fbpx
Inserisci una parola e premi cerca

Scambio email fra Riccarand e Morelli, insorgono le minoranze

Ha scatenato un putiferio l’articolo per mezzo del quale Gazzetta Matin ha reso pubblico uno scambio di email fra Elio Riccarand (Rete civica) e Patrizia Morelli (Alpe, presidente della prima Commissione del Consiglio Valle).

I Commissione La Presidente Patrizia Morelli
Patrizia Morelli

AduVdA ha diramato una nota, anche in considerazione del fatto che la consigliere Daria Pulz è citata nello scambio epistolare: «I dinosauri che minacciano Aosta non sono quelli comparsi recentemente all’Arco d’Augusto ma quei politici che hanno una concezione privata, come fosse “cosa loro”, della politica.
Apprendiamo dagli organi di stampa che Riccarand – che ricordiamo non è consigliere regionale e non era nemmeno un candidato –  avrebbe intimato alla presidente Morelli di evitare il confronto sulla nuova legge elettorale regionale e di bloccare l’audizione del costituzionalista Francesco Pallante, chiesta dalla consigliera Daria Pulz di Ambiente Diritti Uguaglianza. 
Ancora più grave, avrebbe richiamato la consigliera Morelli al rispetto del baratto: il via libera all’abbattimento del lupo – provvedimento contestato da tutti gli ambientalisti e che in Trentino Alto Adige è costato alle due Province la bandiera nera di Legambiente – e il sostegno alla posizione soft della maggioranza sullo scandalo Pompiod (anche in questo caso, contro le richieste dei comitati) in cambio della legge elettorale.
Una concezione della politica vecchia, basata sul ricatto e lo scambio.
Democraticamente brutta la risposta della Morelli, tesa a tranquillizzare Riccarand: la maggioranza audirà Pallante, ma non terrà conto dei suoi rilievi, perché tutto è già stato deciso o meglio barattato.
La salvezza delle poltrone dei consiglieri e del governo Fosson in cambio di un confuso Presidenzialismo alla valdostana.
Questo modo di fare politica fa schifo: è indecente e inaccettabile. Non risponde all’esigenza di garantire un governo trasparente alla cittadinanza che, ancora una volta, rimane esclusa da una narrazione di pochi, decisa a porte chiuse e dalle quali noi di ADU VdA prendiamo con forza le distanze
».

AduVdA specifica che, riguardo alla legge elettorale, la sua posizione è chiara:  «pretendiamo un dibattito ampio e approfondito su un provvedimento che avrà ricadute importanti sulla nostra comunità».

I gruppi consiliari Lega Vallée d’Aoste e Mouv’, assieme al consigliere Claudio Restano ritengono che il testo dei messaggi di posta elettronica tra la presidente della prima Commissione consiliare ed Elio Riccarand sia «assolutamente inaccettabile, gravemente lesivo dell’autonomia e del ruolo degli organi consiliari. Da quanto si legge emergono, da parte del Riccarand, indicazioni precise riguardo ai lavori della prima Commissione consiliare e addirittura toni ricattatori nei confronti della sua presidente in merito all’approvazione della nuova legge elettorale regionale e che assumono, di fatto, il significato di un ultimatum alla maggioranza regionale. Questi atti gravissimi sono compiuti non da un militante qualunque ma da un ex consigliere e assessore regionale che ha predicato bene e razzolato malissimo, atteggiandosi, in pubblico, a paladino dei valori democratici salvo poi utilizzare i più odiosi vecchi sistemi di ingerenza e ricatto politico, patrimonio della peggiore partitocrazia».

Per i gruppi Lega VdA, Mouv’ e Misto, «il silenzio dei consiglieri Bertin e Minelli su questa vicenda la dice lunga sull’imbarazzo di quanto pubblicato e conferma i sospetti che dietro al loro posizionamento in maggioranza ci sia un ricatto pilotato dall’esterno e non un accordo».

Quindi «condannano i metodi autoritari e antidemocratici che hanno caratterizzato questa sconcertante ingerenza nell’attività del Consiglio regionale, fermamente convinti che qualsiasi progetto politico serio e forte non possa basarsi su ricatti o imposizioni, ma sulla libera e consapevole scelta dei rappresentanti eletti».

