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Rete civica: Assemblea con minaccia ai 17

Sabato 30 novembre, l’Assemblea di Rete Civica, si è riunita ad Aosta con due temi all’ordine del giorno: l’approvazione della Carta di Rete Civica e l’esame dello stato di attuazione del Cronoprogramma definito con l’accordo del 2 luglio 2019.

Una riunione chiusa ai giornalisti, della quale è quindi possibile dare conto esclusivamente sulla base della nota ufficiale diramata alle testate che, in relazione alla Carta, si limita a dire: «La Carta approvata è un documento che stabilisce le finalità di Rete Civica – realizzare una profonda trasformazione della politica valdostana e raggiungere obiettivi concreti per la collettività – e ne individua le modalità di organizzazione basata sul modello della rete e non su quello del partito».

Più ampia l’articolazione sul documento dei “reciproci impegni”: «Lo stato di attuazione del Cronoprogramma evidenzia il risultato pieno ottenuto sui primi punti con l’approvazione dei relativi provvedimenti. Su gran parte degli altri il lavoro è concretamente avviato ma l’obiettivo non è stato ancora raggiunto. Non tutto ha funzionato nel migliore dei modi e non sempre si è proceduto con la necessaria rapidità; ci sono stati errori (anche nostri), boicottaggi, ostruzionismi e complicazioni varie. Tuttavia l’Assemblea ha valutato che non si può certo parlare di fallimento sia per i traguardi già conseguiti – punti sulla ferrovia, legge sulla mobilità sostenibile – sia perché tutti gli obiettivi rimangono raggiungibili nell’ambito della collaborazione messa in campo con l’accordo a termine fra i “diciassette” e Rete Civica.

Sulla riforma istituzionale il traguardo ambizioso di approvare la legge entro fine novembre non è stato raggiunto e i partecipanti all’Assemblea, nel metterne a fuoco le cause, hanno espresso il proprio disappunto ma anche la convinzione che l’obiettivo sia raggiungibile con un reale sforzo congiunto, nel rispetto degli accordi presi. La Proposta di legge n. 50, depositata il 29 novembre 2019, è infatti in sintonia con i contenuti definiti negli “Impegni reciproci” di luglio ed è stata sottoscritta da consiglieri dell’UV, di Alpe-Uvp, di Stella Alpina, del M5Stelle e di Rete Civica. È un passo importante da valorizzare e sul quale lavorare per raccogliere le legittime preoccupazioni emerse da alcuni settori e contrastare i conservatorismi e gli attacchi che la proposta ha scatenato, da parte di chi vuole mantenere tutto così com’è per mantenere la propria piccola posizione di potere.

La prima Commissione ha ora 60 giorni per esprimere le sue valutazioni e il suo parere, poi la Pdl sarà obbligatoriamente iscritta all’ordine del giorno del Consiglio regionale. Il termine di verifica dell’attuazione del punto in questione è quindi spostato per i tempi tecnico-istituzionali strettamente necessari. Decorso tale periodo, non ci saranno più alibi: o si approva una legge di riforma coerente con gli impegni presi e sottoscritti oppure il non rispetto degli stessi comporterà l’automatico decadimento dell’accordo di luglio. 

Fino a quel momento Rete Civica proseguirà lo sforzo per un esito pienamente positivo degli impegni pubblicamente assunti e promuoverà incontri pubblici con i cittadini e confronti con le forze politiche (anche quelle non presenti in Consiglio), le associazioni imprenditoriali e le organizzazioni sindacali».

Tuttavia, anche se l’ultimatum appare chiaro e minaccioso, Rete civica non lo ritiene tale: «Nessun ricatto o diktat come qualcuno continua furbescamente a dire ma solo il bisogno di restituire coerenza, concretezza e credibilità ad una politica altrimenti vuota di significato».

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