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Il Consiglio Valle del 20 e 21 novembre 2019

Il Consiglio regionale della Valle d’Aosta è riuniro in sessione ordinaria mercoledì 20 e giovedì 21 novembre 2019, per discutere un ordine del giorno composto di 70 oggetti.

Le comunicazioni

Il presidente Emily Rini, nell’aprire l’Assemblea regionale convocata, ha informato i consiglieri di aver ricevuto una lettera da parte del presidente del Parlamento della Catalogna, Roger Torrent, nella quale «il exprime ses remerciements pour la résolution approuvée à l’unanimité par notre Conseil le 24 octobre dernier. Le Président Torrent a apprécié tout particulièrement l’attention de notre Assemblée à l’égard de la situation politique en Catalogne. “Votre soutien – a écrit le Président Torrent – est essentiel pour préserver la paix, la démocratie, les libertés civiles et les droits fondamentaux: cela, comme je vous ai déjà dit, est une responsabilité partagée entre tous les Européens”.»

Attività normativa

Petizione popolare sulla discarica di Pompiod

Il Consiglio Valle, nel prendere atto della petizione popolare volta a conoscere la provenienza e la tipologia dei rifiuti smaltiti nella discarica di Pompiod nel comune di Aymavilles, ha approvato una risoluzione depositata dai consiglieri dell’Union Valdôtaine Barocco, Peinetti, Bianchi e Farcoz, di Alpe Morelli e di Uvp Nogara, di Rete Civica Minelli e Bertin, di Stella Alpina Marquis. Il testo, che ha ottenuto 18 voti a favore (AV, UV, SA, PNV-AC-FV, RC-AC), 1 contrario (ADU-VdA) e 15 astensioni (Lega VdA, Mouv’, M5S, GM). Impegna il Consiglio regionale ad approvare celermente le opportune modifiche legislative al fine di poter porre vincoli all’accettazione di rifiuti speciali provenienti da altre regioni, con lo scopo di disincentivare la realizzazione e l’utilizzo di discariche per il conferimento di rifiuti speciali, soggetti a caratterizzazione; ad approvare una norma regionale di revisione in aumento del tributo speciale per lo smaltimento in discarica dei rifiuti speciali non pericolosi provenienti da fuori Valle; a dare avvio al processo di revisione del documento di pianificazione riguardante la gestione dei rifiuti speciali contenuto nel Piano regionale di gestione dei rifiuti approvato nel 2015 con legge n. 22, prevedendo la rielaborazione del procedimento della Valutazione ambientale strategica-VAS al fine di consentire a tutti i cittadini di partecipare attivamente alla revisione; a rafforzare il ruolo tecnico-scientifico di ARPA Valle d’Aosta in materia di rifiuti, nelle attività di controllo e supporto alle strutture regionali e agli enti locali nonché di relazionare periodicamente alla terza Commissione consiliare e ai comitati cittadini sugli esiti delle attività di controllo degli impatti prodotti dalle discariche per rifiuti speciali sulle matrici ambientali e a renderli pubblici.

Sono state, invece, respinte altre due risoluzioni sottoscritte dai gruppi di minoranza: la prima, sulla quale è stato richiesto il voto segreto (18 astensioni, 16 a favore, 1 astenuto), era volta a sospendere la validità dell’autorizzazione per la discarica di Chalamy; la seconda (19 astensioni contro 16 voti a favore) chiedeva di valutare la possibilità di revocare le autorizzazioni in corso, di prevedere già nella prossima Finanziaria di limitare il conferimento in Valle di rifiuti provenienti da altre regioni, di revocare i provvedimenti dirigenziali autorizzativi che hanno sostituito le delibere di Giunta riportando all’organo politico le decisioni che gli competono. 

La petizione, sottoscritta da 1.132 cittadini, è stata presentata al Consiglio regionale il 22 luglio scorso e assegnata alla terza Commissione, che ha condotto un sopralluogo alla discarica di Pompiod cui sono seguite  le audizioni con i firmatari dell’iniziativa, accompagnati da un rappresentante di Legambiente, con l’Assessore regionale all’ambiente e la Dirigente della Struttura regionale attività estrattive, rifiuti e tutela delle acque, con i soggetti preposti al controllo, quali ARPA e Corpo forestale valdostano, con i rappresentanti della società Ulisse 2007 che gestisce il sito, nonché con i Sindaci di Aymavilles e Jovençan.

Il presidente della terza Commissione, Alessandro Nogara (Uvp) ha relazionato all’Aula sugli esiti dell’attività condotta: «La Commissione tiene a sottolineare che i lavori sono sempre stati improntati alla trasparenza e partecipazione, avendo i Commissari ben presente la necessità di salvaguardare la salute dei cittadini e il rispetto dell’ambiente, nostra principale risorsa. Tutti i portatori di interesse hanno avuto la possibilità di esprimersi e di confrontarsi, anche avvalendosi della collaborazione dei vari esperti. Tutta la documentazione acquisita è stata messa a disposizione: dopo la discussione in Consiglio regionale, questa sarà resa pubblica tramite il sito internet del Consiglio stesso. Crediamo infatti che sia più utile rendere pubblica tutta la documentazione raccolta, non solo la relazione che inevitabilmente sarebbe incompleta, nonostante l’eccellente lavoro di sintesi degli uffici

«Ringrazio anche – ha aggiunto il presidente Nogara – il Comitato, con il quale, nonostante qualche diffidenza iniziale, sono stati sviluppati rapporti fruttuosi: da qui viene anche la riapertura della Conferenza dei servizi, che ha dato la possibilità di rivalutare le autorizzazioni a suo tempo rilasciate per la discarica di Pompiod.»

«Infine – ha concluso Nogara – la Commissione reputa che, a fronte delle comprensibili preoccupazioni dei cittadini, la Giunta e il Consiglio debbano porre la massima attenzione, approfondendo tutti gli aspetti e arrivando a riconsiderare il proseguimento dell’attività di questo tipo di discariche sul nostro territorio regionale

Il dibattito in Aula

Il consigliere Luciano Mossa (M5S), dopo aver evidenziato «le responsabilità sulla gestione della discarica all’assessore Chatrian», ha ricostruito il percorso in Commissione, «in cui i vari tecnici auditi hanno parlato di una discarica perfettamente a norma, con un materiale conferito sempre confacente, che rispetta pienamente la normativa e i livelli di inquinamento di aria, acqua e radioattività non pericolosi per la salute dei cittadini. Ma con la recente indagine della Guardia di Finanza, con cui si ipotizza la gestione illecita e l’inquinamento ambientale, tutte queste rassicurazioni sono crollate come un castello di carte. Ora chiedo all’Assessore Chatrian di dire la verità sui misteri che ruotano intorno alla discarica. Inoltre, anche alla luce della piega attuale che ha preso la situazione, reitero la richiesta avanzata dai firmatari della petizione: che siano rese pubbliche la provenienza e la tipologia dei rifiuti smaltiti nella discarica. Non si può più negare questo diritto. Visto che ci avete avvelenato almeno fateci sapere che tipo di veleno avete usato

Per il consigliere dell’UV Giovanni Barocco, «la salute è patrimonio di tutti e in quest’Aula tutti la vogliamo tutelare. Io credo che in questi processi amministrativi ci sia una falla, che i Comitati hanno messo in evidenza: le amministrazioni comunali, le associazioni, i cittadini vengono coinvolti a babbo morto, cioè quando le cose sono ormai decise. Perché, allora, non studiamo uno strumento di partecipazione simile al “débat public” proposto da Michel Barnier? Il débat public ha introdotto nella legislazione francese il dibattito che precede le istanze autorizzative di nuove opere pubbliche, coinvolgendo le popolazioni e le amministrazioni locali. Io credo che abbiamo il dovere di dare una prospettiva futura affinché certi casi non si ripetano: le esigenze della gente devono essere prese in considerazione, ma dobbiamo avere lo strumento normativo per prevederlo. È questa una mia proposta concreta per cercare di guardare al futuro; sul passato ci sarà da ragionarne e, purtroppo, non solo in quest’Aula

Il capogruppo del M5S Luigi Vesan ha dichiarato: «La Conferenza dei servizi non ha rispettato l’esito della relazione votata dalla maggioranza della terza Commissione, a partire dalla possibilità di revocare l’autorizzazione. Dopo questa riunione, i componenti del Comitato contro la discarica di Pompiod erano a dir poco sconsolati. La maggioranza non riesce a far sopire i nostri dubbi: è da mesi che chiediamo all’ARPA la pubblicazione completa sul sito delle analisi, ma una parte resta introvabile; allora, l’Assessore dica che si sta lavorando, non che sta andando tutto bene. Restiamo perplessi sulla trasparenza del seppur lungo iter e sul rispetto della cittadinanza. Siamo ancora più perplessi per il fatto che, per farsi tutelare dalla propria amministrazione, certi cittadini abbiano dovuto rivolgersi alla magistratura perché non hanno trovato alcun tipo di ascolto da parte della Regione.»

«La nostra – ha spiegato l’assessore Luigi Bertschy (AV) – non è stata un’assenza ma una forma di rispetto per la legittima e opportuna azione popolare, per evitare di indirizzare o etichettare iniziative che invece devono rimanere nella più completa autonomia dell’organizzazione dei cittadini. Come verrà dichiarato ancora, questa maggioranza è fortemente contraria a una gestione dei rifiuti che può portare danno alla nostra comunità e al nostro territorio.»

«Non possiamo – ha detto il consigliere Diego Lucianaz (Lega VdA) – non raccogliere il disagio dei cittadini. Anche l’assenza degli amministratori ai tanti incontri sul territorio è grave. L’aria che si respira fuori da quest’Aula è un’altra: i valdostani non capiscono perché non riusciamo a dare risposte. La politica può o non può fare qualcosa? Dobbiamo ascoltare i cittadini, che sono esasperati dalla nostra incapacità o impossibilità di agire: stiamo facendo una pessima figura come organo istituzionale.»

La consigliere Daria Pulz (ADU-VdA) ha dichiarato: «Tutti noi Consiglieri dovremmo ringraziare il Comitato per il prezioso lavoro portato avanti con coraggio e altrettanto bon ton, a dimostrazione del risveglio di quella cittadinanza che vuole farsi parte attiva. Mi dispiaccio che le audizioni in Commissione non siano state trasmesse in streaming, così come dei tentativi di delegittimazione del lavoro nostro e del Comitato. La relazione della Commissione a nostro parere è superficiale, parziale, non tiene conto degli apporti critici delle diverse parti. Non rende giustizia neppure al grande lavoro della Commissione stessa. Il nostro gruppo ha cercato di implementarla, ma è comunque mancato un ragionamento politico complessivo. Peraltro, ancora oggi non ravvisiamo la decantata trasparenza. Speriamo che la chiusura sia definitiva e che si possa procedere alla bonifica e al ripristino del sito, che richiederà dai 15 ai 20 anni. Un sito, ricordiamolo, che ha grande importanza dal punto di vista storico-naturalistico. Esprimiamo preoccupazione per un sistema discariche che si sta facendo strada sul territorio regionale, a discapito della necessaria lungimiranza politica, non soltanto tecnica, per questioni che non possono essere demandate unicamente ai tecnici. La Regione deve dare direttive politiche con coraggio e non abdicare alle proprie responsabilità. La Valle d’Aosta sta diventando la pattumiera del Nord Ovest d’Italia e questo dipende da scelte politiche: i rifiuti sono stati voluti per favorire qualcuno e non certo nell’interesse della comunità valdostana. Ci solleva che, per fortuna, tra i valdostani stia nascendo una nuova sensibilità ambientale.»

