni di volontariato, si occupa di assicurare interventi di sostegno alle persone in difficoltà sociale ed economica, con particolare riferimento a coloro che vivono in strada o che sono a grave rischio di emarginazione sociale.»

«La collaborazione costruita nel corso di questi anni – ha specificato l’Assessore – è stata ora formalizzata attraverso la presentazione da parte dell’Amministrazione di una proposta progettuale ammessa a finanziamento dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali per un importo di 400 mila euro per gli anni 2019 e 2020 a valere sul Fondo per la lotta alla povertà. Un’apposita Commissione ha affidato la realizzazione del progetto alla partnership composta da Trait d’Union (capofila di progetto), La Sorgente, Fondazione Opere Caritas e Comitato regionale della Croce Rossa Italiana. È in fase di approvazione da parte dell’Amministrazione l’Accordo di collaborazione che regola la gestione. Le azioni previste nell’ambito del progetto sono il miglioramento della fruibilità dei servizi a bassa soglia (dormitori e mensa pubblici), il consolidamento dell’unità di strada, la sperimentazione di progetti strutturati di reinserimento (i progetti housing first). In relazione all’emergenza freddo, il progetto può assicurare anche per l’anno in corso la distribuzione di generi di prima necessità alle persone che vivono in strada o in situazioni di fortuna.»

La consigliere Daria Pulz, nella replica, ha osservato che «se è lodevole che una associazione come la Quartiere Cogne si preoccupi, autotassandosi, di portare tutte le sere un pasto caldo a queste persone, sappiamo bene che dove deve intervenire il volontariato è perché le Istituzioni non riescono a intervenire a sufficienza. Il freddo in Valle d’Aosta non è un evento inaspettato: sappiamo che i 14 posti sono insufficienti nel dormitorio di Aosta e che si rischia, senza un piano emergenziale, di dover utilizzare all’ultimo la tenda riscaldata della Croce Rossa. Credo che tutti i nostri sforzi debbano essere volti a dare a tutti gli esseri umani pari dignità.»

Strumento finanziario partecipativo per il Casino

Due interrogazioni a risposta immediata hanno portato la discussione sullo Strumento finanziario partecipativo (SFP) della Casino de la Vallée Spa.

La prima, presentata dal gruppo Mouv’, ha chiesto se «dopo l’omologa del concordato del Casino – ha detto il consigliere Roberto Cognetta – sia necessario modificare la legge regionale 8/2019 sul Casinò per riuscire ad attivare lo Strumento finanziario partecipativo emesso dalla società

La seconda è stata presentata dal gruppo Lega Vallée d’Aoste. «Il credito postergato di 48 milioni di euro – ha detto il consigliere Stefano Aggravi – che viene convertito in patrimonio per effetto dello SFP del Casinò è iscritto nel bilancio di Finaosta Spa: la legge 8/2019 prevede che la società sottoscriverà l’SFP in nome e per conto della Regione. Vogliamo dunque sapere quali saranno gli effetti contabili che la sottoscrizione dello strumento avrà sui bilanci di Finaosta e della Regione stessa.»

Il presidente della Regione, Antonio Fosson, ha risposto che «non è necessario modificare la legge regionale, perché questa regola già gli adempimenti necessari all’emissione e alla sottoscrizione dell’SFP in modo chiaro ed esaustivo. La conversione in apporto patrimoniale del credito, come scritto dal Tribunale, deve concludersi entro sessanta giorni dalla data di omologazione, perché siano rispettate le previsioni della legge fallimentare che, in costanza di procedimento di concordato preventivo e di omologazione, sospende gli obblighi di ricapitalizzazione delle società in crisi. Sotto questo profilo, la legge 8/2019 distingue il titolare dello strumento finanziario partecipativo, la Regione, dal sottoscrittore per delega dello stesso, vale a dire Finaosta, essendo la Regione la titolare del credito nei confronti di Casinò de la Vallée, derivante dai contratti di mutuo a suo tempo stipulati per il tramite di Finaosta, secondo lo schema civilistico del mandato senza rappresentanza, in favore della società oggi in concordato».

«Il certificato già emesso da Casino de la Vallée Spa – ha continuato Fosson – in attuazione della citata legge regionale, sarà quindi offerto in sottoscrizione dall’Amministratore unico di Casinò; il Presidente di Finaosta dichiarerà di sottoscrivere formalmente lo strumento, in nome e per conto della Regione, sempre in conformità alla legge regionale e al mandato ricevuto, a fronte dell’apporto dei crediti residui derivanti dai contratti stipulati per il tramite di Finaosta per il finanziamento dei piani di investimento per la ristrutturazione della Casa da gioco e dell’Hotel Billia». 

«Il Tribunale stesso – ha concluso Fosson – scrive che questo percorso consente di ritenere superata questa difficile situazione contabile. Politicamente, voglio sottolineare quindi come questa legge sia stata importantissima nel consentire l’omologa del concordato. Il 12 novembre ci sarà la conclusione di questo procedimento con la consegna a Finaosta di questo documento contabile

Il consigliere Roberto Cognetta ha replicato al Presidente dichiarando: «Presenterò un esposto, perché non ha risposto alla mia domanda. Il Governo non sta rispettando la legge: chiedo di avere il dettaglio della documentazione, ma siamo certi che il discorso non si concluda qui.»

Il consigliere Stefano Aggravi ha aggiunto: «Anche io chiedo di avere la documentazione di dettaglio, perché anche in questo caso il Presidente non ha risposto. Dire che l’omologa è stata possibile grazie a questa legge è una difesa disperata della sua posizione, Presidente: il 16 dicembre dovrà comunque votare quel bilancio, e da qui a quella data speriamo che sia possibile avere piena chiarezza su quanto chiesto.»

Non appena conclusa la trattazione, i gruppi consiliari Union valdôtaine, Union valdôtaine progressiste, Alpe, Pour notre Vallée, Front valdôtain e Stella alpina hanno diffuso una nota: «Le troppe imprecisioni e inesattezze e le troppe bugie fatte circolare da qualcuno negli ultimi mesi, quest’oggi sono state finalmente messe a nudo.» Dopo il decreto di omologa del concordato preventivo in continuità emesso dal Tribunale di Aosta in favore della Casino de la Vallée Spa, per i Consiglieri di maggioranza (tratte Rete civica) «il fatto che, in apertura dei lavori del Consiglio regionale, il presidente della Regione, Antonio Fosson, abbia comunicato la data – quella del 12 novembre – in cui sarà sottoscritto lo strumento finanziario partecipativo, rappresenta una notizia estremamente importante sia per il futuro della Casa da gioco che per l’Amministrazione regionale, a cui viene riconosciuto, senza se e senza ma, il suo corretto e legittimo operato in merito.»

E hanno proseguito: «Chi si è prodigato, anche fino a qualche giorno fa, per diffondere dichiarazioni imprecise o inesatte sul tema, se non addirittura vere e proprie fake news, forse con il solo obiettivo di strumentalizzare a fini politici il delicato momento attraversato dalla Casa da gioco, è stato finalmente smentito dai fatti, dopo essere stato già smentito – per la verità – dagli stessi giudici del Tribunale di Aosta, che nel decreto di omologa del concordato sostengono che il perfezionamento dell’operazione prevista dalla legge regionale 8/2019, approvata da questa maggioranza, consentirà di ritenere superata la complessa situazione contabile della società. Con buona pace di chinella seduta del 4 luglio 2019, preferì abbandonare l’Aula del Consiglio regionale piuttosto che votare la soluzione tecnica più appropriata, risultata in grado, infatti, di superare sia il vaglio di legittimità del Consiglio dei ministri sia il vaglio di fattibilità del Tribunale di Aosta.»

«Chi mette in dubbio questi aspetti – concludono i gruppi di AV, UV, PNV-AC-FV e SA -, mette in dubbio la correttezza della pronuncia degli stessi organi terzi deputati al controllo e alla validazione della procedura adottata. Ma i fatti sono fatti e il tempo è stato e sarà galantuomo.»

