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Al Parini e Beaureguard 400 letti tecnologici

Costata 839.000 euro, si concluderà il 12 dicembre 2019, la totale sostituzione degli apparati per la degenza obsoleti nei due presidi ospedalieri di Aosta

L’attività di consegna consiste nella fornitura, igienizzazione, collaudo, verifica della funzionalità, formazione e addestramento dei lavoratori e smaltimento dei letti dismessi, nonché sanificazione e riutilizzo dei materassi sia statici che dinamici attualmente in uso.

L’Azienda USL sta sostituendo i letti di degenza a movimentazione elettrica attualmente in uso, ormai tecnologicamente obsoleti, per dotarsi di beni che garantiscano la sicurezza dei pazienti allettati, specificatamente gli utenti agitati e con facoltà cognitive e/o intellettive compromesse, mediante soluzioni tecniche e dispositivi adeguati a prevenire le cadute accidentali e la riduzione della contenzione totale nonché a facilitare la gestione degli stessi da parte degli operatori sanitari. 

I circa 400 letti dismessi sono stati acquisti in leasing nell’anno 2004 e riscattati nel 2014, al costo simbolico di 1 euro cadauno (con un costo di manutenzione annuo, per garantirne ai sensi di legge la sicurezza e la funzionalità, alquanto elevato per l’Azienda).

Sotto il profilo formale i letti non sono arredi, bensì apparecchiature elettromeccaniche rispondenti alla Direttiva Macchine nonché apparecchiature elettromedicali conformi alla nuova norma CEI EN 60601-2-52 in vigore dal 1° aprile 2013 – nuovo standard internazionale sui letti a movimentazione elettrica di degenza.

Non essendo tali apparecchiature cedibili ai sensi del D.lgs 81/08, poiché fuori norma, devono essere trattate rispettando la normativa RAEE e le disposizioni della normativa europea in merito alle modalità di smaltimento dei rifiuti professionali.

Lo smaltimento in loco è stato previsto per tracciare la gestione dello smaltimento del rifiuto; minimizzare i costi, già di per sé onerosi, visto il peso e l’ingombro dei letti (150Kg e 3 mq. cadauno x 400 letti);

Il direttore amministrativo, Marco Ottonello, fa presente che «l’operazione in questione è stata in gran parte finanziata con risorse proprie aziendali, attraverso l’utilizzo delle riserve di bilancio».

Tutte queste spiegazioni sono dovute al fatto che Ambiente-Diritti-Uguaglianza Valle d’Aosta aveva criticato la demolizione dei letti dismessi in questi temrini: «Nel settembre del 2018 Adu VdA aveva presentato un’interpellanza in Consiglio regionale per chiedere spiegazioni circa l’abbandono di due camper, pensati come unità mobili e frutto di un investimento collettivo di oltre 220mila euro, parcheggiati nei magazzini dell’USL di Saint-Christophe: chiedeva se l’assessore intendesse sollecitare l’Azienda al fine di conoscere le possibilità di riutilizzo degli stessi per poter offrire visite e cure mediche gratuite. Non mancavano, infatti, le proposte di riciclo da parte di associazioni in grado di fornire immediatamente anche personale specialistico volontario. 

Ora, dopo oltre un anno senza risposte reali, apprendiamo di altri danni e beffe con la triste vicenda dei 400 letti ora distrutti dell’ospedale Parini, comprati dieci anni fa e ormai fuori uso per manutenzioni e riparazioni costose e, quindi, non più utilizzabili nelle loro funzioni integrali. 

Bisogna allora pensare a una conversione a letti fissi o valutare una rigenerazione? Forse quei letti avrebbero potuto essere utili, ad esempio, per un dormitorio, mentre ci sono persone che dormono in strada con questo freddo. Non risulta ufficialmente, però, che sia stato chiesto a nessuna ONG/Onlus di ritirarli prima che venissero disintegrati, accollandosi così anche il costo di smaltimento come rifiuti ospedalieri. 

Eppure è noto che letti manuali sono stati offerti da altri enti, attraverso un comunicato del CSV, e alcuni di questi sono in procinto di essere inviati in Ucraina presso un orfanotrofio per rifugiati e orfani di guerra; ne cura l’invio Marco Sarboraria, medico ospedaliero della rianimazione di Aosta che, dal 1992, opera in svariati Paesi del mondo sia lavorandovi che distribuendo materiali e farmaci recuperati. 

Eppure esiste un ufficio in ospedale che si occupa delle dismissioni: esse devono essere pubblicate e restare online per 10 giorni. 

Secondo quali criteri si dismettono materiali, a volte persino nuovi, o si decide la loro rottamazione? 

Crediamo che gli incredibili sprechi di denaro pubblico siano la conseguenza di una mancanza totale di ottimizzazione delle risorse attraverso il loro riuso: si ignora che esistono delle soluzioni alternative al macero, a fronte di una povertà sempre più diffusa anche a livello locale e a stanziamenti ormai ridicoli da parte della Regione Valle d’Aosta per la cooperazione internazionale e la solidarietà con i Paesi più indigenti. 

Servirebbe, come in tanti altri casi, una maggiore trasparenza. Dovrebbe essere pubblicato un bando d’asta chiaro sul sito dell’USL, ma l’ultima dismissione risale al mese di giugno 2019».

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