L’indignazione di Rini

«In qualità di presidente del Consiglio ho l’obbligo di stigmatizzare l’indebita e inaccettabile ingerenza che ne emerge nell’ambito dello svolgimento dei lavori di un organismo istituzionale del Consiglio Valle», commenta Emily Rini, che si dice rammaricata per l’accaduto: «La politica deve essere proficua sintesi tra le diverse posizioni nell’interesse esclusivo dei cittadini: ognuno, nel proprio ruolo, deve fare il suo, ma sempre nel rispetto dell’altrui lavoro.»

La presidente si dice altresì «dispiaciuta, perché fatti come questo non fanno altro che screditare la politica tutta e con essa le Istituzioni.»

La risposta di Rete civica

A 24 ore di distanza dai fatti arriva anche la risposta di Rete civica: «Ancora una volta Rete Civica è l’obiettivo di un duro attacco di esponenti di alcuni partiti di opposizione. L’occasione è un articolo apparso sulla Gazzetta Matin che, decontestualizzando e fuorviando i contenuti come lo stesso Direttore del giornale ha riconosciuto, fa riferimento ad uno scambio di mail tra il nostro Elio Riccarand e la presidente della prima Commissione Patrizia Morelli.
Oggetto della missiva, datata 13 Novembre, sono i tempi di approvazione della pdl sulla riforma istituzionale che i 19 consiglieri firmatari del documento sui “reciproci impegni” hanno fissato per fine Novembre. In quei giorni si riteneva ancora possibile una approvazione, almeno in commissione, del lavoro che i consiglieri Bertin, Vesan, Mossa, Peinetti e Marquis avevano fatto nelle settimane precedenti nella sottocommissione (alla quale i suddetti partiti di opposizione non hanno voluto partecipare) studiando la questione e audendo esperti. Senza saperne le motivazioni apprendevamo della programmazione di una audizione del prof. Pallante, aggiuntiva a quelle già svolte, di per sé interessante, ma calendarizzata il 29 Novembre. Un’altra audizione il giorno in cui si è preso l’impegno di votare un parere definitivo? Che senso ha? Questi i quesiti che Elio Riccarand ha posto alla Presidente Morelli che ha prontamente risposto nel merito. 
Questione chiusa e successivamente superata dagli eventi.
L’articolo di Gazzetta però non si limita a dare conto di questo ma suggerisce, senza date, contesti e incollando citazioni da fonti diverse con significati diversi, che Rete Civica abbia scambiato appoggi o posizioni politiche su altri temi con un atteggiamento diverso nei confronti della riforma istituzionale in discussione. FALSO In nessun modo e con nessun interlocutore abbiamo mai trattato una posizione o un’altra su un tema che non fosse coerente con il nostro programma elettorale e con l’accordo  di Luglio dei reciproci impegni. In quell’accordo si stabiliscono, pubblicamente e in modo trasparente, dei temi su cui tutti i consiglieri si sono impegnati e un metodo collaborativo per affrontare gli altri.
Così abbiamo sempre fatto su ogni questione affrontata in Consiglio collaborando a migliorare e qualificare i provvedimenti proposti. Niente di più e niente di meno.

È però necessario fare due considerazioni:
C’è un fronte che non vuole cambiare il sistema politico valdostano e preferisce rimanere nel “porto delle nebbie” in cui siamo, fatto di ribaltoni, cambi di casacca, giunte semestrali, incapacità di programmazione e una lotta politica fatta di sotterfugi, attacchi personali, fakenews e insulti.
Noi vogliamo cambiarlo perché siamo convinti che, in questa fase storica, è nell’interesse della Valle d’Aosta e dei suoi cittadini.
La seconda considerazione è che la determinazione, la libertà e l’innovazione politica che Rete Civica sta cercando di immettere nel dibattito valdostano fanno evidentemente paura al punto che si cerca di spostare l’attenzione dal merito delle proposte alle singole persone che le sostengono. Accompagnando questo con le solite denigrazioni.
Vuol dire che siamo sulla buona strada
».

Potrebbe interessarti:

© 2019 All rights reserved.