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Sequestrata la discarica di Pompiod

È in corso dalle prime ore di martedì 19 novembre 2019, in tre Regioni, una vasta operazione giudiziaria congiunta Corpo Forestale della Valle d’Aosta e Guardia di Finanza, con l’ausilio di altri cinque Reparti del Corpo. Si colloca nell’ambito di una articolata indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Aosta – Dipartimento Investigativo Ambiente e Territorio.

È stata sequestrata, mediante apposizione di sigilli a tutta l’area, la discarica di Pompiod – località sita nel comune di Aymavilles che, secondo le prime ricostruzioni investigative, avrebbe accolto materiali inerti contaminati.

Al fine di delineare al meglio il quadro probatorio finora emerso, sono in altresì corso circa quindici perquisizioni in abitazioni, imprese e uffici della Pubblica Amministrazione, attraverso l’impiego di oltre 50 finanzieri e forestali.

L’ipotesi investigativa è di gestione illecita della discarica di Pompiod e di inquinamento ambientale (art. 452 bis c.p).

Nel sito, abilitato alla ricezione di soli materiali inerti, sarebbero stati depositati i residui di scavi provenienti da aree inquinate, tutte individuate, fuori dalla Valle d’Aosta. La competente struttura regionale in materia di ambiente, in particolare, secondo quanto sinora emerso, avrebbe concesso, in modi e forme non corretti e in assenza dei presupposti legislativi, deroghe alla normativa vigente, in relazione ai rifiuti che è possibile conferire nell’indicato sito di smaltimento.

Le Fiamme Gialle del Gruppo Aosta e i Forestali della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Aosta, pertanto, hanno notificato avvisi di garanzia a quattro persone indagate: l’attuale Amministratore Unico di Ulisse 2007 S.r.l., società che gestisce la discarica, Umberto Cucchetti, il rappresentante legale di Agrigarden Ambiente s.r.l. società collegata a Ulisse 2007, Fabrizio Zandonatti, l’ex gestore della discarica, Silvio Cunéaz e la dirigente regionale responsabile del settore Ambiente, Ines Mancuso.

Le Regioni interessate dall’operazione, oltre alla Valle d’Aosta, sono il Piemonte e la Lombardia, per un totale di ciqnue Province (Aosta, Torino, Milano, Verbania e Vercelli).

Il commento del M5S

 Il gruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio Valle commenta: «Vogliamo evidenziare le molteplici azioni portate in Consiglio regionale e in Parlamento (richiesta intervento Ministero Ambiente) dai portavoce eletti in Valle d’Aosta per il Movimento 5 Stelle, ultima in ordine di tempo l’emendamento alla mozione sulla discarica, che testimoniano le preoccupazioni da tempo espresse nei confronti della gestione e dell’autorizzazione di questa discarica, sempre minimizzate, se non trascurate, dall’attuale maggioranza. 
Il Movimento 5 Stelle VDA segue con preoccupazione lo svolgersi degli eventi, consapevole delle gravi conseguenze ambientali e sociali che si delineano se si dovessero accertare reati tanto gravi per l’ambiente e per la salute dei valdostani. La nostra vigilanza non farà sconti a nessuno, in difesa dei diritti dei cittadini valdostani
». 

Il commento di AduVda

Ambiente-Diritti-Uguaglianza Valle d’Aosta ha scritto in una nota: «Non possiamo negare una certa soddisfazione nel constatare che le denunce del Comitato “Pompiod – Discarica sicura”, al quale ADU ha sempre fornito appoggio e collaborazione, sia nelle operazioni di raccolta delle firme sia nelle iniziative portate in Consiglio regionale, abbiano trovato orecchie disponibili ad ascoltare la richiesta di trasparenza su un tema così importante per tutta la comunità. 
ADU VdA pone in primo piano la difesa dell’ambiente e i diritti dei cittadini, la salute, la difesa del territorio e delle attività produttive e non poteva certo sottrarsi alla pressante richiesta di chiarezza, di trasparenza e di rispetto delle leggi nei casi delle concessioni e della gestione delle discariche in un territorio fragile come quello della Valle d’Aosta.
ADU VdA, con i numerosi attivisti che si sono spesi in questi mesi per attivare l’attenzione pubblica sui possibili rischi sanitari e ambientali legati a discariche come quella di Pompiod, si augura, inoltre, che anche per quanto riguarda la discarica sullo Chalamy – in merito alla quale rivendichiamo con orgoglio di aver dato inizio alla diffusione delle informazioni alla cittadinanza attraverso l’incontro organizzato a Issogne il 18 ottobre scorso – si ascoltino le richieste dei cittadini  che animano il Comitato “La Valle non è una discarica”. Ricordiamo, infatti, che quest’ultimo ha dato inizio a una raccolta di firme contro l’apertura della nuova discarica e, contestualmente, per la chiusura di quella di Pompiod.
Esprimiamo infine il nostro ringraziamento, oltre ai due Comitati suddetti, all’associazione Valle Virtuosa, che li sostiene attivamente per promuovere l’informazione e che nel corso degli anni si è battuta contro la costruzione del pirogassificatore, prima, e oggi per una gestione dei rifiuti che punti realmente all’obiettivo “Rifiuti zero”, e a Legambiente che da anni invocava trasparenza ed è stata determinante nel dare supporto tecnico per evidenziare le irregolarità della discarica.
ADU VdA sarà sempre in prima linea a sostegno delle associazioni, nel loro prezioso lavoro sul territorio, e al loro fianco nelle richieste e sollecitazioni presso il Consiglio regionale e presso tutte le Istituzioni competenti, per portare avanti innanzitutto le istanze dei cittadini in difesa dell’ambiente, della salute e della legalità
».

Il commento di ValleVirtuosa

Apprendiamo con sollievo le notizie in merito al blitz della Guardia di Finanza e del Corpo Forestale che hanno posto sotto sequestro la discarica per inerti speciali di Pompiod.

Finalmente il muro del silenzio si sta sgretolando grazie a numerose assemblee civiche e ad una petizione che hanno sollevato l’interesse della popolazione, ai servizi giornalistici e televisivi che ne sono derivati e alle indagini messe in atto dalle forze dell’ordine.

L’Amministrazione regionale ha concesso di smaltire rifiuti industriali provenienti da fuori regione in una discarica privata per inerti, inadeguata ad accoglierli, posta in un luogo densamente abitato e soggetto a vincoli ambientali. 

Fin da subito ai cittadini più attenti e sensibili è parso chiaro che si fosse passato il segno. Come è possibile che i Sindaci e l’Amministrazione regionale non si siano resi conto che le loro scelte avrebbero favorito esclusivamente i proprietari ed i gestori privati della discarica arrecando null’altro che disagi, danni e rischi sanitari ai propri concittadini? A che pro tutto questo? 

Ora che la discarica di Pompiod è stata messa sotto sequestro i politici che l’anno autorizzata o accettata non possono più sostenere di aver agito nell’interesse della comunità e del territorio. 

L’unica cosa saggia che possono fare ora è porre le proprie scuse alla popolazione e dare le dimissioni.

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