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Riceviamo e pubblichiamo da Claudine David

Claudine David, responsabile operativo del settore turismo del Centro servizi Courmayeur, nonché attuale livello più alto in forze per il settore turismo e dipendente con più anni di servizio in tale ente, ha indirizzato una lettera aperta a tutti i consiglieri comunali di Courmayeur:

«La decisione di indirizzarvi questa mail è avvenuta in seguito ai numerosi Consigli Comunali in cui avete trattato il tema di CSC che hanno avuto culmine con il consiglio del 29.11.19 in cui il rispetto per le persone che in CSC lavorano è mancato totalmente.
Lavoro ormai da quasi vent’anni nel mondo del turismo e, a mia tutela e a tutela delle colleghe con le quali condivido l’impegno in CSC, vi chiedo di non screditare più le nostre qualifiche, la nostra professionalità e il nostro operato per sterili fini politici.
Siamo persone assunte con bandi regolari, con stage o borse di studio, che lavorano regolarmente, con dedizione e che non meritano di essere continuamente attaccate durante i vostri dibattiti politici.
In meno di 2 anni abbiamo assistito a grandi trasformazioni e cambiamenti, al passaggio dall’Amministratore Unico al CdA, al cambio del CdA, all’arrivo e mancato rinnovo del Direttore Generale del turismo.  
Abbiamo proseguito con il nostro lavoro e credo che abbiamo dimostrato grande professionalità e flessibilità nell’adattarci ad ogni nuovo assetto che questi soggetti hanno portato con loro. 
Siamo persone che lavorano e che soprattutto non meritano di essere calpestate per i vostri fini politici.
Vi chiedo quindi di attenervi al puro scambio politico, alla discussione relativa a scelte, indirizzi e orientamenti, astenendovi dal commentare in modo falso e screditante chi, operativamente, quel lavoro lo svolge e rende operativo quanto definito a monte.
Forse, se rappresentassimo parte dell’elettorato attivo di Courmayeur, sareste più attenti nei nostri riguardi, ma nessuna di noi vota a Courmayeur, quindi mi preme sottolineare che siamo totalmente estranee ad ogni condizionamento politico.
Per vostra opportuna informazione le persone che non ritenete adeguatamente formate hanno i seguenti titoli di studio:
Borre Alessandra: Laurea triennale in Lingue e Letterature Moderne con indirizzo francese e inglese.
Castori Marta: Laurea Triennale in Lingue e Culture per il Turismo, Laurea Magistrale in Economia e Politiche del Territorio e dell’Impresa (con doppio diploma all’estero), Corso di Specializzazione in Organizzazione Eventi
Parisoli Claudia: Laurea triennale in Scienze della Comunicazione e Marketing, Master in Brand Management and Comunication
Perret Elisabetta: Laurea triennale in Economia e Gestione dei Beni Culturali e dello Spettacolo. 
Ed infine io, che rientro nel gruppo delle “ragazze del CSC” anche se ho 40 anni e sono madre di famiglia, ho una Laurea vecchio ordinamento in Scienze Turistiche e un Master in Economia e Gestione e del Turismo di Montagna.
In risposta poi alle accuse emerse nell’ultimo consiglio, credo che l’errore imbarazzante che avremmo commesso è aver fatto bene il nostro lavoro di promozione al punto che l’operatore di turismo, marketing e comunicazione (non influencer) su cui abbiamo investito negli anni passati, ha deciso di frequentare più assiduamente e in privato Courmayeur acquistando un appartamento in loco. Il livello dei prezzi non gli ha permesso di acquistare direttamente a Courmayeur, la scelta è quindi ricaduta su Morgex. Ecco perché questa persona produce contenuti social sul paese di Morgex (che mi risulta essere un paese della Valdigne, non un villaggio). Questi contenuti evidentemente non ricadono sul budget di CSC».

