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Ripartono le indagini sul dissesto del Casino: sei indagati

Le indagini per il dissesto del Casino, iniziate già oltre un anno fa, sono giunte a una svolta fondamentale con il provvedimento di omologa del concordato preventivo, decretato dal Tribunale di Aosta.

Le investigazioni svolte dal Gruppo Aosta della Guardia di Finanza – a seguito della richiesta di fallimento avanzata dalla Procura della Repubblica di Aosta – hanno permesso di iscrivere il reato di bancarotta fraudolenta in capo agli amministratori e al Collegio sindacale in carica negli anni compresi fra il 2013 e il 2017, oltre che all’ultimo amministratore in carica prima dell’insediamento dell’amministratore unico, Filippo Rolando.

I sei indagati sono dunque gli amministratori Giulio Di Matteo, Lorenzo Sommo e Luca Frigerio oltre ai componenti del Collegio dei revisori dei conti Jean-Paul Zanini, Fabrizio Brunello e Laura Filetti.

Questo perché la legge fallimentare persegue le condotte di chi ha causato il dissesto di una società sia in caso di fallimento, sia in caso di ammissione di una procedura concorsuale alternativa (in questo caso il concordato preventivo).

Oltre a fatti che hanno potenzialmente aggravato il dissesto della società nell’ultimo periodo, è nuovamente contestata la falsità dei bilanci già oggetto di altra indagine e procedimento giudiziale, sempre coordinata dalla Procura della Repubblica di Aosta. L’ipotesi è che il falso in bilancio sia stato attuato anche per nascondere il reale stato di decozione dell’azienda, aggravandolo ulteriormente.

Nella giornata di martedì 22 ottobre 2019, i finanzieri hanno proceduto alla notifica della richiesta di incidente probatorio agli indagati, avanzata dalla Procura della Repubblica di Aosta al Giudice per le Indagini Preliminari.

Il Gip (presumibilmente Giuseppe Colazingari) entro un tempo discrezionale, potrà decidere se rigettare la richiesta dei sostituti procuratori Eugenia Menichetti e Luca Ceccanti oppure se accoglierla. In tal caso, sarà fissata un’udienza nel corso della quale il giudice conferirà l’incarico a uno o più periti, assegnando loro un quesito al quale rispondere in relazione ai bilanci della società dal 2011 al 2017. Sarà consentito alle parti di nominare a loro volta propri consulenti. Il perito indicherà al giudice il tempo necessario per l’espletamento della perizia (sicuramente superiore al minimo di 60 giorni previsto dalla norma) e poi le risultanze saranno discusse in altra udienza.

Il comportamento di amministratori e sindaci ha generato o aggravato il dissesto del Casino?

Questa è la domanda rispetto alla quale la Procura chiede sia data risposta. Andando a verificare se vi siano state condotte dal profilo penalmente rilevante. La tesi è che i Bilanci siano stati falsificati, venendo meno alla loro funzione di fornire informazioni veritiere e corrette a chi li legge. Esponendo dati non corretti, si sarebbe commesso un reato ma si sarebbe anche commesso un atto strumentale all’aggravamento del dissesto della società, non ponendo gli istituti bancari i creditori e i dipendenti nelle condizioni di capire quale fosse la situazione dell’azienda.

La gravità del reato è invariata

Il fatto che il Tribunale abbia omologato il concordato invece di procedere a dichiarare fallita la Casino de la Vallée SpA non sposta minimamente la gravita del reato ipotizzato ma solamente riduce il danno sociale. È stato comunque acclarato che il Casino è in stato di insolvenza sin dal novembre 2018.

Non ci sono politici coinvolti

Questo della bancarotta è individuato dalla legge fallimentare come reato proprio, che può essere commesso solo da chi riveste una carica specifica. In questo caso gli amministratori e sindaci di una società.

I reati fallimentari offendono infatti il ceto creditorio (i creditori) che sono rappresentati dal commissario giudiziale, che è la parte lesa.

L’Assemblea dei soci non può essere considerata parte lesa ma non può neppure essere considerata responsabile se indotta in errore da documenti falsificati. Potrebbe esserlo solamente nel caso in cui, nel corso dell’eventuale incidente probatorio (che è prova scientifica realizzata esclusivamente su base documentale), fosse reperito un documento di induzione di amministratori o sindaci alla falsificazione dei dati. In tal caso si ravviserebbe il concorso nella commissione del reato.

60 giorni per attuare lo strumento partecipativo del credito

La regione autonoma Valle d’Aosta, è indicato nell’omologa, ha 60 giorni di tempo per dare attuazione alla legge regionale per mezzo della quale ha trasformato i 48 milioni di euro di finanziamento erogati al casino in strumento partecipativo del credito.

Nella legge adottata dal Consiglio regionale per adottare questo strumento, gli inquirenti non ravvedono profili di illecito penale ma piuttosto l’aver ricondotto l’erogazione di denaro nel solco della correttezza: sin dall’inizio si sarebbe dovuto trattare di un aumento di capitale e non di un mutuo.

Udienza il 27 novembre 2019

Il Giudice per le indagini preliminari ha approvato la richiesta dei sostituti procuratori e ha fissato l’udienza per la nomina dei consulenti incaricati di redigere la perizia sui documenti contabili del Casino nel periodo 2011/17.

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