«Ieri – ha detto la consigliere Manuela Nasso (M5S) – è successo qualcosa di gravissimo. In una piccola regione come la nostra arrivano rifiuti di aree industriali: è triste che il movimento verso la risoluzione di questo problema venga dalla magistratura e non dalla politica. Positivo è invece il fatto che le istanze dei cittadini abbiano trovato risposta: è quello che è accaduto con il contatto tra il Comitato di Pompiod e quello di Chalamy, dove la discarica è dieci volte più grande. Ora ci auspichiamo che chi non ha avuto le giuste attenzioni sul tema si assuma la propria responsabilità e ne subisca le conseguenze.»

Il consigliere Roberto Cognetta (Mouv’) è intervenuto dicendo che «il 16 dicembre 2015 quest’Aula ha adottato il Piano regionale dei rifiuti, che per i rifiuti speciali prevedeva un totale di 854.000 m3 di rifiuti, che veniva considerato sufficiente per i 5 anni successivi. Nel 2016 è stato poi concesso l’avvio della discarica di Pompiod, per oltre 550.000 m3, quindi un’altra per 2 milioni di m3. Quindi: perché prima si è valutata che fosse sufficiente lo spazio delle discariche, e poi si è scelto di autorizzare nuove discariche? Anche se la maggioranza era diversa, l’amministrazione è indipendente dalle persone che la compongono, e deve rispondere a prescindere dalle persone.»

Per il consigliere Stefano Aggravi (Lega VdA), «nessuno di noi ha il monopolio dell’ascolto dei cittadini: ognuno, a modo suo, l’ha fatto. È quanto mai positivo che la cittadinanza si faccia parte attiva e spiace rilevare che, troppo spesso, i Comitati finiscono per essere cavalcati da certi partiti o movimenti. Nel percorso in Commissione, abbiamo cercato di analizzare puntualmente la situazione e tuttora permangono dei dubbi dal punto di vista procedurale e amministrativo. Riteniamo che la politica possa fare la sua parte, ma è necessario un intervento normativo. Cosa è possibile fare oggi? Intanto porre un punto di attenzione sull’analoga questione della discarica di Issogne e procedere pragmaticamente per cercare una soluzione che possa essere il più possibile condivisa e fornire una risposta ad un problema attuale che fa paura alla comunità

«Da un anno e mezzo – ha detto la consigliere Chiara Minelli (RC-AC) – questo Consiglio si occupa di Pompiod, e già prima ci sono state interrogazioni e interpellanze. Tutti hanno cercato di prendere atto del problema e delle istanze della popolazione, ma la differenza è stata fatta dal Comitato di cittadini. Non possiamo limitarci ad aspettare che le indagini facciano il proprio corso: occorre invece dichiarare quali sono le intenzioni di questo Consiglio rispetto al tema delle discariche. In questo momento è necessario capire che cosa si vuole fare dal punto di vista politico e cosa si può fare dal punto di vista tecnico, per garantire e tutelare i cittadini e tutti noi. Da quando è aperta la discarica si sono succedute una decina di Giunte regionali: c’è quindi una responsabilità complessiva della politica, che dimostra una debolezza della politica stessa. È il sistema in sé che non funziona, e la sua instabilità non consente di individuare chiaramente le responsabilità. L’obiettivo che dobbiamo porci non è adesso stabilire chi ha più colpe di altri, perché questo è il lavoro della magistratura: dobbiamo invece predisporre gli atti che rispondano in modo chiaro a chi ci chiede di tutelare la salute collettiva, indipendentemente da chi è o sarà l’amministratore

«Il problema dei rifiuti esiste e va affrontato – ha rimarcato il capogruppo dell’UV, Luca Bianchi -: cinque anni fa quando si è approvato il progetto della discarica di Pompiod, la realtà era che i rifiuti inerti e speciali dovevano essere conferiti fuori Valle, con costi molto alti per gli imprenditori valdostani. Era quindi necessario ovviare a questa situazione. È indiscutibile che oggi l’autorizzazione del 2010 – che va fino al 2020 – è stata estesa con un aumento dei codici CER autorizzati, così come c’è stato un incremento di rifiuti provenienti da fuori Valle. La risoluzione che abbiamo depositato va proprio nella direzione di impegnare il Consiglio ad approvare le opportune modifiche legislative per porre vincoli all’accettazione di rifiuti provenienti da altre regioni, con lo scopo di contenere la movimentazione dei rifiuti sul territorio regionale. Riguardo all’attualità, ho la massima fiducia nell’autorità giudiziaria affinché faccia luce sulle tipologie di rifiuti conferiti.»

Il consigliere Elso Gerandin (Mouv’) ha osservato: «Probabilmente la politica ha sottovalutato l’apertura di queste tipologie di discariche, non penso si debba parlare di malafede. Ora però la situazione è grave e non abbiamo ben chiare nemmeno le conseguenze. Ben vengano la creazione dei Comitati e la presentazione di petizioni. Non basta dimostrare solidarietà ai cittadini, è il momento di mettere chiarezza su questo percorso. I gruppi Mouv’, Lega VdA e Misto presenteranno una risoluzione al riguardo

La presidente del Consiglio, Emily Rini (PNV-AC-FV), ha espresso «preoccupazione per quanto accaduto in questi giorni: attendiamo gli esiti dell’operato della magistratura, verso la quale abbiamo piena fiducia. Come amministratori pubblici abbiamo il diritto e il dovere di chiedere che ci sia la massima trasparenza nella gestione di un argomento come questo. Dobbiamo quindi essere prudenti, senza cavalcare allarmismi e senza andare al di là di quelli che sono i dati oggettivi: dobbiamo veicolare informazioni esatte, nonostante la complessità della questione. Dal punto di vista politico, Front Valdôtain è contrario a progettare discariche che possano accogliere rifiuti da fuori Valle: occorre però andare al di là degli steccati politici per esprimere una posizione collettiva.»

Il presidente della terza Commissione, Alessandro Nogara, ha precisato: «La priorità è risolvere la problematica e questo richiede la massima condivisione. È vero che la relazione di Commissione è scarna, ma si è ritenuto molto più utile che tutto il materiale fosse messo a disposizione dalla comunità.  Se non abbiamo optato per lo streaming è stato soltanto per evitare campagne elettorali fuori luogo. Ora non serve lanciarsi reciproche accuse o cercare di assumersi meriti ma lavorare per trovare soluzioni concrete.»

Per il capogruppo di Stella Alpina, Pierluigi Marquis, «è sbagliato affrontare questa tematica in questo modo, perché abbiamo discusso per sei ore di questo argomento senza al momento trovare una soluzione concreta. La politica, se vuole essere responsabile, deve affermare dei principi, primo fra tutti il far confluire nelle discariche prodotti di prossimità, circoscrivendo la movimentazione di rifiuti sul territorio. Io ritengo che sia giunta l’ora di trovare una sintesi che affermi questi principi da introdurre e da attuare nella legislazione vigente. È sbagliato minimizzare la questione, ma è altrettanto irresponsabile creare allarmismo nella comunità. È positivo che si siano creati dei Comitati di cittadini per sensibilizzare la politica, ma non credo che questi abbiano bisogno di gruppi politici che vogliono intestarsi l’azione di difesa, pronti a cavalcare l’onda per accaparrarsi qualche like o qualche voto; hanno piuttosto bisogno della politica capace di dare una soluzione alle loro preoccupazioni.»

«La discarica – ha detto la Capogruppo di Alpe, Patrizia Morelli – è sempre stata oggetto di una preoccupazione comprensibile, da parte degli abitanti dell’area. Sono stati fatti dei passi avanti dagli anni Novanta a oggi, sia da parte dei cittadini sia da parte delle amministrazioni, anche per una maggiore consapevolezza di tutti. Stiamo quindi vivendo un cambiamento di mentalità, testimoniato dall’impegno dimostrato da migliaia di cittadini: non è una sconfitta della politica, ma al contrario un indice di maturità e partecipazione. Dobbiamo raccogliere le istanze dei cittadini e prenderci la responsabilità di amministrare, interrogandoci sulla bontà e sull’opportunità delle nostre decisioni: queste sono battaglie da affrontare tutti insieme, altrimenti saranno delle piccole vittorie di Pirro. Vogliamo inoltre ribadire qui la nostra fiducia nei confronti dell’ARPA e del Corpo forestale valdostano.»

Per il consigliere dell’UV Flavio Peinetti, «bisogna fare chiarezza sui ruoli: noi abbiamo degli strumenti politici – leggi, delibere, audizioni, sopralluoghi – che non sono quelli della magistratura. Io rivendico l’importanza e la serietà del lavoro che abbiamo fatto in Commissione nell’analizzare una tematica così delicata: ci siamo fatti un’idea della problematica grazie alle numerose audizioni e abbiamo condiviso delle conclusioni. Il risultato che auspichiamo è quello di portare un contributo che vada al di là dei soliti spot elettorali. Oggi dobbiamo dare una risposta: io credo che la risoluzione proposta dalla maggioranza possa essere condivisa e esamineremo anche le altre. Non è una risposta demagogica, ma concreta: un punto di partenza per iniziare a risolvere il problema. La gente da noi si aspetta questo

Il capogruppo della Lega Vallée d’Aoste, Andrea Manfrin, ha commentato: «È vergognoso che qualcuno voglia mettere il cappello su una questione tanto delicata vantandosi di quanto è stato bravo e convocando perfino una conferenza stampa. Forse sarebbe meglio farsi un esame di coscienza.»

«La gestione dei rifiuti – ha detto il Capogruppo di Rete Civica, Alberto Bertin – è emblematica dell’evoluzione di un sistema democratico. La partecipazione quindi non può che essere positiva: occorre spingere sull’utilizzo di strumenti partecipativi e inclusivi introducendone di nuovi, perché le decisioni che vengono prese in questo modo sono migliori. La discarica di Pompiod è un dossier da anni sul tavolo dei diversi Assessori: se si fosse intervenuti prima, forse non si sarebbero create queste situazioni. Lo stesso vale per la discarica di Issogne. Le ipotesi accusatorie per Pompiod sono gravi e inquietanti: siamo fiduciosi nell’attività della magistratura. Il nostro ruolo però è, a questo punto, un altro: quello di guardare al futuro. Occorre che il Consiglio si esprima: non si possono chiudere tutte le discariche di inerti in Valle d’Aosta, ma la nostra regione non può diventare il ricettacolo di rifiuti che vengono da ogni angolo del nord Italia. Dobbiamo fermare il business del “turismo dei rifiuti”, facendo in modo che questi viaggino il meno possibile e che le discariche raccolgano soltanto i rifiuti locali.»

Il capogruppo di Mouv’, Stefano Ferrero, ha preso atto «della volontà unanime di arrivare a una chiusura legittima della discarica e dell’indagine in corso da parte della magistratura. Qualora venisse accertato che siano state introdotte sostanze nocive, occorre attivarsi su due livelli di attenzione: quello sanitario, verificando che gli abitanti della zona non siano stati contaminati, e quello più economico, relativo alla bonifica. Dopo il danno, evitiamo la beffa di doverci accollare il costo di queste operazioni. Invito quindi il Presidente della Regione ad avviare le verifiche adeguate con l’ufficio legale

È quindi intervenuto l’assessore all’ambiente, Albert Chatrian (AV), specificando: «Occorre essere costruttivi su un argomento su cui siamo stati sollecitati ad intervenire grazie ai Comitati dei cittadini. Innanzitutto, voglio precisare che Issogne è stata autorizzata nel 2014 e Pompiod nel 2016: la politica era già a conoscenza di queste situazioni. Un mese e mezzo fa abbiamo approvato una mozione, e la Commissione ha fatto un lavoro ricco e lungo. Affrontiamo un’emergenza, perché la comunità è preoccupatissima: occorrono soluzioni che possano ridimensionare le preoccupazioni della cittadinanza. Dobbiamo rispondere con i fatti e lo faremo attraverso due declinazioni. La prima è politica, nella quale ribadiamo la nostra attenzione nei confronti della salute e chiariamo il percorso che l’ente pubblico può intraprendere in maniera legittima per revocare queste autorizzazioni.»

