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Consiglio Valle il 2 e 3 dicembre 2019

Il Consiglio regionale della Valle d’Aosta si è riunito lunedì 2 e martedì 3 dicembre 2019, per discutere un ordine del giorno composto di 77 oggetti.

Organizzazione dei lavori

La Conferenza dei Capigruppo, riunita martedì 26 novembre 2019, nel prendere atto della non possibilità di procedere alla convocazione di un Consiglio straordinario in quanto i punti oggetto della richiesta erano già iscritti in via ordinaria, ha deciso all’unanimità di invertire l’ordine del giorno dell’adunanza, anticipando la discussione di alcuni punti. 

Trattati prioritariamente i seguenti punti: la mozione dei gruppi Mouv’, Lega VdA e Misto che chiede l’interruzione delle operazioni di trasferimento della RSA dal J.B. Festaz alla microcomunità di Variney sino alla riorganizzazione complessiva del servizio di assistenza anziani; la proposta di legge dei gruppi Misto, Lega VdA e Mouv’ di modifica della disciplina dell’esercizio associato di funzioni e servizi comunali (legge regionale n. 6/2014); la mozione del gruppo ADU-VdA volta a definire le modalità attuative dell’insegnamento bilingue presso il Liceo classico, indirizzo bilingue; il bilancio di previsione del Consiglio regionale per il triennio 2020-2022; la proposta di legge dei gruppi AV, RC-AC, UV, Mouv’, Lega VdA, SA, ADU-VdA e Misto in materia di elezioni comunali; la petizione sul consultorio di Variney; il disegno di legge che contiene misure di prevenzione e di intervento concernenti la specie lupo; le risultanze dell’analisi svolta dalla seconda Commissione in merito ai lavori di ristrutturazione del Casino de la Vallée; il disegno di legge che modifica la legge regionale n. 84/1993 sugli interventi regionali in favore della ricerca e dello sviluppo; le comunicazioni di provvedimenti amministrativi di variazione al bilancio regionale 2019-2021.

Comunicazioni del presidente del Consiglio

La presidente Emily Rini, con riferimento allo scambio di mail avvenuto tra l’esponente di Rete Civica Elio Riccarand e la presidente della prima Commissione Patrizia Morelli, i cui contenuti sono stati riportati da alcuni organi di informazione, è intervenuta «a tutela dell’operato del nostro Consiglio e dei suoi organismi.» Ribadendo «l’indebita ingerenza nell’ambito dello svolgimento dei lavori della Commissione», la Presidente ha ricordato che «la politica deve essere proficua sintesi tra le diverse posizioni nell’interesse esclusivo dei cittadini: ognuno, nel proprio ruolo, deve fare il suo, ma sempre nel rispetto dell’altrui lavoro.»

«Io ritengo tuttavia – ha aggiunto – che da questa vicenda emerga anche un quadro abbastanza inquietante che mina la fiducia tra le persone: inviare ai giornali i contenuti della corrispondenza privata tra esponenti politici con il fine di gettare discredito non fa altro che infangare la politica tutta e con essa le Istituzioni, peraltro andando contro un diritto inviolabile sancito dalla Costituzione stessa, che è quello della segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione.»

La présidente a aussi informé que le 29 novembre, une pétition populaire a été déposée à la Présidence du Conseil: signée par 295 citoyens, l’initiative porte sur le déplacement de la RSA (Résidence Sanitaire d’Assistance) de la maison de repos J.B. Festaz d’Aoste à la micro-communauté de Variney.

Infine la Presidente Rini ha espresso vicinanza alle famiglie di Edoardo Carmardella e Luca Martini, «due giovani appassionati di montagna che hanno perso la vita sabato sotto una valanga sotto Punta Helbronner: talvolta le nostre amate montagne ci svelano il loro lato più duro.» 

Ha altresì espresso «cordoglio per le vittime del terremoto che martedì scorso ha colpito l’Albania: la Valle d’Aosta ha subito fornito la propria disponibilità all’invio della colonna mobile per i primi interventi di soccorso e di assistenza alle popolazioni. Di questo ringraziamo la Protezione civile regionale e i Vigili del fuoco valdostani, che ancora una volta hanno dimostrato il loro spirito di servizio e di solidarietà.»

Sulle comunicazioni di Rini, si è aperto un ampio dibattito.

Il consigliere della Lega VdA Nicoletta Spelgatti ha preso per prima la parola: «Siamo di fronte ad un fatto chiaro: una persona al di fuori del Consiglio dà ordini ad un Consigliere di maggioranza, il quale esplicitamente conferma che tutto sarà fatto secondo gli accordi e che non ha nessuna importanza quello che dirà il professore che sarà audito in Commissione. Questo fatto è di una gravità inaudita e solo per questo dovreste andare a casa. Le convocazioni delle Commissioni sono raffazzonate e sono delle vere e proprie farse. C’è da vergognarsi: sappiamo tutti di essere presi in giro, oggi abbiamo la certificazione di tutto questo. Ci chiediamo come faccia Rete Civica a ritenersi ancora degna delle battaglie che il Consigliere Bertin ha portato avanti nel tempo. È ora di tornare a votare.»

Per il consigliere del gruppo Misto Claudio Restano «il contenuto di queste mail è irriverente nei confronti della collega Pulz e del Consiglio: gli ideali vengono completamente sacrificati, rimproverando i Consiglieri per aver fatto il loro mestiere. Abbiamo capito il perché: il professor Pallante ha smantellato le loro proposte, che ci vogliono portare alla dittatura dell’uomo solo al comando. Chiedo ai Consiglieri di prendere le distanze da questi atteggiamenti. La Valle d’Aosta non può seguire questa strada.» 

Per la consigliere del gruppo ADU-VdA Daria Pulz «la vicenda di queste mail è motivo di tristezza nonché un atto di violenza, perché qualcuno ha sporcato il mio intento collaborativo senza retro-pensieri, che è il mio modo di agire. Grazie ai giornalisti, il Consiglio ha potuto venire a conoscenza di indebite ingerenze da parte di persone non elette. Il vero problema è la fonte: chi ha fornito queste mail ai giornali?» La Consigliera ha poi definito la riforma istituzionale presidenzialista «illusoria: è necessario un dibattito ampio e partecipato che coinvolga tutta la comunità perché è in gioco il futuro della Valle d’Aosta, a meno che i giochi non siano già decisi da qualcuno che non è nemmeno presente in Consiglio. L’audizione del professor Pallante è stata un inno all’autonomia, per una stagione politica nuova e più vivace. Risulta paradossale questa “Guste nostalgie”: la scorciatoia iper presidenzialista è una via di fuga dal pluralismo della società di cui il Consiglio deve prendere atto in modo più maturo.» 

Per il capogruppo della Lega Vallée d’Aoste, Andrea Manfrin, «la pubblicazione di queste mail è un fatto di rilievo istituzionale senza precedenti. È grave che i valdostani debbano vedersi dettare l’agenda da chi non è nemmeno eletto in questa assise, così come è stato grave che la Presidente della prima Commissione abbia deciso di piegarsi a questi diktat che sono lesivi del Consiglio, nella forma e nella sostanza. Perché questa è stata un’ingerenza non solo nell’attività politica, ma anche nell’organizzazione dei lavori. Patrizia Morelli, storicamente battagliera per insegnarci il rispetto della democrazia, delle istituzioni e della trasparenza, oggi fa sentire la propria voce solo per giustificare le posizioni indifendibili di questa maggioranza.» 

Il capogruppo del M5S, Luigi Vesan, ha evidenziato: «Siamo interessati ai contenuti della riforma che disegnerà il futuro della Valle d’Aosta, ma siamo poco interessati alle mail di cui si ha notizia dai giornali. L’argomento della riforma fa fatica a decollare in prima Commissione e la sottocommissione è stata boicottata. Oggi, la situazione è questa: la proposta di legge, alla cui redazione abbiamo partecipato, è stata scaricata in prima Commissione e, a seguito dell’audizione del prof. Pallante, avvieremo il dibattito, anche tenendo conto delle sue considerazioni. Non è una proposta blindata: non abbiamo patti con Rete Civica né con la maggioranza e per noi si può andare avanti a discuterne anche per tre anni pur di raggiungere una proposta condivisa. Ricordo, però, che la sede di questo confronto è la prima Commissione e non le mail o i titoli di giornale: mi auguro che tutti i gruppi consiliari partecipino a un dibattito che è fondamentale, perché detta il futuro assetto istituzionale della nostra regione. Confido che ci sia la volontà di confrontarsi perché la riforma fatta a colpi di limitate maggioranze è un segnale pessimo per i valdostani

Il consigliere Elso Gerandin (Mouv’), nel ringraziare la presidente Rini «che ha voluto denunciare l’ingerenza e la collega Pulz per aver chiesto l’audizione del prof. Pallante», è entrato nel merito della riforma: «Come ci ha ricordato Pallante, come Valle d’Aosta, noi siamo diversi: la volontà di uniformare al resto d’Italia la nostra forma di governo non è condivisibile. Noi non parteciperemo a nessuna sottocommissione dove gli atti sono decisi prima, saremo invece ben lieti di parlare all’interno della prima Commissione della nostra proposta. E comunque questa riforma non è una priorità: chiediamo ai cittadini la loro opinione andando a votare al più presto

Per il capogruppo di Mouv’, Stefano Ferrero, «il carattere intimidatorio e ricattatorio della mail è innegabile. Chi ha inviato le mail era ben cosciente che con l’audizione del professor Pallante sarebbero state evidenziate le criticità della riforma elettorale e non voleva che parlasse: andare nella direzione di istituzionalizzare l’uomo solo al comando dopo che ci siamo liberati di 40 anni di camicia di forza è una scelta suicida. Con le funzioni di prefettura affidate al Presidente della Regione, dare questo potere in assenza di contro-bilanciamenti diventa una scelta che per la democrazia è assolutamente inammissibile.» 

