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Il programma di Monaci per l’Univda

Mercoledì 6 novembre 2019, il nuovo rettore dell’Università della Valle d’Aosta, Maria Grazia Monaci ha illustrato il suo programma e presentato i collaboratori che la supporteranno.

«Al termine dei primi giorni di cammino, in cui ho assunto di fatto la carica come Rettrice, mi preme soprattutto ribadire che qualunque università, tanto più un piccolo Ateneo come il nostro, è fatta in primo luogo da tutte le persone che ci lavorano, nei diversi ruoli e con i diversi incarichi. Quello che mi propongo rispetto al mio modo di gestire l’università è di orientarlo alle relazioni, con gli studenti e con tutte le componenti dell’ateneo, in una logica di ascolto attento» ha dichiarato il rettore.

Un punto rilevante è che sarà adottata una gestione collegiale in grado di valorizzare risorse e competenze presenti in Ateneo. Per questo motivo la Professoressa Monaci ha individuato un team di delegati rettorali che coadiuveranno il suo lavoro e ha annunciato che proporrà al Consiglio dell’Università una riduzione dell’indennità rettorale per consentire un riconoscimento economico ai delegati.

Il rrorettore vicario sarà il Gianluigi Gorla, mentre i delegati saranno i docenti Gianmario Raimondi (delega alla ricerca e terza missione), Teresa Grange (delega alle relazioni internazionali), Anna Maria Alessandra Merlo (delega all’orientamento e alla comunicazione), Stefano Cacciamani (delega all’assicurazione alla qualità, all’e-learning e tecnologie digitali applicate alla didattica), Laura Ferro (delega all’inclusione e disabilità, università sostenibile e attività per gli studenti).

I delegati rettorali svolgono la loro missione attraverso una funzione di indispensabile raccordo frasistema universitario italiano e Università della Valle d’Aosta e fra quest’ultima e territorio.

Gli altri punti del programma rettorale riguardano gli studenti, il territorio, lo sviluppo dell’offerta formativa e la governance.

Gli studenti

Per quanto riguarda gli studenti, una particolare attenzione sarà indirizzata all’ascolto delle loroistanze e a favorire la vita associativa e culturale, per sostenere il senso di appartenenza all’Ateneo,prevedendo spazi fisici, risorse e sostegno per le attività autogestite.

«Ogni università deve sempre essere un po’ come il mitico Giano bifronte e guardare contemporaneamente in due diverse direzioni. Da una parte esser saldamente immersa nelle correnti scientifiche e culturali, che per loro natura sono ovviamente globali, internazionali. Dall’altra esser radicata e rapportarsi intensamente con il proprio territorio di riferimento, svolgendo così anche la funzione di sviluppo sociale, culturale ed economico della comunità che la sostiene». Con queste parole la rettore ha riassunto il proposito di proseguire e rinforzare le relazioni con tutte le realtà regionali: enti, tessuto imprenditoriale e cooperativo del territorio.

Nell’obiettivo di dialogo con gli attori regionali si inserisce l’intenzione di riattivare fin da subito uno dei compiti previsti dallo Statuto dell’Ateneo per il Rettore: la presentazione annuale di un rapporto sullo Stato dell’università. «Di comune accordo con tutto il corpo docente e la Direzione generale – ha comunicato Monaci – abbiamo deciso di tornare a tenere regolarmente l’inaugurazione dell’anno accademico che si terrà il prossimo 29 novembre».

Offerta formativa

Quanto all’offerta formativa gli sforzi si concentreranno sul consolidamento dei corsi di laurea triennali in grado di offrire una formazione solida di base e sullo sviluppo di percorsi di alta formazione con lauree magistrali, master, corsi di perfezionamento, scuole estive e, grazie alla collaborazione con altri atenei, dottorati di ricerca. «L’alta formazione è quella più connessa alla ricerca, che in Univda raggiunge in alcuni settori ottimi livelli, che sono stati riconosciuti e premiati a livello nazionale da finanziamenti importanti dai PRIN, e che in diversi casi riguarda temi per noi centrali come la montagna, il turismo e il rapporto con la natura, il plurilinguismo».

Governance

A livello di governance si prospettano rilevanti novità. Uno dei primi obiettivi della Rettrice è avviareun processo di revisione dello Statuto affinché preveda una composizione del Senato più ampia earticolata che coinvolga maggiormente studenti e tecnici amministrativi. L’idea è quella di valorizzarele diverse filiere e i diversi corsi di laurea, facendo maggior attenzione alla dialettica intrinsecamenteprevista tra i diversi organismi accademici.

«Questa scelta va nella direzione di valorizzare l’autonomia dell’Ateneo conformemente agli elementi centrali del Sistema Universitario Nazionale, previsti anche dalla Costituzione – ha spiegato la rettore – perché è questa autonomia che permette alle università di esser luoghi vivi, vivaci e propulsivi, sia per gli studenti che le attraversano, che per i territori che le ospitano».

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