«La seconda declinazione, invece – ha proseguito l’assessore Chatrian -, prevede di procedere con una legge per porre limiti all’ingresso dei rifiuti. Abbiamo presentato due emendamenti al bilancio regionale per i quali auspichiamo un’approvazione unanime. Se c’è la legittimità amministrativa, la volontà politica è quella di revocare le autorizzazioni. È fondamentale affrontare la questione, ma senza strilli, senza voler puntare bandierine. Non vogliamo prendere in giro nessuno, semplicemente affermare ciò che possiamo fare: ridimensionare pesantemente il conferimento di rifiuti da fuori Valle e riavviare il processo del Piano rifiuti del 2015 facendo partecipare associazioni, Comuni, enti coinvolti, sperando di concludere entro la fine del 2020. La salute per noi resta al primo posto, siamo stati eletti per legiferare e migliorare la qualità di vita dei valdostani.»

Il presidente della Regione, Antonio Fosson, ha parlato di «Legislatura straordinaria con eventi imprevisti che rendono tutto più difficile: il sequestro di ieri ha dato un’accelerazione ad un problema che avevamo già iniziato ad affrontare in maniera diversa perché c’è una nuova sensibilità ambientale sia tra la gente, sia tra la politica. La nostra salute dipende dallo stato dell’ambiente. Il Governo ha presentato degli emendamenti in Finanziaria e c’è in programma una legge su questo. Vogliamo risolvere questo problema al più presto e in questo senso va la nostra risoluzione in un percorso aperto e condiviso.»

Interrogazioni a risposta immediata

Vivenda

Il gruppo Movimento 5 Stelle ha posto l’attenzione sul monitoraggio della società che fornisce pasti a scuole e ospedali in Valle d’Aosta. 

«È di pochi giorni fa – ha detto la consigliere Maria Luisa Russo (M5S) – la notizia che i Carabinieri del NAS di Aosta, in un’ispezione nei locali della Vivenda, azienda incaricata di fornire pasti a enti pubblici valdostani, in particolare a scuole ed ospedali, hanno riscontrato irregolarità. Ci chiediamo quindi se e quali controlli siano stati effettuati, nel corso del 2018 e del 2019, da parte dell’Amministrazione regionale e dell’USL per garantire un monitoraggio continuo e reale su questa società, che gestisce servizi così importanti per la nostra popolazione

L’assessore alla sanità, Mauro Baccega, ha riferito: «L’Amministrazione regionale non ha competenza sui controlli merceologici e di qualità, né operativamente per i controlli volti alla sicurezza alimentare, che sono invece in capo alla struttura USL. All’Assessorato spetta la pianificazione annuale dei controlli nella ristorazione collettiva attraverso il piano integrato dei controlli sulla sicurezza alimentare

Passando alla specifica attività dell’azienda Vivenda, l’Assessore Baccega ha spiegato essere «classificata ad alto rischio. I NAS hanno rilevato scarsa pulizia dei termobox, ed è un rilievo che non riguarda il servizio degli ospedali in quanto si utilizzano specifici carrelli. Nel 2018 sono stati effettuati da parte dell’USL 23 sopralluoghi nei reparti e 4 controlli nelle mense aziendali; ulteriori controlli sono stati effettuati sull’appalto. Nel 2019 sono stati effettuati 5 sopralluoghi nei reparti e entro la fine dell’anno ne sono previsti altri, tra cui 4 presso le mense. Sempre nel 2019 l’azienda ha introdotto un’ulteriore modalità di controllo che prevede attività quotidiana di supervisione da parte della struttura di dietologia. A seguito del verbale elevato dai NAS, l’USL ha provveduto a richiedere le penali, come da disciplinare di gara. Da parte nostra, continueremo un’attenta operazione di verifica, sollecitando l’USL ai controlli

La consigliere Maria Luisa Russo (M5S) ha replicato: «Stiamo parlando di malati e bambini, ovvero categorie per cui l’alimentazione è fondamentale. I NAS hanno verificato che i prodotti somministrati ai malati e ai bambini non sono quelli previsti dal capitolato. Ci troviamo di fronte ad un problema. Se il capitolato prevede prodotti di origine italiana, questi devono essere le materie prime con cui vengono cucinati i pasti. E i controlli devono verificare in modo puntuale che questo avvenga

Conferenza dei servizi sulla discarica di Pompiod

Il gruppo ADU-VdA ha riportato l’attenzione dell’Aula sulla discarica di Pompiod con un’interrogazione a risposta immediata, incentrata sullo svolgimento della conferenza dei servizi dello scorso 14 novembre. 

La consigliere Daria Pulz ha evidenziato: «Vogliamo sapere se, in quella sede, siano state rispettate tutte le disposizioni previste dalla legge regionale in materia di diritto di procedimento amministrativo e di accesso ai documenti, in modo da garantire la trasparenza tra l’Amministrazione regionale e i cittadini.»

L’assessore all’ambiente, Albert Chatrian, ha risposto: «Per quanto mi è dato sapere, la conferenza dei servizi del 14 novembre scorso si è svolta nel rispetto della legge ed è stata aperta a tutte le associazioni che ne hanno fatto richiesta, nell’intento di garantire la massima trasparenza. In base a quanto mi è stato riferito, in quanto non sono componente della conferenza, la prima parte della riunione è stata dedicata all’illustrazione dello stato di fatto, durante la quale c’è stato il deposito di una memoria da parte del Comitato di Pompiod, quindi la sessione è stata riservata ai soli componenti della conferenza. Abbiamo sempre garantito il diritto di accedere agli atti di tutto il procedimento, ma bisogna anche tenere a mente la differenza tra partecipazione al procedimento, ammessa a tutti i soggetti che hanno interessi di parte, e di partecipazione alla conferenza dei servizi, che la normativa riserva ai soli componenti che devono dare pareri.»

La consigliere Daria Pulz, nella replica, ha osservato: «Sono penalizzati coloro che difendono gli interessi dei cittadini: in questo caso le associazioni ambientaliste e il Comitato di Pompiod. Mi è stato riferito che i Sindaci hanno preferito non proferire parola: ci si chiede chi debba allora difendere i cittadini se non i primi cittadini stessi? Stiamo parlando di un conflitto tra interessi pubblici e interessi privati: è normale che un’Amministrazione regionale, che si dichiara fieramente autonomista, si mobiliti per garantire interessi privati? Forse è bene che riflettiate se non volete essere sommersi da una montagna di firme.»

Interrogazioni

Nuovo corso per operatori socio-sanitari

L’assessore alla Sanità, Salute e Politiche sociali Mauro Baccega ha risposto a un’interrogazione relativa all’organizzazione di nuovi corsi per Operatori Socio-Sanitari (OSS), posta dal Mouv’.

«La professione dell’Operatore Socio Sanitario (OSS) in Valle d’Aosta è molto richiesta – ha dichiarato l’assessore Mauro Baccega  e vi è una continua necessità di tale figure, sia da parte dell’Azienda USL che da parte delle Unité des Communes a cui spetta la gestione delle residenze socio assistenziali.
Segnalo che oltre al reclutamento di nuove OSS attraverso il recente corso per giovani disoccupati, l’Azienda USL ha da poco terminato l’espletamento di un concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’assunzione a tempo indeterminato di OSS, categoria B. E’ attualmente in corso di formazione la graduatoria ufficiale ma comunque è già stato pubblicato l’elenco dei candidati idonei che si compone di ben 103 persone. L’Azienda USL prevede nel prossimo futuro di assumere almeno 83 OSS che rientrano nel piano di stabilizzazione.
Per quanto di competenza dell’Assessorato – ha aggiunto Baccega – posso dire che, in riferimento all’Avviso pubblico per il finanziamento di iniziative formative finalizzate all’occupazione e promosse dagli organismi di formazione accreditati 2019/2020, ho recentemente scritto alla società Projet Formation segnalando che si condividono gli obiettivi e le finalità presenti nella proposta progettuale denominata “Formazione di base OSS 2020”, esprimendo la nostra adesione in qualità di promotore dell’iniziativa e sostenendone la realizzazione in caso di ammissione a finanziamento.
Il progetto, infatti, è in fase di valutazione da parte del Dipartimento Politiche del lavoro e prevede l’organizzazione di un corso di formazione di base OSS 2020 rivolto a 16 soggetti adulti disoccupati di età compresa tra i 25 ed i 67 anni non compiuti, della durata di 1000 ore.
In caso di approvazione si prevede che il progetto avrà inizio nel mese di marzo 2020».

Per quanto riguarda le risorse a disposizione, l’assessore ha sottolineato che «i fondi, a valere sul Fondo Sociale Europeo, sono in capo alla struttura Politiche della formazione, dell’occupazione e dell’inclusione sociale. In caso di approvazione i fondi saranno trasferiti alla Struttura Assistenza economica trasferimenti finanziari e servizi esternalizzati del nostro Assessorato. In caso di non approvazione, invece, il progetto potrebbe essere ripresentato in successive finestre dell’avviso pubblico per l’occupabilità 19AH – avviso pubblico per il finanziamento di iniziative formative finalizzate all’occupabilità e promosse dagli organismi di formazione accreditati. In sintesi, stiamo lavorando per incrementare nella nostra regione il numero di OSS».

Mont de La Saxe

Con un’interrogazione, il gruppo Lega Vallée d’Aoste ha chiesto quali saranno i tempi di avvio e di realizzazione della “galleria drenante/bypass” del fenomeno franoso del Mont de La Saxe, a Courmayeur, e se l’intervento, quantificato in 9 milioni di euro e inserito nella pianificazione dei lavori pubblici allegata al DEFR 2020-2022, troverà copertura finanziaria nel prossimo bilancio regionale.