Il vicepresidente del Consiglio Luca Distort (Lega VdA) ha aggiunto che «stiamo parlando di una questione di dignità: un’eminenza grigia esterna che muove le fila dall’esterno è un’ingerenza ingiustificabile. Non è un tecnicismo sul Regolamento, è la sostanza con cui il Consiglio si sta muovendo. Prendo le mie distanze da questi atteggiamenti e invoco nel bene delle persone e delle forze politiche coinvolte in questa situazione che vi siano ammissioni responsabili di colpe. Se io mi permettessi di fare una cosa del genere, il mio movimento mi metterebbe alla gogna. Si chiama verità, si chiama morale

Il consigliere Flavio Peinetti (UV) ha rivendicato il ruolo «dei componenti la prima Commissione e di quelli della sottocommissione, cui io ho aderito con spirito di servizio per portare il mio contributo ad una legge dal percorso complesso. Ritengo che il lavoro della sottocommissione sia stato proficuo, confezionando una proposta di legge che potrà essere ulteriormente approfondita e anche emendata. Non dimentichiamo che la materia trattata è molto delicata: personalmente mi sono documentato, il mio approccio è stato umile, non penso di avere la verità in tasca. Ciò che sarà meglio per la Valle d’Aosta, tra le tante suggestioni, emergerà dal dibattito in prima Commissione. Non ci sono scadenze e, per quanto mi riguarda, nemmeno condizionamenti esterni.»

Pour le conseiller Diego Lucianaz (Lega VdA), «la réprimande n’est pas dans le contenu, c’est dans la méthodologie: on nous toujours dit qu’il fallait faire cette réforme en deux mois; nous n’avons jamais refusé de participer à la discussion, mais nous estimons qu’il faut du temps. Le collègue de parti de Bertin, à paroles, nous donne de grandes leçons de démocratie, mais là il a touché le fond: si la majorité a des tutors qui l’accompagnent dans son action gouvernementale c’est une affaire à elle, mais nous ne pouvons pas accepter qu’il y ait des ingérences dans les Commissions. C’est dommage, car à l’intérieur de la Commission il y a de moins en moins de respect pour le travail des Commissaires.»

La consigliere di Rete Civica-Alliance Citoyenne Chiara Minelli ha dichiarato: «In questi 18 mesi di Consiglio ho imparato che molti Consiglieri utilizzano quest’Aula, che dovrebbe essere il luogo dove si elaborano dei progetti, come una vetrina in cui mostrarsi, spesso senza altro obiettivo che l’apparenza e la demagogia. Voglio rimanere ai fatti: è stata inviata una mail di carattere personale alla Presidente della Commissione che ha tutto il diritto di procedere come crede, ma credo che qualsiasi cittadino abbia il diritto di esprimersi su di un tema così importante. Io non parlerei di ingerenze, bensì di opinioni di cui in una corrispondenza privata risponde chi le ha formulate. Ritengo comunque importante che all’esterno i cittadini si impegnino su temi importanti come la riforma istituzionale. È grave, invece, come ha ricordato la Presidente del Consiglio, che corrispondenze private diventino pubbliche. E altrettanto grave è strumentalizzare tirando in ballo elementi che non c’entrano nulla, come la legge sul lupo, che andrà in discussione oggi, e per la quale siamo impegnati seriamente, senza barattare proprio nulla.» Ha quindi aggiunto: «Io qui porto avanti il progetto di Rete Civica, che non è il progetto di un’eminenza grigia, ma di un gruppo che lavora con impegno e determinazione. È curioso che molte persone abbiano una sorta di disturbo ossessivo compulsivo, che dovrebbe essere curato: consiglio loro di fare qualche seduta di training autogeno per liberarsi dalle loro ossessioni.»

Il consigliere della Lega VdA Paolo Sammaritani ha replicato alla consigliere Minelli: «Abbiamo sentito lo stridore delle unghie sui vetri. La collega ha riportato la vicenda su un piano privatistico, ma quando un tutor scrive ad una Presidente di Commissione non c’è più niente di privato. Stiamo discutendo di un sistema istituzionale importante, ma si preferisce correre dietro ad un cronoprogramma: è questo il vostro concetto di rappresentanza e di democrazia? Mi chiedo poi: queste mail chi le ha date ai giornalisti? Il destinatario o il mittente? Se è qualcuno della maggioranza, vuol dire che vi sono dei tali mal di pancia che forse sarebbe meglio finire qui questa esperienza di governo; se invece è qualcuno di Rete Civica significa che si vogliono fare ulteriori azioni di pressione. Questa vicenda ci dimostra che il Governo è sotto tutela ed essendo incapace di intendere e di volere ha bisogno di un tutor o, forse, anche più di uno.»

Il consigliere della Lega VdA Stefano Aggravi ha detto ironicamente di «avere un sospetto: è stato l’hacker delle sardine, lo stesso che ha piratato il profilo dell’URP della Regione. Chiediamo, quindi, al presidente della Regione di controllare. Stupisce che dai banchi della maggioranza nessuno dica nulla a parte la collega Minelli: non è stato un semplice cittadino a scrivere alla Presidente Morelli e vi ricordo che non siamo noi ad aver inserito i tutor nel linguaggio politico valdostano.» 

Il capogruppo di Rete Civica-Alliance Citoyenne, Alberto Bertin, ha parlato di «una vicenda francamente surreale: una comunicazione privata e che tale doveva rimanere. Tutti riceviamo comunicazioni via mail di diverso tipo, e nessuno si fa condizionare da mail: anche questo caso lo ha dimostrato. Stiamo facendo di una polemichetta politica una questione istituzionale che non esiste e oggi stiamo passando due ore a parlare di questo. Mi sono impegnato, in silenzio, a portare avanti una riforma del sistema di Governo utile a questa Regione: avremo tempo di discuterne. Dobbiamo dare la possibilità alla Valle di uscire dalla palude in cui siamo entrati, dove gli alligatori hanno trovato il loro habitat naturale. Questa Legislatura deve introdurre riforme strutturali per avere un senso e, che sia chiaro a tutti, non deve tornare indietro su quelle già introdotte come la preferenza unica e lo spoglio centralizzato

«Prendo atto del richiamo da parte del collega Bertin – ha replicato la presidente del Consiglio Rini – che rimando fermamente al mittente: questa vicenda ha mortificato le Istituzioni e le ricordo che in quanto presidente dell’Assemblea, al di là delle maggioranze, ho il dovere di tutelare la nostra Istituzione e invito tutti a rispettare il luogo e l’organismo che tutti noi rappresentiamo.»

La presidente della Commissione, Patrizia Morelli (AV), ha chiuso il dibattito, leggendo integralmente la sua risposta alla mail di Riccarand, e affermando: «Era giusto dedicare del tempo ad una vicenda che è diventata pubblica e in merito a cui vorrei fare un po’ di chiarezza, dal mio punto di vista, ovviamente. Voglio però fare presente en passant che la testata che ha pubblicato lo scambio di mail lo ha fatto due settimane dopo, decontestualizzandola e riportandone solo delle parti, e in politica in due settimane possono accadere molte cose. Il 13 novembre ho ricevuto una mail privata da Riccarand, rappresentante di Rete Civica, movimento di maggioranza, con la quale venivo accusata, in quanto presidente della Prima commissione, di non rispettare gli accordi presi in merito alla riforma istituzionale. Ora, in qualità di componente di una maggioranza, cerco sempre di attenermi agli accordi sottoscritti, ma sono anche Presidente di una Commissione e in questa veste cerco di avere comportamenti ispirati al rispetto che provo nei confronti delle Istituzioni. Devo dire che non mi sono assolutamente sentita minacciata, quanto piuttosto infastidita dalla veemenza della mail: ho quindi risposto in un certo modo, con calma e, possibilmente, un pizzico di ironia, condividendo la mia risposta con dei colleghi di maggioranza. Tengo a sottolineare che la mail di Riccarand non ha in alcun modo inficiato i lavori della Commissione: l’audizione del professor Pallante è stata fatta regolarmente ed è stata seguita da tutti, me compresa, con grande attenzione. Il deposito di due proposte di legge, una frutto del lavoro della sottocommissione e l’altra proposta da una parte dell’opposizione, avvia il percorso in Commissione. Personalmente, auspico che l’iter sia il più possibile completo e corretto. In conclusione, ringrazio la Presidente Rini, che per scrupolo istituzionale, ha preso posizione e ribadisco che la riservatezza della corrispondenza è un principio costituzionale la cui violazione è penalmente perseguibile: in questo senso, personalmente, intendo andare a fondo

Comunicazioni del presidente della Regione

Il presidente della Regione, Antonio Fosson, ha comunicato all’Aula: «Lo scorso 28 novembre ho preso parte alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, in cui è stata ratificata la composizione della delegazione italiana all’interno del Comitato europeo delle Regioni, all’interno della quale è stata confermata l’attribuzione alla Valle d’Aosta di un rappresentante effettivo. Si tratta di una fondamentale opportunità, che permette alla nostra Regione di avere un ruolo attivo nelle Istituzioni europee, utile a sostenere e promuovere le nostre prerogative di Regione autonoma e di montagna nell’emiciclo di Bruxelles. Nella stessa riunioneabbiamo inserito nella bozza di testo delle Autonomie differenziate un nostro contributo, sottolineando l’importanza dell’articolo 3 della legge n. 10/2001, che richiama la potestà delle Regioni a Statuto speciale

«Il 29 novembre, insieme con l’assessore Certan, ho partecipato all’apertura dell’Anno accademico 2019-2020 della nostra Università: per la prima volta dopo sei anni si è tenuta una cerimonia di apertura pubblica, per sottolineare il ruolo e i compiti dell’Ateneo, non certo con un intento meramente celebrativo. È stato un momento importante per riaffermare quanto il rapporto tra il territorio e l’ateneo sia fondamentale per la crescita della nostra Università. Rimarco anche che il clima e le prospettive di lavoro sono completamente mutate, si aprono diverse e opportune possibilità di sviluppo

Riferito che la legge sui segretari comunali «non è stata impugnata ed entrerà quindi in funzione», il presidente della Regione si è detto «rammaricato per il commento comparso su Facebook con l’account della pagina dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico: stiamo cercando di capire cosa sia successo. Abbiamo immediatamente cambiato le password e ci siamo attivati perché non succeda mai più. Stiamo lavorando in generale alla sicurezza di Palazzo regionale

La consigliere Manuela Nasso (M5S) ha osservato: «Si è trattato di un’uscita infelice, non tragica. È molto meglio dire la verità. Piuttosto che appigliarsi ad un problema di sicurezza e di hackeraggio, sarebbe più opportuno chiedere scusa. Farebbe onore a chi ha commesso l’errore

Il consigliere Stefano Aggravi (Lega VdA) ha osservato: «Mi auguro che non si sia trattato di un attacco hacker: ci sarebbe davvero di che preoccuparsi. Io ritengo piuttosto sia stato un errore: il mio suggerimento è di convocare una Conferenza dei Capigruppo, in cui il Presidente della Regione possa chiarire la faccenda.» 