Cos’aveva detto Sottile

Questa la trascrizione di quanto dichiarato dal consigliere Massimo Sottile -membro del gruppo consiliare di minoranza La Nuova Via – durante i lavori del Consiglio comunale di Courmayeur del 29 novembre 2019: «di fatto affidiamo tre milioni di turismo ad un gruppo di ragazze più o meno volenterose che mancano di competenze specifiche, non mi pare che siano state destinati soldi in formazione , e tutto ciò che si fa li dentro si fa per volontà di queste ragazze che ovviamente compiono errori … a volte anche imbarazzanti! Ma l’imbarazzo non è in capo alle ragazze ma in capo alla gestione che manca».

Esprit Courmayeur si dissocia

Il gruppo consiliare di maggioranza Esprit Courmayeur si dissocia dalle affermazioni del consigliere Massimo Sottile nei confronti del personale del Centro Servizi Courmayeur e specifica: «Queste affermazioni sopra le righe hanno solo l’effetto di generare tensione inutile, e sono comportamenti e contenuti mai condotti dai membri di Esprit Courmayeur durante le sedute consiliari.

Esprit Courmayeur rinnova pubblicamente il proprio apprezzamento nei confronti del personale operativo del CSC, e supporta l’Amministrazione Comunale di Courmayeur nel lavoro che sta facendo. Le scelte in corso sul futuro CDA (come quelle fatte in passato) vanno nella direzione del continuo miglioramento della funzionalità del CSC e del turismo di Courmayeur».

E Vaglio si difende

Il consigliere indipendente Alberto Vaglio replica a quello che ritiene essere, da parte di Claudine David, «un gratuito e rozzo attacco politico all’istituzione di cui faccio parte».

Scrive Vaglio: «Signora Claudine, rispondo alla sua delirante e maleducata lettera, facendole anzitutto notare che lei è una dipendente di una Società in house del Comune di Courmayeur, non una dirigente della stessa o un amministratore pubblico. Di conseguenza dovrebbe attenersi al suo ruolo di dipendente (che per definizione è quello di eseguire i compiti che gli amministratori della Società le assegnano). Se vuole fare altro si attrezzi (cioè studi e faccia i necessari concorsi) per diventare dirigente oppure si faccia eleggere dai cittadini.Capisco che non essendoci più amministratori nella sua Società ne Amministratori autorevoli nel comune di Courmayeur, lei possa sentirsi in dovere di assumere posizioni che non le spettano. Di questo credo, spero e mi aspetto, che le venga chiesto conto da chi dovrebbe amministrare e vengano presi i dovuti provvedimenti.

Dopo una premessa in cui usa la prima persona singolare, passa al plurale e questo mi fa pensare che lei parli a nome anche di altri dipendenti del CSC, che però non firmano la lettera. Quindi mi piacerebbe sapere di chi è portavoce e se tutti i dipendenti condividono i concetti e la terminologia da lei utilizzata.

Quanto poi alle sue accuse di screditare le vostre qualifiche, la vostra professionalità e il vostro ruolo per “sterili fini politici” le preciso che noi siamo stati eletti all’interno dell’Amministrazione comunale per dare gli indirizzi e governare il paese. Le mie (parlo per la mia persona) non sono sterili polemiche ma preoccupazioni su una Società che sta andando a rotoli… se dovesse essere chiusa che fine farà il suo posto di lavoro? pensa di avere diritto ad essere assorbita all’interno dell’Amministrazione comunale? Quindi, io personalmente, non calpesto nessuno dei lavoratori del CSC per miei fini politici. Lei, come già spiegato sopra, non può e non deve permettersi di invitare un consigliere comunale ad “astenersi dal commentare in modo falso e screditare qualcuno”. Queste sono frasi e accuse gravi che ritengo siano da censurare nelle opportune sedi giudiziarie.
Mi lasci poi dubitare sul fatto che sia totalmente estranea ad ogni condizionamento politico. Guarda caso anche il gruppo di maggioranza Esprit Courmayeur è uscito oggi con un comunicato di sostegno alle sue tesi. 

