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Riconsiderare le discariche in Valle d’Aosta

Lunedì 11 novembre 2019, la terza Commissione del Consiglio Valle ha concluso l’esame della petizione popolare volta a conoscere la provenienza e la tipologia dei rifiuti smaltiti nella discarica di Pompiod nel comune di Aymavilles. I Commissari hanno prodotto una relazione che è stata approvata a maggioranza, con l’astensione dei gruppi Lega VdA e Mouv’ e il voto contrario di ADU-VdA.

La petizione, sottoscritta da 1.132 cittadini, è stata presentata al Consiglio regionale il 22 luglio 2019 e assegnata alla terza Commissione, che ha condotto un sopralluogo alla discarica di Pompiod cui sono seguite  le audizioni con i firmatari dell’iniziativa, accompagnati da un rappresentante di Legambiente, con l’Assessore regionale all’ambiente e la Dirigente della Struttura regionale attività estrattive, rifiuti e tutela delle acque, con i soggetti preposti al controllo, quali ARPA e Corpo forestale valdostano, con i rappresentanti della società Ulisse 2007 che gestisce il sito, nonché con i Sindaci di Aymavilles e Jovençan.

«I lavori della Commissione – riferisce il presidente Alessandro Nogara (Uvp) – sono stati improntati alla trasparenza e partecipazione, avendo i Commissari ben presente la necessità di salvaguardare la salute dei cittadini e il rispetto dell’ambiente, nostra principale risorsa. Tutti i portatori di interesse hanno avuto la possibilità di esprimersi e di confrontarsi, anche avvalendosi dei vari esperti, e tutta la documentazione acquisita sarà resa pubblica sul sito internet del Consiglio dopo la discussione in Aula.»

«Nella relazione approvata – aggiunge Nogara – la Commissione rileva che con la convocazione, nel frattempo intervenuta, della Conferenza dei servizi per il 14 novembre 2019, a cui parteciperà anche il Comitato promotore della petizione oltre a tutti gli altri attori interessati, sarà data la possibilità di rivalutare le autorizzazioni a suo tempo rilasciate per la discarica di Pompiod.»

«Infine – conclude Nogara – la Commissione reputa che, a fronte delle comprensibili preoccupazioni dei cittadini, la Giunta e il Consiglio debbano porre la massima attenzione, approfondendo tutti gli aspetti e arrivando a riconsiderare il proseguimento dell’attività di questo tipo di discariche sul nostro territorio regionale.»

La petizione sarà ora iscritta all’ordine del giorno del Consiglio calendarizzato per il 20 e il 21 novembre.

AduVdA chiede di chiudere Pompiod

Il gruppo consiliare ADU-VdA spiega il proprio voto contrario in questi termini: «Il documento sulla discarica di Pompiod non rende giustizia né al notevole lavoro portato avanti dalla Commissione né dal Comitato “Discarica sicura di Pompiod” – commenta la consigliere Daria Pulz -; risulta infatti superficiale, parziale e non tiene conto dei ricchi apporti e delle molte criticità evidenziate. Assomiglia più alla brutta copia di una sintesi di verbali che a un report ragionato.» 

«Per poter chiudere serenamente i lavori mancherebbero, inoltre, molti altri documenti determinanti, per esempio le grandi assenti, cioè le analisi sui rifiuti speciali non pericolosi, la relazione finale di Legambiente e la memoria del Comitato “Discarica sicura di Pompiod” – aggiunge Pulz -. Ora, tuttavia, la palla viene tecnicamente passata alla Conferenza dei servizi, che è convocata per il 14 novembre, e approderà in Consiglio regionale per una valutazione politica.»

Il gruppo ADU-VdA richiede la definitiva chiusura della discarica e la successiva bonifica (15-20 anni post mortem contro i 5 anni a cui sono soggette le discariche per soli inerti) e il ripristino ambientale. 

