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Grand-Combin: la microcomunità a rischio

La quinta Commissione del Consiglio Valle, accompagnata dall’assessore alla sanità e servizi sociali e dai sindaci dell’Unité des Communes valdôtaines du Grand-Combin, ha effettuato nella giornata di mercoledì 4 dicembre 2019, un sopralluogo presso la microcomunità di Variney e la Casa di riposo J.-B. Festaz di Aosta.

«È stato un sopralluogo molto utile – dichiara il presidente della quinta Commissione, Luca Bianchi (UV) -, che ci ha consentito di toccare con mano la realtà di queste due importanti strutture per l’assistenza agli anziani. È fondamentale poter conoscere direttamente le condizioni in cui operano, per affrontare e risolvere in modo adeguato le loro criticità. Si è rilevato che queste strutture devono essere sempre più a vocazione sanitaria per la tipologia di utenti accolti.»

«Si ritiene prioritaria l’approvazione del disegno di legge sull’attrattività del nostro sistemo sanitario per i medici – continua il Presidente -, così come è stato indicato dalla risoluzione approvata all’unanimità nell’ultimo Consiglio regionale. L’Assessore Baccega ha ribadito la sua ampia disponibilità a presentare il disegno di legge per la riorganizzazione del servizio di assistenza agli anziani sull’intero territorio regionale, in un percorso che coinvolgerà tutti i soggetti interessati, perché il tema venga preso in carico nella sua complessità avendo come primo punto di riferimento la qualità dei servizi offerti agli utenti.»

La posizione della Grand-Combin

Il presidente Joël Créton ha illustrato l’articolazione della microcomunità e i servizi erogati, precisando che alcuni di questi sono stati centralizzati (cucina, lavanderia, centrale termica) per ridurre i costi di gestione.

Créton ha poi precisato che la struttura è composta da una parte ristrutturata ma soprattutto da una nuova ala, che ospita gli anziani su un unico piano.

Nel corso della visita, gli amministratori locali hanno avuto la possibilità di spiegare ai consiglieri regionali le difficoltà gestionali legate in particolare ai costi di gestione che, per l’anno 2020, comportano un disavanzo presunto di quasi 500.000 euro, che grava sui soli bilanci dei Comuni del comprensorio «rendendo difficile e persino impossibile la copertura da parte dei Comuni, tenendo conto che la maggior parte degli utenti proviene dagli ambiti confinanti».

L’Unité ricorda che «da anni segnala le difficoltà alla Regione ed era fiduciosa che l’opportunità di trasferire la Microcomunità al J.-B. Festaz (di comune accordo con l’USL, l’Assessorato alla Sanità) potesse risolvere questi problemi nel breve periodo, garantendo anche un miglioramento delle condizioni di lavoro del personale OSS che, negli ultimi anni, si è fatto carico di assicurare un servizio di qualità nonostante le difficolta legate alla carenza del personale».

Conseguentemente, «L’ulteriore decisione di soprassedere all’operazione – che pareva logica e funzionale, risolvendo i problemi non solo dell’Unité – ha suscitato nuove preoccupazioni e incertezza sull’esito delle decisioni».

Il presidente ha voluto essere chiaro e trasparente con i consiglieri, precisando che l’Unité si trova nelle condizioni di dover seriamente valutare, riprendendo peraltro quanto già ipotizzato negli ultimi anni, la possibilità di esternalizzare la gestione della struttura, onde evitare che questa possa risultare talmente insostenibile da dover essere chiusa definitivamente.

Cognetta: da Créton minacce inaccettabili

A questa ipotesi di esternalizzazione si oppone il consigliere regionale di Mouv’ Roberto Cognetta.