L’assessore alle opere pubbliche, Stefano Borrello, ha confermato «l’ultimazione dell’opera di contenimento degli scenari di eventi minori (pari a circa un milione di metri cubi) legati alla frana. Il vallo è pienamente funzionante e le procedure di collaudo dal punto di vista amministrativo sono in ultimazione. Il bypass consiste in una galleria da scavarsi sulla sponda sinistra della Dora di Ferret, al di sotto dello scivolamento della frana, con un compito multiplo: da una parte regolare il deflusso delle acque nel caso di frana, dall’altra permettere il drenaggio delle acque che percolano all’interno della frana, oggi raccolte da un’ampia rete di drenaggio sotterraneo, necessitante di continua manutenzione. La quantità di acqua raggiunge portate considerevoli, circa 100 litri al secondo nel periodo tardo primaverile/estivo e 30 litri in inverno. L’Amministrazione regionale deve ragionare su come veicolare quest’acqua, che rappresenta una risorsa, sia dal punto di vista idro-potabile e/o idro-elettrico

«Questi drenaggi sono efficaci ma non possono essere considerati una soluzione definitiva del drenaggio del corpo di frana – ha proseguito l’assessore Borrello -: bisogna pensare al bypass. Il finanziamento di quest’opera, di circa 9 o 10 milioni di euro, è stato richiesto dall’Assessorato a valere sul programma della Presidenza del Consiglio dei ministri “Italia sicura”. Deve essere però sviluppata una progettazione, prevista nel bilancio 2020-2022 e nel Programma dei lavori pubblici in via di approvazione. Il prossimo anno saranno quindi redatti i documenti di fattibilità e sarà poi indetta la procedura di gara per la progettazione del bypass. Una volta conclusa questa fase, ci adopereremo per il reperimento dei fondi

Il consigliere Stefano Aggravi (Lega VdA) ha replicato: «L’intenzione dell’interrogazione era mantenere alto il livello di guardia su una zona purtroppo martoriata da questo fenomeno franoso. La messa in opera del vallo è molto importante per gli abitanti della zona, quella del Mont de la Saxe, contraddistinta da una grande produzione di acqua, per cui ritengo che potrebbe prioritariamente orientarsi ad un uso potabile. Sono anche molto soddisfatto di apprendere della copertura del finanziamento per la realizzazione del bypass

Ragni in Ospedale

Con un’interrogazione, il gruppo Lega Vallée d’Aoste ha posto l’attenzione sulla presenza di aracnidi nel presidio ospedaliero di Aosta, riportando l’episodio in cui un paziente sarebbe stato morso da un ragno violino. Il Consigliere Andrea Manfrin ha chiesto se siano state approfondite le cause di questo problema, se eventi simili siano stati segnalati e quali contromisure siano state messe in atto. 

L’assessore alla salute, Mauro Baccega, ha risposto: «Nei giorni successivi all’evento, il paziente ha segnalato di essere stato morso da un aracnide, fatto per cui è poi stato preso in carico. Rimane un dubbio su come sia stato individuato che l’aracnide fosse un ragno violino: la Direzione non è venuta a conoscenza di episodi analoghi occorsi negli ultimi anni. Il reparto dove è avvenuto il fatto è sottoposto a interventi regolari ordinari e straordinari di pulizia, anche se non può essere escluso che un insetto possa entrare in un luogo che è comunque aperto al pubblico. Ci sono massima attenzione e massimo controllo: possiamo individuare questo fatto come unicum nell’ospedale Parini di Aosta

Il capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, ha replicato: «Anziché minimizzare, sarebbe stato meglio approfondire la questione. L’affermazione che quanto sia avvenuto sia stato causato da un ragno violino è stata fatta direttamente dal personale ospedaliero: si dovrebbe lavorare quindi meglio per capire se ci siano stati altri casi come questo, e per scongiurare il loro possibile ripetersi. Garantire che chi entra in ospedale non esca con problemi in più rispetto a quelli con cui è entrato è il minimo che possiamo richiedere a un sistema sanitario.»

Segnaletica stradale

Con un’interrogazione, il gruppo Lega Vallée d’Aoste ha voluto affrontare il tema della segnaletica sulle strade della Valle d’Aosta, chiedendo quali figure si occupino delle scelte e del posizionamento di segnaletica verticale e orizzontale, che tipo di impegno è richiesto alla Regione nel settore e che interazione ci sia tra i responsabili regionali e quelli nazionali per l’applicazione dei segnali.

L’assessore alle opere pubbliche, Stefano Borrello, ha risposto: «Così come previsto dal Codice della strada, la gestione della segnaletica è in capo agli enti proprietari delle strade e ai Comuni. Per quanto attiene alle strade regionali, di cui si occupa l’ufficio Viabilità, la segnaletica orizzontale e verticale è posta in base alle esigenze del tracciato, secondo i progetti elaborati dai tecnici e professionisti incaricati e la normativa vigente. La verifica e il controllo sul posizionamento e sulla conformità della segnaletica vengono effettuati dal direttore dei lavori e dal direttore dell’esecuzione del servizio o dal responsabile del circolo stradale per gli interventi eseguiti dai cantonieri

«Mediamente – ha specificato l’assessore Borrello -, nell’arco di un anno, sulle strade regionali vengono poste in opera in amministrazione diretta (cioè direttamente dai nostri cantonieri) circa 140 quintali di vernice; la spesa per il solo materiale si aggira sui 20 mila euro iva compresa. Sempre annualmente, sui cinquecento chilometri di strade regionali vengono eseguiti lavori di segnaletica, di ripristino o ripasso delle linee di margine, con affido a operatori esterni con una spesa media di 300 mila euro, iva compresa. La competenza della manutenzione della segnaletica sulle strade statali spetta invece all’ANAS, che abbiamo provveduto a sensibilizzare. Infine, comunico che la deliberazione approvata dalla Giunta regionale nel 2016 ha previsto la possibilità di realizzare attraversamenti pedonali su piattaforme rialzate a determinate condizioni; su richiesta dei Comuni, sono effettuati sopralluoghi congiunti a seguito dei quali, se del caso, la Regione rilascia un nulla osta

Il consigliere Diego Lucianaz (Lega VdA) ha replicato: «Su strade diverse e in Comuni diversi, ho avuto modo di documentare la presenza di numerosi cartelli che danno indicazioni sbagliate: ad esempio, dossi che non esistono o limiti di velocità per cantieri non presenti sulla sede stradale. C’è un’invasione di cartelli, forse sarebbe il caso di dotare tutti gli uffici della stessa logica. E magari valutare un miglioramento della situazione per agevolare l’utilizzo dell’autostrada

Obblighi vaccinali

Con un’interrogazione, il gruppo del M5S ha chiesto chiarimenti sul caso di alcuni genitori di bambini iscritti alla scuola per l’infanzia, che si sono visti recapitare provvedimenti di esclusione da parte di dirigenti scolastici perché i figli non sono risultati in regola con gli obblighi vaccinali. Il Consigliere ha voluto sapere quanti casi di questo genere si contino in Valle d’Aosta sul totale dei bambini iscritti alle scuole per l’infanzia. 

L’assessore all’istruzione, Chantal Certan, ha risposto: «La normativa vigente prevede la decadenza dell’iscrizione per chi non ha assolto gli obblighi vaccinali. Nel 2019/2020 la scuola dell’infanzia vede iscritti 2.901 bambini: l’esclusione ha coinvolto 23 casi su 26 scuole, incluse quelle parificate, pari allo 0,8% della popolazione scolastica

Il capogruppo del M5S Luigi Vesan ha replicato: «È importante conoscere i numeri per capire il reale peso del problema. Se questo dato è corretto, vuol dire che oltre il 99% dei bambini è vaccinato e quindi si garantisce un’ampia immunità di gregge. Proseguiremo quindi con ulteriori atti ispettivi per capire come viene gestita la situazione, verificando la legittimità delle esclusioni.»

Interpellanze

Gioco d’azzardo patologico

L’assessore alla Sanità, Salute e Politiche sociali, Mauro Baccega è intervenuto per rispondere a un’interpellanza relativa agli interventi per la completa attuazione della Legge regionale n. 14 del 2015 in materia di dipendenza dal gioco d’azzardo patologico.

«Puntuali verifiche eseguite presso i competenti uffici della Presidenza della Regione – ha così risposto l’Assessore Baccega al primo quesito – non segnalano ad oggi sale da gioco e spazi per il gioco che continuerebbero a rimanere in attività in contrasto con le disposizioni normative.
In relazione ai controlli da effettuare, voglio precisare che la Legge regionale n. 14/2015 demanda ai Comuni la competenza di esercitare controlli ed eventuali sanzioni amministrative, oltre ad effettuare verifiche a campione riguardanti, nel corso di un anno, delle sale da gioco e degli spazi per il gioco in attività.
Ricordo inoltre che, alle verifiche poste in capo ai Comuni, si aggiungono i controlli effettuati dalle Forze di Polizia di cui ha parlato anche il Questore nella recente Conferenza della Legalità, controlli che non sono immediatamente funzionali alla legge regionale in questione ma che hanno invece natura più generale, riferita al rispetto della normativa statale sull’esercizio corretto del gioco lecito e del Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza. Si tratta di controlli effettuati con regolarità e anche su disposizione del Ministero dell’Interno, come quelli ancora recentemente avviati e realizzati a cura del Comando Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Questura.
Tornando agli adempimenti posti in capo ai Comuni – ha continuato  Baccega – intendo precisare che il Presidente della Regione ha recentemente inviato una nota sollecitando le Amministrazioni comunali a provvedere alla georeferenziazione dei siti sensibili, così come previsto dalla legge regionale, ricordando inoltre che l’onere del controllo è attribuito dalla legge proprio agli enti locali stessi».

In conclusione, l’Assessore ha riportato l’attenzione su due importanti operazioni in corso di svolgimento da parte dell’Assessorato sul tema GAP: la ricognizione dello stato di applicazione sul territorio regionale della l.r. n. 14/2015 e le attività di prevenzione e contrasto al GAP.   

Per quanto attiene alla ricognizione dello stato di applicazione sul territorio regionale della l.r. n. 14/2015, Baccega ha ricordato che «la Struttura competente dell’Assessorato, appena prima dell’ultima modifica intervenuta nel  luglio 2019 attraverso la legge regionale n. 10/2019, aveva avviato una collaborazione con il CELVA per addivenire ad un puntuale aggiornamento della situazione insistente sul territorio regionale. Tale attività, proprio in considerazione delle modifiche che dovevano essere apportate alla legge e al successivo recepimento da parte degli enti locali, sono state temporaneamente sospese. Ora, anche all’esito della nota del Presidente, è stata riavviata la collaborazione con i referenti del CELVA per procedere con l’aggiornamento dello stato di recepimento delle disposizioni di legge, anche al fine della relazione alla competente commissione consiliare permanente».

In merito alle attività di prevenzione e contrasto al GAP, Baccega ha precisato che  «nell’ambito del Piano triennale GAP 2018-2020, saranno messe in atto nei prossimi mesi la campagna di sensibilizzazione GAP in un’ottica più ampia; conferenze di sensibilizzazione sul territorio regionale, in collaborazione con il Serd; gli interventi nelle scuole (sportello di ascolto, formazione ai docenti, incontri per i genitori e per gli studenti); la formazione degli operatori del Dipartimento di salute mentale (DSM), del SER.D., operanti nell’ambito dei disturbi del comportamento alimentare (DCA), degli psicologi dell’area minori, dei neuropsichiatri infantili, dei dietologi, degli assistenti sociali dell’Azienda USL.
Saranno inoltre previste misure di sostegno per le iniziative di promozione della legalità e della sicurezza sul territorio regionale  volte all’informazione, all’educazione e alla sensibilizzazione sui rischi derivanti dall’abuso del gioco d’azzardo, per le quali la Giunta regionale, nella seduta del 14 novembre 2019, ha approvato i criteri e le modalità di erogazione».

Aumento dei tributi per i rifiuti da fuori Valle

In un’interpellanza, i gruppi Movimento 5 Stelle e ADU-VdA hanno posto l’attenzione sulla rideterminazione del tributo per il deposito in discarica di rifiuti speciali. 

Il capogruppo Luigi Vesan (M5S) ha spiegato: «La legge regionale 31/2007 prevede che il tributo per il deposito di rifiuti speciali in discarica venga approvato entro il 31 luglio di ogni anno a valere sull’anno successivo. Ci chiediamo se, vista l’attualità del tema e l’importanza di rispondere celermente alle richieste dei cittadini, non sia giusto predisporre un disegno di legge urgente per spostare il termine della definizione del tributo al 31 dicembre di ogni anno, individuando da subito nuovi importi che potrebbero essere applicati già dal gennaio 2020 anziché dal gennaio 2021. Si potrebbe far seguire a questa legge l’iter della finanziaria, vista la sua incidenza sul bilancio regionale».

