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Savt smentisce Démé

Il 25 gennaio 2019, Alessia Demé è stata eletta segretario generale del Savt; il 18 maggio ha rassegnato le dimissioni; il 26 luglio è stato eletto Claudio Albertinelli; il 27 novembre, Demé ha rassegnato le dimissioni anche da segretario di Savt-école.

La Segreteria confederale del SAVT si è riunita il giorno stesso, «per valutare le dimissioni presentate da 17 componenti del direttivo di Categoria Savt École e delle conseguenti dichiarazioni rese dalla Segretaria di Categoria agli organi di stampa».

Dal punto di vista funzionale il Savt precisa che l’attività della Categoria SAVT École continua a essere garantita dalla struttura operativa esistente, in attesa che il Savt École elegga il nuovo segretario di categoria.

La Segreteria ha deciso di sospendere l’accoglimento delle dimissioni dei membri del direttivo Savt École e «di convocare gli interessati per comprendere meglio le ragioni della loro scelta e, se possibile, fornire i chiarimenti utili a fugare tutti i dubbi, auspicando la ricomposizione dell’organismo dirigente. A tale incontro, oltre al Segretario generale, parteciperanno tutti i componenti della Segreteria confederale e il funzionario assegnato al settore scuola».

La Segreteria del SAVT ribadisce poi «che le dimissioni rassegnate dalla signora Démé Alessia a maggio 2019 dal ruolo di segretaria generale sono avvenute esclusivamente per motivi personali; ciò è comprovato dal fatto che la stessa, all’epoca, non è stata sfiduciata dagli organismi dirigenti ma, anzi, è stata invitata dagli stessi a rimanere alla guida del SAVT o per lo meno del Savt École, dove è rimasta finora senza che siano mai state ostacolate le relative iniziative sindacali nonché la conseguente autonomia. Per sua stessa dichiarazione, ha deliberatamente disertato le riunioni della Segreteria confederale, dove potevano essere discusse e risolte eventuali divergenze di opinioni».

In merito alle dichiarazioni rese da Démé sul tema della regionalizzazione del contratto scuola, la Segreteria del SAVT precisa «di non aver fatto altro che garantire continuità con le linee storiche consolidate nel tempo in materia, nel rispetto dello Statuto del Sindacato. A tal proposito si ricorda che tali concetti sono stati richiamati in ultimo nella relazione di Guido Corniolo al Congresso di dicembre 2018, nella relazione della Démé al Congresso Scuola, nonché nella risoluzione finale dell’ultimo Congresso Confederale (che la stessa Démé ha contribuito a scrivere e che è stata approvata all’unanimità dai congressisti), documenti che pongono la regionalizzazione come un obiettivo centrale della missione sindacale del SAVT. Tutto ciò premesso la Segreteria confederale, nella maniera più assoluta, non ritiene che la regionalizzazione possa costituire un argomento di dissenso politico all’interno del SAVT».

In merito alla presunta volontà dell’attuale gruppo dirigente di accorpare il settore scuola alla categoria del pubblico impiego, la Segreteria e il segretario Albertinelli, «nel confermare la volontà di costruire un unico settore pubblico con la sanità e la funzione pubblica, smentiscono categoricamente di aver anche soltanto ipotizzato di includervi la scuola e colgono l’occasione per ribadire l’importanza della categoria scuola, della sua autonomia e indipendenza all’interno del quadro confederale».

In ultimo la Segreteria, «nello stigmatizzare il comportamento adottato dalla signora Démé, che negli ultimi mesi si è rivelato improduttivo e non rispettoso dell’immagine e della storia del SAVT, cui compete prima di tutto la difesa dei lavoratori valdostani e non già la sterile polemica di carattere personale, considera la questione definitivamente chiusa».

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