Il capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, ha aggiunto: «Se di hackeraggio si è trattato, il Presidente deve farci vedere la denuncia alla Polizia Postale. Altrimenti, lo stesso Presidente deve fornirci i nominativi di chi ha accesso all’account dell’URP regionale

Il consigliere Luca Distort, evocando l’immagine del “rasoio di Occam” ha suggerito «di tenere in considerazione l’ipotesi più semplice, logica ed evidente. È un metodo scientifico che può aiutarci nella soluzione di questo misteroSe di mistero si tratta, perché mi chiedo per quale motivo un hacker violi un accesso dell’URP per sostenere le sardine

Il consigliere Giovanni Barocco (UV) ha sottolineato: «In questi giorni, sono capitati fatti gravi: diffusione di mail, post forse hackerati. Se i fatti non sono stati acclarati, piuttosto che lanciare accuse, bisogna tutelare i lavoratori dell’URP e dell’Amministrazione. Un’Amministrazione che funziona deve tutelare i lavoratori onesti e sanzionare chi sbaglia. Propendo in questo caso per una buccia di banana, ma bisogna cercare le responsabilità effettive, senza lasciare dubbi.» 

Il consigliere Alberto Bertin (RC-AC) è intervenuto in merito alla nomina del rappresentante valdostano al Comitato delle Regioni, parlando di «un fatto significativo e importante per la nostra Regione che non può essere estromessa dal processo decisionale europeo. Un altro argomento importante è la nomina da parte statale dei rappresentanti in seno alla Commissione Paritetica che altrimenti non può operare. È necessario che tutti, forze politiche rappresentate in Parlamento e Regione sollecitino una pronta nomina

Il consigliere Elso Gerandin (Mouv’) ha confermato «l’esigenza che sia nominata al più presto la parte statale della Commissione Paritetica. Tante questioni sono in gioco, tra cui il percorso ipotizzato per i Vigili del Fuoco e il rinnovo delle concessioni delle acque a CVA. Delle sorti della Società partecipata più importante, da cui dipende il futuro della nostra regione, non si parla più. Forse è il caso che il Presidente Fosson ricalibri le priorità di questo programma di governo, anche se a mio parere l’unica strada da seguire è il ritorno alle urne

Il consigliere Diego Lucianaz (Lega VdA) ha riferito: «Da mesi chiediamo in prima Commissione di audire i Parlamentari, in particolare sulla possibilità che la Valle d’Aosta abbia un seggio al Parlamento europeo. Dai due esponenti valdostani che sostengono il Governo Conte vorremmo avere anche novità riguardo la composizione della Commissione Paritetica.»

Il presidente della Regione Antonio Fosson ha replicato: «Ho rappresentato ancora una volta la scorsa settimana al Ministro Boccia l’urgenza di provvedere alla nomina della Commissione Paritetica. Più che sollecitare non posso fare, e continuerò a farlo ogni volta che lo incontrerò

Interrogazioni a risposta immediata

Direttore Arpa

La nomina del nuovo direttore dell’Arpa è stata affrontata dal gruppo Movimento 5 Stelle. 

«Questa nomina dovrebbe avvenire a breve – ha detto il consigliere Luciano Mossa –, ma abbiamo appreso che questo incarico dovrebbe essere affidato al secondo candidato nella graduatoria valida, in quanto il primo avrebbe rinunciato. Ma questa persona destinata alla nomina potrebbe aver partecipato alla Conferenza dei servizi del 14 novembre 2019 in quanto consulente della società che gestisce la discarica di Pompiod,come controparte rispetto all’Amministrazione regionale. Si tratterebbe di un grave conflitto di interessi, tenuto conto anche delle indagini in corso. È vera questa circostanza?»

L’assessore all’ambiente, Albert Chatrian, ha riferito: «L’ingegner Bruno Barbera ha partecipato alla Conferenza dei servizi del 14 novembre come figura tecnica di supporto alla Ulisse 2007. Il professionista in questione ha ricoperto, oltre alla funzione di direttore dell’ARPA provinciale di Biella, diversi incarichi dirigenziali in più settori dell’ARPA Piemonte, tra cui quello di responsabile del servizio territoriale di vigilanza ambientale dell’ARPA di Biella e di direttore del dipartimento provinciale territoriale di Piemonte Nord Est. Dal 2017 è libero professionista. Voglio precisare che l’incarico di direttore dell’ARPA impone l’esclusività del rapporto con l’Amministrazione pubblica, ed è per legge incompatibile con qualsiasi altro genere di lavoro, dipendente o autonomo. Il candidato, all’atto della firma del contratto, deve dunque cessare ogni altro rapporto professionale in corso

Il consigliere Luciano Mossa (M5S) ha replicato: «Nessuno mette in dubbio la professionalità del candidato, ma volevamo porre in evidenza il grave conflitto di interessi di cui la Giunta regionale pare non rendersi conto

Post su Facebook

Lega Vallée d’Aoste ha chiesto del commento apparso su Facebook a firma dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico della Regione.

«Sulla pagina Facebook dell’Ansa Valle d’Aosta è recentemente comparso un commento a firma dell’Ufficio Relazioni Pubbliche della Regione autonoma Valle d’Aosta a supporto del “Movimento delle Sardine” – ha spiegato il Capogruppo della Lega VdA Andrea Manfrin -. La nostra iniziativa è volta a sapere se siano stati condotti i necessari approfondimenti per risalire al dipendente regionale che ha scritto quel commento e adottare i provvedimenti disciplinari conseguenti.»

Il presidente della Regione, Antonio Fosson, ha risposto: «È stato un errore di un dipendente dell’URP che ha inviato in data odierna una lettera in cui si assume le responsabilità dell’accaduto, non voluto, e si scusa. Ho già provveduto a trasmettere la lettera al segretario generale per l’assunzione dei dovuti adempimenti e provvedimenti amministrativi. Chiedo un incontro con i capigruppo per leggere questa lettera, che è riservata e di cui va mantenuta la riservatezza per rispetto della persona.»

Il capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, nella replica, ha osservato: «Siamo lieti che si sia arrivati ad una definizione e che sia stato individuato il responsabile, che era quello che sin dall’inizio avevamo sostenuto. Accettiamo la proposta del Presidente di esserne informati in una capigruppo

Letti dell’Ospedale Parini

ADU-VdA ha posto l’attenzione sui criteri di dismissione di materiali dell’ospedale Parini di Aosta. 

La consigliere Daria Pulz ha detto di aver «appreso dagli organi di stampa la vicenda di 400 letti ora distrutti, comprati una decina di anni fa e ormai fuori uso per la mancanza di un piano di manutenzioni e, quindi, non più utilizzabili nelle loro funzioni integrali. Richiamo, inoltre, la vicenda dell’abbandono di due camper, frutto di un investimento pubblico di oltre 220 mila euro, parcheggiati nei magazzini dell’USL di Saint-Christophe, pur a fronte di proposte di riutilizzo da parte di associazioni di volontariato. Vorrei quindi conoscere i criteri con cui si dismettono materiali, a volte persino nuovi, o si decide la loro rottamazione.»

L’assessore alla sanità e politiche sociali, Mauro Baccega, ha risposto: «Il punto chiave dell’operazione, che non va perso di vista, è quello dell’ammodernamento dell’intero parco letti, 400 nuovi letti, con apparecchiature di ultima generazione per garantire la sicurezza e il benessere dei pazienti nonché efficienza e sostenibilità per l’Azienda. I circa 400 letti sono stati acquisiti in leasing nell’anno 2004 e riscattati nel 2014 al costo simbolico di 1 euro cadauno. Considerato che le apparecchiature elettromedicali in questione sono bisognose di manutenzione periodica, dal 2015 l’Azienda ha dovuto sostenere circa 80 mila euro di spese annue

«I letti non sono arredi – ha aggiunto Baccega -, bensì apparecchiature elettromeccaniche ed elettromedicali che siano conformi ai nuovi standard internazionali sui letti a movimentazione elettrica di degenza. Non essendo tali apparecchiature cedibili ai sensi del decreto legislativo 81/08, poiché fuori norma, devono essere trattate rispettando la normativa in merito alle modalità di smaltimento dei rifiuti professionali. Lo smaltimento in loco è stato previsto, da una parte, per tracciare la gestione dello smaltimento del rifiuto e, dall’altra, per minimizzare i costi, già di per sé onerosi, visto il peso e l’ingombro dei letti (150Kg e 3 metri quadrati cadauno per 400 letti). Per quanto riguarda i camper, l’Azienda USL ha precisato che si tratta di mezzi perfettamente funzionanti su strada: non essendo più utilizzati dalle strutture competenti aziendali, si è ritenuto opportuno procedere prioritariamente alla loro vendita tramite asta pubblica

La consigliere Daria Pulz, nella replica, ha osservato: «Noi continuiamo a credere che questi incredibili sprechi di denaro pubblico siano la conseguenza di una totale mancanza di attenzione nei confronti del riciclo. A fronte, peraltro, di stanziamenti ormai ridicoli per la cooperazione internazionale, l’Assessore dovrebbe intervenire presso i responsabili di questa mala gestione di beni pubblici perché in altri Paesi questi letti – qui pare non più a norma –  sarebbero come una manna dal cielo.»

Petizione Consultorio Variney

Il Consiglio Valle, nel prendere atto della petizione sul consultorio di Variney a Gignod, ha approvato all’unanimità una risoluzione. Il testo impegna il Governo regionale ad attivarsi per tutti quei servizi sanitari essenziali ora presenti presso il consultorio di Variney e a implementarli sulla base della positiva conclusione dei concorsi programmati dall’Azienda USL oltre che a proseguire, in sintonia con il prossimo atto aziendale, una riorganizzazione della sanità sul territorio da presentare al più presto nella Commissione competente. 