Discariche di Aymavilles e Issogne

Con un’interrogazione, il capogruppo del M5S, Luigi Vesan, ha riportato l’attenzione sulle discariche di Aymavilles e Issogne, chiedendo quale struttura regionale si sia occupata di verificare la conformità degli impianti da autorizzare sulla base del Piano regionale di gestione dei rifiuti e chiedendo inoltre chi fossero i rappresentanti della Regione e dei Comuni che hanno preso parte alle riunioni che hanno espresso parere favorevole.

L’assessore all’ambiente, Albert Chatrian, ha risposto: «Le strutture regionali competenti in materia sono variate nel corso degli anni, dal 1995 ad oggi. In particolare, nel momento in cui i titolari delle discariche hanno presentato istanza per il riavvio dell’esercizio, nel 2010 per Pompiod e nel 2011 per Chalamy, era competente la Direzione ambiente dell’Assessorato all’ambiente e territorio

L’assessore Chatrian è poi passato a dettagliare la composizione della rappresentanza regionale e di quella comunale in occasione delle diverse riunioni per le diverse istanze di autorizzazione, specificando: «Per Issogne, dal 1995 in poi, la Conferenza dei servizi si è riunita sette volte, mentre per Pompiod otto volte, a partire dal 1998

Il capogruppo del M5S Luigi Vesan ha replicato: «La Conferenza dei servizi è tenuta ad esprimersi in merito alla rispondenza degli atti di approvazione dell’autorizzazione all’esercizio delle discariche alla pianificazione regionale della gestione dei rifiuti. Nella fattispecie, gli impianti di Issogne e Aymavilles erano finalizzati alla raccolta di materiali inerti provenienti essenzialmente da attività di demolizione o ricostruzione, così come previsto dalla pianificazione regionale per tutti i Comuni, ma poi ci si è allargati alla gestione di rifiuti speciali non pericolosi. E proprio questa estensione di un’autorizzazione esistente, ma solo per tipologie molto più limitate e meno inquinanti di rifiuti, è in palese contrasto con la pianificazione regionale, sia quella del 2003 che quella del 2015. Questa tipologia di discariche secondo un Piano approvato con legge regionale dal Consiglio, non è prevedibile né prevista sul nostro territorio, eppure nessun rappresentante regionale in nessuna delle quindici occasioni ha fatto rispettare una disposizione normativa. Si tratta a nostro parere di una grave inadempienza e certamente torneremo sulla questione

Interpellanze

Statuto dell’Univda

La revisione dello Statuto dell’Università della Valle d’Aosta è stata evocata con un’interpellanza illustrata dal gruppo Ambiente Diritti Uguaglianza VdA.

«Sono note – ha evidenziato la consigliere Daria Pulz – le criticità del funzionamento del Consiglio dell’Ateneo valdostano, regolamentato dal proprio Statuto: ci riferiamo, in particolare, alla figura del Presidente dell’Università che coincide con il Presidente della Regione, oltre che alle modalità di nomina del Rettore. Vogliamo quindi sapere gli intendimenti del Governo regionale in merito a una revisione che ritengo urgente, anche per permettere il rilancio dell’Università. Chiediamo, inoltre, notizie della nostra proposta di audizione della nuova governance (Rettrice e Direttrice) in quinta Commissione.»

L’assessore all’università, Chantal Certan, ha riferito: «Confermo che è attivo un gruppo di lavoro che sta operando per un piano strategico di rinnovo dell’offerta formativa. Per quanto attiene alle modifiche dello Statuto ribadisco che l’Università gode di una sua autonomia: le modifiche non sono in carico al Consiglio regionale, ma al Consiglio di Amministrazione dell’Università stessa. Rispetto alla tematica della coincidenza tra Presidente dell’Università e della Regione, come noto, non sono mai stata contraria ad affrontare la discussione, ma occorre considerare che questa può essere interpretata in modi diversi: alcuni la vedono come un’ingerenza, altri come coordinamento e raccordo tra mondo scolastico, Amministrazione regionale e mondo economico regionale. Per concludere, se la vostra richiesta è un’audizione in Commissione della governance dell’Università, non ho niente in contrario: questa richiesta deve però essere indirizzata alla Commissione stessa

La consigliere Daria Pulz (ADU-VdA) ha replicato: «Dopo quasi vent’anni dall’inaugurazione, l’Università non può nascondere le proprie problematiche. Riteniamo che l’attuale composizione del Consiglio di Amministrazione finisca per schiacciare l’Ateneo sui rappresentanti politici delle istituzioni locali, mentre dovrebbe secondo noi esserci una figura amministrativa di raccordo specializzata e capace di dare continuità. In questo modo si potrebbe trovare una nuova energia e una nuova propositività: per la nostra regione è urgentissima un’apertura culturale che può avere nell’Università un motore essenziale.»

Cinque sono quelle proposte dalla Lega VdA: appalto di fornitura pasti presso il reparto maternità dell’ospedale Beauregard.

Sigrian

Con un’interpellanza, il gruppo Lega Vallée d’Aoste ha voluto affrontare la gestione del Sistema informativo nazionale per la gestione delle risorse idriche in agricoltura. 

Il consigliere Roberto Luboz ha evidenziato come «la Regione sia riferimento del Ministero delle politiche agricole per la gestione del Sistema informativo nazionale per la gestione idriche in agricoltura (SIGRIAN), supportando i Consorzi di miglioramento fondiario (CMF) per inserire i propri dati nella piattaforma. Ci chiediamo quanti e quali CMF siano coinvolti e abbiano trasmesso i dati agli uffici, secondo quali elaborazioni. Qual è la variazione potenziale delle quantità irrigue in base alle nuove regole? Non sarebbe meglio illustrare più adeguatamente queste imposizioni a chi gestisce gli impianti di irrigazione?».

L’assessore all’agricoltura, Laurent Viérin, ha risposto: «I Consorzi di miglioramento fondiario sono 176, di questi 159 sono tenuti all’implementazione della piattaforma, che è una disposizione nazionale. Altri 6 consorzi, anche se nati dopo il 2005, hanno manifestato la volontà di iscriversi. I Consorzi iscritti alla Fédération des Coopératives possono delegare la stessa per inserire i dati: sono 23 quelli che hanno presentato i dati per rinnovare la domanda. A oggi le autorizzazioni giunte sono poche, tanto che non è possibile avere dati sulle variazioni. L’obiettivo è quello di evitare che la quantità di acqua cali rispetto alle concessioni originali: in questa direzione rientra anche il lavoro al Piano di tutela delle acque, con lo scopo di razionalizzare gli utilizzi. Dal 2005 a oggi c’è stata una lunga serie di incontri con i rappresentanti dei Consorzi: nel 2017 è stato poi creato un tavolo di lavoro che li coinvolge tutti»

«Nella riorganizzazione dell’Assessorato – ha continuato l’Assessore -, ci sarà una nuova struttura dirigenziale che si occuperà di acqua e Consorzi, in modo da rafforzare la gestione del settore. Nella costruzione del Piano, quindi, si lavorerà per evitare che ci sia una rottura tra territorio e Consorzi, che devono rimanere punto di riferimento per la tutela del territorio. L’ultima sfida è quella di lavorare per garantire che i quantitativi assegnati siano il più possibile al rialzo rispetto al passato, trovando il giusto equilibrio tra l’uso rurale e quello delle abitazioni, anche tenendo conto dell’evoluzione dell’antropizzazione delle diverse aree.» 

Il consigliere Roberto Luboz ha replicato: «Rimane la perplessità sull’interpretazione delle normative europee quando queste si applicano a piccole realtà come le nostre, specie su temi come l’acqua. La gestione oculata dell’acqua, infatti, è una garanzia di tutela del territorio. Qui non si fa neppure distinzione tra vallate piovose e località più secche: lo stesso sistema viene però applicato a tutti. Bisogna valutare attentamente l’argomento, e l’informazione non deve mai mancare

Criticità sanitarie

I dati raccolti dall’Istituto di Statistica sulla classifica della salute nelle regioni italiane sono stati lo spunto per l’interpellanza presentata dal gruppo Lega Vallée d’Aoste. 

