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Due approcci ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

Mercoledì 20 novembre 2019 è stato celebrato il trentennale dall’approvazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni unite, che risale al 1989.

Due diverse prese di posizione sono firmate dall’assessore all’Istruzione della Regione autonoma Valle d’Aosta e dall’Associazione Genitori separati.

Chantal Certan

À l’occasion du 30e Anniversaire de la Convention des Nations Unies relative aux droits de l’enfant, il me semble juste que le monde de l’école s’engage dans une réflexion sur les thèmes et les principes fondamentaux qui ont amené à l’adoption, le 20 novembre 1989, du texte de cette Convention selon laquelle tous les enfants et adolescents, filles ou garçons, doivent avoir les mêmes droits civiques, sociaux, politiques, culturels et économiques. Et l’école doit soutenir ces droits. Des droits que les enfants peuvent trouver tout naturellement dans nos classes.

L’école ne doit pas être, et ne doit pas non plus devenir un terrain d’affrontement, ni idéologique, ni politique, surtout. L’école doit enseigner le respect des autres, le respect de tous, y compris de la différence. L’école doit être inclusive. C’est le monde des adultes qui distribue des étiquettes et crée des stéréotypes. N’appliquons pas cette façon de faire au monde des jeunes. Laissons-les s’exprimer et apprendre à se reconnaître pour ce qu’ils sont : des enfants égaux, quelle que soit la couleur de leur peau ou la latitude du pays où ils sont nés.

Égaux en droits et égaux dans leur soif de vivre une vie saine et heureuse. Nous ne pouvons que les accompagner.

En cette époque qui semble privilégier les affrontements, il me semble prioritaire de souligner l’importance d’une éducation plurielle, enracinée au territoire, mais profondément libre. En respectant les droits de l’homme, chacun de nous respecte aussi ses propres origines.

Nous qui sommes une terre d’Autonomie, nous savons bien à quel point il est important de cultiver ses origines, son particularisme. Et d’ailleurs l’école valdôtaine a fortement contribué à maintenir ce lien, étroit et indissoluble, avec notre langue, nos traditions et notre passé. L’école se doit de respecter le passé et la langue de chacun : c’est cela, l’intégration et le respect de l’autre. C’est cela la culture.

Ubaldo Valentini

Una panchina Viola per rivendicare i diritti negati ai figli con genitori non più conviventi, l’accertamento della Pas nei tribunali, il diritto del genitore a non essere estromesso dalla vita dei propri figli, la severa condanna dell’indifferenza delle istituzioni nei confronti dei figli dei separati e di coloro che negano, quotidianamente, i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, il diritto del padre a vivere con i propri figli senza ricatti da parte dell’altro genitore che lo considera, di fatto, solo una risorsa economica, ed infine per chiedere, in ogni sede, il rispetto della persona del minore.

Una panchina Viola per ricordare e chiedere scusa ai tanti padri che in Italia, nell’indifferenza di tutti, ogni anno si suicidano per essere stati privati dei propri figli e per i maltrattamenti subiti da parte dell’altro genitore.

Una panchina Viola per alimentare la speranza in un futuro migliore per i nostri figli dove possano liberamente poter sognare e vedersi rispettati nei loro fondamentali diritti a vivere serenamente con ambedue i genitori.

Una panchina Viola per ricordare a tutti, giudici e politici in particolare, che la violenza esiste anche quando non vengono rispettati i diritti dei minori alla bigenitorialità e il diritto dei genitori alla co-genitorialità, così come prevede la nostra Costituzione, il codice civile e penale e la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza infanzia, approvata dall’assemblea generale delle Nazioni Unite trenta anni fa (20.11.1989) e ratificata dall’Italia il 27 maggio 1991, con la legge n. 176.

Il Viola è il colore che nell’immaginario dei bambini è associato alla razionalità e alla saggezza, alla dignità, all’indipendenza, al desiderio di crescita e di libertà.

Una panchina Viola in ogni città, nei giardini dei palazzi della giustizia, del potere politico e degli assessorati alle politiche sociali come simbolo per riflettere sugli abusi e sulle discriminazioni perpetrate a danno dei minori e dei loro genitori. Nel 2020 sarà nostro impegno, nelle maggiori città italiane, installare una panchina Viola per celebrare la Vita e il rispetto dei minori. 

La violenza è tale quando annulla la persona di un minore e quando nega, nella più totale indifferenza, il diritto del genitore a svolgere il ruolo di padre.

Inizieremo da Aosta, dove si è ucciso il primo padre a cui il Tribunale aveva tolto quella che oggi è chiamata responsabilità genitoriale e non gli permetteva di vedere sua figlia, arrivando perfino a vietargli di consegnare un regalino alla sua creatura. Da mesi protestava nell’indifferenza di tutti.

