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AduVdA vs Bertin e Minelli sul lupo

Durante l’adunanza del 20 novembre 2019, il Consiglio regionale della Valle d’Aosta discuterà il disegno di legge per disciplinare la gestione del lupo.

Il gruppo Ambiente Diritti Uguaglianza si è battuto, in Commissione, nel tentativo di bloccare la legge o comunque depotenziarla.

AduVda chiede a Rete civica di non votare la legge

Alla vigilia del voto, AduVdA ha deciso di fare un ultimo appello a Alberto Bertin e Chiara Minelli: «Noi eravamo i vostri compagni di lista, rappresentiamo la maggioranza dei voti espressi dagli elettori di Impegno Civico e vi richiamiamo al rispetto del programma.
Quando abbiamo immaginato il nostro progetto, si era deciso, di comune accordo, di non esplicitare la questione lupo, per evitare di alimentare una discussione demagogica e per facilitare il confronto con il milieu rural. Si era però anche stabilito che mai si sarebbero sostenuti provvedimenti che prevedessero l’abbattimento, nemmeno come “extrema ratio”. Questa posizione, implicita nei principi fondativi della lista, era stata poi dichiarata in diverse occasioni, compreso l’ultimo comizio elettorale.
Siate coerenti, ascoltate l’appello di tutte le associazioni (Legambiente, Valle Virtuosa, ARCI, WWF e in ultimo OIPA VdA) che chiedono di rinunciare alla misura dell’abbattimento e di promuovere, invece, politiche alternative di convivenza tra le due specie. Non chiudete gli occhi di fronte alle migliaia di firme che invitano la politica ad assumere provvedimenti più razionali (oltre 30.000 per la petizione relativa al progetto di legge del 2016 e oltre 1.000 per quella lanciata pochi giorni fa rispetto al nuovo disegno di legge).
Non tradite le speranze dei giovani di Fridays For Future. Assumete le vostre responsabilità». 

Senza il voto di Rete Civica, la legge non può essere approvata ma «Se anche voi – Bertin e Minelli – abbandonerete i lupi per favorire il Leone, non sarete poi così tanto diversi da uno Chatrian qualunque».

Rete civica risponde

Rete civica risponde ad Ambiente-Diritti-Uguaglianza Valle d’Aosta sostenendo che «sono deleterie, le grida astratte e ideologiche quali “uccidiamo i lupi” o “il lupo non si tocca”» e dice di aver operato «con grande impegno, sulla scorta dei pareri degli esperti in materia che si sono espressi nella Commissione del Consiglio regionale, per arrivare a un testo di legge accettabile, che considerasse la problematica lupo nella sua complessità, ove l’eventuale cattura e abbattimento fosse del tutto eccezionale, previa l’attivazione delle misure preventive finalizzate alla coesistenza fra la presenza del predatore e le attività umane e previo parere favorevole dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), come previsto della normativa comunitaria».

Secondo Rete civica, la presenza del Lupo richiede l’adozione di nuovi comportamenti da parte di tutti gli abitanti e frequentatori della montagna: agricoltori, escursionisti, turisti, semplici cittadini.

Secondo Bertin e Minelli, a tal fine occorre:

  • compiere un’ampia azione informativa e formativa;
  • applicare in modo diffuso e valutare l’efficacia degli strumenti di prevenzione e protezione dei danni alla zootecnia;
  • garantire un tempestivo e completo risarcimento dei danni subiti dagli allevatori;
  • contrastare ogni forma di bracconaggio, e di abbandono dei cani.

E i consiglieri sostengono che questi principi sono sostanzialmente contenuti nel testo di legge che il 20-21 novembre sarà esaminato dal Consiglio Valle.

«Affermare, come fa ADU, che si tratti di una legge “ammazza-lupi” è falso e funzionale a una becera propaganda. Si tratta dell’ennesima dimostrazione di un atteggiamento ideologico da cui Rete Civica ha preso nettamente le distanze per poter dare un contributo costruttivo nell’affrontare i gravi problemi presenti nella società, nel territorio e nell’ambiente valdostano», scrivono Bertin e Minelli in una nota, che prosegue: «La Lista Civica si è presentata agli elettori non per barricarsi dietro a tanti sterili e roboanti proclami, ma con un progetto di governo della Valle d’Aosta, con la volontà di affrontare i problemi senza settarismi. Lo spirito e la lettera del programma della Lista Civica erano esattamente il contrario dell’atteggiamento del gruppo di ADU.  Quanto ai finti appelli va detto che essi fanno parte di quella politica demagogica e populista il cui scopo non è convincere, ma solo mistificare».

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