Per quanto riguarda, poi, la questione che forse più l’ha toccata, cioè le modalità di svolgimento dei concorsi con cui alcuni dipendenti del CSC, prima tra tutti lei, sono stati assunti a tempo indeterminato, ribadisco in pieno ciò che ho potuto affermare pubblicamente in Consiglio comunale, senza fare attacchi a persone singole, ma contestando un metodo amministrativo che ritengo inopportuno e illegittimo. Visto che a seguito delle mie segnalazioni pubbliche nessuno si è ancora mosso e tutti fanno finta di nulla, anche in questo caso credo che sia necessario cominciare a effettuare le dovute segnalazioni alle autorità competenti.

Vede signora Cluadine, proprio la sua lettera dimostra come ci sia ormai una Società allo sbando, i cui dipendenti, seppur bravi e dotati di buona volontà, hanno perso la guida e sono ormai in totale confusione. Forse la paura comincia a far prendere decisioni poco accorte e corrette come quella di mandare questa lettera.

Non capisco poi qual era il suo intento rendendo pubblica la sua lettera che non fa altro che gettare ulteriore fango e discredito sulla società per cui lavora. In ogni caso mi attengo al suo metodo e, considerato per di più che io sono un Amministratore pubblico, questa risposta viene mandata ai giornali.

Non mi sarei mai aspettato che una dipendente di una società comunale potesse permettersi di fare un passo così grave e irresponsabile come quello fatto oggi da lei, per di più usando carta intestata del CSC (mi chiedo con quale autorizzazione). Mi aspetto che il sindaco e il Collegio Sindacale, attualmente unico organo amministrativo del CSC, non minimizzino quanto è successo e chiedo fin d’ora che vengano presi i necessari provvedimenti disciplinari nei suoi confronti e di tutti i dipendenti che hanno condiviso questo inutile e gratuito attacco al Consiglio comunale tutto. Se così non sarà, anche di queste omissioni qualcuno dovrà rendere conto.
Nella speranza di non ricevere più lettere così sgradevoli da parte sua, la saluto e le chiedo di continuare a svolgere il lavoro per cui è stata assunta, che non è certamente quello di screditare la sua Società e l’istituzione Consiglio comunale
».

Le risposte di La nuova via

I consiglieri del gruppo La nuova via hanno inviato a Claudine David le loro risposte a titolo personale.

André Savoye le ha scritto: «Apprendo con sconcerto della sua comunicazione.
Partendo dagli aspetti sostanziali: non mi sembra che il mio collega, Sig. Massimo Sottile, abbia espresso in Consiglio comunale opinioni o pareri discreditanti la Vostra professionalità, anzi ha sottolineato le Vostre difficoltà ad affrontare una costante instabilità di governance della Società negli ultimi due anni.
Passando ora agli aspetti maggiormente tecnici, ritengo del tutto inappropriato il comunicato di un Dipendente non dotato di rappresentanza esterna alla società, soprattutto in un momento di assenza di vertici societari.
Una dichiarazione come la Sua non fa che darci conferma delle enormi problematiche che la Società C.S.C. sta vivendo
».

Daniela Scalvino le ha scritto: «Rispondo di getto per constatare ancora una volta come vengano strumentalizzate le parole pronunciate in Consiglio comunale. Invito tutti voi a risentire la registrazione e valutare le dichiarazioni. Nessuno ha mai messo in dubbio le competenze e i titoli. Chiaramente il problema è a monte. Come ribadito più volte sono i vertici nominati sindacalmente che per svariati motivi hanno abbandonato la nave. Ritengo comunque il Sindaco debba smetterla di trincerarsi dietro a giustificazioni inutili ribaltando sempre le responsabilità sui dipendenti o sulla mancanza di risorse. Ormai non ci crede più nessuno. Rimane comunque un fatto politico che non si riesca a risolvere il problema dei vertici del Csc. Se poi ci si vuole nascondere dietro personalismi e dichiarazioni populistiche queste non fanno parte delle mie corde».