La petizione, presentata il 24 settembre scorso e sottoscritta da 1.123 cittadini per chiedere il mantenimento nel tempo dei servizi sanitari erogati dall’Azienda USL della Valle d’Aosta al consultorio di Variney, era stata assegnata per gli approfondimenti del caso alla quinta Commissione consiliare, il cui presidente, Luca Bianchi (UV), ha illustrato all’Aula le risultanze del lavoro svolto: «La Commissione ha audito una delegazione di firmatari il 30 ottobre scorso, condividendo le preoccupazioni espresse oltre che la necessità di dare continuità all’assistenza territoriale. La Commissione ha inoltre evidenziato che una prima risposta da parte dell’Azienda USL è stata comunque data alla comunità della Coumba Freide con la presenza quindicinale di un medico sanitario per i mesi di novembre e di dicembre che, con la compresenza dell’assistente sanitaria, consentirà di aggiungere il servizio di vaccinazione e quello della medicina legale.»

«La Commissione – ha detto ancora Bianchi – ha altresì rimarcato l’importanza di mantenere i servizi sul territorio, evidenziando però che oggi alcuni servizi sono venuti a mancare perché c’è una carenza di medici, che non è solo un problema della Valle d’Aosta ma dell’Italia intera. Una prima risposta a questo sarà data dal disegno di legge presentato dalla Giunta per aumentare l’attrattività del servizio sanitario regionale.» Ha quindi annunciato che «come maggioranza intendiamo presentare una proposta di risoluzione che va nella direzione auspicata dalla petizione, con la volontà di condividere il testo con tutti i gruppi consiliari al fine di poterla approvare all’unanimità. Per noi mantenere i servizi essenziali sul territorio significa mantenere la popolazione in montagna, che crediamo sia fondamentale.»

L’assessore alla sanità e servizi sociali, Mauro Baccega, ha sostenuto che «non è mai stata intenzione di questa maggioranza smantellare i servizi di Variney: ci siamo mossi affinché almeno in questo periodo dell’anno i servizi possano essere rimessi in piedi. L’allarme parte dalla carenza di medici, che vede una Valle d’Aosta soccombente nella distribuzione di personale: nel 2014 erano 359, ora siamo a 311 con una prospettiva legata a vari fattori ancora più allarmante, fino a meno 151 medici. È stata un’estate calda per la sanità valdostana e abbiamo dovuto riorganizzare il servizio di emergenza e di psichiatria sul territorio. In questi mesi qualche assunzione è stata fatta, ma sono andati anche deserti alcuni concorsi. Per quanto riguarda Variney, noi cercheremo di mantenere i servizi in essere, al massimo livello, ma abbiamo bisogno di due cose: rivedere l’atto aziendale per una nuova organizzazione della sanità e approvare la legge sull’attrattività per i medici. La risoluzione che abbiamo presentato va proprio in questa direzione. Questo è il risultato di un approfondimento tra le forze di opposizione e la maggioranza, che qui ringrazio per il loro apporto.» 

La consigliere Maria Luisa Russo (M5S) ha rappresentato «la necessità di una visione più ampia, per avere chiara la direzione da seguire, in modo da non limitarsi a risolvere il problema contingente, in questo caso individuato nel consultorio di Variney. Perché, purtroppo, altre simili criticità insorgeranno, tenuto conto che non ho ravvisato scelte chiare da Regione e USL circa la delocalizzazione delle prestazioni sanitarie. Il prossimo Piano per la salute e il benessere sociale potrebbe prevedere una riorganizzazione complessiva, trovando un preciso riferimento nei presidi territoriali. I quattro distretti regionali potrebbero avvicinarsi sempre di più e meglio alle esigenze dei cittadini residenti nelle zone montane e più lontane da Aosta. La richiesta di assistenza socio-sanitaria è aumentata: ecco l’esigenza di affiancare a modelli già rodati ma non sempre sufficienti modelli in grado di personalizzare trattamenti sanitari e socioassistenziali. La risposta alla problematica del consultorio di Variney deve essere solo un primo passo nella rivalutazione del rapporto tra territorio e ospedale, altrimenti si entrerà nel circolo infinito del cane che si morde la coda, senza risolvere il problema a monte. Il Movimento 5 Stelle voterà a favore della risoluzione, pur essendo al massimo ribasso.»

Per il consigliere del gruppo Misto Claudio Restano si è giunti alla fine di un percorso: «I cittadini erano preoccupati per la carenza dei servizi dovuti alla mancanza del medico di sanità pubblica, psichiatra e psicologo: oggi, anche attraverso le loro sollecitazioni, alcuni problemi sono stati risolti. Apprezziamo la presa di posizione dell’Assessore di non voler smantellare i servizi di Variney, anche se la responsabilità sta nel non aver saputo prevenire i problemi. Noi siamo tuttavia preoccupati: ci risulta che i genitori debbano ancora prenotare le vaccinazioni dei bambini ad Aosta così come non ci sono certezze da gennaio in poi. La risoluzione, che abbiamo firmato, ci porta a ben sperare sull’impegno futuro, però non vediamo i raggi di sole auspicati perché non ci sono garanzie certe. Secondo noi non si è saputo cogliere completamente la suggestione dei firmatari della petizione: valorizzare i consultori vicini ad Aosta portandovi parte dei servizi, in modo da accorciare le liste di attesa su Aosta e rendere più performante il servizio sul territorio. È vero che c’è una carenza cronica di medici, però la sanità deve andare avanti: bisogna trovare le soluzioni, ripensando completamente il servizio sanitario regionale. Anche noi vogliamo essere attori del cambiamento e vogliamo essere propositivi laddove vediamo la possibilità di incidere: qui abbiamo inciso e ci siamo fatti portavoce delle istanze dei cittadini depositando la petizione in Consiglio.»

«Il consultorio di Variney – ha sottolineato la consigliere di ADU-VdA Daria Pulz – è un vero presidio sul territorio. È fondamentale poter garantire a fasce di popolazione, in particolare a quella anziana, dei servizi di prossimità. Capiamo i problemi legati alla necessità di ridurre i costi e alla carenza dei medici, ma dobbiamo ripetere “giù le mani dal welfare”: non possiamo ridurre la spesa pubblica facendo pagare il conto a chi sceglie di vivere in montagna, lottando contro lo spopolamento. Apprezziamo quindi tutti gli sforzi che vanno nella direzione contraria allo spostamento, anzitutto per i servizi di psicologia e psichiatria che affrontano dati drammatici come quello dei suicidi. Ovviamente non si tratta di un discorso specifico di questa struttura: quanto affermiamo per Variney va allargato a tutti i servizi di questo genere sul territorio.»

Per il consigliere del Mouv’ Roberto Cognetta, «la nostra preoccupazione più grande non è solo dare una risposta a Variney, ma risolvere le problematiche che ormai coinvolgono tutto il sistema sanitario della Valle d’Aosta. Al di là dei documenti che saranno prodotti e che dovranno rispondere alle esigenze del territorio, dobbiamo interrogarci sul futuro della sanità e dei servizi sociali valdostani. C’è un problema di fondo, al di là della carenza di medici: la nostra sanità, malgrado le ingenti risorse a disposizione, non dà risposte. Noi abbiamo notato che non c’è voglia di ascoltare le sollecitazioni che vengono dall’opposizione o dai cittadini, con l’Assessore che ha delle certezze, anche se queste non esistono. Questo impedisce un ragionamento complessivo. Secondo noi i cittadini vanno sempre ascoltati: mi auguro che, nel futuro, il Governo piuttosto che dare risposte non adeguate, ammetta l’esistenza del problema.» 

Il consigliere Flavio Peinetti (UV) ha evidenziato «la piega molto costruttiva di questo dibattito. La situazione valdostana non è idilliaca, ma non siamo all’anno zero. L’emergenza principale è quella legata al reperimento di figure specialistiche mediche per certe discipline e non riguarda soltanto la nostra regione: è un fatto sovranazionale. Non è nemmeno questione di vocazione. La Valle d’Aosta negli anni ha compiuto molti passi in avanti nel potenziare le strutture dislocate sul territorio, gestite in stretto raccordo con l’ospedale. L’atto aziendale concretizza l’interfacciarsi tra Regione e USL; rappresenta uno degli strumenti operativi ed è fondamentale per definire la programmazione per garantire i Livelli essenziali di assistenza. Per garantire i servizi territoriali, in molte regioni spesso ci si avvale di strutture private accreditate; questo non accade in Valle d’Aosta, dove tutto è sulle spalle del Servizio sanitario regionale. Abbiamo risposto a un’emergenza per quanto attiene al consultorio di Variney, la strada è tracciata anche se la situazione non è semplice: è un disegno che va armonizzato e non può essere definitivo.»

Società di servizi

Il gruppo Mouv’ ha chiesto approfondimenti sull’assunzione di impiegati tecnici e amministrativi della Società di Servizi Valle d’Aosta Spa presso l’Assessorato dell’ambiente, risorse naturali e corpo forestale.

«Si è parlato dell’assunzione di nuovi operai forestali e della creazione di nuove squadre, ma nessuna indicazione viene espressa sul futuro dei 25 impiegati tecnici e amministrativi della Società di Servizi Valle d’Aosta Spa impiegati presso l’Assessorato – ha spiegato il consigliere Elso Gerandin -. Chiedo quindi di esplicitare quali siano le azioni concrete messe in campo relativamente alla data di assunzione, alla durata dell’incarico e al tipo di contratto

L’assessore all’ambiente, Albert Chatrian, ha risposto: «La delibera sul supporto tecnico è inserita nell’elenco della prossima Giunta, il 6 dicembre, per affidare alla Società di Servizi il supporto tecnico alla progettazione e alla direzione dei lavori di questi interventi, per un importo di 1.970.000 euro. L’accordo ha valore dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2021: entro il mese di febbraio, quando sarà approvato il bilancio triennale, sarà possibile poi integrare il contratto fino al 31 dicembre 2022. Per quanto riguarda le questioni contrattuali, queste sono interamente in capo alla Società di Servizi che le gestirà in autonomia.»

Il consigliere Elso Gerandin si è detto «soddisfatto della risposta per queste 25 famiglie, che possono avere una certezza in più. Rimane da risolvere il problema del contratto: le funzioni di queste persone sono molto simili a chi ha altri tipi di contratto, e sarebbe bene poter rendere il loro trattamento il più vicino possibile a quello di chi opera in strutture simili».

Esercizio associato di funzioni e servizi comunali

Al rientro da una serie di riunioni fra i vari gruppi consiliari, il consigliere del gruppo Misto Claudio Restano ha annunciato che si è trovato un accordo per il rinvio in Commissione della proposta di legge di modifica della disciplina dell’esercizio associato di funzioni e servizi comunali e soppressione delle Comunità montane (legge regionale n. 6 del 2014), presentata dai Consiglieri Restano, Aggravi e Gerandin.