L’assessore all’ambiente Albert Chatrian, nella risposta, dettagliando la procedura prevista dal protocollo, ha dichiarato: «Ieri abbiamo approvato una risoluzione che impegna il Consiglio ad approvare una nuova tariffa, che porti a disincentivare il conferimento di rifiuti dall’esterno rispetto ai confini valdostani: rivedremo quindi la cosiddetta “ecotassa”. Non possiamo però farla decorrere prima del 1° gennaio 2021: è la legge statale che stabilisce che il tributo venga aggiornato al 31 luglio di ogni anno, per poi entrare in vigore l’anno successivo. Va da sé che la Regione non può stabilire l’adeguamento del tributo oltre il termine del 31 luglio e non può prevedere l’anticipazione dell’applicazione dello stesso. Avremo modo di confrontarci anche attraverso un disegno di legge ad hoc, pensato per entrare nel dettaglio della questione, all’inizio del prossimo anno: questa rivedrà anche il contributo, arrivando a un massimo di 25,82 euro contro l’attuale importo di 5,16 euro

Replicando, il capogruppo Luigi Vesan ha detto: «Approfittando delle nostre specifiche competenze potremmo agire più rapidamente. I nostri margini di autonomia sono dimostrati da quanti elementi di questa legge nazionale abbiamo modificato con le norme regionali, variando anche gli importi dei contributi. Possiamo quindi modificare tutto ma non le tempistiche? I nuovi gettiti delle tariffe potrebbero poi essere utilizzati proprio per la gestione dei rifiuti, come la stessa normativa nazionale stabilisce. Una maggiore disponibilità di risorse non dovrebbe essere un problema per chi predispone il bilancio

Corso-concorso per segretari comunali

Un’interpellanza illustrata dal gruppo Ambiente Diritti Uguaglianza VdA ha riportato l’attenzione sul corso-concorso per il reclutamento dei segretari degli enti locali valdostani.

La consigliere Daria Pulz ha ricordato come «la legge votata dal Consiglio il 19 settembre scorso, peraltro con grande ritardo, prevedeva la scadenza del 4 novembre per indire la prova selettiva per il corso-concorso. Il reclutamento è ormai molto urgente, considerati anche i prossimi appuntamenti con le elezioni amministrative, per evitare la paralisi del sistema degli enti locali più volte segnalata come rischio dal CPEL. Vorremmo avere indicazioni chiare sul bando per la realizzazione del corso/concorso e sui suoi tempi».

Il presidente della Regione, Antonio Fosson, ha riferito: «L’Agenzia regionale dei segretari degli enti locali della Valle d’Aosta ha avviato la procedura concorsuale in attuazione di quanto previsto dalla legge approvata da quest’Aula pochi mesi fa: l’estratto del bando di corso-concorso per il reclutamento di otto segretari è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale di martedì 12 novembre 2019: da questa data gli interessati possono presentare on-line la domanda di ammissione al corso-concorso accedendo all’apposita sezione “albo” del sito istituzionale dell’Agenzia dei segretari. Il termine di presentazione delle domande scadrà alle ore 24 del 12 dicembre; nel bando viene anche precisato che le date per l’accertamento linguistico e la prova preselettiva saranno rese note il 3 gennaio 2020 e quelle per le prove d’esame il 20 aprile 2020.  Se non ci saranno intoppi, stiamo centrando lo scopo di poter disporre di segretari in occasione delle prossime elezioni. Preciso infine che al momento non c’è nulla di ufficiale in merito ad un’eventuale impugnativa della legge: il rischio potrebbe riguardare in particolare la questione dello scorrimento e l’uso delle graduatorie

La consigliere Daria Pulz (ADU-VdA) ha replicato evocando «l’importanza per i Comuni di arrivare all’appuntamento elettorale senza avere l’acqua alla gola per una figura così fondamentale come il segretario comunale, che è il garante della legalità e del buon governo nei territori.»

Guardie ecologiche

I corsi per attribuire la qualifica di guardia ecologica sono stati al centro di un’interpellanza illustrata dal gruppo Ambiente Diritti Uguaglianza VdA.

«Da due anni – ha evidenziato la consigliere Daria Pulz – il Comune di Aosta ha chiesto alla Regione di poter organizzare i corsi per l’attribuzione della qualifica generica di “guardia ecologica” a dipendenti comunali, dopo che la Regione stessa aveva chiesto di sospendere questo tipo di formazione con l’idea di strutturare meglio il progetto e ampliarne la portata. Queste “guardie ecologiche” sono figure importanti per consentire agli Enti locali di migliorare il controllo del territorio, le pratiche ambientali e contrastare l’abbandono di rifiuti. Visto che il Comune di Aosta ha offerto gratuitamente l’apporto del proprio personale per lo svolgimento di alcune docenze per tutti i comuni valdostani, ci chiediamo perché il corso sia stato sospeso e non avviato: forse sarebbe giusto delegare le autorità di Sub-ATO per far loro organizzare il corso in autonomia.»

L’assessore all’ambiente, Albert Chatrian, ha riferito: «Il Comune ha la piena facoltà di organizzare questi corsi di formazione autonomamente, oppure in collaborazione con altri Sub-ATO di gestione dei rifiuti; non occorrono autorizzazioni o deleghe regionali. Le due strutture regionali competenti hanno comunque dato la propria disponibilità a fornire supporto, effettuando anche gratuitamente ore di lezione ai corsi eventualmente organizzati. All’epoca, l’interlocuzione si è fermata anche per problematiche connesse al coordinamento tra le attività di guardia ecologica e del personale con la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria operante nei Comuni, per la corretta applicazione delle eventuali sanzioni, che sono di competenza degli enti locali».

La consigliere Daria Pulz (ADU-VdA) ha replicato: «Ora quindi il Comune potrà procedere, così come potranno fare altri Sub-ATO. Ce ne rallegriamo: in questo momento occorrono più che mai persone formate ad hoc e magari anche retribuite, perché spesso il volontariato è chiamato a colmare quei vuoti che l’ente pubblico non riesce a riempire.»

Liceo Bérard di Aosta

Les problèmes structurels du lycée scientifique et linguistique Édouard Bérard d’Aoste ont été abordés par une interpellation du groupe Lega Vallée d’Aoste. 

Le conseiller Roberto Luboz a souligné: « Les lycéens ont été transférés du siège d’avenue Conseil des Commis dans d’autres locaux, compte tenu des lois courantes et surtout des règles para sismiques applicables aux bâtiments. Il faudrait une programmation sérieuse, afin d’envisager les priorités et de procéder à l’identification des interventions à promouvoir. Pour le lycée Bérard il s’agit d’une question structurale: nous voulons savoir de combien de classes se compose l’Institut, si les nouveaux immeubles identifiés temporairement sont conformes à la législation sur l’accessibilité pour les porteurs d’handicap et si le Gouvernement n’estime pas nécessaire de communiquer à l’Institution scolaire la démarche et les échéances des travaux

L’assesseure à l’éducation, Chantal Certan, a d’abord partagé «la nécessité d’une programmation des interventions pour ce qui est des bâtiments scolaires; programmation pour laquelle la Surintendance aux études, de concert avec l’Assessorat des ouvrages publics, est en train de travailler. Il faut tenir en compte le fait qu’on a beaucoup d’aspects à considérer et les solutions aux problèmes ne sont pas toutes immédiates

L’assesseur a répondu dans le mérite des questions: «L’institution scolaire Bérard pour l’année scolaire 2019-2020 a activé 29 classes, dont 18 déplacées dans le siège de rue Crétier et 11 dans la “succursale” de rue Piave. Depuis l’été 2018, pour l’utilisation des locaux de rue Crétier, l’Administration régionale a signé et élargi une nouvelle convention avec le Convitto Federico Chabod en tant que propriétaire afin de pouvoir placer les classes dans cette structure. Du côté est du Convitto l’accès aux classes aux étages supérieurs est possible par ascenseur, mais pas pour le côté ouest; toutefois, il s’agit d’un déplacement temporaire et, actuellement, aucun élève n’a de handicaps physiques. Le cas échéant, le dirigeant scolaire déplacera les classes intéressées au rez-de-chaussée. Je précise qu’avec ce choix on a respecté l’intention du lycée d’éviter le déplacement de certaines classes à l’établissement de la place Soldats de la Neige. Je vous informe enfin que mardi 26 novembre prochain on va signer le contrat des travaux de la première phase de “ristrutturazione e adeguamento alle normative di sicurezza”, pour un montant d’un million d’euros; la réalisation desdits travaux est prévue en 395 jours. Ce qui nous fait confier dans la rénovation du bâtiment du lycée

Le conseiller Roberto Luboz a affirmé «d’être réconforté par la réponse, surtout pour avoir évité l’emploi des locaux de place Soldats de la Neige: les étudiants l’ont définie “sede disagiata e fatiscente”. J’ai été informé au mois d’octobre d’une chute d’un élément en fer d’une balustrade, par chance on a pas eu de blessés. Je suis ravi de la signature du contrat d’adjudication des travaux et on continuera à suivre de près la question. Je remercie les étudiants du lycée qui ont voulu signaler cette situation dans le but de garantir à ceux qui viendront des classes conformes aux lois

Organizzazione del servizio socio-sanitario

In un’interpellanza, il gruppo Lega Vallée d’Aoste ha voluto affrontare il tema della dirigenza dei servizi socio-sanitari in Valle d’Aosta. 

Il consigliere Paolo Sammaritani ha dichiarato: «La legge nazionale 189/2012 stabilisce i criteri d’urgenza secondo i quali vadano individuate le figure di dirigenza nel settore sanitario. Si tratta di norme che, a sette anni di distanza, non sono ancora state recepite dalla Regione: la legge regionale che definisce i criteri adottati per l’Azienda USL è del 2000, e non accoglie quei metodi di selezione e di valutazione indispensabili per chi governa un settore cruciale come quello della sanità. Viste le criticità della realtà valdostana, ci chiediamo se siano state individuate delle linee di indirizzo per procedere all’adeguamento, seppur molto in ritardo, delle norme regionali alle indicazioni statali.»

L’assessore alla sanità, Mauro Baccega, ha risposto: «Per quanto riguarda il Collegio di direzione, era stato predisposto un percorso di legge di riforma che però si è fermato nel 2015. Abbiamo quindi predisposto un testo di norma sul quale ci siamo anche presi impegni con gli organi deputati alla contrattazione regionale della medicina convenzionata. Si è però deciso di unire questo percorso a quello parallelo di modifica dell’atto aziendale, in corso in questo momento. Per quanto riguarda la dirigenza sanitaria, invece, la legge regionale dice che per le nomine e la valutazione si devono adottare i criteri stabiliti a livello nazionale. In questo modo le norme regionali vigenti recepiscono non solo il decreto legge 158/2012, ma anche il testo che lo ha riformato e cioè il decreto legislativo 171/2016.»

«Sulla valutazione – ha continuato l’assessore – è poi previsto un accordo Stato-Regione che non è ancora predisposto, per garantire omogeneità d’azione tra le diverse regioni, con la creazione di un albo nazionale. In questo senso, le strutture dell’Assessorato hanno già predisposto una bozza di modifica della legge regionale per la procedura di selezione e la predisposizione di elenchi, per adattare la norma statale su scala locale per quanto riguarda la Direzione sanitaria e amministrativa. Il testo era già stato inviato per essere allegato alla legge di bilancio 2020-2022, ma è stata presentata la possibilità di inserire questo come emendamento al disegno di legge n. 43 (Disposizioni per l’attrattività del sistema sanitario regionale e la formazione del personale sanitario), che dovrebbe essere discusso in Commissione entro mercoledì prossimo.»