La consigliere Nicoletta Spelgatti ha sottolineato: «Questi dati per la nostra regione parlano di “flop” della sanità, a causa delle importanti fragilità fra cui l’elevato tasso di mortalità per tumore negli adulti, un’elevata ospedalizzazione per malattie neurologiche negli anziani quali Alzheimer e Parkinson, l’alto tasso di mortalità per disturbi psichici e malattie del sistema nervoso. Deteniamo anche il primato dell’incidenza nel ricorso alle cure ospedaliere al di fuori dei confini regionali. Quali linee strategiche pensa di adottare l’Assessore per risolvere le gravissime criticità emerse dallo studio Istat?»

L’assessore alla sanità, Mauro Baccega, ha risposto: «Questi dati non ci fanno certo piacere, ma va detto che si riferiscono al decennio 2005-2015. Stiamo lavorando con impegno per migliorare queste cifre, che peraltro non rispecchiano perfettamente la realtà, perché non tutti i flussi relativi alla nostra regione sono comunicati a Roma. Per ovviare a questa situazione, occorre mettere in rete tutto il settore socio sanitario: su questo mi sono imposto e posso già affermare che i dati che saranno pubblicati nel 2021 saranno migliori rispetto a quelli di cui parliamo oggi

«In effetti, si è già registrata una tendenza più favorevole, facendoci capire di aver intrapreso la strada giusta – ha proseguito l’Assessore Baccega -.  Ad esempio, la pubblicazione “I numeri del cancro in Italia 2019” assegna alla Valle d’Aosta, rispetto alle altre regioni, la sopravvivenza più elevata a 5 anni dalla diagnosi di un tumore, la minore incidenza di nuovi casi per anno di tumori del colon retto, la più alta adesione delle donne allo screening della cervice uterina, arrivando al 77%.»

L’Assessore alla sanità ha concluso confermando «la massima attenzione al miglioramento dei dati raccolti dall’Istat e poco lusinghieri per la Valle d’Aosta.» La consigliere Nicoletta Spelgatti ha replicato: «Ogni valdostano, dalla nascita alla morte, necessita di una buona sanità, che rappresenta quindi il perno di questa regione: se, da come emerge da questa statistica incontrovertibile, non funziona, la situazione è davvero critica. Fosse vero che il problema consiste solo nella mancata trasmissione dei flussi. Bisogna partire dai dati, bisogna verificare cosa funziona e cosa no. Solo dopo questa fase si deve intervenire fattivamente, avvalendosi di persone davvero competenti. La politica deve uscire dalla sanità

Osservatorio sui danni del lupo

L’assessore all’Ambiente, Risorse naturali e Corpo forestale Albert Chatrian ha risposto a un’interpellanza della Lega VdA sull’attività dell’osservatorio permanente per la determinazione dei danni arrecati dai lupi agli allevamenti.

L’aumento di lupi sul territorio regionale – ha evidenziato l’assessore – ha determinato un incremento negli anni degli attacchi al patrimonio zootecnico e ha fatto crescere l’attenzione dell’opinione pubblica e la preoccupazione degli allevatori per il ritorno del predatore. Al fine di  ottenere informazioni precise sulla distribuzione del predatore e assicurare la sua coesistenza con la restante fauna selvatica e con le attività antropiche, nel 2017, sono state adottate precise modalità riguardo all’effettuazione del monitoraggio della specie ed è stato anche costituito un tavolo tecnico per il coordinamento delle operazioni di monitoraggio e la raccolta dei dati sul territorio. Il monitoraggio è svolto da personale del Corpo forestale della Valle d’Aosta appositamente formato e nei Parchi è svolto dai guardia parco. 

Chatrian ha ricordato che le attività di monitoraggio prevedono il controllo sistematico di transetti (percorsi definiti) per l’individuazione dei segni di presenza, in  inverno (2 volte al mese) e in estate (1 volta al mese), la tracciatura delle piste dei lupi sulla neve (snow-tracking), l’attività di monitoraggio tramite la tecnica dell’ululato indotto (wolf-howling),   l’utilizzo di trappole video-fotografiche, l’esame delle predazioni su selvatici e domestici, in collaborazione con i veterinari, la raccolta di campioni biologici e la loro analisi genetica.

Le indagini genetiche permettono di valutare i parametri demografici, vale a dire stima della consistenza, del tasso di crescita e di sopravvivenza della popolazione, identificazione della presenza e degli spostamenti sul territorio, identificazione dei nuovi nati e ricostruzione delle relazioni di parentela) e di ottenere informazioni sulla struttura genetica della popolazione, quali, ad esempio la variabilità genetica o l’identificazione di eventuali individui ibridi. Attraverso le analisi genetiche è possibile, inoltre, ricostruire gli eventuali spostamenti di lupi erratici provenienti da altri territori, in particolare dalle regioni confinanti.

Per l’effettuazione delle analisi genetiche – ha precisato l’assessore – ci si avvale dello stesso laboratorio di riferimento per il Piemonte e per il Parco Nazionale Gran Paradiso, un laboratorio americano (il “National Genomics Center for Wildlife and Fish Conservation  di Missoula, in Montana) con cui è iniziata una collaborazione, inizialmente a spese della Regione Piemonte, per l’esame di diversi campioni raccolti in Valle d’Aosta al fine di determinare le possibili interazioni tra le popolazioni di lupo delle due regioni. I costi per le analisi presso il laboratorio estero ammontano a circa 8 mila euro all’anno.

Contemporaneamente, sono state avviate analisi genetiche presso il laboratorio del Museo di Scienze naturali di La Salle, attraverso cui è possibile stabilire in tempi più rapidi, mediante le analisi genetiche sui campioni raccolti, se l’autore di una predazione su domestici è un lupo o un cane.

Chatrian ha spiegato che il tavolo tecnico lupo è costituito dai rappresentanti del Dipartimento risorse naturali e Corpo forestale della Valle d’Aosta, della Struttura Flora e fauna, della Struttura Biodiversità e aree protette, del Dipartimento Agricoltura, della Struttura Igiene e sanità pubblica e veterinaria, della Struttura Igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche, della Struttura Sanità animale, dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte e Valle d’Aosta – CERMAS, del Parco Nazionale Gran Paradiso, del Parco Naturale del Mont Avic. Al tavolo sono inoltre chiamati a partecipare i rappresentanti delle associazioni di categoria interessate all’argomento (allevatori, cacciatori, ambientalisti).

Il tavolo tecnico – ha concluso – si è riunito tre volte  per esaminare i dati di consistenza e distribuzione della specie e gli episodi di predazione sul patrimonio zootecnico, al fine di indicare le migliori strategie da porre in essere per la gestione della specie. Il tavolo dunque svolge pienamente la funzione di osservatorio sui danni arrecati agli allevamenti. Peraltro, il Progetto LIFE WOLFALPS, cui la Regione ha aderito, ha come obiettivo proprio il rafforzamento ed il miglioramento delle azioni di monitoraggio della specie, in un’ottica di coordinamento a livello alpino delle attività, per la cui realizzazione è previsto un congruo finanziamento europeo di circa 300 mila euro.

Sala operatoria

Con un’interpellanza, il gruppo Lega Vallée d’Aoste ha portato la discussione sulla nuova sala operatoria ibrida dell’Ospedale regionale. 

«La sala inaugurata a maggio – ha dichiarato il consigliere Paolo Sammaritani – è costata 2,5 milioni di euro: al momento dell’inaugurazione è stata presentata come un grande miglioramento della struttura, anche per la possibilità di ospitare interventi multidisciplinari con il coinvolgimento di specialisti di diverse discipline. Chiediamo di sapere quante e quali siano le tipologie degli interventi eseguiti, insieme ai costi complessivi di queste operazioni. Desideriamo anche sapere quanti siano i pazienti residenti in Valle d’Aosta sul totale dei soggetti coinvolti, anche rispetto a quelli delle sale operatorie tradizionali. Infine, sono emerse criticità a seguito dell’attivazione della nuova sala e come si pensa di risolverle?»