«Con grande senso di responsabilità – ha specificato il consigliere Restano -, di concerto con i gruppi di maggioranza, i proponenti hanno accettato di rinviare la proposta in Commissione consiliare, a fronte di un accordo politico. L’accordo prevede che il testo della proposta di legge a firma Restano, Aggravi e Gerandin costituirà la base su cui sarà definita la revisione della legge regionale n. 6/2014. Per la stesura del testo sarà istituita una sottocommissione o gruppo di lavoro ai sensi dell’articolo 30 del Regolamento del Consiglio che avrà le seguenti caratteristiche: il supporto tecnico sarà fornito dalla Struttura enti locali previa autorizzazione della Presidenza della Regione; la sottocommissione o gruppo di lavoro sarà composta da un rappresentante di Lega VdA, Mouv’, Misto, ADU-VdA, M5S, Alliance Valdôtaine, Stella Alpina e Union Valdôtaine; la Presidenza sarà individuata all’interno di uno dei gruppi di Lega VdA, Mouv’ e Misto. Per la discussione consiliare del testo finale saranno individuati due relatori, uno di minoranza e uno di maggioranza. Le riunioni della sottocommissione avranno la precedenza sulle attività di tutte le altre Commissioni consiliari, fatta eccezione per la seconda Commissione. La data di presentazione del testo finale per la discussione in Aula è stabilita preferibilmente per il mese di febbraio 2020

Attività normativa

In discussione figuravano due disegni di legge ma le misure di prevenzione e di intervento concernenti la specie lupo non sono state discusse.

Ricerca e dello sviluppo.

Il Consiglio Valle ha approvato, con 31 voti a favore (AV, UV, SA, PNV-AC-FV, RC-AC, Lega VdA, M5S, ADU-VdA) e 3 astensioni (Mouv’ e GM), il disegno di legge del Governo regionale che modifica gli interventi regionali in favore della ricerca e dello sviluppo (legge regionale n. 84/1993).

È stato poi votato all’unanimità, così come emendato, un ordine del giorno di Lega VdA, Mouv’, GM e ADU-VdA volto a impegnare il Governo regionale a illustrare alle Commissioni competenti entro fine febbraio un documento di analisi nel quale siano adeguatamente illustrate le intenzioni in materia di ricerca e sviluppo.

Il provvedimento, che si compone di due articoli, «consentirà ad un maggior numero di aziende valdostane di partecipare ai benefici introdotti dalla normativa vigente – ha spiegato il consigliere Giovanni Barocco (UV), relatore in Aula del provvedimento -. Il processo di ricerca richiede un’attenzione particolare per rendere il tessuto economico sempre più competitivo in un contesto economico internazionale sempre più complesso. La ricerca permette di dare risposte anche a tanti giovani, evitando la cosiddetta “fuga dei cervelli”. In Valle d’Aosta non deve essere finalizzata a progetti a termine, ma con una programmazione strategica pluriennale: la ricerca deve essere strutturata ed è un tema meritevole di una riflessione più approfondita da parte dell’Amministrazione regionale, per avere una strategia a lungo termine. Un esempio potrebbe essere l’istituzione di un centro di ricerca regionale unico.»

Il consigliere della Lega VdA Stefano Aggravi ha affermato: «Siamo a favore di questa modifica di legge perché permette di proseguire un percorso importante. Di fondo però manca una strategia di base, forse si sono anche sottovalutate le potenzialità della ricerca. Ma ci sono tanti modi di fare ricerca: per prima cosa, dobbiamo capire la direzione da seguire. La ricerca in ambito sanitario, ad esempio, potrebbe essere un volano per il reperimento di risorse professionali, ma potrebbe anche essere sviluppato un progetto di ricerca di montagna, magari sui rischi idrogeologici. Questo è un intervento di manutenzione normativa per far proseguire un percorso, ma non possiamo più perdere occasioni, dobbiamo pensare ad una razionalizzazione dei fondi destinati alla ricerca, dobbiamo focalizzare la strada da intraprendere in un’ottica di efficacia ed efficienza

L’assessore alle attività produttive, Renzo Testolin, ha riferito: «Questa norma non è stata mai modificata dal 2000, ma oggi ovviamente la realtà è cambiata. È una modifica che permette di allargare la possibilità di finanziare anche delle iniziative che non dipendono squisitamente dal sistema produttivo ma che coinvolgono centri di ricerca esulanti dalle pertinenze aziendali. È un progetto che nasce da lontano, è stato riproposto dal Governo che ci ha preceduti e che noi sposiamo perché denota ottime opportunità per la nostra Regione

L’assessore agli affari europei Luigi Bertschy ha rappresentato «la necessità di indirizzare l’attività di ricerca in maniera più organizzata. Il quadro strategico regionale di sviluppo sostenibile 2021/27 evidenzia le criticità attuali e propone un indirizzo politico volto al miglioramento della governance e delle azioni

L’assessore alla ricerca, Chantal Certan, ha osservato: «Una razionalizzazione è fondamentale per un intervento sinergico e più coerente con le potenzialità già presenti sul territorio. Va data una direzione, anche per non perdere tutto il lavoro già fatto e penso ad esempio al Centro di ricerca in campo linguistico, al Centre d’études francoprovençales o ad altri Centri che stanno conducendo azioni di ricerca in campo didattico-pedagogico e si occupano della formazione degli insegnanti o dei futuri insegnanti

Annunciando l’astensione del gruppo Mouv’, il consigliere Elso Gerandin ha dichiarato: «Non vogliamo entrare nel merito del provvedimento, anche perché ci sembra che ci siano visioni diverse all’interno della maggioranza stessa. Il problema quindi è di metodo: ci preoccupa la mancanza di coordinamento tra le diverse realtà coinvolte, con l’assenza di un coinvolgimento trasversale

Il consigliere Giovanni Barocco (UV) ha replicato: «Tutti crediamo nella ricerca, dobbiamo far tesoro delle esperienze del passato e porre maggiore attenzione al tema. Mi sento rassicurato dagli interventi nel dibattito e riaffermo che questa legge andrà a fornire risposte al tessuto economico valdostano

Il presidente della Regione, Antonio Fosson, ha infine rimarcato: «Non si può non essere d’accordo a parlare di ricerca e a promuoverla. Questo, d’altronde, è il futuro. Riscopriamo una propensione alle attività di ricerca nella nostra Regione, avvalendoci di eccellenze già presenti e sfruttando le potenzialità del territorio

Elezioni comunali e indennità degli amministratori degli Enti locali

Dopo un lungo e articolato dibattito, il Consiglio Valle ha approvato la proposta di legge che modifica le disposizioni in materia di elezioni comunali e di indennità degli amministratori degli Enti locali. Il testo ha ottenuto 28 voti a favore (AV, UV, SA, PNV-AC-FV, RC-AC, Lega VdA, Misto, Consigliere Gerandin del Mouv’) e 7 contrari (M5S, ADU-VdA, consiglieri Cognetta e Ferrero del Mouv’). 

L’iniziativa legislativa si compone di 56 articoli che sono stati illustrati dalla presidente della prima Commissione Patrizia Morelli (AV): la modifica più rilevante consiste nel ripristino dell’elezione diretta del sindaco e del vicesindaco anche nei Comuni con popolazione inferiore a mille abitanti, che sono 42 su di un totale di 74; inoltre nei piccoli Comuni è variata la composizione dei Consigli comunali: da una maggioranza di 7 a 4 si passa ad una maggioranza di 8 (6 consiglieri, più il sindaco e il vicesindaco) a 3. Riguardo alla rappresentanza di genere, si alza dal 20 al 35 per cento la misura sotto la quale nessuno dei due generi può essere rappresentato; sono inoltre introdotte modalità di scrutinio volte a meglio garantire la segretezza del voto, prevedendo, laddove possibile, il mescolamento delle schede votate prima dello scrutinio. Per quanto riguarda le indennità dei Sindaci, sono riconosciuti importi commisurati alle responsabilità, fermo restando la facoltà per ogni singolo amministratore di decidere liberamente della riduzione della propria indennità.

La présidente Patrizia Morelli, en remerciant pour le travail réalisé, a affirmé: «Il y a eu de la part de tout le monde une grande disponibilité à la confrontation et les décisions ont toujours été prises à la majorité des participants, de manière transversale, en essayant de dépasser l’opposition rituelle majorité/minorité. Chacun de nous, à des moments et sur des thèmes différents, a dû renoncer à sa position pour concéder quelque chose aux autres, afin de faire progresser le texte. Nous souhaitons vivement que la solution trouvée soit loin de représenter un accommodement au rabais, mais qu’elle puisse être fonctionnelle à la tâche, tout en englobant des points considérés qualifiants pour chaque groupe représenté au Conseil

Il dibattito in Aula

Il capogruppo del M5S, Luigi Vesan, ha dichiarato: «Il nostro parere era contrario in Commissione e rimane contrario in Aula. Abbiamo cercato di inserire norme per riavvicinare i cittadini alla politica, provando a impedire di ridurre la rappresentanza delle minoranze e di aumentare il numero minimo per i membri di una lista. Volevamo valorizzare il lavoro del Sindaco e la sua presenza sul territorio: chiedevamo l’abolizione della diaria, sostituendola con un rimborso spese, e un riconoscimento maggiore a chi fa il Sindaco a tempo pieno, anziché darlo anche a chi fa anche un altro lavoro. Volevamo anche eliminare l’eliminazione dell’elezione diretta del Vicesindaco, e abbiamo proposto la preferenza unica: ci siamo però scontrati contro un muro di gomma. L’interesse delle forze che propongono questa legge non è il confronto con l’opposizione su scala locale, ma la retribuzione delle cariche. Questa legge non garantisce la buona amministrazione, né la segretezza del voto, né la giusta rappresentanza. Neppure garantisce un’equa retribuzione: in questo modo il ruolo di Sindaco resta un mero trampolino di lancio per chi vuole fare carriera, politica o in una partecipata regionale.» 