«Due strutture molto belle, pulite, in cui i dipendenti svolgono decorosamente il loro lavoro», definisce la microcomunità di Variney di Gignod e la Residenza Socio Assistenziale della Casa di riposo J.-B. Festaz di Aosta. «Tuttavia, sono profondamente amareggiato – specifica – dalle dichiarazioni, anche un po’ minacciose, del presidente dell’Unité des Communes Grand-Combin il quale, al termine del sopralluogo, ha paventato la possibilità di esternalizzare la gestione della struttura di Variney (quindi affidandola a privati) per evitarne la chiusura a fronte di un disavanzo presunto per il prossimo anno di quasi 500.000 euro. Peccato che questo disavanzo sia dovuto a una mala gestione da parte della stessa Unité.»

«Questa minaccia – evidenza Cognetta –  conferma l’urgenza di approvare una legge di riordino complessivo dei servizi di assistenza agli anziani. Non c’è più un minuto da perdere

Per il Consigliere Cognetta, «questo è un ricatto politico ed è inaccettabile che si utilizzino delle lavoratrici, dei lavoratori e gli anziani come scudo umano. I primi a ribellarsi a questo comportamento dovrebbero essere i cittadini

E conclude: «Io sono per una sanità pubblica, e questo è un monito per l’assessore Baccega e per gli amministratori locali: sono finiti i tempi in cui, per risolvere certe situazioni, bastava mettersi d’accordo con l’assessore di turno. È un atteggiamento sbagliato, retaggio di vecchi sistemi. Problemi come questo prevedono il coinvolgimento di tutti ma a pagare deve essere chi ha male gestito e non scaricare le colpe sui cittadini più deboliE pensare che i sindaci hanno pure preteso l’aumento degli stipendi: dovrebbero vergognarsi.»

La replica dell’Unité

L’Unité des Communes valdôtaine du Grand-Combin replica a Cognetta: «I sindaci, per bocca del loro presidente, hanno solamente evidenziato la situazione critica che segnalano da anni alla Regione. 
I componenti della attuale Giunta sono stati quasi tutti assessori alla Sanità negli ultimi anni e di certo non potranno smentire il grido di allarme, peraltro già portato anche all’attenzione pubblica e dei Sindacati con lettere e comunicati stampa da questa Unité negli ultimi anni. 
Il consigliere scambia le affermazioni e considerazioni fatte dal presidente di un ente locale a una Commissione consiliare che sta svolgendo un sopralluogo nella struttura da questo ente gestita con le chiacchiere da bar, definendole minacce, offendendo così non solo il rappresentante della Comunità locale che illustra legittimamente le posizioni dei Comuni del comprensorio, ma anche tutto il personale che, con dedizione e impegno, da anni sostiene la gestione di queste strutture, offrendo umanità e sostegno alle famiglie nonostante un quadro lavorativo sempre incerto da anni e facendo loro stessi da scudo alle persone anziane ospitate e ai loro familiari. 
Fa bene il consigliere a dire che non c’è da perdere un minuto perché, in inutili discussioni, lui ha perso mesi o forse anni visto che siede in quell’aula da due legislature senza che mai abbia proposto qualcosa di concreto ma sempre e solo sollevando polemiche su tematiche che tra l’altro non conosce. 
Meno male che almeno ha riconosciuto “che le strutture visitate sono molto belle e pulite in cui i dipendenti svolgono decorosamente il loro lavoro”. Sappia il consigliere che insieme al personale che ha visto in struttura ce n’è altro che quotidianamente si impegna per far funzionare al meglio la struttura, che si occupa di trovare personale in una situazione di grave carenza di figure professionali OSS, che provvede a far funzionare una cucina che come ricordato produce più di 85.000 pasti all’anno garantendo agli ospiti prodotti di qualità con diete anche personalizzate, che garantisce h 24 per 365 giorni all’anno il funzionamento della struttura. 
Quando parla di mala gestione, il consigliere fa solo affermazioni offensive e inopportune nel confronto che si è svolto democraticamente tra due Istituzioni pubbliche di cui lui è un rappresentante ed in cui le posizioni possono essere diverse ma sono entrambi degne di rispetto».

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