Il consigliere Paolo Sammaritani, nella replica, ha detto: «È un bene il recepimento diretto delle norme nazionali da parte della legge regionale, anche se occorre ancora fare dei passaggi non solo su scala regionale. Siamo quindi vicini alla soluzione per il Collegio di direzione: condivido che si possa trattare questo insieme all’atto aziendale, perché mi sembra razionale. Non ho ancora visto l’impianto della nuova struttura: di certo abbiamo recepito delle istanze da parte degli operatori del settore che mirano a far prevedere al suo interno la presenza di un medico di medicina generale, di uno specialista ambulatoriale interno e di un pediatra di libera scelta, per dare massima rappresentanza delle diverse componenti categorie in quest’organo che detta linee fondamentali per l’azione della nostra Azienda sanitaria regionale.»

Studi comparativi sulla Regione

I risultati di alcuni studi comparati tra le regioni italiane sono stati lo spunto per un’interpellanza presentata dal gruppo Lega Vallée d’Aoste. 

Il consigliere Nicoletta Spelgatti ha richiamato «notizie di stampa, nazionale e locale, secondo le quali la Valle d’Aosta presenta criticità che vengono ribadite in moltissimi studi che la comparano alle altre regioni italiane. Il crollo del PIL dal 2007 a oggi è dell’11%, la peggiore del nord Italia; lo stesso accade per la banda larga, dove la nostra regione è all’ultimo posto in una graduatoria guidata dalla Sicilia. Forse questo Governo mira a battere l’invidiabile record per il numero di volte in cui la Valle d’Aosta arriva ultima in classifica tra le regioni italiane nei vari studi comparativi dei dati sulle materie più disparate.»

Il presidente della Regione, Antonio Fosson, ha risposto: «Non tutti gli studi e non tutte le statistiche ci restituiscono dati negativi sulla Valle d’Aosta. In ogni caso, le nostre cifre sono così risicate che per perdere qualche posto in classifica basta veramente poco. Il Governo regionale ha ben presente le problematiche che interessano la Valle d’Aosta, problematiche che non sono certo di oggi, ma derivano dalla decennale difficile situazione economica italiana e internazionale tutt’altro che risolta e che, ovviamente, non può che riflettersi anche sulla nostra regione. Le linee di intervento che questa Giunta ha indicato nel DEFR e che saranno sviluppate dal prossimo bilancio regionale testimoniano la nostra attenzione alla ricerca di soluzioni di queste problematiche, in particolare per quanto riguarda le fasce di popolazione più in difficoltà, i trasporti e il lavoro

«Secondo la Banca d’Italia – ha specificato il presidente della Regione -, il 2018 costituisce un’annualità positiva, che porta a superare, anche a livello regionale, la difficile fase congiunturale degli ultimi dieci anni. Permangono certamente fattori di criticità che inducono ad essere cauti, ma i dati suggeriscono che l’economia valdostana sta recuperando terreno, con un significativo miglioramento dell’economia regionale, registrando un saldo positivo del PIL, rispetto all’anno precedente, dell’1,7% in volume reale.I miglioramenti registrati sul piano economico, si riflettono anche sui principali indicatori del mercato del lavoro

«Vorrei poi segnalare – ha aggiunto il presidente Fosson – che proprio qualche giorno fa sono stati pubblicati i risultati dell’indagine annuale sulla qualità della vita nelle Provincie italiane nel 2019: Aosta (cioè l’intera Regione per come è costruita l’indagine) continua ad essere al sesto posto assoluto preceduta solo da Trento, Pordenone, Sondrio, Verbano-Cusio-Ossola e Belluno, con ottimi o buoni posizionamenti nei diversi indicatori considerati dall’indagine. Sembra che la Valle d’Aosta sia posizionata piuttosto bene nella comparazione con altre zone d’Italia. Questo non vuol dire che non si possa fare meglio: io credo che lavorando tutti insieme sulle criticità e sulle situazioni a rischio ci sia la possibilità di riprendere qualche posizione

Il consigliere Nicoletta Spelgatti, replicando, ha osservato: «La mia domanda era ironica, mi auguro che l’intenzione sia quella di migliorare la situazione della regione, non battere un record negativo. La drammaticità dei dati consiste nel fatto che gli studi mettono in comparazione la Valle d’Aosta con tutte le altre regioni. Il problema è la politica: per smettere di sprofondare sempre di più, ridiamo la parola ai valdostani. Sono loro a dover decidere chi deve governare questa regione e imprimere finalmente un cambio di marcia

Commercio

Il settore del commercio in regione è stato oggetto di un’interpellanza presentata dal gruppo Lega Vallée d’Aoste, che ha portato l’attenzione sulle condizioni di sviluppo, e di un’interrogazione del gruppo Misto, che ha chiesto delucidazioni sugli interventi a sostegno. 

Il consigliere Luca Distort (Lega VdA) ha richiamato notizie di stampa secondo le quali «il 2019 viene definito “annus horribilis” da parte di Confcommercio, che parla di “un declino che porterà alla desertificazione dei centri storici e dei paesi”. Il commercio, oggi così in sofferenza, è fondamentale per la vitalità dei luoghi dove viviamo: chiediamo quindi quali confronti con le categorie e quali iniziative siano stati messi in atto, e secondo quali tempi. La sana amministrazione deve guardare alla prospettiva: quali strategie sono state messe in campo?»

L’assessore al commercio, Laurent Viérin, ha risposto: «L’anima vitale di una società è il commercio e la sua crisi si inserisce in una più globale. In termini generali – e la Valle d’Aosta non è esente – le cause del declino sono da individuare nella crisi economica mondiale, nell’introduzione dei principi europei della tutela della concorrenza, nell’avvento dell’e-commerce e di varie piattaforme con prezzi non sostenibili per le nostre piccole-medie imprese

L’assessore Viérin ha proseguito: «Oggi la sfida, a mio modo di vedere, risiede nella capacità degli imprenditori di creare reti locali; per essere competitivi occorre garantire qualità del prodotto e del servizio, avere competenza in marketing e rete di impresa. Noi vogliamo introdurre un sostegno a fondo perso sulla possibilità per le imprese di affidarsi alla formazione e al miglioramento delle competenze e della linea di impresa. Con le previsioni normative che abbiamo messo in piedi negli ultimi anni abbiamo salvato delle imprese, e penso alla sospensione del pagamento delle rate dei mutui per sette anni o la riduzione dei tassi di interesse. Nel pacchetto turismo, vogliamo combattere la concorrenza sleale rappresentata dalle attività che non seguono i crismi

«La nostra attenzione – ha concluso l’assessore al commercio – è commisurata alla situazione e fortunatamente i dati ci riferiscono di un trend in crescita rispetto agli scorsi anni. Non minimizziamo le nostre possibilità e assicuro che stiamo tenendo in considerazione tutte le varie sfaccettature della situazione della nostra regione, anche attraverso il lavoro di vari tavoli inter assessorili e con le categorie

Il consigliere Luca Distort (Lega VdA), nella replica, ha detto: «L’analisi dell’Assessore è condivisibile: ha individuato le criticità attuali; ma non è mettendosi nei meccanismi della globalizzazione che risolveremo la questione. Noi dobbiamo concentrarci sulla qualità e sulle nostre eccellenze. Dobbiamo credere e sostenere le attività tipiche del nostro territorio, promuovendo filiere virtuose nei vari campi, dai beni culturali al settore alimentare e dell’artigianato, in modo da attrarre il maggior numero di persone nella nostra regione e gli imprenditori sapranno fare il resto, è il loro lavoro. Non dobbiamo sostituirci all’imprenditoria, ma disciplinare le norme in tutti i modi, affinché i commercianti siano messi nelle condizioni di operare. È necessario che l’Amministrazione sappia gestire piani interdisciplinari di valorizzazione di tutti i settori e con quest’ottica bisogna procedere schiacciando fino in fondo l’acceleratore

Il consigliere Claudio Restano (GM) ha aggiunto: «La detassazione per le piccole attività di montagna è importante. La nostra normativa sulle attività commerciali risale al 1999: il mio suggerimento è di sentire chi ha lanciato il grido d’allarme, con un confronto che porti ad una riforma della normativa sul commercio, sulle agevolazioni che possono essere messe in campo e sulle interazioni tra l’Amministrazione regionale e gli enti locali

Ferrovia Aosta-Pré-Saint-Didier

La riapertura della linea ferroviaria Aosta/Pré-Saint-Didier è tornata in discussione nell’Aula del Consiglio con un’interpellanza del gruppo Misto.

Il consigliere Claudio Restano ha evidenziato: «Abbiamo appreso dagli organi di stampa l’intenzione dell’Assessore ai trasporti di richiedere formalmente la riapertura della tratta: quali sono i lavori previsti e a quanto ammontano? Mi chiedo anche se i costi preventivati e flussi di utenti previsti rientrino nei parametri previsti relativamente alla valutazione costi/benefici e se non si ritenga opportuno aspettare l’approvazione del Piano regionale dei trasporti.»

L’assessore ai trasporti, Luigi Bertschy, ha confermato «la volontà politica di dare seguito alla legge 22 del 2016 che ha stabilito la riattivazione della linea ferroviaria Aosta/Pré-Saint-Didier e al Programma strategico di interventi approvato a luglio 2019: da qui a fine anno lavoreremo per mettere il proprietario dell’infrastruttura RFI di fronte alle sue responsabilità. Faremo una formale richiesta a RFI di attivare gli investimenti necessari per ridare alla linea la sua funzionalità, che nel frattempo deve essere mantenuta in quanto si tratta di una linea sospesa.»

Rispondendo puntualmente ai questi posti, l’assessore ha riferito che «i lavori necessari per la riapertura riguardano il rinnovo di binari e traverse, l’adeguamento e l’impermeabilizzazione delle gallerie, la manutenzione generale degli impianti di sicurezza, di telecomunicazione e di stazione. L’importo inizialmente stimato da RFI risultava di 15 milioni di euro: nel corso dei numerosi incontri avuti è emerso che, a seguito di uno studio effettuato da RFI, il costo per l’aumento del carico assiale a 18 tonnellate per asse ammonta a 5 milioni di euro così come sono stati rimodulati i costi per la riapertura della tratta che oggi si stimano in 40 milioni di euro. È evidente che la linea potrà essere riaperta quando avrà riacquisito la sua funzionalità in termini di qualità e di efficienza. Ci stiamo confrontando con RFI per capire come vorrà lavorare. Inseriremo nel Piano regionale dei trasporti il prolungamento della linea fino a Courmayeur (ipotesi tram-treno), mentre per le azioni ordinarie per riavviare l’esercizio ferroviario Aosta/Pré-Saint-Didier riteniamo che la legge 22 e il Programma strategico abbiano già dettato a RFI la nostra volontà di riutilizzare la linea nel più breve tempo possibile. Non viviamo nel mondo delle favole: la Valle d’Aosta è stata trascurata negli anni da RFI, facendoci sudare per ottenere investimenti per la tratta principale e quindi dovremo sostenere con forza e in maniera corale le nostre richieste per riavere una ferrovia funzionante su tutto il territorio.»