Il consigliere Diego Lucianaz (Lega VdA) ha sottolineato: «Con questa legge non abbiamo potuto accontentare tutte le richieste che ci sono pervenute dai Sindaci, per cui non siamo totalmente d’accordo: in particolare non sosteniamo la preferenza di genere e la presenza obbligatoria di genere in Giunta. La Presidente Morelli ha ben rappresentato il clima respirato nei lavori in Commissione, in cui tutti abbiamo cercato di trovare una soluzione che potesse essere soddisfacente. In merito al Vicesindaco, riteniamo sufficiente la delega a un componente la Giunta.»

Le conseiller Joël Farcoz (UV) a remercié «les membres de la Commission avec lesquels nous avons travaillé pendant six mois à ce texte ainsi que les représentants du CPEL. La contribution des Syndics est fondamentale car ils connaissent les exigences du territoire et si aujourd’hui nous avons ce texte c’est aussi grâce à la proposition qu’ils nous ont soumis. Cette loi touche un aspect intimement lié aux compétences primaires de notre Région: des compétences que nous avons le droit d’exercer et nous devons faire un effort d’imagination pour élaborer des textes qui soient convenables à nos exigences et satisfaire les nécessités des gens qui en bénéficient. J’estime que nous avons trouvé un bon compromis sur ce texte et dans les plus brefs délais on devra se concentrer sur les autres lois qui touchent les collectivités locales, à partir des modifications à la loi sur l’exercice associé des fonctions communales car l’organisation de nos communes est fondamentale et nos 74 communes interprètent très bien les nécessités de notre population.» 

«Non crediamo – ha detto il consigliere (Lega VdA) Nicoletta Spelgatti affrontando il tema della rappresentanza di genere – che ci sia bisogno di regole speciali per le donne, perché sappiamo imporci come e dove vogliamo. In politica sono le donne che devono cambiare mentalità e farsi avanti, senza bisogno di “aiutini”: se fossimo state elette grazie alla preferenza di genere, saremmo state sminuite nel nostro ruolo. Non abbiamo bisogno di questo, perché in molti settori ormai le donne rappresentano la maggioranza e le cose stanno cambiando rapidamente: più che norme specifiche, serve dare l’esempio, perché è questo che farà in modo che le donne si facciano avanti velocemente. Le donne oggi devono ancora dimostrare più degli uomini le loro competenze: ma questo non ci spaventa

Affrontando il tema della rappresentanza di genere, l’assessore Chantal Certan (AV) ha detto: «È giusto essere eletti o elette senza riserve e per le proprie capacità e competenze: occorre però che le donne non siano penalizzate ai blocchi di partenza. In paesi come la Francia e la Spagna ci sono regole che garantiscono la rappresentanza di genere e la parità nella formazione delle liste: in questi luoghi si definiscono le “pari opportunità” con una composizione egualitaria tra i due generi all’interno delle liste. In questo momento, nel nostro contesto, è inutile fare filosofia: non vi è ancora una cultura di parità e meritocrazia, che dovranno invece essere l’obiettivo cui tendere. Solo allora si potrà dire di non aver bisogno di “riserve” per la parità di genere. È ancora necessario un salto culturale: la preferenza di genere ha permesso alla politica di aprirsi alla partecipazione delle donne, stimolando un percorso di partecipazione che ha ancora bisogno di supporto, lasciando poi a ciascuno la libertà di fare le proprie scelte.»

La presidente del Consiglio, Emily Rini (PNV-AC-FV), ha affermato di «non condividere la scelta per quanto attiene alla preferenza di genere: credo che tutti abbiamo le stesse opportunità sin dalla nascita, e oggi, quasi nel 2020, vorrei vedere candidate e poi elette persone motivate e capaci, siano esse uomini o donne. Ritengo infatti che riservare o agevolare elezioni in base al sesso sia svilente e offende il genere femminile. Anziché imporre quote, ci sono operazioni culturali da condurre, a partire dalla conciliazione lavoro/famiglia. Non mi sono mai sentita discriminata né nella mia professione privata né in politica in quanto donna e sono profondamente contraria a ogni tipo di previsione di quota riservata: non abbiamo bisogno di questo. Ciò che auguro al nostro Paese è di poter contare su persone capaci e preparate.»

Il capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, ha detto che «questo è un provvedimento con moltissimi aspetti positivi, a partire dalla libertà di scelta portata dallo spoglio centralizzato. Sulle quote di genere siamo sempre alla ricerca di paragoni internazionali, mentre il punto è che non abbiamo bisogno di donne o di uomini, in politica: abbiamo bisogno di persone capaci. Costringere liste e candidati a rispettare obblighi di genere non è certo il modo migliore per coinvolgere le persone in politica. La parità dei diritti deve essere parità di accesso: l’elezione non deve basarsi su caratteristiche specifiche ma sul valore che ciascun candidato porta, anche e soprattutto per non sminuire il valore il ruolo delle donne che vengono elette per le proprie competenze e le proprie capacità

Il consigliere Giovanni Barocco (UV) ha osservato: «La preparazione è uno strumento che tutti i movimenti devono fornire ai propri appartenenti per garantire amministratori capaci, che si dedichino alla politica al di là dell’appartenenza di genere. Le quote rosa in effetti non garantiscono una qualificata partecipazione alla vita pubblica, ma almeno ci hanno imposto un momento di riflessione. Abbiamo lavorato a una legge che fosse il più possibile condivisa, col fine di regolamentare l’intero sistema delle elezioni comunali. Ora affrontiamo questa sfida cercando di trovare persone capaci, giovani, che vogliano mettersi al servizio della loro Comunità.»

La consigliere Maria Luisa Russo (M5S) ha detto che «la differenza di genere ha origini profondissime. Uomini e donne devono avere le stesse opportunità e la stessa dignità di accesso alle Istituzioni: questo però passa attraverso politiche di sostegno della maternità e della famiglia, per garantire una reale parità di opportunità. C’è bisogno di misure concrete per sensibilizzare e informare una cultura sulla parità di genere già dalle scuole dell’infanzia, passando da una lotta a ogni forma di violenza e arrivando poi a una parità vera sui luoghi di lavoro.» 

La consigliere Chiara Minelli (RC-AC) ha sottolineato: «Di questo lavoro approfondito e di mediazione non mi convincono alcuni aspetti, in primis la composizione nei Consigli comunali di maggioranza e minoranza: ritengo sbagliato il rapporto di 8 a 3 nei piccoli Comuni; avrei preferito il mantenimento del rapporto 7 a 4 per una migliore rappresentanza e per una effettiva garanzia di “voce” all’opposizione. Inoltre, essendo importante riconoscere il lavoro dei Sindaci, è corretto aumentare le fasce di retribuzione, ma non mantenere la diaria intervenendo invece sui rimborsi spese più puntualmente. A mio avviso ci sarebbe voluta, poi, una differenziazione più marcata tra chi svolge questo incarico a tempo pieno e chi a tempo parziale prevedendo una percentuale di retribuzione inferiore all’80% per chi fa il sindaco “a metà”. Sulla rappresentanza di genere, continuo a credere che, non avendo ancora purtroppo raggiunto una maturazione culturale, sia necessaria una codificazione in legge e giudico positivo l’aumento della percentuale del 35%. Ma molto lavoro resta da fare

Il consigliere Elso Gerandin (Mouv’) ha detto: «Questo tema è trasversale e non deve avere bandiere. In Valle d’Aosta siamo stati precursori della legislazione sull’amministrazione comunale, anche a livello nazionale: negli anni, però, ci siamo arenati e abbiamo perso la spinta innovativa. Non siamo comunque all’anno zero: abbiamo necessità di correggere un percorso che è stato virtuoso, in passato. La mia esperienza è un’esperienza di Sindaco diventato poi Consigliere regionale: negli anni in Comune ho imparato moltissimo, perché quello di amministrare magari con risorse limitate è un esercizio di altissimo livello. Credo poi che la presenza di un Vicesindaco eletto direttamente sia una garanzia per non tornare a elezioni spesso; mi rammarico che non abbiamo avuto il coraggio di uniformare le scadenze elettorali. Sulla rappresentanza di genere, non vorrei che l’imposizione del 35% di un genere porti a una riduzione più generale del numero di liste. Riguardo all’indennità degli amministratori, quindi, credo che renderla adeguata non sia una semplice spesa, ma un investimento: presidiare il territorio significa anche preservarlo. Occorre poi dare agli amministratori gli strumenti per farli interventi, fornendo la possibilità di crescere e amministrare nel migliore dei modi.»

Il capogruppo di Stella Alpina, Pierluigi Marquis, ha definito questa legge «un risultato positivo, frutto di un lungo confronto per una sintesi che può migliorare già con la prossima tornata elettorale la situazione degli Enti locali. Il nostro obiettivo è stato infatti quello di porre chi amministra nelle condizioni di poter svolgere al meglio l’impegno che si è assunto con grandi responsabilità.  È giusto introdurre anche a livello comunale lo spoglio centralizzato, così come lo è uniformare tutta la nostra territorialità con l’elezione diretta dei Sindaci. La remunerazione copre i rischi che questa attività comporta e, in merito alla rappresentanza di genere, ritengo che l’innalzamento della percentuale sia un segnale dell’attenzione che è stata posta sulla questione che di certo non si esaurisce con questa norma

Il consigliere Stefano Ferrero (Mouv’) ha detto: «Continuiamo a fare dei “maquillages” alle leggi elettorali, senza affrontare il vero tema, che è quello di avere l’altissimo numero di 74 Comuni. Abbiamo delle piccole amministrazioni con delle responsabilità grandissime: ci sono poche risorse e le persone si trovano a fare di tutto. Questi interventi legislativi sono cure palliative che non risolvono il problema centrale. Cerchiamo di garantire tutto, ma ci troveremo in tanti Comuni con un’unica lista: non so come questo dovrebbe essere una garanzia. Per le indennità dovremmo guardare all’esterno: i Sindaci piemontesi hanno forse meno responsabilità? Di certo non si sentiva la mancanza di una legge di questo tipo, che aumenta gli odiosi costi della politica. Qui non stiamo parlando di mestieri, ma di impegno nei confronti della Comunità: così diventa una professione, con stipendi stabiliti e la creazione di privilegi per una piccola casta

