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Lega: cronoprogramma fallito, si vada al voto

Il cronoprogramma voluto da Rete Civica per il suo sostegno alla maggioranza che governa la Regione autonoma Valle d’Aosta è stato disatteso.

Il calendario era il seguente:

  • Approvazione legge regionale per la mobilità sostenibile, luglio 2019
  • Programma strategico ferrovia, luglio 2019
  • Affidamento incarico definitivo progettazione elettrificazione, agosto 2019
  • Affidamento studio di fattibilità tram-treno del Monte Bianco, ottobre 2019
  • Affidamento studio di fattibilità ciclovia Pont-Saint-Martin- Courmayeur, ottobre 2019
  • Riforma istituzionale, novembre 2019
  • Programmazione ai fini della riapertura Aosta Pré-Saint-Didier, novembre 2019
  • Piano delle Politiche del Lavoro, dicembre 2019
  • Ampliamento delle esenzioni dal pagamento dei ticket sanitari, gennaio 2020
  • Nuovi criteri per rendere più attrattivo il Sistema sanitario regionale, gennaio 2020
  • Norma di attuazione acque, febbraio 2020
  • Linee guida di contrasto al cambiamento climatico, febbraio 2020
  • Valutazione dell’assetto organizzativo dell’assessorato alla Sanità, Salute e Politiche sociali, marzo 2020
  • Norma di attuazione in materia di politiche di inclusione, maggio 2020

Il risultato fa commentare a Lega Vallée d’Aoste: «Il 30 novembre è passato e la riforma elettorale, che era l’obiettivo principale di Rete Civica, non è stata approvata. Nonostante questo fallimento c’è però chi non si rassegna e, con l’invio di mail di una gravità inaudita, tenta sino alla fine di forzare i lavori della I Commissione. Tutto questo perché, non approvando la riforma di legge elettorale, Rete Civica sa perfettamente che non c’è più alcuna giustificazione al suo appoggio alla maggioranza».

Lega ritiene si tratti di «Una maggioranza, nata sulla base di un vero e proprio ricatto, che invece di ammettere la propria sconfitta, va avanti a “penultimatum” cercando di aggrapparsi al potere finché può».

Invece, secondo la Lega, «Rete Civica e la maggioranza tutta dovrebbero avere uno scatto di orgoglio e prendere atto con coraggio del fallimento del loro progetto, rassegnando le dimissioni e permettendo finalmente ai cittadini valdostani di scegliere da chi vogliono essere governati!».

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