L’assessore alla sanità, Mauro Baccega, ha premesso che «la sala ibrida essendo entrata in funzione il 20 maggio scorso, il primo periodo di attività si connota quale “sperimentale”» e ha quindi riferito i dati forniti dall’Azienda USL: «Il numero totale di interventi è stato pari a 261, di cui 121 in chirurgia vascolare (91 residenti e 30 non residenti in Valle), 118 in cardiologia (98 residenti e 20 non residenti) e 22 in radiologia (19 residenti e 3 non residenti), ai quali si devono aggiungere 123 coronarografie. Gli spazi dedicati a livello settimanale in sala ibrida sono stati: 2 giorni per la cardiologia, 2 giorni per la chirurgia vascolare, 1 giorno per la radiologia interventistica. Considerato questo periodo di rodaggio, che ha peraltro riguardato anche il periodo estivo, che ha comportato una flessione dell’attività chirurgica nel mese di agosto, si ritiene pienamente raggiungibile l’obiettivo di 900 interventi annui. Il costo medio per intervento, che si riferisce al momento al materiale di consumo escludendo il costo del personale – ancora in fase di monitoraggio – ammonta a 2.566 euro per la cardiologia, 300 euro per le coronarografie, 2.399 per la chirurgia vascolare, 270 per la radiologia. Fatte salve le normali criticità derivanti dalle fasi di start up, attualmente la sala funziona in modo adeguato rispetto agli standard previsti.»

Concludendo, l’assessore ha osservato che «c’è molto interesse attorno a questa sala ibrida e stiamo ricevendo numerose richieste da parte di chirurghi fuori Valle. Una sala quindi che, grazie alla sua attrattività, può generare una mobilità sanitaria attiva per la nostra regione.»

Il consigliere Paolo Sammaritani ha replicato: «Comprendo che si tratti di un presidio operatorio inaugurato pochi mesi fa e quindi in pochi mesi non si possano dare dei giudizi, tuttavia visto che l’investimento economico è stato rilevante, bisogna capire se la scelta sia stata oculata e opportuna. L’auspicio è che questa sala ibrida possa rendere attrattivo il nostro ospedale e che favorisca la mobilità sanitaria attiva. Invito l’Assessore a monitorare attentamente questo presidio affinché non diventi motivo di ulteriori criticità per la sanità valdostana, ma sia fonte di sviluppo. Ne abbiamo davvero bisogno. Dal canto nostro continueremo a chiedere conto della situazione.»

Invald

Con un’interpellanza, il gruppo Mouv’ ha chiesto approfondimenti in merito alla nuova società denominata INVALD srl.

Il capogruppo Stefano Ferrero ha rappresentato «forti perplessità sulla costituzione da parte della partecipata Finaosta di questa società di scopo che deriverebbe dalla fusione della Coup srl e della NUV srl, che si sono rispettivamente occupate dei lavori dell’ampliamento dell’ospedale e della nuova Università. Trattandosi a nostro avviso di un’iniziativa arbitraria, pericolosa e immotivata, dato che unisce due società partecipate che avevano ciascuna manifestato gravi problemi di gestione, vogliamo conoscere l’atto di conferimento a Finaosta del mandato per procedere alla fusione; se l’Amministrazione, in qualità di socio, abbia posto vincoli di competenza e professionalità nelle nomine dei componenti degli organi sociali o se piuttosto non intenda prendere in considerazione l’internalizzazione della gestione e del completamento dei lavori.»

L’assessore alle finanze, Renzo Testolin, ha risposto: «Il processo di fusione tra le due società è stato avviato dalla delibera 234 del 19 dicembre 2018 di questo Consiglio regionale, che agisce nell’ottica della razionalizzazione della gestione delle società partecipate, anche rispondendo alle indicazioni della Corte dei conti. In seguito alla fusione, per la scelta degli amministratori non ci sono requisiti diversi rispetto a quanto previsto dal codice civile, come già è avvenuto per le due società. Quando all’idea di internalizzare il percorso, la valutazione degli Assessorati è che non sia opportuno subentrare in un percorso di questo genere, perché le difficoltà che ne deriverebbero sarebbero probabilmente più alte dei possibili effetti postivi

Il capogruppo Stefano Ferrero, nella replica, ha affermato: «Ci auguriamo che non ci siano sempre gli stessi personaggi a capo di una società come queste. Non vorrei che le forze politiche che una volta erano ostili a queste nomine, e che adesso sono in maggioranza, cambino idea e sostengano nomine come quella di Bruno Milanesio. Ci troviamo di fronte a danni gravissimi, di cui ancora nessuno ha chiesto conto. La questione è sempre all’ordine del giorno: manca un sistema di regolazione in maniera onesta le partecipate regionali, che continuano a evidenziare di essere inidonee agli scopi cui dovrebbero essere preposte.» 

Lavoratori esposti all’amianto

In un’interpellanza, il gruppo Movimento 5 Stelle ha voluto portare l’attenzione sull’applicazione del protocollo di sorveglianza sanitaria per i lavoratori ex esposti ad amianto.

Il consigliere Luciano Mossa ha spiegato: «Il protocollo nazionale recepito dalla Regione nel 2018 impegna l’Amministrazione regionale ha dato mandato all’Azienda USL di convenzionarsi con l’INAIL per sorvegliare da un punto di vista sanitario i lavoratori che sono stati esposti a questa sostanza. I dati raccolti devono essere comunicati entro il 31 maggio di ogni anno. Chiediamo quindi se il protocollo sia applicato: vogliamo sapere il numero di pazienti riconosciuti come “lavoratori ex esposti all’amianto” e se questi siano stati adeguatamente informati della possibilità di richiedere l’assistenza prevista dalla legge in esenzione di spesa

L’assessore alla sanità Mauro Baccega, nella risposta, dettagliando la procedura prevista dal protocollo, ha dichiarato: «In base agli elenchi consegnati dall’INAIL, al 31 dicembre 2018 risultano 2.147 lavoratori ex esposti; a 1.372 è stato riconosciuto il beneficio previdenziale, ad altri 775 non è stato riconosciuto. Non sono sinora giunte richieste di adesione all’assistenza e l’Assessorato non ha ritenuto opportuno procedere direttamente a campagne informative, tenuto conto della necessità di mettere a punto la gestione questo genere di sorveglianza, appena decollata. Al proposito, preciso che la sorveglianza sanitaria degli ex esposti all’amianto non può essere utilizzata quale prevenzione secondarie di neoplasie. Viste la gravità e la particolarità della patologia, oltre alla delicatezza richiesta in fase di diagnosi, è certamente necessaria un’informazione adeguata e puntuale su richiesta dell’utente

L’assessore Baccega si è infine assunto l’impegno «di diramare, possibilmente già la prossima settimana, una circolare ad hoc che possa coinvolgere medici, strutture ed enti coinvolti, INAIL compreso

Replicando, il consigliere Luciano Mossa ha detto: «Un cittadino informato è un cittadino libero, siamo i primi a sostenere l’importanza dell’informazione autonoma, ma non tutti possono accedere a certi dati. Non essendo giunte richieste, c’è da ritenere che non sia stata fatta adeguata informazione. L’auspicio è che la circolare annunciata dall’Assessore porti risultati positivi. Noi continueremo a seguire la questione

Medici specialisti

In un’interpellanza, il gruppo Movimento 5 Stelle è tornato ad affrontare il tema dell’attrattività della Valle d’Aosta per i medici specialisti.

La consigliere Maria Luisa Russo ha ricordato che «il Sistema sanitario regionale conta un’importante carenza di medici specialisti, con conseguenze negative su diagnosi e cure. La poca attrattività dipende anche da retribuzioni più basse e da possibilità limitate di carriera, non solo rispetto a regioni vicine ma anche rispetto a Francia e Svizzera. Ci chiediamo quindi quali misure si voglia mettere in atto per affrontare questo problema, anche per sostenere i medici che sono già in servizio, e da quando.»