Anche il consigliere Roberto Cognetta (Mouv’) si è detto contrario: «Nel 2015 si sono tagliate le risorse per gli emolumenti dei Sindaci vista la crisi economica, mentre oggi quest’Aula vuole approvare un aumento complessivo di 570 mila euro. Ma non mi sembra che il momento attuale sia tanto florido, tenuto conto che pare non ci siano risorse da assegnare ai Comuni. Eppure per aumentare gli stipendi dei Sindaci i soldi ci sono. Politicamente ritengo ingiusta questa decisione: nessuno obbliga una persona a fare il Sindaco. Fosse per me, ogni Comune dovrebbe avere l’autonomia decisionale sugli emolumenti. La Regione non ripartirà mai se non riduciamo le spese fisse in favore degli investimenti. La concorrenza migliora il sistema, la fame aguzza l’ingegno. Non posso essere d’accordo: dovremmo risolvere i veri problemi della comunità, non aumentare gli stipendi di almeno 74 persone e di tutto il carrozzone degli altri amministratori

«Questa legge – ha detto il capogruppo dell’UV, Luca Bianchi – è anzitutto una risposta al territorio e ai valdostani: i cittadini vogliono sapere chi farà il Sindaco, mentre si recano alle urne, ed è giusto che lo sappiano. Anche a livello nazionale, si va nella direzione di aumentare le indennità per chi ricopre questa carica: ad oggi, fare il Sindaco comporta grandi responsabilità che prescindono spesso dalle dimensioni dei diversi territori amministrati. La legge riconosce un’indennità adeguata: non credo che essere Sindaco di un piccolo Comune sia un’opportunità di carriera, perché è un lavoro di servizio. Quanto al numero dei Comuni in Valle d’Aosta, si potrà valutare se sia ancora consona ai nostri tempi l’opportunità di averne così tanti: ma quella scelta dovrà essere fatta non in questa sede, ma dal territorio stesso. Questa legge è un passo avanti e dà una risposta che questo Consiglio doveva a tutta la Regione

Per il consigliere Jean-Claude Daudry (AV), «oggi licenziamo un testo di legge che definisce le regole delle elezioni dei Comuni, è una materia su cui abbiamo competenza primaria e su cui come Valle d’Aosta siamo all’avanguardia. Abbiamo costruito il sistema in sinergia con gli Enti locali, che rappresentano il cuore della nostra autonomia e non sono certo una fucina dei raccomandati, bensì la prima possibilità per affacciarsi all’amministrazione del territorio. Ad esempio, la figura del Vicesindaco è rilevante ed è una prerogativa della nostra Regione; importante anche mantenere la preferenza di genere in questa fase. La responsabilità del Sindaco e degli altri amministratori è grande, è un lavoro che va fatto con passione: ecco perché riteniamo importante una equa e corretta remunerazione.»

Il consigliere Flavio Peinetti (UV) ha detto che «le modifiche che mettiamo in campo vanno nell’ottica della modernizzazione: sulla differenza di genere credo che ci siano ancora differenze da livellare. Spesso i piccoli comuni hanno grandi estensioni territoriali: in questo periodo di attenzione al dissesto idrogeologico o all’attenzione ambientale, la gestione di questi settori è estremamente impegnativa. Il paragone con realtà come le Valli di Lanzo o il Canavese ci permette di apprezzare davvero che cosa significhi l’autonomia. Non è né scandaloso né sbagliato il tipo di riconoscimento economico che abbiamo voluto inserire in legge: è nostro dovere dare un giusto compenso a chi si assume rischi non indifferenti, lasciando poi libertà ai singoli Consigli comunali di valutare di caso in caso: la valutazione finale la faranno poi gli elettori. Il dato oggettivo è che i Comuni hanno bisogno di una legge chiara e certa: questo è un buon testo, che risponde al compito di questa Assemblea

Il capogruppo di Rete Civica-Alliance Citoyenne, Alberto Bertin, ha affermato: «Pur con qualche perplessità e dubbio, valuto positivamente l’approccio di questa proposta di legge che ha teso a coinvolgere il più possibile l’Aula. Mi rammarico che non si sia introdotta la preferenza unica e che le minoranze siano parzialmente sottorappresentate. Il lavoro è stato lungo e la legge che approviamo oggi non può rispondere a tutte le problematiche esistenti negli Enti locali, ma ne definisce intanto gli aspetti elettorali. Non sottovalutiamo inoltre la debolezza amministrativa di alcuni enti, che può anche favorire l’infiltrarsi della criminalità organizzata. Abbiamo la caratteristica di avere tanti piccoli Comuni e dovremmo sfruttare questa opportunità per sperimentare nuovi modelli di democrazia e partecipazione, come l’Assemblea dei cittadini.»

Il consigliere Roberto Luboz (Lega VdA) ha voluto evidenziare «l’opportunità di pervenire ad un testo unico degli Enti locali per raggruppare tutte le norme sull’argomento. Due aspetti, a mio avviso, sono da approfondire: il panachage, un sistema che potrebbe essere gradito agli elettori, e la possibilità dell’assemblea dei cittadini, laddove ci sia difficoltà a formare le liste elettorali. Nei nostri comuni purtroppo a volte mancano dialogo e coesione. E la politica dovrebbe interrogarsi sui motivi della crisi di rappresentanza.»

«Questa norma – ha detto il consigliere Claudio Restano (GM) – recepisce gli input del territorio e permette al Consiglio di riappropriarsi del diritto di legiferare. Questo è un Consiglio straordinario non per la convocazione, ma per i contenuti. Pensate ai fatti accaduti nelle giornate che hanno preceduto il Consiglio: il congresso dell’Union Valdôtaine e la sua presa di posizione; il mini congresso di Rete Civica.  Oggi, con il percorso di questa norma, abbiamo rimesso al centro il ruolo della politica: ne è un esempio anche la mozione sulla sanità approvata ieri, grazie a un confronto tra maggioranza e opposizione. Pensate all’accordo di ieri sull’opportunità di riportare in Commissione la proposta di legge sull’associazione dei servizi comunali, accordo siglato tra Consiglieri: questo è esemplificativo di una situazione che sta cambiando. Sono segnali di confronto, con i Consiglieri che si sono riappropriati del proprio ruolo e hanno fatto sentire la propria voce. Il Consiglio di oggi è quindi importantissimo per il futuro della nostra Regione.»

Annunciando il voto favorevole della Lega VdA, il consigliere Stefano Aggravi ha sottolineato«alcuni distinguo come quello sulle quote rosa, che non condividiamo per tutti quegli elementi che sono già stati dibattuti. Rivendichiamo il nostro apporto sull’allargamento dell’utilizzo dello spoglio centralizzato in altre realtà oltre a quelle dove questo avviene. Sulle retribuzioni, pur rispettando le posizioni dei diversi colleghi, avevamo immaginato di commisurare le indennità ai rischi non solo di gestione del territorio, ma anche sull’entità dei diversi bilanci: occorre retribuire adeguatamente chi si assume dei rischi per la comunità

In Aula è stato respinto un emendamento del gruppo ADU-VdA per garantire pari opportunità di genere anche nelle Giunte comunali. «Esprimo con grande rammarico – ha annunciato la consigliere Daria Pulz (ADU-VdA) – il nostro voto contrario a questo testo. Avevamo firmato la legge, nella speranza che venissero accolte le nostre istanze di uguaglianza di genere, ma oggi riteniamo che questa norma non abbia bisogno del nostro voto. Ci sono super donne e super uomini soddisfatti del contesto in cui vivono: noi siamo degli idealisti che sognano una società all’avanguardia, perché crediamo che l’autonomia debba consentirci di essere migliori e darci un’occasione di apertura culturale, che ancora non intravediamo.» Entrando nello specifico della norma, la Consigliera ha evidenziato «aspetti positivi come il ritorno all’elezione diretta del Sindaco, così come al riconoscimento del lavoro dei Sindaci e degli amministratori che hanno responsabilità crescenti anche nei piccoli Comuni. In effetti, la politica non può essere una professione: l’eccessiva monetizzazione degli incarichi ha fatto disastri, ma per amministrare servono soldi e tempo. Esprimo anche disaccordo con la previsione per cui dopo tre mandati consecutivi i Sindaci possono ancora fare i Consiglieri: è questo il modo per invogliare i giovani a entrare in politica?»

Concludendo la discussione, la presidente della prima Commissione, Patrizia Morelli, ha evidenziato: «Con questa norma rivendichiamo il nostro ruolo di legislatori, un ruolo che abbiamo cercato di portare avanti in Commissione. Dispiacciono i giudizi più tranchant, che arrivano dopo questo lungo confronto e dopo il tanto lavoro di mediazione. Sulla rappresentanza di genere, capiamo che non è semplice per le donne candidarsi, ma il contributo femminile è fondamentale: si deve essere eletti per le proprie competenze e non per la propria appartenenza di genere, ma è necessario dare però le stesse condizioni di partenza. L’elezione del Vicesindaco garantisce stabilità, anche nel caso in cui un Sindaco decida di candidarsi in Consiglio regionale per portare qui la propria esperienza. Quanto alle indennità, portiamo a compimento un percorso che viene dibattuto anche a livello italiano e che risponde alle grandi responsabilità in capo agli amministratori». La Presidente ha quindi detto che «occorre ragionare in modo lucido sulla riduzione del numero di Comuni: è un discorso tabu, ma realtà affini alla nostra lo hanno fatto e sarà giusto anche per noi affrontarlo. Oggi arriviamo quindi a una conclusione che non è perfetta, perché ognuno ha rinunciato a parte delle proprie opinioni: questo percorso ha però ridato centralità al Consiglio, con una modalità che ci auguriamo possa essere utilizzata anche per altri temi importanti.»  

Il presidente della Regione, Antonio Fosson (PNV-AC-FV), ha parlato «di un risultato trasversale e sinergico, che va a colmare alcune criticità, tra cui l’elezione diretta di tutti i Sindaci. Può essere migliorabile e capiamo che non sia condiviso da tutti. Gli Enti locali sono i testimoni delle esigenze della nostra gente e a loro va tutta la nostra attenzione. Il Sindaco ha responsabilità crescenti, non sempre monetizzate, e spero che questa strada possa essere intrapresa anche dai giovani. L’importanza della donna nella vita politica così come in quella sociale è indubbia. Siamo ad una nuova tappa di capacità legislativa, è segno di una vitalità dell’intera Assemblea legislativa. Siamo di fronte ad una sfida molto importante perché intervenire sui numeri dei Comuni è doveroso ma non è facile: forse il territorio non è ancora pronto. L’impegno di tutto il Consiglio è di andare verso una legge che sia molto innovativa per il bene di tutta la Valle d’Aosta.»

