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Paron si dimette da assessore

Andrea Edoardo Paron (Uv), assessore a Istruzione e Rapporti con l’Università, Mobilità, Smart-city, Verde pubblico, Illuminazione pubblica e Arredo urbano del Comune di Aosta ha rassegnato le proprie dimissioni dalla Giunta nella mattinata di venerdì 29 novembre.

Spiega la sua decisione con queste parole: «L’evidente e sempre più marcato spostamento a sinistra della coalizione di governo, nonché la crescente aridità dell’azione politica della Giunta comunale, non mi consentono di proseguire ulteriormente questa esperienza amministrativa».

Paron sostiene che la sua scelta non ha nulla a che vedere con la vicenda processuale che lo vede coinvolto e per la quale il pubblico ministero ha chiesto la sua condanna a due anni di reclusione e 400 euro di multa, per turbativa d’asta e tentata turbativa d’asta: «sono accusato di fatti che non ho commesso, come confido sarà acclarato all’esito del processo che affronto con serenità e piena fiducia nella giustizia».

Ritiene infatti che «ben altri problemi andrebbero affrontati in un vertice tra forze politiche di maggioranza nel Comune di Aosta. I problemi di una città in lento ma continuo declino, amministrata con azioni disordinate e confuse, in cui si intersecano senza logica piani strategici, progetti difficilmente realizzabili, iniziative fantasiose».

Secondo Paron, «Si è persa la capacità di ascoltare i cittadini e le loro richieste più pressanti per una città più bella e curata, sottraendo costantemente risorse umane e finanziarie ai settori del Verde Urbano, dell’Illuminazione, delle Strade e dell’Arredo, settori che sono per una città il fondamentale biglietto da visita. Un quadro sconfortante, aggravato da impianti sportivi che chiudono, assenza di iniziative culturali, mancanza di manifestazioni di rilievo, dove si distingue soltanto ciò che è stato messo in campo dalla Giunta precedente, a partire dai Mercatini di Natale al Teatro Romano».

Dunque, in tale contesto «Si fatica a ricercare e trovare soluzioni anche nel breve periodo, che diano risposte certe e adeguate alle tante situazioni di criticità, nonché a fare un reale lavoro di squadra perseguendo obiettivi di un programma mai aggiornato nonostante le tante, inutili, richieste di questi anni».

Paron ritiene infine «Impossibile tacere sulla metamorfosi politica di questa coalizione, nella quale ormai non mi riconosco, che, partita sotto l’egida del Governo Renzi-Alfano, approda oggi al popolo delle “sardine”».

Dal punto di vista politico, da segnalare che Paron non si è dimesso da consigliere ma è uscito dal gruppo dell’Union valdôtaine e ha chiesto di iscriversi al gruppo misto di maggioranza.

La risposta di Union valdôtaine

A questa decisione il presidente di Union valdôtaine, Erik Lavevaz, replica così: «Ritengo che le dimissioni siano un gesto di responsabilità, visto il momento delicato che la città di Aosta sta vivendo. Spero anche, dal punto di vista personale, che la sua situazione possa chiarirsi al più presto. Devo anche prendere atto della sua iscrizione al gruppo misto di maggioranza, azione peraltro coerente con il fatto che non aveva già quest’anno rinnovato la sua adesione al nostro movimento. Conseguentemente stupiscono un po’ le sue dichiarazioni di giovedì 28 novembre alla stampa, quando si è detto stupito dal non aver ricevuto una telefonata dalla segreteria del movimento, visto che al movimento attualmente non è iscritto».

La risposta della maggioranza

 I movimenti politici che sostengono la maggioranza all’interno del Comune di Aosta dicono di aver preso atto con stupore delle dimissioni dell’assessore Andrea Paron. E aggiungono: «La riunione odierna era stata convocata pubblicamente, ed è quindi con rammarico che abbiamo appreso dagli organi di stampa delle dichiarazioni dell’assessore Paron perché non rendono merito ai quasi 10 anni da assessore al servizio della città di Aosta».

Union valdôtaine, Stella alpina e Partito democratico e il Gruppo misto di maggioranza affermano di accogliere favorevolmente «la volontà di concludere il suo percorso politico, continuando a sostenere l’azione del medesimo Esecutivo lasciato, attraverso l’adesione al gruppo misto di maggioranza nel Consiglio comunale».

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