«Riteniamo, infatti – specifica Pulz -, del tutto inopportuna l’autorizzazione a conferire, in un sito residenziale di importanza storico-naturalistica, ben 105 sostanze e rifiuti industriali provenienti da fuori Valle, 15 dei quali in deroga alla quantità delle sostanze contaminanti presenti nei rifiuti conferiti. La presenza di questa discarica nel sito di Aymavilles, e la volontà di realizzare la più estesa discarica di Issogne sempre destinata a rifiuti inerti speciali non pericolosi (il che non è sinonimo di non nocivi), accresce in noi la preoccupazione per un sistema che si sta facendo strada sul territorio regionale. La discarica di Pompiod è stata dichiarata, in maniera discutibile, di interesse pubblico esclusivamente per superare i vincoli ambientali, ma di fatto è di esclusivo interesse privato e a danno pubblico.»

«Convinti che il principio di precauzione debba guidare le scelte innanzitutto per la salute e la tutela ambientali – prosegue -, chiediamo la chiusura di questo impianto e ci batteremo a fianco dei cittadini che si stanno ancora impegnando nella raccolta delle firme contro l’apertura della discarica di Issogne. La mancanza di trasparenza e la gestione ambigua del processo decisionale hanno escluso all’inizio il coinvolgimento della popolazione, tanto che persino alcuni amministratori pare abbiano creduto si trattasse di semplici discariche per rifiuti inerti da demolizione edile.» 

E conclude: «Ora la pressione dell’opinione pubblica sta invertendo la rotta ed è questo l’unico risultato che giudichiamo molto positivo.»

M5S: no a una gestione dei rifiuti che premia l’imprenditoria privata e l’opacità

Il gruppo consiliare Movimento 5 Stelle Valle d’Aosta esprime la sua contrarietà verso un sistema di gestione rifiuti «che premia l’imprenditoria privata e l’opacità, rispetto al pubblico interesse e alla trasparenza, su temi fondamentali e imprescindibili quali la salute e l’ambiente».

«L’attuale Amministrazione regionale – dichiarano i consiglieri del M5S -, fingendosi trasparente e interessata alla tutela dell’ambiente, ha rinviato il “pacchetto” alla Conferenza dei Servizi, organo tecnico incaricato di “rivedere” (e non di revocare) le autorizzazioni per le discariche di Pompiod ad Aymavilles e Chalamy a Issogne

Alla Conferenza di Servizi non parteciperanno i consiglieri regionali, neppure i membri dell’apposita Commissione consiliare permanente in tema di ambiente. Altri soggetti parteciperanno solo con pareri consultivi e non vincolanti: fra questi ci sono l’Arpa, i Comitati che hanno raccolto le firme e i gestori della discarica titolari dell’autorizzazione.

«Il Comitato su Pompiod e Legambiente – continuano i consiglieri – hanno chiesto di poter presenziare con i loro tecnici: a due giorni dalla Conferenza, però, non hanno ancora avuto conferma dall’Assessorato se sarà loro consentito di essere presenti. Inoltre, i risultati delle analisi sul percolato di Pompiod non sono ancora stati resi pubblici. Queste discariche, espressamente escluse dal Piano regionale dei rifiuti, non dovevano essere autorizzate fin dall’inizio: ora dovrebbero essere chiuse e le aree debitamente bonificate.»

Il gruppo consiliare esprime la più assoluta solidarietà ai due Comitati e chiede all’Amministrazione regionale di farsi carico della tutela dell’interesse pubblico, «con precise e puntuali scelte politiche e conseguenti atti, invece di limitarsi a “scaricare” sui tecnici le proprie responsabilità, dimostrando mancanza di coraggio e incapacità programmatica. Invece di inseguire l’ennesimo parere tecnico, vorremmo sapere dalla maggioranza regionale se ha intenzione di fare finalmente qualcosa del mandato ricevuto dai valdostani.»

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