L’assessore alla sanità Mauro Baccega, nella risposta, ha dichiarato: «Rendere maggiormente attrattivo il Sistema sanitario regionale è uno dei più importanti obiettivi dell’Assessorato, per il quale ormai da mesi si stanno concentrando le forze sia a livello politico, sia a livello tecnico. Sul primo fronte, la Giunta regionale ha approvato nella seduta del 25 ottobre scorso il disegno di legge che contiene disposizioni urgenti per l’attrattività del SSR e la formazione del personale sanitario, il cui intento è di porre in essere delle misure eccezionali per agevolare il superamento della prova di accertamento della lingua nei concorsi banditi dall’Azienda USL a tempo determinato e per incentivare la partecipazione ai concorsi a tempo indeterminato o, allo stesso modo, la mobilità verso il SSR. Sul fronte tecnico, con riferimento al personale già in servizio presso l’Azienda sanitaria, l’Assessorato sta lavorando su diverse misure che troveranno concretezza nella legge di stabilità regionale: il consolidamento delle Risorse aggiuntive regionali, per un importo complessivo di 1 milione 520 mila euro, per finanziare il Fondo per la retribuzione di risultato e per la qualità della prestazione individuale di cui ai contratti collettivi nazionali, prevedendo la distribuzione delle risorse a tutta la dirigenza (medica, veterinaria, sanitaria nonché professionale tecnica e amministrativa) senza correlarle al perseguimento di obiettivi specifici; la rivalutazione delle risorse da destinare alla Libera professione aziendale (LPA), pur nei limiti di un utilizzo in via eccezionale e temporaneo per far fronte a problematiche non immediatamente risolvibili, al fine di contrastare ulteriormente le carenza di medici e dare piena attuazione al Piano delle liste di attesa; la previsione di risorse aggiuntive per circa un milione di euro destinate ad una puntuale pesatura delle strutture e a incentivare il riconoscimento di nuove alte specializzazioni. Ricordo poi il rinnovo contrattuale della dirigenza che dovrebbe diventare efficace entro pochi mesi e dal quale risulta un aumento medio pro capite mensile di 200 euro lordo busta; raddoppierà altresì l’indennità di guardia notturna da 50 a 100 euro per notte così come saranno previsti 120 euro per chi lavora in pronto soccorso.»

L’assessore, in conclusione, ha annunciato che «a breve, è in previsione la rivisitazione dell’Atto aziendale. Si tratta di un momento importante e un’occasione per rivedere complessivamente l’organigramma aziendale al fine di rispondere in modo sempre più efficace ed efficiente ai bisogni di assistenza. Migliorare l’attrattività non è solo una questione di denaro, bisogna anche dare prospettive di carriera, occorre poter disporre di strutture efficienti e strumentazioni di livello. Dare, insomma, un futuro.» 

La consigliere Maria Luisa Russo ha replicato: «La questione dello stipendio è una componente importante nel lavoro dei medici e la professionalità è garantita quando c’è un salario adeguato: se non siamo in grado di assicurarlo non possiamo essere attrattivi per i medici che arrivano dal resto d’Italia. È altresì importante la questione della valutazione del benessere dei medici: come percepiscono la situazione nei reparti, come si rapportano con la dirigenza amministrativa e con i vertici dell’USL.»

Mozioni

Piste ciclabili

La realizzazione di un sistema diffuso di percorsi ciclabili sul territorio regionale è stato affrontato con la mozione approvata, presentata congiuntamente dai gruppi Lega VdA, Misto e Mouv’. Il testo, così come emendato in Aula di concerto tra i gruppi consiliari, impegna la terza Commissione a proseguire il lavoro già avviato sugli approfondimenti giuridici e amministrativi relativi alle questioni della responsabilità civile, nonché a valutare di addivenire alla mappatura dei possibili percorsi su tutto il territorio valdostano, apponendo la dovuta segnaletica e specificando il grado di difficoltà e di realizzare un’apposita applicazione scaricabile sugli smartphone.

Il consigliere Nicoletta Spelgatti (Lega VdA) ha evidenziato: «Le forme di turismo legate all’uso della bicicletta, soprattutto a seguito dell’esplosione del fenomeno dell’utilizzo delle bici con pedalata assistita, sono sempre più in espansione, ma la Valle d’Aosta nulla ha ancora fatto per rendersi attrattiva, nonostante le sue ricche potenzialità: non risultano censiti e mappati da parte dell’Amministrazione regionale percorsi destinati all’uso delle biciclette, non è stata sviluppata una rete diffusa di piste ciclabili, che potrebbe sfruttare strade poderali e strade asfaltate secondarie

Il presidente della terza Commissione, Alessandro Nogara, ha evocato il lavoro già svolto sull’argomento, assumendosi l’impegno «a proseguire negli approfondimenti sulle varie problematiche legate in particolare alle responsabilità per eventuali incidenti occorsi sulle strade poderali, al fine di giungere al più presto ad una soluzione, contemplando, nel frattempo, la realizzazione di percorsi ciclabili su altre strade secondarie

L’Assessore al turismo, Laurent Viérin, ha riferito: «Premettendo l’esigenza di studiare la questione delle responsabilità al momento in capo ai Presidenti dei consorzi fondiari per quanto riguarda il passaggio sulle strade poderali, va senza dubbio valorizzato il potenziale della nostra regione. Confermo la nostra attenzione alla questione e al momento stiamo effettuando diverse riunioni con i vari attori coinvolti, tra i quali va certamente cementato un raccordo

Atti di violenza contro esponenti di AduVdA

La mozione, depositata dal gruppo ADU-VdA, è stata approvata così come emendata in Aula su proposta del presidente della Regione e sottoscritta dalla Presidente del Consiglio, Emily Rini, dalla consigliere Daria Pulz (ADU-VdA), dal Capogruppo della Lega VdA Andrea Manfrin, dal Capogruppo del M5S Luigi Vesan, dal Capogruppo dell’UV Luca Bianchi e dalla Capogruppo di AV Patrizia Morelli. Tramite questo testo il Consiglio esprime forte condanna verso tutti gli atti di violenza, in tutti i settori della vita sociale, esprimendo solidarietà a tutte le vittime di tali atti, nel rispetto della persona. Il testo prende atto che «nelle scorse settimane, è stato riferito che sono stati perpetrati diversi atti di violenza e di intimidazione» e considera che il Consiglio regionale «ha più volte condannato con diverse iniziative la violenza sotto ogni forma e che bisogna rinnovare la condanna di tali atti da qualsiasi parte provengano e in qualsiasi direzione siano essi diretti.» La mozione precisa anche che il Consiglio regionale «come disciplinato dall’articolo 3 della Costituzione, condanna ogni forma di violenza legata a sesso, razza, lingua, religione, politica e condizioni personali e sociali

La consigliere di ADU-VdA Daria Pulz, nell’illustrare l’iniziativa, ha fatto specifico riferimento «a un’aggressione e a un pestaggio nei confronti di giovani e adulti appartenenti a movimenti antifascisti; i responsabili sarebbero alcuni provocatori vicini a ambienti di estrema destra. Riteniamo che il Consiglio debba condannare fermamente certi episodi e ogni atto di violenza a sfondo politico e non: sarebbe opportuno creare anche all’interno di questa Assemblea una Commissione per il contrasto di fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e di istigazione all’odio e alla violenza. Stanno venendo infatti meno il rispetto della persona nell’avversario e il libero confronto dialettico e democratico, è un discorso generale questo che va anche oltre la politica.» 

Il presidente della Regione, Antonio Fosson, ha evidenziato: «Qualsiasi episodio di violenza o sopraffazione, di qualsiasi matrice ideologica sia impregnato, va condannato con forza a difesa dei valori di pace, libertà e democrazia che la Costituzione ha posto come fondamento della Repubblica italiana e sui quali si è costruita in questi 70 anni la società civile. Preciso inoltre che della questione specifica cui ha fatto riferimento la Consigliera Pulz, al momento all’analisi delle Forze dell’ordine intervenute, non siamo a conoscenza; anche tenuto conto di questo aspetto, ritengo che la mozione debba avere un carattere più generale di condanna alla violenza e vada condivisa da tutto il Consiglio

Sperimentazione del 5G

Parere contrario all’iniziativa del gruppo ADU-VdA che chiedeva di sospendere la sperimentazione del 5G sul territorio regionale: la mozione è stata respinta con 2 voti favorevoli (Consigliere Pulz e Nasso), 1 contrario (Consigliere Mossa) e 30 astenuti.