Il consigliere del gruppo Misto Claudio Restano ha replicato: «Se ho capito bene corriamo il rischio di spendere 40 milioni di euro per ripristinare la tratta e di non utilizzarla a causa degli alti costi di gestione. Anche noi siamo per la riapertura della tratta, ma anche per una progettazione diversa che garantisca innanzitutto l’utilizzo della stessa da parte dell’utenza: ci vuole quindi un progetto che non si limiti a migliorare l’infrastruttura ma che incentivi i cittadini ad usarla. È per questo motivo che riteniamo necessario inserire il progetto nel Piano regionale dei trasporti. Ci sorge un dubbio: perché anticipare i tempi e forzare la mano? Forse per rispettare gli impegni che una forza politica che vi sostiene vi ha imposto? La scadenza temporale può essere tranquillamente spostata rivedendo i vostri contratti di governo, perché il fine ultimo deve essere la qualità del servizio reso alla comunità e la trasparenza verso i cittadini.»

Variante alla SS 27

Con un’interpellanza, il gruppo Misto ha voluto fare il punto sul completamento della realizzazione della variante alla Strada statale n. 27 tra Etroubles e Saint-Oyen.

Il consigliere Claudio Restano, rappresentato che i lavori «iniziati nel 2011, risultano sospesi da quattro anni e su di essi graverebbe una situazione di pericolo derivante dall’ostruzione del torrente Artanavaz», ha chiesto quale sia lo stato dei luoghi, l’evoluzione della situazione e se sia ipotizzabile un danno ambientale, economico e di immagine. Il Consigliere ha anche voluto sapere se la Giunta regionale intenda intervenire ulteriormente con ANAS e Ministero per addivenire alla soluzione del problema e quali altre iniziative saranno poste in essere.

L’assessore alle opere pubbliche, Stefano Borrello, ha premesso che «c’è la necessità di un’ulteriore azione nei confronti di ANAS, perché la difficoltà attuale è quella dei rapporti con i referenti di area, che cambiano in continuazione: cercherò di avere un contatto con il nuovo responsabile quanto prima e sto aspettando risposta per un appuntamento con i referenti nazionali, così come sensibilizzerò il Ministro competente anche attraverso i nostri parlamentari.»

In merito ai quesiti posti, l’assessore ha letto quanto scritto da ANAS: «Le verifiche tecniche effettuate dall’ANAS, sia in merito agli accumuli d’acqua che alle aree di cantiere tutte, hanno dato esito positivo tale da non destare preoccupazioni in merito. È in corso l’emungimento dell’acqua presente nella galleria finestra, attività propedeutica al riappalto dell’intervento stesso in uno con il ripiego da parte del precedente appaltatore di mezzi e attrezzature ancora presenti. Il progetto esecutivo è in fase di verifica ai fini della validazione da parte del RUP (Responsabile unico del procedimento); i lavori di completamento rimangono quelli con priorità maggiore relativamente al territorio della regione Valle d’Aosta.»

«Una tematica che seppur lentamente – ha concluso Borrello – è in fase di evoluzione.»

Il consigliere Claudio Restano (GM) ha appreso «con piacere che l’Assessore si sia già mosso per sollecitare nuovamente l’ANAS. Sarebbe importante effettuare un’audizione in Commissione con il nuovo responsabile di area, coinvolgendo anche i Sindaci dei due Comuni, perché il danno economico al tessuto commerciale delle località è evidente. Purtroppo la previsione di apertura per l’inizio 2019 è saltata; ben venga quindi l’incontro con il Ministro e con il referente nazionale: se necessario per far sentire ancor di più la nostra voce, siamo pronti a far parte della delegazione.»

Competenze per procedimenti complessi

Con un’interpellanza, il gruppo Mouv’ ha chiesto approfondimenti sulla competenza per l’adozione di atti relativi a procedimenti complessi riguardanti enti diversi o organi collegiali.

«Traendo spunto dai processi autorizzativi sulla discarica per rifiuti inerti speciali di Chalamy ad Issogne, consistenti in semplici provvedimenti dirigenziali anziché in deliberazioni della Giunta regionale –  ha riferito il consigliere Elso Gerandin – mi chiedo come possano essere ritenuti congrui, rispettosi dei ruoli e validi, procedimenti del genere.Sulla base di quale norma provvedimenti dirigenziali possono superare delibere di Giunta? Vorrei anche sapere se si intenda confermare la competenza riservata alla Giunta per atti in cui si esprimono pareri o valutazioni che si configurano come decisioni finali rispetto a procedimenti complessi coinvolgenti enti diversi, organismi o organi collegiali.»

L’assessore all’ambiente, Albert Chatrian, ha risposto: «A queste domande i tecnici hanno già risposto in terza Commissione, chiarendo l’iter di quanto accaduto. La Giunta ha approvato il progetto definitivo della discarica di Chalamy nel 2014, insieme al piano di gestione e ai codici sui materiali conferiti. Quella stessa delibera ha messo come termine l’ottobre del 2018 per la fine dei lavori: a quattro giorni dalla scadenza, la società ha chiesto una proroga dei tempi; è quindi iniziata una procedura interna all’Assessorato. Quando l’iter è partito, c’erano sei diverse Strutture regionali in conoscenza alle comunicazioni: e l’Assessore in questione era proprio lei, Consigliere Gerandin, che quindi non poteva essere all’oscuro di quanto stava accadendo. Era quello il momento in cui si poteva bloccare la proroga.»

Il consigliere Elso Gerandin, nella replica, ha affermato: «La mia iniziativa voleva stabilire solo un punto: capire se le regole siano state rispettare. Non ho nulla da giustificare, perché mentre ero Assessore non sono state approvate né delibere di Giunta né provvedimenti dirigenziali: questi sono stati fatti nel gennaio 2019, quando l’Assessore era lei, collega Chatrian. L’atto poteva essere fermato in quel momento. Sono convinto che quegli atti non siano validi: la invito quindi a verificare, anziché cercare giustificazioni.»

Rinnovo delle cariche in Monterosa Spa

La presidente del Consiglio, Emily Rini ha riferito che è stato deciso di procedere con una breve discussione politica sulle nomine della società Monterosa Ski.

Ha quindi preso la parola il presidente della Regione, Antonio Fosson, sulle nomine di Monterosa ski da parte di Finaosta: «La Giunta ha ricordato a Finaosta in modo formale e all’unanimità le proprie responsabilità e competenze nella nomina dei vertici di Monterosa. La Giunta ha altresì ricordato a Finaosta l’ordine del giorno votato dal Consiglio e inviato tutti i pareri degli uffici regionali. Finaosta ha la responsabilità e il compito di nominare in completa autonomia i vertici della società. Sottolineo come il nuovo Consiglio di amministrazione, completamente modificato rispetto al precedente, debba essere valutato per la sua azione e il suo lavoro

«Il problema – ha detto il consigliere Stefano Aggravi (Lega Vallée d’Aoste) – è che la direzione delle società partecipate è a corrente alternata: quando ci sono situazioni difficili, la Regione concede autonomia gestionale a Finaosta e alle altre partecipate. In altri casi, invece, la Giunta fornisce indicazioni puntuali su come queste debbano agire. A questo punto ha senso augurarsi che nel prossimo piano di razionalizzazione delle partecipate, Finaosta smetta di essere definita come “in house”, perché questo tipo di società deve fare ciò che l’ente controllante indica».

Il consigliere Elso Gerandin (Mouv’) ha sostenuto: «Il presidente della Regione ricopre una figura istituzionale, non è un postino: è inaccettabile che affermi di aver proceduto ad una mera trasmissione di ordini del giorno approvati dal Consiglio regionale e dei pareri degli uffici. Il presidente della Regione ha l’obbligo di far rispettare questi atti ed è grave che non l’abbia fatto. Non può lavarsene le mani, e ci chiediamo se non abbia voluto o non abbia potuto dare indicazioni alla Finaosta, la cui libera indipendenza quando fa comodo è messa in dubbio. Compromessi di tal genere non fanno il bene della Valle d’Aosta. Questa società ha un’importanza capitale per la Valle d’Ayas. Grazie per il regalo che ha fatto alla Monterosa Ski, che ha bisogno di poter lavorare con la giusta quiete

«Devo sottolineare – ha dichiarato il consigliere Claudio Restano (gruppo Misto) – il suo stato confusionale: in Capigruppo ha dichiarato che per la prima volta Finaosta si è comportata come si deve, salvo poi correggersi su indicazioni del presidente del Consiglio aggiungendo: per la prima volta durante il mio mandato. Adesso in Aula ha di nuovo modificato la versione: Finaosta ha agito come doveva. Il Consiglio regionale invece è stato delegittimato nell’ennesima occasione. Rispettiamo la scelta del nuovo CdA, anche se nutriamo qualche dubbio sulla sua efficacia. Chiediamo discontinuità, e chiediamo rispetto per gli impegni che ci siamo assunti. Devo ricordare il significato e il valore della parola data: un politico che non la mantiene non è degno di ricoprire tale ruolo. Lei, Presidente, aveva assicurato che avrebbe dato le dimissioni se non ci fosse stato cambiamento: e invece è ancora qui, disattendendo le sue promesse.» 

Il presidente della seconda Commissione, Pierluigi Marquis, è intervenuto facendo riferimento all’audizione del Presidente di Finaosta in sede di esame del bilancio: «Ci è stato spiegato che hanno ottemperato agli obblighi che derivano dalla gestione della società e che la Giunta regionale ha trasmesso, tra gli altri atti, anche la volontà espressa dal Consiglio Valle, al fine di tenerne conto nell’ambito delle decisioni da assumere. Non si tratta di un progetto di continuità, perché si è provveduto ad una riorganizzazione dell’assetto societario. I vertici di Finaosta hanno infine espresso l’auspicio che la Monterosa Ski si riaccorpi delle funzioni decisorie prima delegate ad una sola persona, in un’ottica di rafforzamento della gestione collegiale della società. Mi preme sottolineare che i desiderata politici e le responsabilità amministrative a volte non collimano, come in questo caso.» 

Il capogruppo di Rete civica, Alberto Bertin, ha evidenziato: «È ora di affrontare il problema delle nomine con una revisione della normativa di riferimento, già nella passata legislatura avevo presentato una proposta di legge sul tema e riproposta in questa. Non va rimandata oltre. Sul caso specifico, non voglio entrare nel merito dei nomi scelti: il punto è che Finaosta non ha accolto la risoluzione del Consiglio ed è un fatto grave

La consigliere Daria Pulz (ADU-VdA) ha osservato: «È vero che in Valle d’Aosta siamo in pochi, ma non così pochi da ritrovare ovunque le stesse facce. ADU-VdA è favorevole al riciclo, ma non ci pare opportuno far rientrare dalla finestra chi è stato fatto uscire dalla porta, e nemmeno ripescare vecchi personaggi della politica per rilanciare un comprensorio sciistico. A noi questa coppia, dalle idee troppo ristrette e legate ancora al carbone, mentre il clima sta collassando, proprio non piace.» 

Il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Luigi Vesan, ha dichiarato: «Le nomine sono sempre state purtroppo indicazioni di tipo politico, anche in questo caso ci troviamo con un amministratore che è ex-sindaco e con un presidente che è un ex-assessore: è risibile dire che queste non siano nomine politiche. Se questa è una schermaglia tra maggioranza e opposizione per dimostrare sostegno o meno, non è nostra intenzione partecipare. Argomenti ben più importanti devono essere discussi in quest’Aula».