Mozioni

Delle diciassette mozioni, undici sono state rinviate dalla scorsa adunanza del 21 novembre. Di queste, quattro sono congiunte: tre sono di Lega VdA, Mouv’ e Misto, di cui una per invitare il presidente della Regione a rassegnare le dimissioni dalla carica, una per chiedere di riferire alla Commissione consiliare competente sugli intendimenti per soddisfare la volontà espressa dai cittadini di La Thuile con il referendum consultivo; la quarta mozione congiunta è dei gruppi Mouv’ e Misto ed è volta a consentire la mobilità volontaria tra il personale degli enti del comparto unico e quello l’Azienda USL a decorrere dal 1° gennaio 2020.

Le mozioni rinviate sono a firma del gruppo ADU-VdA per sollecitare l’approvazione del Piano nazionale per la conservazione del lupo e predisporre un Piano regionale di gestione del lupo, la revisione della legge regionale 14/2008 concernente il sistema integrato di interventi e servizi a favore delle persone con disabilità.

Una mozione rinviata è del gruppo Lega VdA ed è volta a prevedere risorse finanziarie per la realizzazione di uno studio per definire modalità di accesso alternative alle valli Ferret e Veny nel comune di Courmayeur.

Tre mozioni sono del M5S sulla realizzazione di uno studio per la riorganizzazione del reparto di ostetricia dell’ospedale Beauregard, sull’illustrazione alla competente Commissione consiliare del rapporto di autovalutazione del sistema scolastico e sull’istituzione di un gruppo di lavoro per una corretta programmazione delle politiche sociali relative ai bisogni delle persone disabili.

Delle sei nuove mozioni, due sono congiunte: una è a firma di Lega VdA, Mouv’, Misto e PNV-AC-FV per impegnare l’Ufficio di Presidenza del Consiglio e l’Assessore competente al rispetto dei reciproci ruoli istituzionali; una è dei gruppi Lega VdA e Misto per sollecitare l’adozione di iniziative per la modifica del tratto autostradale della A5 definito “raccordo autostradale” in tangenziale gratuita.

Due nuove mozioni sono state depositate dal gruppo ADU-VdA: predisposizione di un nuovo bando per la partecipazione al fondo per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione; definizione dei confini dell’area protetta del Parco naturale del Mont Avic rispetto all’alveo del torrente Chalamy.

Altre due mozioni sono state presentate dal gruppo M5S, volte a definire le modalità per la pubblicazione su appositi siti dei dati ambientali e a valutare la possibilità di avviare il progetto Reddito di residenza attiva in Valle d’Aosta.

Variney

Il Consiglio Valle ha approvato all’unanimità una risoluzione sul tema della riorganizzazione dei servizi di assistenza per anziani e del trasferimento della Residenza sanitaria assistenziale (RSA) dal J.B. Festaz alla microcomunità di Variney di Gignod. Il testo, sottoscritto dai consiglieri Aggravi, Bianchi, Bertin, Cognetta, Manfrin, Morelli, Restano e Russo, è il frutto di un accordo su una mozione presentata inizialmente dai gruppi Mouv’, Lega VdA e Misto. Durante una sospensione dei lavori, i Consiglieri hanno anche incontrato una rappresentanza del personale e delle famiglie degli utenti della RSA.

La risoluzione impegna la Giunta e l’assessore a presentare entro 180 giorni, sentita la Commissione, una proposta di legge di riorganizzazione complessiva del servizio di assistenza agli anziani sull’intero territorio regionale. La risoluzione impegna anche a coinvolgere la quinta Commissione per proseguire gli approfondimenti per valutare la scelta proposta, in particolare relativamente alle unità di personale e alle tipologie di professionalità necessarie, ed anche alle soluzioni prospettate per far fronte alle esigenze di trasporto pubblico; ad approfondire e a condividere ulteriormente, nell’ambito del progetto di riorganizzazione complessiva del servizio di assistenza agli anziani, l’eventuale progetto di trasferimento, coinvolgendo tutti i soggetti interessati. 

«Dibattiamo ormai da moltissimo tempo – ha evidenziato il consigliere Roberto Cognetta (Mouv’) – della necessità di riformare complessivamente il servizio di assistenza agli anziani, passando anzitutto dalla gestione delle strutture che a questi si rivolgono. Vogliamo impegnare il Governo regionale a presentare questo nuovo disegno di legge in tempi brevi, senza spingersi oltre un limite temporale che ormai è segnato da un abbondante ritardo. Prima di procedere allo spostamento, quindi, occorre affrontare il problema nel suo complesso: sul tavolo ci sono temi come le professionalità coinvolte, la privatizzazione delle microcomunità e la loro responsabilità di gestione, ma anche le resistenze al cambiamento dell’intero sistema. Sono tutti elementi da tenere in conto, sapendo che non è possibile accontentare tutti. Potevamo arrivare prima a questo punto, ma finalmente questo è un punto di partenza

«Siamo a favore – ha dichiarato il consigliere Claudio Restano (GM) – del mantenimento della microcomunità di Variney, ma occorre mettere in campo una risposta articolata e con interventi lungimiranti. La questione coinvolge cinque soggetti diversi, ciascuno con le proprie problematiche. Alla RSA del J.B. Festaz, che ha problemi di gestione e di spostamento dei letti, si affiancano i reparti di psichiatria, di geriatria e infetti, ognuno dei quali ha sue criticità. Poi c’è la microcomunità di Variney, con gravi problemi di bilancio. È quindi un problema complesso, che non può avere una risposta semplice: non è detto che però queste altre quattro problematiche non possano essere risolte autonomamente. Non è da escludere neppure la trasformazione in RSA la microcomunità di Variney: occorre trovare una soluzione che metta al centro le esigenze di ospiti e famiglie senza disperdere il patrimonio costituito tanto dal J.B. Festaz quanto dalle professionalità che operano in queste strutture.»

Il consigliere Luca Bianchi (UV), Presidente della quinta Commissione, ha detto che «dobbiamo avere un approccio nuovo rispetto a quanto fatto in passato, quando le condizioni erano diverse: va comunque evidenziata la lungimiranza di chi ha fatto in modo che questi percorsi rimanessero a carico dell’ente pubblico, anziché passare in mano privata come avviene in altre Regioni. Abbiamo audito in Commissione molti attori, ma procederemo anche con sopralluoghi al J.B. Festaz e a Variney: dobbiamo guardare agli utenti e agire nel loro primo interesse, guardando al problema nel suo complesso per tutto il territorio regionale.»

L’assessore alla sanità, Mauro Baccega, ha dichiarato: «Il futuro ci vedrà di certo avere un sempre maggior bisogno di assistenza per gli anziani, dovendo valutare anche quale tipo di assistenza sarà necessaria. La risoluzione che affianca la mozione vuole quindi portare avanti gli impegni presi, riportando anche in Commissione il percorso fatto fin qui. Ci sono evidenze come quelle del riparto di psichiatria che non può più rimanere nella sua sede di via Saint-Martin-de-Corléans, ma deve essere collocata in ambito ospedaliero. Anche le esigenze della geriatria sono articolate. Abbiamo quindi fissato una data, fra sei mesi, per una legge di riordino per dare il via a una serie di percorsi che sono in parte già definiti. L’incontro con le rappresentanze di operatori e famiglie ha evidenziato che a nessuno piace l’idea di spostarsi, ma c’è chiara l’esigenza di avere maggiore assistenza sanitaria all’interno delle RSA. Personalmente, sarò coinvolto fortemente insieme agli uffici perché questa legge sia presentata nei tempi convenuti.»

Il presidente della Regione, Antonio Fosson, è intervenuto dicendo che «il nostro sistema sanitario è straordinario per la sua scelta di restare sul territorio: anziché avere grandi centri di residenza per anziani, che avrebbero sradicato gli utenti rispetto ai loro contesti di vita, si è scelto di avere luoghi di prossimità. In questo senso sono inevitabili le difficoltà di gestione di piccoli centri, con grandi necessità di assistenza sanitaria: occorre però affrontare il tema nella sua globalità, tenendo conto che la Valle d’Aosta ha messo l’assistenza agli anziani tra le proprie priorità.»

Insegnamento bilingue al Liceo classico

Le Conseil de la Vallée a approuvé à l’unanimité une motion concernant l’enseignement bilingue au Lycée classique d’Aoste.

Le texte, présenté par le groupe ADU-VdA, a été modifié de concert avec l’assesseur à l’éducation, qui a illustré l’activité du groupe de travail qui depuis le mois de mai dernier a analysé la situation de l’orientation bilingue de l’école. 

La motion engage l’assesseur à partager avec la cinquième Commission le rapport technique élaboré par le groupe de travail, afin d’améliorer l’efficacité de l’enseignement au Lycée classique, un unicum sur le territoire italien. 

«Cette filière formative – a souligné la conseillère Daria Pulz – est exceptionnelle au niveau national : il s’agit d’une spécificité qui pourrait avoir une valeur ajoutée, mais qui en même temps ne permet pas de comparaison avec d’autres réalités. Cette idée différente d’école a perdu, au fil des années, une partie de sa lucidité. Nous avons appris qu’il y a de nouveaux problèmes, de difficile solution, concernant les contrats des experts francophones. Ceux-ci, dès le début de ce parcours spécifique en 1997/1998, accompagnent obligatoirement les professeurs dans l’enseignement de différentes disciplines. Nous estimons qu’il est fondamental de revoir cette adresse d’étude, après plus de vingt ans de sa création.» 

L’assesseur Chantal Certan a déclaré: «Le Lycée bilingue est un unicum non seulement au niveau italien. Cette motion ne pouvait pas être recevable dans sa conception initiale: le groupe nommé par le Gouvernement régional au mois de mai 2019 qui travaillait sur cette école vient de terminer son travail, pour la présentation aux familles de l’offre de formation 2020/2021. On propose donc une rencontre entre ce groupe et la Commission, pour partager le travail qui a été fait. Pour ce qui est des problèmes des contrats pour les experts francophones, on est en train de travailler pour garantir l’offre formative déjà à partir du deuxième quadrimestre. Nous chercherons des solutions plus structurées à partir de la prochaine année scolaire, après une confrontation avec le Ministère compétant


I lavori sono conclusi: il Consiglio tornerà a riunirsi da lunedì 16 a giovedì 19 dicembre 2019.

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