«In applicazione del principio di precauzione sancito dall’Unione europea – ha specificato la consigliere Daria Pulz nell’illustrazione -, noi riteniamo importante sospendere qualsiasi sperimentazione del 5G, in attesa della produzione di evidenze scientifiche aggiornate sulla sicurezza di questa nuova tecnologia, di dati scientifici indipendenti da legami con l’industria e diffusi da enti che siano estranei a conflitti di interesse, nonché della nuova classificazione della cancerogenesi annunciata dallo IARC. Lo scopo è di proteggere dai possibili pericoli dell’elettrosmog da 5G la salute della popolazione valdostana e di tutti coloro che fruiscono delle nostre bellezze paesaggistiche e storico-artistiche

«Nelle comunicazioni inviate – ha spiegato l’assessore Albert Chatrian -, l’Autorità garante delle comunicazioni ha detto che la realizzazione delle coperture sarà a totale carico degli operatori, nel pieno rispetto delle norme. Non si tratta quindi di sperimentazione, ma di offerta di servizi commerciali: non ci sono perciò sperimentazioni da sospendere. Sulla tutela della salute, dobbiamo evitare allarmismi: occorre guardare ai punti di riferimento internazionali, attenendoci a quello che è lo stato della ricerca. Le istituzioni europee hanno sottoscritto una raccomandazione che è stata recepita dalla normativa italiana, nel segno della prudenza: si cerca quindi di limitare l’esposizione nel caso in cui non ci siano evidenze scientifiche. Il rischio viene quindi tenuto in conto, anche perché la tecnologia 5G non comporta un diverso impatto sulla salute rispetto ad altri tipi di tecnologie di trasmissione: l’introduzione di questa nuova tecnologia non porterà a una crescita indiscriminata dei livelli di campo elettromagnetici, perché verranno rispettati i limiti di legge. Rispettiamo la posizione assunta dalle singole amministrazioni locali che hanno scelto di non intraprendere questo percorso, ma approvando questa mozione fermeremmo per sempre questa tecnologia e andremmo a bloccare una preziosa opportunità per ridurre il digital divide: una tecnologia come questa può essere preziosa per offrire un servizio importantissimo a chi sceglie di continuare a vivere in montagna».

Cinque le mozioni rinviate del Movimento 5 Stelle: creazione o promozione di applicazioni già esistenti che mettano in contatto commercianti e ristoratori con i consumatori ai fini della riduzione degli sprechi alimentari.

Liste d’attesa in sanità

Il Piano regionale di governo delle liste d’attesa (PRLGA) 2019/2021 è stato al centro di una mozione del gruppo M5S e approvata all’unanimità con un emendamento proposto dall’assessore Baccega. L’iniziativa chiede all’Assessore alla sanità di riferire in Commissione consiliare, entro fine gennaio 2020, i principali obiettivi del PRGLA, le azioni previste, i tempi di attuazione, gli attori coinvolti, gli strumenti di monitoraggio e gli indicatori di risultato; invita inoltre il Direttore generale dell’USL Valle d’Aosta, Angelo Pescarmona, e il Direttore sanitario, Pier Eugenio Nebiolo, a illustrare il Piano attuativo aziendale. 

«La gestione e l’attuazione del Piano delle liste d’attesa – ha spiegato la consigliere Maria Luisa Russo – implica la riorganizzazione sul territorio regionale degli attuali punti di erogazione delle prestazioni ambulatoriali oltre che l’attuazione di modelli che estendano la capacità erogativa del nostro sistema sanitario regionale, al fine di garantire l’incremento dell’efficienza. Occorre un confronto per comprendere bene le linee strategiche del Piano: a fronte delle risorse statali di 4,9 milioni di euro che saranno disponibili, dobbiamo agire in modo che i fondi pubblici siano destinati all’utilizzo del sistema sanitario pubblico. Il ricorso ai professionisti che esercitano attività privata, per quanto siano presenti sul territorio regionale specialisti di altissimo livello, non deve essere la risposta sistematica, ma una soluzione tampone temporanea».  

L’assessore Mauro Baccega ha dichiarato: «Il percorso avviato con l’approvazione del PRGLA stabilisce i tempi e le modalità per arrivare alla riduzione dei tempi di attesa. Il lungo confronto tra Azienda USL e Assessorato ha portato a linee di indirizzo e obiettivi di governo, con la strutturazione di una cabina di regia e con il coinvolgimento anche dell’Osservatorio regionale sulle liste di attesa, cui sono state assegnate funzioni di controllo e valutazione. Il 30 ottobre scorso abbiamo inviato al Ministero della salute il progetto volto a ottenere i fondi nazionali destinati ai sistemi di prenotazione: alla Valle d’Aosta sono destinati 4.895.000 euro, a seguito di una valutazione che avverrà entro fine novembre. L’obiettivo è quello di implementare e ammodernare il sistema CUP, inserendo tutte le agende pubbliche e private, migliorando l’integrazione e coinvolgendo anche le farmacie, con le quali è già stato trovato un accordo di massima. Propongo quindi di posticipare le audizioni in Commissione a gennaio, in modo da poter presentare un quadro completo. Crediamo di aver intrapreso una strada virtuosa, che ci permetterà di dare risposte significative in una logica di appropriatezza e di trasparenza.»

Consumo consapevole di carne

L’Assemblea ha approvato all’unanimità una mozione volta ad avviare una campagna di sensibilizzazione per la promozione del consumo di prodotti agricoli e zootecnici locali.

Il testo, inizialmente proposto dal Movimento 5 Stelle, è il risultato di una sintesi di emendamenti degli stessi proponenti, dell’assessore Mauro Baccega e dei consiglieri Elso Gerandin (Mouv’) e Chiara Minelli (RC-AC) e intende far avviare, nei tempi necessari, una campagna di sensibilizzazione che coinvolga la popolazione di tutte le età, per la promozione del consumo consapevole di carne, dell’impatto ambientale derivante dalla crescita degli allevamenti intensivi, peraltro non presenti in Valle d’Aosta, e dei benefici ambientali ottenibili, oltre a quelli salutari, prediligendo per la propria alimentazione una dieta bilanciata incentrata sul consumo di prodotti agricoli e zootecnici locali promuovendo il consumo di carne proveniente da allevamenti valdostani che rappresentano un comparto produttivo fondato su aziende ecocompatibili, con corretto carico animale e una gestione tradizionale particolarmente attenta alle condizioni di benessere animale; il tutto in piena coerenza con il progetto Io mangio valdostano, escludendo prodotti di natura e provenienza incerta.