L’assessore ai trasporti, Luigi Berstchy, ha concordato sull’esigenza che la Monterosa Ski «ritrovi serenità e che una migliore programmazione permetta di stabilire una maggiore collaborazione. Il nuovo Consiglio di amministrazione ha compiti rilevanti, primo fra tutti migliorare i rapporti col territorio che peraltro si era espresso per una continuità di gestione societaria. Oggi è importante voltare pagina, parlando finalmente della Monterosa come una società capace di creare sviluppo economico e una migliore immagine, definendo bene gli obiettivi, per sviluppare gli indirizzi politici. Ci sono progetti e obiettivi importanti da perseguire e mi auguro che i colleghi Consiglieri, pur con visioni e opinioni diverse, vogliano affrontare le varie questioni in un’ottica costruttiva

Gestione speciale Finaosta

In due interpellanze discusse congiuntamente, i gruppi Movimento 5 Stelle e Mouv’ hanno messo l’accento sulla Gestione speciale della Finaosta Spa. 

Il consigliere Luciano Mossa (M5S) ha richiamato «la relazione sul controllo della legittimità della regolarità della Gestione speciale per il periodo 2013-2017: secondo questo testo la sezione di controllo della Corte dei conti ha costantemente riportato come questa gestione assuma la fisionomia di una “gestione fuori bilancio”, non autorizzata da un atto specifico. Questa gestione porta a una forte opacità dei conti della società, che invece dovrebbero essere trasparenti agli occhi della Regione perché Finaosta Spa è una partecipata al 100%: diventa impossibile capire come siano state destinate alcune risorse pubbliche, venendo meno al principio di trasparenza e di completa conoscenza dell’utilizzo di queste somme. Ci chiediamo come si intenda rispondere alle segnalazioni della Corte dei conti, anche per tranquillizzare i cittadini valdostani sulla gestione di questi fondi e sul loro impatto sul bilancio regionale.»

Il consigliere Elso Gerandin (Mouv’) ha aggiunto che la Gestione speciale della Finaosta «riguarda molte e più importanti società partecipate, tra cui due società di scopo, NUV e COUP, in procinto di riorganizzazione, frutto di questa scelta politica. Non sarebbe più opportuno mettere fine a questa tipologia di società di scopo, create con il solo fine di eludere il Patto di stabilità in vigore all’epoca?»

L’assessore alle finanze, Renzo Testolin, ha premesso che «la relazione della Corte dei conti è attualmente all’esame degli uffici che hanno a disposizione 90 giorni per le determinazioni di competenza: il tema, particolarmente complesso sia sotto l’aspetto giuridico, sia sotto quello contabile e gestionale, merita un puntuale approfondimento.» L’Assessore ha quindi segnalato che «soprattutto dal punto di vista contabile, molte attività sono già state svolte e sono già in corso proprio per recepire le indicazioni fornite: la stessa sezione di controllo rileva che a decorrere dal 2017 i fondi giacenti presso la gestione speciale di Finaosta hanno trovato finalmente collocazione nel bilancio regionale così come non sono stati violati i limiti di indebitamento complessivo e come non siano state più autorizzate nuove operazioni di indebitamento/finanziamento.»

Secondo l’assessore Testolin, «la relazione della Corte dei conti deve essere esaminata dal punto di vista tecnico più che da quello politico: il lavoro svolto dalla sezione di controllo, durante l’anno 2019, ha fornito, infatti, un quadro completo della Gestione speciale e della finanziaria regionale presentando una situazione articolata e complessa, che ha risentito sia di una incertezza, stante una continua evoluzione normativa in materia di finanza pubblica nazionale (come il pluriennale contenzioso con lo Stato), sia di difficoltà finanziarie nella gestione della transizione. Quanto ai dubbi della sezione di controllo sulla legittimità costituzionale delle norme regionali riguardanti tale gestione e le ventilate ipotesi del loro carattere elusivo delle norme di settore, è bene ricordare che la questione non è stata censurata dal Governo, ai fini di un’eventuale impugnativa

In merito alle società NUV e COUP, Testolin ha precisato che «queste sono state costituite nel 2009 come società di scopo per la realizzazione di importanti investimenti, anche in riferimento ai tempi, nel pieno rispetto della normativa in essere. In merito al loro futuro, ricordo che le due società sono state oggetto di un recente atto di revisione da parte del Consiglio regionale che ne ha disposto la fusione che avverrà a brevissimo termine.»

Nella replica, il consigliere Elso Gerandin si è detto «d’accordo che questi rilievi debbano essere esaminati da un punto di vista tecnico, ma bisogna farlo anche dal punto di vista politico: sono rilievi preoccupanti se riferiti alla gestione corretta e trasparente di denaro pubblico e che mettono in forte dubbio la gestione speciale di Finaosta. Riguardo alle società NUV e COUP, anche se create nel 2009, con l’entrata in vigore delle regole sul Patto di stabilità, queste dovevano essere riviste: non figurando nel bilancio regionale, sono stati elusi il Patto di stabilità e le regole sanzionatorie. Quando approveremo il bilancio del prossimo triennio bisognerà avere già le idee chiare su questo.»

Il consigliere Luciano Mossa, nel prendere atto che «è stato demandato tutto agli uffici», ha auspicato che «il loro lavoro porti alla predisposizione di un bilancio trasparente sotto tutti gli aspetti. È vero, infatti, che la gestione speciale di Finaosta è stata inserita in bilancio regionale ma nel solo conto patrimoniale e non in quello finanziario, prospetto base per il calcolo dei limiti d’indebitamento. Restiamo in attesa delle risposte puntuali che darete alla Corte dei conti sui rilievi avanzati.»

Tramvia Pila-Cogne

Con un’interpellanza, il gruppo Mouv’ ha affrontato la questione dei fabbricati, del materiale e degli impianti realizzati nell’ambito del progetto della tramvia Pila/Cogne e al momento inutilizzati.

Il capogruppo Stefano Ferrero ha spiegato: «Da un sopralluogo che ho recentemente effettuato, è risultato come i fabbricati della stazione Acquefredde a Gressan siano in stato di completo abbandono, con la recinzione tagliata in più punti, gran parte dei locomotori e dei vagoni del trenino all’aperto, abbandonati alle intemperie, con evidenti segni di atti vandalici. Sono trascorsi circa 12 anni dall’abbandono del progetto del trenino: a chi fa capo la proprietà degli immobili e del materiale rotabile? A quanto ammontano i tributi pagati dal 2011 dall’Amministrazione regionale o eventuali altri enti partecipati e chi si dovrebbe occupare della manutenzione? Mi chiedo infine se il Governo regionale stia valutando un utilizzo alternativo dei locali, del materiale e degli impianti.»

L’assessore ai trasporti, Luigi Bertschy, ha risposto: «La proprietà dei fabbricati e del materiale rotabile, sia a Gressan sia a Cogne, è della Regione. Per quanto attiene al patrimonio immobiliare, nel 2012 è stata dichiarata con deliberazione della Giunta regionale l’inservibilità ai fini di trasporto pubblico e i beni sono stati inseriti nel Piano di alienazioni. In merito al materiale rotabile, si è conclusa da pochissimo una controversia con i fornitori e finalmente stiamo avviando le procedure di vendita. Sugli immobili attuali la Regione versa circa 4 mila 500 euro annui di IMU e circa 107 euro annui di TASI

«La competenza sulle manutenzioni dal 2012 al al 2015 è andata alla Società Pila – ha aggiunto l’assessore Bertschy -, poi, per contenere i costi, le manutenzioni sono state eseguite direttamente in economia dall’Assessorato alle opere pubbliche e in parte anche dall’Assessorato dei trasporti. Pertanto, non esiste un contratto di fornitura, non ci sono costi diretti.»

L’assessore Luigi Berstchy ha poi concluso: «Questo Governo si è preso carico anche di questo dossier, prendendo contatti e facendo sopralluoghi con la Società Pila e le Amministrazioni di Gressan e Cogne. La delibera del 2012 dava diverse indicazioni e al momento permane un effettivo interesse da parte di entrambe le Amministrazioni. Stiamo definendo un accordo di programma e poi provvederemo a finanziare le opere. Per la galleria, sono in corso valutazioni per utilizzarla per eventuali trasporti di reti tecnologiche o di gas; Cogne inoltre ha auspicato il mantenimento di una percorribilità pedonale per questioni di protezione civile. Nel prossimo periodo si avanzerà su questa linea; ribadisco che stiamo facendo il possibile per dare operatività al sistema

Il capogruppo di Mouv’, Stefano Ferrero, nella replica, ha affermato: «Rimane il punto interrogativo sui tempi per riutilizzare questi locali. La manutenzione eseguita è stata fatta davvero in economia, a vedere lo stato degli immobili e del trenino. Ci sarebbe da mettere in sicurezza il sito, riparando adeguatamente la recinzione e di impedire l’accesso. In questi ultimi dieci anni abbiamo inutilmente pagato tributi; seppur modeste, sono somme che si vanno ad aggiungere ai disagi e ai circa 30 milioni di euro già spesi. Noi continueremo a monitorare, voi fate in modo di non perdere ancora una volta il treno

Costituzione parte civile nell’inchiesta Geenna

In un’interpellanza, il gruppo Movimento 5 Stelle ha voluto portare la discussione sulla procedura per la costituzione di parte civile della Regione nell’inchiesta Geenna. 

La consigliere Manuela Nasso ha ricordato che «l’inchiesta Geenna e Libera hanno messo in luce presunte infiltrazioni mafiose in Valle d’Aosta, con l’attività di una “locale” di ‘ndrangheta che ha colpito in particolare i Comuni di Aosta e Saint-Pierre. Il Comune di Saint-Pierre proprio oggi si è costituito parte civile nel procedimento penale, e il Comune di Aosta sta valutando la possibilità di intraprendere la stessa strada: questo è un chiaro gesto simbolico a questo punto dell’inchiesta. Visti gli arresti che hanno colpito anche degli eletti nelle istituzioni, e nell’ottica di dare un forte segnale di scelta di legalità e di stigmatizzazione di comportamenti illeciti, chiediamo al Governo se intenda attuare la procedura per far sì che la Regione si costituisca parte civile in questo processo».

Il presidente della Regione, Antonio Fosson, ha risposto: «La situazione è oggettivamente molto grave, e forse non ce ne siamo resi conto abbastanza. La nostra azione però è completamente volta a ristabilire verità e trasparenza: in questo senso abbiamo agito con l’operato delle Commissioni d’inchiesta, che sono state composte con personalità di altissimo livello e attive per sei mesi. Il termine per inviare al Ministero le relazioni delle Commissioni era il 20 novembre: queste sono state quindi inviate diversi giorni fa

«È indubbio – ha continuato il presidente – che il radicamento di una “locale” della ‘ndrangheta sia estremamente grave.  Sin dai primi giorni da quando l’inchiesta è stata resa pubblica, la condotta è stata quella di tutelare la Regione: ci si è attivati subito per mettere in campo un “Difensore di persona offesa”, che è il passo precedente rispetto a quello della costituzione di parte civile: non appena ci saranno le possibilità formali, lo faremo sicuramente. Il nostro primo obiettivo è lavorare per la legalità

Nella replica, la consigliere Manuela Nasso ha dichiarato: «Le Commissioni d’inchiesta non sono state istituite dalla Regione, ma dal Ministero: non bisogna quindi prendersi meriti che sono di altri. Costituirsi come parte civile è un atto fortemente simbolico, per tutelare non solo l’immagine della Regione ma quella di tutti i cittadini valdostani. Aspettiamo quindi il momento in cui la Regione si costituirà effettivamente come parte civile.»


Il Consiglio regionale della Valle d’Aosta tornerà a riunirsi il 2 e il 3 dicembre 2019.

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