Il maestro Antonio Sonatore si è dato fuoco dinnanzi al tribunale di Aosta e, proprio nel giardino antistante, collocheremo la prima panchina viola. In Suo onore il 7 aprile è divenuto la giornata mondiale in ricordo del genitore estromesso dalla vita dei propri figli. 

Aosta, però, non ama parlarne. Forse per vergogna, mentre dovrebbe chiedere scusa a lui e ai tanti padri che ogni anno, in questa piccola regione, si tolgono la vita, sempre per i figli violentemente sottratti da una cultura contraria ai principi ed ai valori della famiglia e dei figli. 

La celebrazione in Consiglio Valle

La classe VB della scuola primaria Ettore Ramires di Aosta è stata accolta, nella prima mattina di mercoledì 20 novembre 2019, in Consiglio Valle nell’ambito delle celebrazioni dei 30 anni della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, approvata dall’ONU il 20 novembre 1989.

Ad accogliere i bambini accompagnati dalle insegnanti Silvia Balducci e Ornella D’Addezio sono stati la presidente dell’Assemblea, Emily Rini, l’Ufficio di Presidenza composto dai Vicepresidenti Joël Farcoz e Luca Distort e dai Consiglieri segretari Jean-Claude Daudry e Luigi Vesan, oltre che dalla Presidente del Comitato regionale per l’UNICEF della Valle d’Aosta, Rita Balzi, e dal Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Enrico Formento Dojot.

I bambini hanno espresso al Governo regionale e ai consiglieri i loro pensieri su tre tematiche che hanno particolarmente a cuore: il diritto al gioco, all’istruzione e alla sicurezza sociale.

Il presidente della Regione, Antonio Fosson, rispondendo ai ragazzi, ha detto: «I temi da voi proposti, le scuole, i parchi, la sicurezza, ci stanno particolarmente a cuore. Vi ricordo che stiamo rivedendo la programmazione di tutte le strutture scolastiche, affinché non vi siano solo aule ma ci siano spazi ricreativi. Vi è poi una stretta collaborazione tra Forze dell’ordine e mondo della scuola per fornirvi informazioni su tutte le insidie con le quali vi confrontate, dal cyberbullismo, all’uso dei telefonini, alla tutela della privacy. Le vostre domande sono uno stimolo a lavorare di più e a lavorare meglio. Spero che vi appassioniate alla vita sociale della nostra comunità».

La presidente del Consiglio Emily Rini ha dichiarato: «È molto importante quello che avete fatto: ci avete portato delle idee per migliorare la nostra realtà, come fanno i buoni cittadini e come facciamo in quest’Aula, cercando, tra le idee diverse, di trovare delle sintesi. La vera chiave di volta è di essere non solo critici ma anche propositivi. Voi non siete cittadini soltanto del futuro: siete cittadini dell’oggi

L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto #KidsTakeover, proposto dall’UNICEF: le celebrazioni continueranno questa sera, quando l’Arco d’Augusto sarà illuminato di blu in collaborazione con la Soprintendenza per i beni e le attività culturali, diventando parte dell’iniziativa internazionale «go blue» che colora monumenti in tutto il mondo. Le autorità parteciperanno all’accensione delle luci alle ore 18.30 circa. 

«Per i ragazzi – spiega Rita Balzi, Presidente Comitato regionale per l’UNICEF della Valle d’Aosta – questa è un’opportunità eccezionale. E l’ascolto da parte degli adulti è un segnale positivo, perché servono grandi occhi e grandi orecchie insieme alla disponibilità. Agli amministratori chiediamo di avere uno sguardo speciale sui bambini che abbiamo intorno: dobbiamo lavorare per affrontare le situazioni difficili del nostro territorio, avendo la disponibilità di rallentare il passo per affrontare questo temi.»

Alle celebrazioni del Consiglio ha partecipato anche il Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Enrico Formento Dojot, che ha sottolineato come «non ci sia modo migliore per festeggiare di avere i ragazzi che si avvicinano alle Istituzioni. La Convenzione di New York è fondamentale perché per la prima volta è passata dall’idea di tutela a quella dei diritti: i bambini diventano quindi parte attiva, propositiva. Ci sono diritti, come quello ad avere il rispetto dei propri tempi, che ci chiedono un impegno. Occorre lavorare tutti insieme oggi, per garantire questi diritti creando una rete che lavora in modo concertato. E questa potrebbe essere l’occasione per costituire un Osservatorio regionale, per avere un’attenzione costante verso i bambini e per accompagnarli verso l’età adulta

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