«I processi coinvolti nell’allevamento intensivo di animali generano una produzione di gas serra equivalente al 18% delle emissioni globali prodotte dalle attività umane – ha detto il consigliere del M5S Luciano Mossa nell’illustrazione -. Siamo ben consci della differenza che intercorre tra gli allevamenti intensivi e quelli condotti dai nostri allevatori, che favoriscono il benessere animale, sposano la sostenibilità ambientale, senza dimenticare l’attività eroica di coloro che, lavorando in montagna, garantiscono la conservazione dei pascoli, andando anche a contrastare frane e smottamenti. Noi crediamo sia importante promuovere un’alimentazione sana e equilibrata, incentrata sul chilometro zero e sul consumo consapevole di carni derivanti da allevamenti intensivi e dei danni che queste possono causare all’ambiente e di come influiscano negativamente sui cambiamenti climatici durante il loro processo di produzione

L’assessore alla sanità, Mauro Baccega, nel proporre un ulteriore emendamento volto «a specificare che nella nostra regione non esistono allevamenti di tipo intensivo, dando così certezza che in Valle d’Aosta non si produce carne di tal genere» ha evidenziato: «Per la nostra regione, l’allevamento rappresenta un fattore di salvaguardia del territorio e si tratta di un settore condotto da aziende eco compatibili, con una gestione tradizionale, attenta al benessere animale. Anticipo a breve la presentazione di una campagna di promozione di sani stili di vita. È importante che il Consiglio trovi una voce univoca volta alla sensibilizzazione dei cittadini sul consumo nella dieta quotidiana dei prodotti della nostra terra

L’assessore all’agricoltura, Laurent Viérin, ha sottolineato «l’importanza di sviluppare le filiere dei nostri prodotti» ricordando «gli sforzi fatti per sviluppare il prodotto locale, a chilometro zero: in particolare, il progetto per la valorizzazione della carne valdostana, delle sue qualità nutrizionali e per la salvaguardia della razza, oltre che l’iniziativa improntata alla tutela del latte

L’assessore all’istruzione, Chantal Certan, ha sottolineato «l’aspetto educativo per i nostri ragazzi del momento della refezione, attraverso la somministrazione di prodotti locali a chilometro zero e il label di qualità, ma anche per l’importanza di sperimentare e di confrontarsi con una varietà di alimenti e di gusti diversi, indispensabili per un sano e giusto sviluppo. La mozione rappresenta uno stimolo per lavorare su questa tematica, anche con il Celva.»

Servizio integrato rifiuti

È stata respinta, con 19 astensioni (UV, AV, SA, PNV-AC-FV, RC-AC) e 14 voti a favore (Lega VdA, M5S, Mouv’, GM, ADU-VdA), la mozione a firma del Movimento 5 Stelle, volta a far conoscere ai Consiglieri regionali i dettagli del contratto per la gestione del Servizio integrato di smaltimento e recupero dei rifiuti solidi urbani e assimilati prodotti sull’intero territorio Valle d’Aosta. L’iniziativa intendeva anche impegnare il presidente della Regione e l’assessore all’ambiente da un lato ad illustrarne i contenuti in terza Commissione, dall’altro a darne la massima diffusione pubblica.

«Questo contratto, che abbiamo potuto leggere soltanto a seguito di richieste di accesso agli atti, impegna per i prossimi 17 anni la totalità dei cittadini valdostani e delle imprese operative sul territorio regionale – ha spiegato il Capogruppo del M5S Luigi Vesan -; non sono previsti costi a carico della Regione, ma solo a carico degli intestatari valdostani della tassa per i rifiuti. Riteniamo indispensabile che questo contratto sia reso pubblico e che sullo stesso sia attivato un tardivo ma comunque utile dibattito in Commissione

L’assessore all’ambiente, Albert Chatrian, ha chiesto il ritiro della mozione «perché il contratto è già stato pubblicato sul sito della società concessionaria e i contenuti sono già stati illustrati in Commissione. Resta ferma la disponibilità mia e dei dirigenti ad essere nuovamente auditi per ulteriori approfondimenti

Dematerializzazione

Superare progressivamente l’uso della carta stampata negli enti pubblici prediligendo il sistema informatico il più possibile: è questo l’impegno contenuto della mozione approvata all’unanimità, presentata dal M5S.

«Nonostante vi sia già una forte attenzione su questa tematica – ha sottolineato la consigliere Manuela Nasso illustrando il testo dell’iniziativa -, è necessario raggiungere obiettivi più ambiziosi. Infatti, l’uso smodato di carta stampata è inquinante, si pensi allo smaltimento dei toner delle stampanti: noi crediamo che una dematerializzazione dei documenti sia possibile adottando adeguati sistemi e procedure via Internet opportunamente protette

La presidente del Consiglio, Emily Rini, ha sottolineato: «A partire da questa Legislatura, la Presidenza del Consiglio ha proceduto in un’opera di totale dematerializzazione di tutti i documenti di tutti gli organismi dell’Assemblea. Ad oggi, tutta l’attività è reperibile in modalità telematica. È un segnale positivo che il Consiglio ha voluto lanciare

Il presidente della Regione, Antonio Fosson, ha condiviso i contenuti della mozione, evidenziando: «Lo spirito di questa iniziativa è ormai parte integrante del comportamento di tutti gli enti pubblici, ma bisogna lavorare su altri aspetti: dare a tutti la possibilità di accedere a servizi digitali e operare per cambiare i nostri comportamenti in quanto cittadini. Il rispetto delle problematiche ambientali di questa Giunta non è meramente formale, è una preoccupazione che ci appartiene. L’Amministrazione regionale si è da tempo dotata di un sistema dove vengono fatti circolare, sia all’interno che all’esterno, documenti digitali. Di conseguenza, si è operata nel tempo una progressiva razionalizzazione degli strumenti per la stampa; sul fronte dei servizi al cittadino sono molteplici i casi in cui sono ormai disponibili alternative web alla presentazione della modulistica cartacea. Dobbiamo continuare questo processo di dematerializzazione e in questo senso assicuro impegno

Lepre variabile e pernice bianca

La sospensione della caccia alla pernice bianca e alla lepre variabile è stata l’argomento della mozione presentata congiuntamente dai gruppi ADU-VdA e M5S e approvata, con 19 voti favorevoli, 3 contrari e 19 astensioni, espressi con votazione segreta. Il testo impegna il Governo regionale ad assumere gli opportuni provvedimenti affinché sia immediatamente sospesa la caccia a queste due specie, fino all’effettuazione di un adeguato studio scientifico finalizzato alla definizione del loro attuale stato quantitativo e qualitativo e comunque per un periodo di almeno cinque stagioni venatorie. La mozione impegna anche a relazionare, in sede di Conferenza dei Capigruppo, entro 90 giorni.

La consigliere di ADU-VdA, Daria Pulz, illustrando l’iniziativa ha ricordato: «Queste due specie, più di altre, stanno soffrendo le conseguenze del riscaldamento climatico e non possiamo certo dire la loro presenza crei conflitto con le attività umane. Da troppo tempo le associazioni ambientaliste chiedono adeguati approfondimenti scientifici e una moratoria per questi “relitti artici”

Il capogruppo del M5S, Luigi Vesan, ha precisato: «Il tetto di abbattimenti esiste in Valle d’Aosta: 15 capi di lepre variabile sull’intero territorio e 8 capi di pernice bianca. Tetti che, pur essendo molto limitati, non vengono raggiunti a causa dell’esiguità delle popolazioni. Stiamo parlando di animali non in via d’estinzione: il problema è legato al fatto che sono presenti in modo residuale sulle Alpi. Il nostro intento è di consentire a questi animali il tempo di ripopolare le nostre montagne e agli studiosi il tempo e il modo di approfondire il loro studio

L’assessore all’ambiente, Albert Chatrian, ha replicato: «I tetti di abbattimento sono stabiliti con l’avvallo di supporti di natura tecnica e scientifica. L’Amministrazione regionale sta lavorando all’aggiornamento del piano faunistico regionale, accordando attenzione a tutte le specie. Perché mettere il carro davanti ai buoi con questa mozione?»

L’assessore Chatrian, chiedendo il ritiro della mozione, ha sottolineato quindi l’opportunità di affrontare la questione in terza Commissione , il cui presidente, Alessandro Nogara, ha espresso massima disponibilità a trattare l’argomento effettuando audizioni e avviando approfondimenti.

Il vicepresidente della Regione, Renzo Testolin, ha espresso rammarico «perché non si è colta l’occasione di un confronto in Commissione, nell’intento di trovare una sintesi delle diverse sensibilità. Un confronto che dovrebbe sempre essere auspicabile, non soltanto evocato a seconda delle opportunità

Lotta agli sprechi alimentari

La lotta agli sprechi alimentari è stata affrontata dalla mozione del Movimento 5 Stelle, approvata dal Consiglio all’unanimità con 34 voti. Il testo, emendato da parte dell’assessore Laurent Viérin, impegna il Governo regionale a rilanciare e promuovere le azioni e gli strumenti che mettano in contatto diretto i commercianti e i ristoratori con i consumatori, con l’obiettivo di ridurre gli sprechi alimentari.