Massimo Sottile le ha scritto: «mi scuso per non aver parlato di persona con lei, ma non credo che l’impulsività e le reazioni a caldo siano mai utili.
Mi rammarico che Lei reagisca così fermamente alla mia superficiale analisi, esternata durante un acceso quanto mortificante dibattito politico, che nell’aula del Consiglio sembra interessare solo le opposizioni e chi come lei segue in streaming.
L’obiettivo delle mie parole non era violento, offensivo, né tanto meno quello di attribuire responsabilità ai dipendenti dell’azienda CSC, che in questi due anni hanno dovuto portare avanti il lavoro senza poter contare su direzioni chiare e condizioni di lavoro all’altezza delle professionalità che lei stessa riporta e sottolinea.
Sono davvero dispiaciuto che perdiamo l’occasione per portare avanti insieme (voi dipendenti, noi consiglieri e cittadini, i tanti operatori scontenti,…) il diritto ad avere informazioni e decisioni chiare in merito alla governance di CSC.
Questa non deve e non può essere la battaglia di un singolo consigliere, di una dipendente, ma quella di tutti noi.
Un dibattito aperto per rispetto:

  • dei cittadini, che in questa azienda versano ogni anno più di 500.000 euro affinché si possano pagare gli stipendi e restare aperta con tutti i servizi che questo significa.
  • dei lavoratori, che meritano più certezze da un’amministrazione comunale che deve essere in grado di esprimere un CdA capace, credibile e stabile, che superi al più presto la gestione ordinaria del collegio sindacale e allontani quanto prima lo spettro della liquidazione societaria.
  • della professionalità dei dipendenti che vediamo quotidianamente mortificata e impotente a causa di una gestione tanto difficoltosa e nociva.