«Vari Paesi europei e differenti comuni italiani – ha spiegato la consigliere Maria Luisa Russo nell’illustrazione – hanno deciso di attivare un processo virtuoso in cui, tramite un’applicazione con geolocalizzazione, i commercianti e i ristoratori sono messi in comunicazione con i consumatori: commercianti e ristoratori hanno l’opportunità di vendere l’invenduto a prezzi più bassi e i consumatori di acquistare a prezzi più vantaggiosi prodotti alimentari che altrimenti andrebbero buttati

L’assessore al commercio, Laurent Viérin, ha dichiarato: «Quanto chiesto è già stato fatto: tra il 2012 e il 2018 sono stati realizzati dei progetti in collaborazione con la Regione Piemonte, anche per ottenere finanziamenti del Ministero dello sviluppo economico. Questi hanno permesso di realizzare iniziative nelle scuole, spazi di comunicazione e un progetto che ha preso forma nel sito www.unabuonaoccasione.it e nell’app UBO, dedicati proprio alla lotta allo spreco alimentare. Siamo quindi disponibili a rilanciare e implementare il lavoro già fatto, anche attraverso esperienze come quelle dell’Emporio solidale o di altre iniziative di food sharing

Regolamento del Consiglio Valle

È stata invece respinta, con 5 voti a favore (M5S e ADU-VdA) e 26 astensioni, la mozione presentata dal Movimento 5 Stelle e da ADU-VdA, volta a modificare il Regolamento interno del Consiglio regionale per quanto attiene all’esito delle votazioni. L’iniziativa intendeva impegnare la Commissione per il Regolamento a prevedere l’inserimento, nel verbale di ogni atto soggetto a votazione, il nominativo dei Consiglieri che hanno espresso voto favorevole, contrario o di astensione, sia in Aula che in Commissione, e poi l’Ufficio di Presidenza a pubblicare, entro dicembre 2019, sulla pagina del sito istituzionale relativa ad ogni singolo Consigliere, l’esito delle votazioni, l’elenco degli atti proposti, nonché il dato complessivo sulla partecipazione o meno in occasione delle votazioni. 

«L’elettorato attivo deve poter valutare l’operato dei consiglieri regionali – ha spiegato il capogruppo del M5S Luigi Vesan -; è pertanto di primaria importanza la possibilità di reperire in modo agevole le informazioni relative alla loro attività. I dati che chiediamo di inserire sul sito del Consiglio sono già reperibili per Camera e Senato. È una questione di trasparenza, di cui non si può fare a meno

La presidente del Consiglio, Emily Rini, ha riferito: «All’interno della Commissione per il Regolamento stiamo già valutando varie modifiche da apportare e, al momento, siamo in attesa di ricevere ulteriori contributi documentali da parte dei gruppi consiliari. Assicuro che, sempre in Commissione per il Regolamento, ci sarà spazio di discussione su questo argomento, che, per quanto motivato, va però contestualizzato nell’ambito di una riorganizzazione più generale, perché sono tanti gli aspetti che richiedono attualizzazione

L’hospice intitolato a Ivana Meynet

Il Consiglio Valle ha approvato all’unanimità una mozione per intitolare i locali della Struttura semplice cure palliative e hospice dell’Ospedale Beauregard di Aosta a Ivana Meynet. Il testo, sottoscritto dai gruppi PNV-AC-FV, Mouv’, ADU-VdA, M5S, Lega VdA, AV, RC-AC, UV, GM, impegna la Presidenza della Regione e, per quanto di competenza, l’Azienda USL della Valle d’Aosta, ad assumere le iniziative necessarie.

«Ivana, prematuramente scomparsa lo scorso 17 ottobre – ha evidenziato la presidente del Consiglio, Emily Rini -, può essere considerata a tutti gli effetti uno dei pionieri in Valle d’Aosta delle cure palliative e dell’accompagnamento al fine vita dei pazienti e delle loro rispettive famiglie: un impegno concreto, ricco, riconosciuto in modo trasversale. Con questa iniziativa, vogliamo ricordare la figura di questa giovane donna e mamma e l’importanza che ha avuto in Valle d’Aosta nello sviluppare, fare conoscere e sostenere, con professionalità e umanità esemplari, le cure palliative. La legge prevede l’obbligo di attendere 10 anni prima di dedicare un qualunque spazio a una persona scomparsa: è però ammessa una deroga in casi eccezionali. Questo è uno di quelli, per una persona i cui meriti e la cui ispirazione devono essere ricordati e tramandati.»

L’importanza del ricordo di Ivana Meynet, riconosciuta come «figura esemplare», «capace di dimostrare un valore umano e una dedizione fuori dal comune» è stata ribadita negli interventi dei Consiglieri Patrizia Morelli (AV), Flavio Peinetti (UV), Chiara Minelli (RC-AC) e dell’Assessore Laurent Viérin (AV).

L’assessore alla sanità, Mauro Baccega, ha ricordato «non solo il suo eccezionale contributo, ma anche la sua disponibilità e la sua capacità di affrontare tutte le situazioni, quelle liete come quelle meno liete. Il tutto unito a un estremo attaccamento alla comunità valdostana, della quale aveva scelto di mettersi al servizio. La Giunta si impegnerà quindi ad arrivare alla deroga rispetto alla norma, per una donna tanto grande e tanto eccezionale.»

Il vicepresidente della Regione Renzo Testolin ha definito l’importanza di «intitolare questo spazio a una persona capace di dare un esempio partendo dal basso, evidenziando quell’attenzione di cui il popolo valdostano è capace nel momento della necessità e la grande capacità di azione di tutti coloro che lavorano mettendo in pratica i valori più profondi della vita

Palazzo Cogne

È stata respinta con 5 voti favorevoli e 26 astensioni la mozione presentata congiuntamente dai gruppi ADU-VdA e M5S per il riconoscimento di Palazzo Cogne quale bene di interesse culturale in funzione del suo specifico interesse etnoantropologico.

«Il valore del fabbricato non consiste solamente nella sua qualità estetica, nella sua vetustà e nelle indubbie fama e qualità del progettista – ha evidenziato il capogruppo del M5S, Luigi Vesan -, ma soprattutto nel fatto di essere stato ininterrottamente destinato ad attività ricreative con livelli di diversificazione e frequentazione altissimi. Da rilevare poi che questo riconoscimento prevede la possibilità di usufruire della defiscalizzazione del costo degli interventi di recupero. Questa iniziativa si inserisce nel lavoro avviato a seguito della mozione approvata da questo Consiglio lo scorso ottobre, volta a dichiarare l’edificio Palazzo Cogne “di interesse culturale”

L’assessore ai beni culturali, Laurent Viérin, ha evidenziato: «Condividiamo la volontà di valorizzazione dell’immobile, ma non è possibile andare a sostituirci all’organo competente nella verifica della valenza del Palazzo; è una mozione che non può essere recepita così come presentata. Una mozione, peraltro, che interferisce con quella che quest’Aula ha già approvato e in base alla quale la Sovrintendenza ai beni culturali ed ambientali sta procedendo nella verifica del possesso dei requisiti per quanto attiene l'”interesse culturale” e il grado di tutela. Siamo in attesa della conclusione dei lavori e, non appena disponibili, riferiremo in Commissione le risultanze.»

L’assessore alle finanze, Renzo Testolin, ha riferito: «L’intento comune è di valorizzare le peculiarità di questo immobile, che per decenni ha rappresentato un polo socio-culturale per la città di Aosta: stiamo lavorando ad un recupero che sia attinente alla storia e rispettoso dell’utilizzo che ha sempre avuto. L’inserimento di questo intervento in un fondo immobiliare che racchiuda altre strutture regionali sottoutilizzate deve essere una priorità. Stiamo lavorando nell’ottica di trovare percorsi sostenibili finanziariamente. Non è sufficiente lamentare un’inadeguatezza della situazione del Palazzo, bisogna trovare il giusto percorso per ridargli il lustro che merita


Il Consiglio tornerà a riunirsi mercoledì 20 e giovedì 21 novembre 2019.

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