Vede, non era necessario elencare i titoli di studio delle persone che cita, né il suo, perché li conosco molto bene, e significa che insieme all’amministrazione precedente avevamo fatto un ottimo lavoro ponderando bene le nostre scelte ed essendo garanti della trasparenza e della legalità delle selezioni che hanno portato così tanta professionalità e capacità all’interno dell’azienda, cosa che non è riuscita a chi è venuto dopo.
Ho collaborato proficuamente con lei e con tutte le persone che cita e conosco anche i titoli di studio e il grande valore di tutti coloro che a vario titolo, e con metodi e stili così spesso discutibili e parziali, sono stati allontanati in questi due anni.
Tutti insieme, ricorderà, dimostrammo quanta potenzialità e quanto alto e lontano si potesse guardare da Courmayeur grazie alle idee e all’innovazione che CSC rappresentava. Grazie ai titoli di studio, ma soprattutto all’umiltà di riconoscere che da soli non bastano mai, e grazie a tante persone oggi anche lei può citarsi con soddisfazione come “responsabile operativo del settore turismo di CSC, nonché attuale livello più alto in forze per il settore turismo e dipendente con più anni di servizio”, se tanto ama le gerarchie.
Non se la prenda se si è sentita accusata all’interno dei lavori del Consiglio, ma, vede, quella per cui lavora resta una società a socio unico Pubblico, vale a dire il Comune, è normale che cittadini e consiglieri possano avere dei dubbi, rilevare problemi e chiederne conto: resta pur sempre l’azienda di tutti noi, vigilare fa parte dei diritti/doveri di ogni consigliere e chiederne conto di quelli di ogni cittadino di Courmayeur.
Lei dunque comprenderà il rammarico e la frustrazione di dover vedere e riconoscere così tanti e gravi problemi nell’azienda che abbiamo creato e fatto crescere con fatica per 10 anni.
Solo da qui nasce l’esigenza di dire forte e chiaro che CSC merita di più, che voi meritate di più, che Courmayeur merita di più.
Non cada nel tranello di bassa politica e dei politicanti dove a litigare saremo io, lei, qualche consigliere, le colleghe delle quali lei si fa portavoce, facendo perdere il vero centro del problema, unico e solo obiettivo dei miei attacchi: la governance di CSC e l’amministrazione comunale che ne è responsabile.
Polemiche, strumentalizzazioni e atteggiamenti populisti e mistificatori li lascio ai comunicati di quelli di Esprit Courmayeur, immediatamente pronti a strumentalizzare me, lei, la situazione, spostando l’attenzione sui toni impulsivi e ruvidi, piuttosto che sul problema reale: la loro innegabile responsabilità.
Io preferisco sempre giudicare le persone per ciò che fanno e meno per ciò che dicono, o il ruolo che occupano.
Se davvero hanno così profonda stima e rispetto per tutti voi dipendenti, perché sbarazzarsi di così tante persone capaci già collaboratori di CSC, o da loro stessi selezionate, come il dott. Tonolo, tutto il cda a guida Tropiano? Perché lasciare ruoli vacanti per così tanto tempo nella vana ricerca di un direttore dell’area turismo all’esterno, potendo attingere da un curriculum tanto valido come il suo, o come quello di tante persone più che adeguate rapidamente allontanate, o ancora oggi dipendenti di CSC?
Ci tengo ancora a sottolineare il concetto che cito testualmente, indirizzato nella sua chiusa al Sindaco e alla giunta e mai a lei mi pare: “tutto ciò che si fa lì dentro [csc] si fa per volontà di queste ragazze che ovviamente compiono errori… a volte imbarazzanti. Ma l’imbarazzo non è in capo alle ragazze ma in capo alla gestione che manca”.
Gli imbarazzi, le leggerezze, gli errori ai quali mi riferisco sono quelli che mi sono stati esposti, prodotti, persino confidati proprio da lei e da molti dipendenti, fornitori, collaboratori, operatori, cittadini e interlocutori a vario titolo di CSC negli ultimi due anni.
Indicazioni e segnalazioni che con grande sensibilità, onestà e decenza non sono mai state oggetto di strumentalizzazione politica, o mediatica, ma solo elementi di riflessione privata e allarmi circa la fondatezza della grande preoccupazione che la maggioranza dei cittadini, e gran parte del consiglio ormai, nutrono per u n’azienda che assorbe tante risorse dal bilancio e che dovrebbe essere tanto fondamentale per la competitività e la credibilità di Courmayeur e delle sue leve economiche più importanti: il turismo ed i servizi.
Amareggiato che ci si possa dividere anche su una battaglia utile e comune a tutti, la valorizzazione dell’azienda presso la quale lei opera , n on comprendo come la trasmissione ai media potesse correggere l ’immagine che traspare che, nonostante i suoi sforzi, pare confermare ulteriormente il dato di fatto della totale situazione di stallo ed assenza di governance e rappresentatività dell’azienda.
La sua stessa scelta di prendere posizione ufficiale per conto dell’azienda e di altri dipendenti denuncia la confusione del momento, che dopo due anni è inaccettabile e per la quale i nostri amministratori dovrebbero seriamente e responsabilmente assumersi la responsabilità, senza fare di lei, o di me, gli strumenti che spostino il vero nodo del problema: l’inadeguatezza della leadership.
Io non ho necessità di inviare nulla ai media poiché non ho denigrato nessuno e non vedo necessità alcuna di “riabilitare” , come dice lei, l’immagine di nessuno, che reputo già sufficientemente dignitosa, rispettabile e che è parte lesa in questa vicenda come lesa è tutta la cittadinanza di Courmayeur per una tanto superficiale gestione della governance CSC.
Mi limiterò a inviare questa mia a parte degli indirizzi che lei stessa utilizza per trasmettere il suo comunicato, la prego semmai di trasmetterla alle colleghe che cita, e che le hanno attribuito ruolo di rappresentanza, poiché non compaiono tra gli indirizzi in invio della sua.
Essendo trasmessa su carta intestata ho modo di ritenere che debba considerarsi ufficiale e dunque chiunque riceverà questa risposta potrà trasmetterla alla stampa, se ritenesse che ciò possa giovare alla tutela dell’onorabilità dei consiglieri e delle libere opinioni di ciascuno di noi.
Salutando, La invito ad un atteggiamento meno parziale e sereno e a discriminare meglio chi dimostra di avere a cuore davvero l’azienda CSC, i vostri posti di lavoro e Courmayeur e chi invece da due anni tratta l’azienda con tanta superficialità e approssimazione, impedendo (non indicando una governance stabile e credibile) di esprimere tutte le potenzialità che essa ha in seno grazie proprio ai suoi lavoratori, siano essi elettori di Courmayeur, o meno».

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